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Huge "Pseudo-Pyramidal" Surface Feature: the "D&M" Pyramid
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Le piramidi e le morfologie poligonali riscontrate sulla superficie di Marte sono riconducibili, secondo la NASA, a fenomeni di erosione, per lo pi eolica.
Tali forme sono riscontrabili sia a livello di detriti e singole rocce sia, nella macroscala, a rilievi od a gruppi di essi.
Oggetto delle attenzioni di Hoagland e & C. sin dalla met degli anni 70, queste "Costruzioni della Natura" hanno sempre incuriosito e fatto sognare limmaginifico dei cultori delle Scienze di Frontiera in generale e della cosiddetta Eso-Archeologia (o Eso-Archeografia) in particolare.
Se la tentazione di credere nellartificialit di certe forme molto grande e, per certi aspetti, ampiamente giustificabile - soprattutto per i non addetti al settore -, non si pu, tuttavia, negare che le anomalie riscontrabili in molti oggetti, strutture e fenomeni marziani sono sovente idonee a causare incertezze anche nelle personalit scientifiche che sono chiamate a studiarne i dettagli.
La NASA e lESA, per prime, se non possono dare spiegazioni accettabili tacciono o occultano o mistificano - o, come talvolta gi avvenuto - entrano in palese contrasto fra loro (...alla faccia del progresso scientifico!...). In realt, sarebbe sicuramene molto pi onesto - e semplice - ammettere limpossibilit di essere sempre in grado di dare una spiegazione che sia coerente con le attuali conoscenze del Sistema Solare, ma questa, lo sapete, tutta unaltra storia..
Per tornare al frame in oggetto - il quale rappresentativo della famosa "D&M Pyramid", situata nella Regione Marziana di Cydonia Mensae (si: la stessa Regione della "Sfinge", nota anche come "Faccia di Marte") - Vi diciamo subito che la Geomorfologia Terrestre pu venirci nuovamente in aiuto per cercare di comprendere - se non in toto, almeno in parte - lorigine di una forma cos curiosamente regolare.
Sulla Terra, morfologie trigonali, tetraedriche o comunque piramidali sono dette Dreikanter e si riscontrano in regioni desertiche o periglaciali.
Il presupposto fondamentale perch si realizzino la presenza di venti regnanti la cui direzione di avanzamento sia costante nel tempo. Lazione abrasiva delle particelle e dei clasti, quindi, scolpisce - nel corso dei milioni di anni - i fianchi di questi oggetti sino a regolarizzarne i contorni.
Su Marte potrebbe essere (tutt'ora) in atto un processo molto simile l quale pare coinvolgere anche i rilievi di dimensioni medio-grandi; sul nostro Pianeta, invece, i Dreikanter si producono solo su corpi rocciosi molto piccoli (da pochi cm e sino ad alcuni metri) - anche se bisogna ricordare che i fenomeni erosivi terrestri sono molto pi complessi di quelli marziani!
In definitiva, la storia Geomorfologica del nostro Mondo risulta pi molto varia di quella del Pianeta Rosso (almeno nel suo "stato" attuale) perch essa influenzata direttamente dalla Geodinamica, la quale ancora attiva in e con tutti i suoi processi geologici, e dalla Biosfera.
E se pensate a tutto quello che stato appena detto, contestualizzandolo in maniera appropriata, non Vi sar per nulla difficile capire il motivo per cui MOLTO pi affascinante e coinvolgente il vedere e l'interpretare questo rilievo (come altri similari, su grande, media e piccola scala) come "Opus Naturae", piuttosto che ridurlo ad una non solo (ed almeno per ora) del tutto indimostrabile, ma anche bizzarramente improbabile e sfacciatamente speculativa, "Opus Artificiosum".
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