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| Ultimi arrivi - The Moon After Apollo 17 |

ZZ-ZZ-Towers on the Moon-3.jpgThe "Towers" of the Moon: Alien artifacts, Myth or Bogus? (2)230 visiteDato che i Ricercatori Lunar Explorer Italia non prendono mai per 'oro colato' il materiale che si riesce a trovare - anche se e quando la fonte è autorevole -, siamo andati sul Sito
http://www.cmf.nrl.navy.mil/clementine/clib (Naval Research Laboratory)
ed abbiamo cercato le immagini che il Dr Skipper ha già analizzato e che ci ha impedito di riprodurre.
Questa è la prima e, come potrete verificare, le 'alterazioni' ci sono, sono quelle già evidenziate dal Dr Skipper nei suoi Reports e sono evidenti ma...Noi non ci siamo fermati e siamo andati avanti.
E quello che abbiamo trovato è, semplicemente, raccapricciante.
Venite con noi...Giu 10, 2005
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ZZ-ZZ-The Moon-1.jpgThe "Towers" of the Moon: Alien artifacts, Myth or Bogus? (1)175 visiteNoi non abbiamo idea di chi sia il Ricercatore - anzi: l'Investigatore - che si firma Joseph P. Skipper (il "Capitano" J.P.), ma abbiamo letto quasi tutti i suoi lavori (tanti, tutti pubblicati sul Sito "Mars Anomaly Research", che Vi suggeriamo caldamente di andare a guardare) e ci siamo convinti di aver trovato degli spunti molto interessanti, sia sul Capitolo "Luna", sia sul Capitolo "Marte", che proveremo a rivedere insieme a Voi.
Forse siamo solo su una piccola isola sperduta nel 'Mare Magnum' delle speculazioni e/o forse ci siamo imbattuti in una sorta di Richard Hoagland dalle idee leggermente più 'alternative' e, dal nostro punto di vista, sostanziabili: non lo sappiamo ancora.
Ciò che sappiamo è che il materiale raccolto e studiato dall'Investigatore J.P. Skipper è decisamente interessante e quindi meritevole di essere visto e commentato: noi ci proveremo, al meglio delle nostre capacità e poi sarete Voi, come sempre, a giudicare i risultati.
Purtroppo, con una comunicazione da noi ricevuta oggi, 12 Giugno 2005, il Dr Skipper ci ha NEGATO il permesso di utilizzare – in qualsiasi modo ed a qualsiasi fine – il materiale da lui prodotto e pubblicato sul Sito “Mars Anomaly Research”.
Questa decisione – che, in tutta onestà, ci lascia un po’ perplessi – rientra comunque nel diritto che ciascun Ricercatore ha di usare il proprio materiale ed i propri studi come meglio crede e ritiene, in ottemperanza a quanto previsto e stabilito dalle Leggi e dalle Normative Internazionali in materia di Copyright e di tutela del Diritto di Autore.
Pertanto, pur ritenendo la decisione del Dr Skipper come un atto ‘vagamente ed inutilmente scortese’, siamo costretti e rimuovere tutti i frames (ed i relativi commenti) estratti dal Sito “Mars Anomaly Research”, al quale comunque Vi rimandiamo.
Giu 09, 2005
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ZZ-ZZ-TC-!cid_000801c53f43_6c932af0_34c33052@xxx90a8d37818b.jpgTsiolkowsky Crater (3D)214 visiteUna bellissima immagine in 3D - cortesemente fornitaci dal Dr Alessio Feltri - che ci mostra uno dei luoghi più enigmatici della Luna: il Cratere Tsiolkowsky.
Questo Cratere, molto noto a tutti i Selenologi, ci mostra una Singolarità così particolare che abbiamo deciso di occuparcene in una Investigation ad hoc!Mag 30, 2005
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ZZ-ZZ-MoonMirEarth_STS91_big.jpgEarth - Moon - MIR from STS 91176 visiteDa "NASA - Picture of the Day" del 30 Aprile 2005:"While orbiting the planet during their June 1998 mission, the crew of the Space Shuttle Discovery photographed this view of two moons of Earth. Thick storm clouds are visible in the lovely Blue Planet's nurturing atmosphere and, what was then Earth's largest artificial moon, the spindly Russian Mir Space Station can be seen above the Planet's limb. The bright spot to the right of Mir is Earth's very large natural satellite, the Moon. The Mir orbited planet Earth once every 90 minutes about 200 miles above the planet's surface or about 4.000 miles from Earth's center. The Moon orbits once every 28 days at a distance of about 250.000 miles from the center of the Earth".Apr 30, 2005
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ZZ-ZZ-ZZ-InfraredMoon_msx_big.jpgEclipsed Moon in Infrared: what's inside Tycho Crater?1330 visiteDa "NASA - Picture of the Day" del 23 Aprile 2005:"In September of 1996, the Midcourse Space Experiment (MSX) satellite had a spectacular view of a total lunar eclipse from Earth orbit. SPIRIT III, an on board infrared telescope, was used to repeatedly image the moon during the eclipse. Above is 1 of the images taken during the 70 minutes of totality (...). Infrared light has wavelengths longer than visible light - humans can not see it but feel it as heat. So, the bright spots correspond to the warm areas on the lunar surface and dark areas are cooler. The brightest spot below and left of center is the crater Tycho, while the dark region at the upper right is the Mare Crisium".
La spiegazione fornitaci dalla NASA circa il contenuto e la chiave di lettura dell'immagine è davvero perfetta ed inequivocabile. Ciò che ci lascia perplessi, tuttavia, è l'assoluta non-chalance con cui ci viene detto che il Cratere Tycho "è caldo", mentre quasi tutto il resto della Luna non lo è.
Cosa c'è "dentro" Tycho?!?Apr 23, 2005
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ZZ-Tycho and Copernicus.jpgTycho and Copernicus Crater121 visiteCaption NASA originale:"Dazzling in binoculars or a small telescope, the Moon is pocked with impact craters. During partial lunar phases, the craters along the terminator are cast in dramatic relief by strong shadows. But when the Moon is full, some craters seem to sprout systems of bright radial lines or rays. This detailed close-up of the full Moon features two prominent ray craters, Copernicus (upper left) and Tycho (lower right), each with extensive ray systems of light colored debris blasted out by the crater-forming impacts. In general, ray craters are relatively young as their rays overlay the lunar terrain. In fact, at 85 Km wide, Tycho, with its far reaching rays, is the youngest large crater on the nearside. Crater Copernicus, surrounded by dark mare which contrast nicely with its bright rays, is 93 Km in diameter".Mar 05, 2005
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ZZ-ZZ-ZZ-Flare_from_Italy-TLP-2.jpgA "Flare on the Lunar limb" from Italy - detail mgnf (2) - (Credits: Dr Paolo C. Fienga/LXTT/IPF)13588 visiteIl Dr David O. Darling ritenne plausibile l'ipotesi per cui si fosse trattato del "picco illuminato del Monte Leibnitz", colpito solo sulla sua sommità dai raggi del Sole radente. Una buona idea, ma destinata a cadere non solo sulla base della stessa testimonianza del Dr Fienga, ma anche a seguito dell'esame di questo detail mgnf del frame originale operato a cura del Dr J.J. Mercieca (MUFOR). Difficile pensare che un "picco illuminato" produca un simile "getto di luce" e, forse, di materiale... Meteor Strike? E' possibile, ma la durata del fenomeno (circa 2 ore!) ci lascia davvero perplessi. Poteva dunque essere il riflesso di una Cupola di Cristallo illuminata dal Sole (R. Hoagland)? Idea "esotica" e totalmente insostanziabile. Allora un "outgassing"? Questa è l'ipotesi (assieme al fenomeno vulcanico) che, ad oggi, ci sembra - tutto sommato - più verosimile. Ma la verità è che, probabilmente, non sapremo mai che cosa accadde davvero sul bordo della Luna durante quella fredda notte di Aprile del 1997...Feb 09, 2005
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ZZ-ZZ-ZZ-Flare_from_Italy-TLP-1.jpgA "Flare on the Lunar limb" from Italy (1) - (Credits: Dr Paolo C. Fienga/LXTT/IPF)11768 visiteEra il 14 Aprile 1997 quando, durante una sessione di riprese fotografiche della spettacolare cometa "Hale-Bopp", il Dr Paolo C. Fienga decise di gettare un'occhiata alla Luna.
Usando un semplice tele-obiettivo non gli fu difficile notare, proprio sul bordo della Luna - ma nella sua zona in ombra - un insistente scintillìo il quale si protrasse - a detta dell'Osservatore - per oltre 2 ore, sebbene con luminosità ed intensità via via decrescenti. Di che cosa si trattava? Secondo il Dr Fienga - il quale utilizzò per l'osservazione del fenomeno un telescopio riflettore "Celestron-8" - sul bordo della Luna "...si era accesa una luce di colore bianco e rosso..." la quale assomigliava "...ad una piccola stella, come la si vedrebbe al telescopio..". Questa luce, ora più viva e brillante, ora meno, rimase visibile fra le 21 e le 23 CET, poi scomparve. TLP? Meteor Strike? UFO? Si trattò, in effetti, di un fenomeno davvero inusuale il quale trovò svariate spiegazioni ed interpretazioni. Vediamole...Feb 09, 2005
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ZZ-ZZ-U-Flare.jpgTransient Lunar Phoenomena (TLP) - 1177 visiteDietro l'acronimo TLP (linguaggio internazionale per "Transient Lunar Phoenomena") o FLT (per "Fenomeni Lunari Transitori") si nasconde, forse, uno dei più grandi - e vicini! - "misteri" ai quali la Scienza Convenzionale ancora NON è riuscita a dare una risposta convincente, sebbene la fenomenologia in oggetto le fosse nota sin dall'Antichità. Ma che cosa sono i TLP?
Sono "Eventi Estemporanei", imprevisti ed imprevedibili, i quali si risolvono - nella maggior parte dei casi - in "brillamenti" (che possono manifestarsi in forma di "sparks"--> scintille o "flares"--> fiammate o fiaccole) della superficie lunare. Si tratta di luci (di colore bianco, rossastro o azzurro, per lo più) che si accendono sulla superficie della Luna e che sono così brillanti da risultare visibili anche dalla Terra e SENZA l'ausilio di particolari strumenti. Questi TLP, come avremo occasione di vedere, si manifestano in alcune zone in particolare (i.a. i Crateri Aristarco ed Alfonso) e sono stati osservati da Astronomi ed Astronauti.Feb 07, 2005
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ZZ-ZZ-V-Flare from Clem.jpgTransient Lunar Phoenomena (TLP) - 2173 visiteEccoVi due testimonianze (decisamente autorevoli) riguardo a questi strani fenomeni, estratte dall'articolo 'LTP-Lunar Transient Phoenomena' di W.S. Cameron:"On the night of November 2, 1958, Soviet astronomer Nikolai A. Kozyrev witnessed a strange phenomenon while making spectrograms of the crater Alphonsus with the Crimean Astrophysical Observatory's 50-inch reflector. As he watched through the telescope's guiding eyepiece, he saw the crater's central peak blur and turn an unusual reddish color. The spectrograms confirmed his visual impressions of a volcanic event; they showed an emission spectrum of carbon vapor (S&T: February, 1959, page 184).
On July 19, 1969, the Apollo 11 command module had just achieved orbit around the Moon when the Mission Control Center in Houston received word that amateur astronomers reported a TLP in the vicinity of the crater Aristarchus. Asked to check out the situation, astronaut Neil Armstrong looked out his window toward the earthlit region and observed an "area that is considerably more illuminated than the surrounding area. It just has -- seems to have a slight amount of fluorescence to it." Although he wasn't sure, Armstrong believed the region was Aristarchus".Feb 07, 2005
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ZZ-ZZ-Z-Flare from Clem.jpgTransient Lunar Phoenomena (TLP) - 3328 visiteNonostante queste 2 (ma ne esistono migliaia!) testimonianze, i TLP sono rimasti una grande incognita. Per un valido studio sulla materia - che qui non ci è possibile affrontare compiutamente per ragioni di spazio - Vi rimandiamo al Sito "Lunar Anomalies Homepage" del Collega Mike Bara (www.lunaranomalies.com) ed alla relativa Sezione dedicata ai TLP. Noi pubblicheremo qualsiasi immagine ci pervenga e che riguardi questi fenomeni e, ogni volta, cercheremo di spendere qualche parola per spiegare le possibili cause di un simile evento, dalle più ovvie ("outgassing" e "meteor strikes") alle più "esotiche" (eruzioni vulcaniche, cupole di cristallo che brillano ai raggi del Sole, esperimenti nucleari Top Secret ed UFO activity).
Nota: negli ultimi 2 frames un (presunto) TLP ripreso dalla Sonda Clementine (immagine originale e detail mgnf). Certo è che, con tutte le evidenze che abbiamo, il fatto che la natura (genuina) di un simile fenomeno continui ad essere messa in dubbio ci lascia davvero perplessi (sic!)...Feb 07, 2005
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PythagorasCrater_smart_m1.jpgPythagoras Crater from Smart 1135 visiteOmbre affilate si stagliano dal picco centrale e dalle pareti "a terrazza" del Cratere Pitagora, uno dei "Grandi Crateri Lunari", avente un diametro di ben 120 Km. Questa visione del Cratere è il risultato di un fotomosaico ottenuto grazie alle immagini ricevute dalla Navicella ESA "SMART-1".
Il "picco centrale" - una caratteristica ripetitiva dei più grandi e complessi "crateri da impatto" Lunari (e non!) - potrebbe essere la conseguenza del "rimbalzo" e del successivo (nonchè repentino) solidificarsi di grandi quantitativi di materiale roccioso il quale, a causa delle enormi temperature prodottesi a seguito dell'impatto, si è in parte liquefatto.
Spinta da un "propulsore ionico" di nuova concezione, la Navicella SMART-1 è entrata in orbita attorno alla Luna nel Novembre 2004 dopo una crociera di collaudo durata ben 13 (!) mesi.
SMART-1 (acronimo per Small Missions for Advanced Research in Technology), nei prossimi mesi, passerà ripetutamente accanto alla Luna ad altezze variabili dai 1000 ai 5000 Km.Feb 03, 2005
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