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Oumuamua (Artistic Impression) - Fonte MSN News
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"Se siete appassionati di teorie sugli Extraterrestri allora Vi invitiamo a rimanere su questo articolo perché ne leggerete delle belle (dove belle non significa convincenti, o particolarmente logiche, ma sicuramente BELLE). Questa storia inizia così: nel 2017 uno strano oggetto piatto e nero è entrato nel nostro Sistema Solare.
È stato chiamato Oumuamua, che in lingua hawaiana significa "Messaggero che arriva per primo da lontano".
Che cos'era? Classificato come 2017 U1 è il primo Asteroide Interstellare che abbiamo mai osservato. Un oggetto teorizzato da anni ma che solo poco tempo fa ci si è palesato di fronte. Naturalmente non tutti lo hanno visto come un "semplice" asteroide proveniente da qualche parte là fuori. Numerosi studiosi, anche illustri, lo hanno visto in altro modo. Ad esempio Avi Loeb, professore ad Harvard, sostiene che esso sia un artefatto alieno.
Oggi nel 2021 succede qualcos'altro, un evento che molti ufologi e appassionati di extraterrestri stanno seguendo appassionatamente, ovvero il rapporto che il Pentagono ha consegnato riguardo ai fenomeni UAP, ovvero i fenomeni aerei non identificati. Questo rapporto parla di molti oggetti non identificati che potrebbero essere riconducibili a velivoli russi o cinesi che non abbiamo riconosciuto, oppure altro... in sostanza non sono stati esclusi i vecchi cari UFO.
Ora queste due grossi eventi si prestano molto facilmente a speculazione e diciamo che per essere onesti non lasciano molto spazio a reali e probabili presenze da altri mondi. Sicuramente è molto più probabile che siano un Asteroide Interstellare da un lato e qualche spia di altri paesi dall'altro.
Per fortuna però qualcuno ci ha messo un po' di pepe e ha provato a unire queste teorie, formandone una spettacolare da grande film di fantascienza.
Secondo questa teoria tutti questi fenomeni aerei non identificati si sarebbero risvegliati in questo periodo proprio di seguito al passaggio di Oumuamua, che sarebbe una sorta di sonda mandata ad accendere oggetti messi sulla Terra o intorno ad esse in precedenza. Proprio come nell'opera La guerra dei mondi, gli alieni vengono svegliati da una pioggia di fulmini, ma loro si trovavano già sotto terra da millenni, in attesa del segnale".
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p.s.: chi riconosce la Costellazione messa alle spalle dell'Asteroide Interstellare?...
(Le falsità fanno il giro del mondo, le cose vere ... spariscono subito)
ASTRONAVI DA ALTRI MONDI:
GLI UFO comunicano tra loro TELEPATICAMENTE?
Da molto tempo si supponeva che gli U.F.O. fossero guidati, per il modo con il quale si muovono, per via... telepatica, proprio per l'immediatezza delle loro evoluzioni; il tutto si rivelò esatto dopo che il Col. Philip Corso rese pubblici i suoi studi e ricerche su ciò che si ritrovò nel deserto del New Mexico, a Roswell.
Così ci si rese conto che gli Alieni, tramite il pensiero, attraverso una sorta di cuffie più una tuta speciale, ponendo le loro mani su un'apposita tastiera di comando, interfacciavano con l'intera Astronave dando comandi precisi ed immediati!
Nella testimonianza che riporterò si potrà evidenziare ciò che è stato scoperto in seguito, ai giorni nostri.
Quella sera del 14 Luglio del 1954, le condizioni atmosferiche erano ottime: chiarezza e visibilità illimitate.
Un DC-4 ( quadrimotore ad elica ) delle linee Pan American Airlines in rotta verso Miami, si avvicinava a Norfolk, in Virginia.
Era pilotato da W. B. Nash con il co-pilota V. H.Fortenberry. Entrambi volavano per le linee aeree da più di dieci anni, con migliaia di ore di volo all'attivo.
Erano ad una quota di 8000 piedi ( circa 2600 m. ); l'orologio di bordo segnava le 21,12, quando Nash e Fortenberry scorsero davanti all'aereo un bagliore rossastro.
Subito dopo scorsero 6 Macchine gigantesche a forma di Disco in volo verso il quadrimotore ad una velocità fantastica, 1 miglio più in basso dell'aereo.
Risplendevano di una forte luce arancione, "simile a quella di un metallo rovente" dissero i piloti.
Confrontati con gli oggetti al suolo, i Dischi sembravano avere un diametro di 30 m. ( ed era la prima volta che potevano essere osservati dall'alto ) !
I 6 Strani Oggetti volavano in formazione "a scala", con l'Apparecchio-guida nel punto più basso.
Avendo evidentemente avvistato il DC-4, il primo Disco, d'un tratto rallentò considerevolmente ed allora il suo splendore si attenuò sensibilmente.
Mentre rallentava, i2 Dischi più vicini si fermarono per un istante. I piloti sono sicuri che Essi sopravanzarono l'Apparecchio-guida, come se il suo segnale fosse giunto Loro troppo tardi, o per lo meno inaspettatamente!
Poi con un movimento d'insieme, tutti e 6 i Dischi si piegarono d'un lato. Dalla rapida visione che se ne ebbe, sembrava che il
Loro spessore fosse di circa cinque metri; soltanto la superficie superiore splendeva; i lati e la superficie inferiore apparivano scuri.
Con un brusco cambiamento di rotta, almeno 150°, Essi si allontanarono...
Quindi ripresa la Loro posizione "a scala", in volo di nuovo orizzontale, la luce da Loro emessa divenne d'un tratto più viva, come a causa di un repentino aumento della forza che li azionava...
Un secondo dopo, altri 2 Dischi solcarono il cielo al di sotto del DC-4, aumentando la Loro velocità per raggiungere, in 2 o 3 secondi, la strana formazione precedente!
Questi ultimi sembravano ancora più luminosi.
D'un tratto tutti i Dischi si oscurarono! Quando il Loro chiarore si rimanifestò, i piloti si accorsero che ora tutte le 8 Macchine erano perfettamente allineate... Si diressero poi verso Ovest e, portandosi fulmineamente ad alta quota, ben presto sparirono nella notte...
Scossi e preoccupati per l'affascinante ed eccezionale "incontro", i due piloti, appena si furono ripresi dallo stupore, chiamarono via radio il controllo di Norfolk e comunicarono, tutti eccitati, i dettagli al completo dell'avvistamento.
Non erano passati che pochi minuti dalla comunicazione al Centro Controllo che la storia dell'accaduto correva già per la rete telegrafica della stampa... ( Un po' perché non è difficile ascoltare le frequenze aeree civili; poi, dal 52 al 54 furono anni di continuo "allarme" per gli UFO ).
In attesa dell'arrivo, Nash e Fortenberry, si misero a calcolare la velocità stimata dei Dischi, con un apparecchio Dalton Mark-7.
La distanza coperta, dal momento dell'avvistamento fino alla Loro scomparsa, era di circa 50 miglia; perciò le Strane Macchine avevano percorso questa distanza in non più di 15', per cui la Loro velocità era di 12.000 miglia orarie...!
Era senz'altro una velocità incredibile!
In seguito, parlando con degli intervistatori, i piloti parlarono più cautamente di una velocità inferiore. Perfino nei loro rapporti riservati, destinati ai Servizi Segreti, i due piloti videro che gli uomini dei Servizi non apparvero affatto impressionati, ne dalla velocità incredibile ne dall'inconcepibile inversione di rotta dei Dischi...
Per il modo con cui tali Oggetti apparvero loro, i piloti ritenevano che Essi stessero facendo delle evoluzioni nei pressi di Norfolk, osservando la Base Navale e quella Aerea in attesa, probabilmente, degli altri 2 Dischi.
Sia Nash che Fortenberry si convinsero, dopo quell'avventura, che qualunque fosse il LORO scopo, I Dischi, erano macchine intelligentemente guidate, provenienti dallo Spazio esterno al nostro Pianeta...
L'A.T.I.C. ( l'Air Tecnical Information Center ) non aggiunse alcun commento al rapporto. Ma finiva, come molti altri, con la scritta:
"... conclusione: il caso è inspiegabile".
In effetti sarebbe l'unico modo per comunicare, altrimenti dopo quanti anni arriverebbe una semplice risposta dalle loro Basi lontane?
Se poi eseguono, come si pensa e ritengo possibile, salti nell'Iperspazio, attraverso "Whorm Hole" (o loro stessi a produrli con le loro Astronavi) i contatti devono essere .... immediati!
Se mi .."istighi" ... :-)
LA PORTAEREI ... DELLO SPAZIO !
Il 6 Dicembre del 1956, un bombardiere quadrimotore B-29 “Superfortress” dell'USAF, stava per terminare un volo notturno di addestramento, volando sul Golfo del Messico a 18.000 piedi di quota, sotto una chiara luce lunare, tornando verso la sua Base ad El Paso, nel Texas.
Fino ad allora tutto procedeva normalmente, come in altre “missioni”. Alle 05.24 del mattino, il grosso quadrimotore, pilotato dal Cap. Jhon Harder, si trovava a 190 miglia da Galveston ed a circa 100 miglia a Sud della costa della Louisiana. Un minuto prima, Harder, aveva chiamato l'Uff.le addetto al radar di bordo, Ten. Sid Coleman, invitandolo ad azionare il radar perché voleva dare uno sguardo alla linea della costa sullo schermo radar ausiliario della cabina di pilotaggio.
Alle 05.25, Coleman tornò nella cabina di comando e si mise anch'egli ad osservare lo schermo radar, ma di quello principale, per vedere quando appariva la linea della costa.
D'un tratto, al margine del suo schermo apparve l'eco di un aereo sconosciuto... Ma quando l'indice elettronico del radar ( quella linea luminosa che gira sullo schermo ) compì la successiva rotazione, Coleman fece un salto...In quel brevissimo periodo di tempo l'OGGETTO aveva percorso 13 miglia... La terza posizione sullo schermo, mostrava che si dirigeva dritto verso il Bombardiere !
Per un attimo pensò ad una possibile collisione; poi, vedendo che le successive posizioni dell'Oggetto, sullo schermo radar, si allontanavano dall'aereo, se non altro si calmò un po'...
Guardando però il cronometro di bordo, gridò all'ingegnere di bordo ( radarista ), Bailey, di aiutarlo a prendere i tempi per sapere a quale velocità stesse procedendo quello strano Oggetto.
Così, prima che le tracce in successione svanissero dallo schermo, Coleman e Baily si affrettarono a calcolare la velocità di spostamento: 5240 miglia orarie ( 9.700 Km/ora,circa )! Incredibile!
I due allora si guardarono sbalorditi; Quindi Coleman afferrò la cuffia dell'interfono e chiamò il pilota per informarlo dell'accaduto e per intimarlo a tenere d'occhio anche il suo radar.
Il pilota, Harder, rispose incredulo ad una tale esposizione di fatti e, per sicurezza, ordinò di fare un'accurata calibratura dei radars. Coleman si affrettò ad eseguire l'ordine, ben sapendo che il radar funzionava perfettamente ( anche al sotto scritto capitò qualche volta...).
Comunque neanche lui riuscì a darsi una spiegazione di ciò che aveva osservato. Intanto Bailey teneva sott'occhio lo schermo. Ed ecco apparire sullo schermo nero un altro Oggetto con le caratteristiche di quello precedente e immediatamente dopo, un Altro ancora ! Non vi erano più dubbi : erano REALI ...
Un secondo dopo, l'Uff.le di rotta, Ten. Cassidy, comunicò che anche sul suo schermo radar erano apparsi gli Oggetti. Nel frattempoColeman aveva appena finito i controlli dell'apparato radar, che i segni di 4 Oggetti si misero ad attraversare lo schermo radar... Contemporaneamente sentì attraverso la cuffia interfonica la voce allarmata di Harder che affermava di vedere anch'egli i 4 Oggetti sul suo radar; la Loro posizione era ad “ore 12”, cioè di fronte al loro aereo, lungo la loro rotta!
Inserendosi nei loro dialoghi, Coleman, riferì il perfetto funzionamento dei radars. Così , tutti insieme, osservavano increduli quegli straordinari Oggetti, quando Uno dei 4, deviando, prese ad avvicinarsi all'aereo dalla parte destra; allora si allarmarono...
Nella cabina del B-29 , Baily corse alla finestra mediana di destra, fissando lo sguardo nel buio...
Stuoito, scorse d'un tratto l'Oggetto : era illuminato da una luce azzurra., solcando rapido il cielo notturno in direzione opposta a quella del Bombardiere; volava così velocemente che poté osservare, al suo passaggio, soltanto un bagliore bianco-azzurro sfiorare l'aereo per scomparire dietro i piani di coda dell'aereo...
Era appena scomparso che tutti e tre gli schermi radars segnalarono un'altro gruppo di tracce sconosciute!
Come le prime, le NUOVE andavano a più di 5.000 miglia orarie !
A rendere più difficili le cose, anche queste Tracce volavano incrociando la rotta del B-29. Con quelle spaventose velocità, quegli UFO, non avrebbero dato all'equipaggio nemmeno il tempo di recitare una preghiera... E lo sapevano..
Ma presto, anche quest'ultimi UFO, scomparvero... Erano trascorsi, dal primo avvistamento, 6 minuti. Vi fu un'improvvisa calma. Gli schermi erano vuoti. L'indice elettronico girava senza rilevare nient'altro. Ma gli sguardi dell'equipaggio erano tutti lì, fissi sugli schermi radars. Forse l'incubo era finito...Passò un altro lunghissimo minuto. Si stavano ormai rilassando quando, fulmineamente, ecco apparire sugli schermi un NUOVO GRUPPO DI TRACCE!
Coleman calcolò di nuovo tempi e distanze con il cronometro,assistito da Baily: stesse velocità precedenti!
DUE degli UFO, anche questa volta, si dirigevano come razzi verso il Bombardiere! E baily diede nuovamente l'allarme in cuffia...
Il Serg. Ferris e Baily corsero alla finestra centrale e, a bocca aperta, assistettero al passaggio dei due UFO... sembravano lampeggiare con la solita luce bianco-azzurra, la loro forma era decisamente rotonda. Intanto il Com.te Harder fissava, come ipnotizzato, le Macchine Volanti che si allontanavano mentre, 40 miglia più in là, rispetto la loro posizione, ed in coda, 5 Dischi deviarono improvvisamente per puntare decisamente verso il Bombardiere...!
Era davvero troppo per l'equipaggio con i nervi già messi a dura prova, da quel “carosello”...
Raccontarono di aver provato dei brividi freddi dietro la schiena, lassù, di notte, con quegli Affari mai visti prima... Solo 3 secondi, e sarebbero stati loro addosso !
Harder, quasi istintivamente, sfiorando la cloche per cercare di evitare la collisione, non ne ebbe il tempo perché accadde una cosa incredibile : i 5 Dischi Volanti rallentarono quasi di colpo, tutti insieme, mettendosi poco dietro il quadrimotore volando alla stessa velocità !
Allibito, Harder, non osava nemmeno respirare, né toccare alcunché per l'assetto del velivolo...
Ma accadde un'altra cosa : d'improvviso, Harder, vide sullo schermo radar UN OGGETTO GIGANTESCO, stando dalle dimensioni della nuova traccia apparsa ! Infatti misurava, sullo schermo, mezzo pollice! ( cm. 1.2 ; una normale traccia non misura che 2/3 mm. ).
Sbalordito assistette, insieme agli altri, ad una cosa ancor più fantastica: la nuova Grande Traccia , ad una velocità anch'essa di almeno 5.000 miglia all'ora, fu avvicinata dai 5 Dischi che avevano appena lasciato il Bombardiere e quindi le tracce dei vari Oggetti si...”fusero”in quella Gigantesca !
Subito dopo, quest'ultima, iniziò ad accelerare, spostandosi così rapidamente sullo schermo radar, da lasciare stupefatto Harder ; Essa attraversò in un baleno lo schermo per poi scomparire oltre il bordo dello stesso. Quasi contemporaneamente sentì attraverso le cuffie Coleman gridare quest'ultima velocità calcolata in 9.000 miglia orarie! E subito chiese se anche gli altri avessero assistito a tale scena, quasi per avere una conferma per ciò che aveva assistito !
Per il resto del volo di rientro l'equipaggio restò in allerta, del resto non avrebbero riposato dopo quell'esperienza!
Una volta atterrati i Servizi Segreti non persero tempo ...Tutto l'equipaggio fu ripetutamente interrogato, insieme e separatamente.
In fine gli esperti scrissero in calce sul rapporto che “l'equipaggio era degno di fede”...
Tutto qui, ufficialmente.
Questo fu il rapporto che ebbe l'ex Magg.re dei Marines Donald E. Keyhoe, che collaborò con l'ATIC ( il Servizio Segreto dell'USAF ) negli anni 50, divenuto poi un Ufologo di spicco,negli USA.
Cosa dire? Ce ne sono a decine di questi rapporti , specie nel Blue Book, nel Progetto Sign, etc...
L'interpretazione che può essere data, secondo me, può essere questa : i Dischi erano stati rilasciati e poi ripresi a bordo di quella grande astronave, dopo aver effettuata una ricognizione sulla Terra, o per lo meno in quella zona. Quindi incuriositi, al rientro , dal Bombardiere, vollero dargli “un'occhiata”... Oppure una sorta di dimostrazione, come spesso usano fare!
Certo è che simili gigantesche astronavi sono state viste, a grandi altezze, un po dappertutto nel mondo ed anche fotografate; per quello che ufficialmente si sa, le conclusioni le tiri ognuno per proprio conto...
Quella notte nei cieli di Washington successe qualcosa di assolutamente inaspettato, che riguardò non solo la Capitale ma anche i dintorni. I controllori del Centro Controllo Traffico aereo dell’Aeroporto Nazionale di Washington erano intenti a mantenere sotto sorveglianza sia gli aerei in avvicinamento e di decollo fino a 10 miglia dall’aeroporto, che seguire gli aerei in volo, per centinaia di miglia, in modo da affiancare i piloti nelle manovre di avvicinamento o di partenza in aerovia, di assicurarne le procedure e di prestare assistenza in caso di necessità.
Le condizioni meteorologiche erano ottimali e gli otto esperti del Traffico Aereo insieme al capo controllore Harry G. Barnes, intorno alla mezzanotte di quel 20 luglio, si sistemarono per il loro turno. Tutte le strumentazioni erano assolutamente funzionanti ed il segnale radar scandiva con un “bip” ogni 10 secondi (il tempo necessario per un giro dell’antenna radar) la nuova posizione dell’aereo che stavano monitorando, potendone così stabilire posizione, velocità e direzione.
Erano le 00.30 quando il controllore Barnes prese servizio presso il tavolo del capo, lasciando il monitoraggio del radar agli altri controllori Ed Nuggent, Jim Ritchey e James Copeland. Ma alle 00.40 esatte qualcosa comparve sul radar principale: ben sette tracce a netti contorni apparvero improvvisamente sullo schermo. I controllori rimasero sbigottiti: quei velivoli per comparire dal nulla sarebbero dovuti penetrare ad una velocità vertiginosa per poi rallentare in direzione sud-ovest del quadrante, dove il radar li aveva rilevati.
Scattò immediatamente l’allarme e il controllore Barnes si affrettò a chiamare la Torre di Controllo per avere conferma.
L’operatore Howard Cocklin gli rispose confermando la presenza delle sette strane macchine volanti sui loro schermi e che addirittura, con il binocolo, era possibile vederne una che emanava un vivido colore arancione. Immediatamente partì la comunicazione al Comando di Difesa Aerea e nel frattempo le macchine si erano distanziate: due si trovavano sulla Casa Bianca e una sul Campidoglio, entrambe aree da sempre proibite al sorvolo da parte di qualsiasi velivolo.
Il capo controllore Barnes, tenendo continuamente sotto controllo il radar, si mise in contatto con l’aeroporto di Andrews, di là di Potomac, nel Maryland, chiedendo se anche loro rilevavano qualcosa: ovviamente la risposta fu affermativa. Chiese allora di effettuare lo Scramble (decollo su allarme di caccia intercettori) ma gli venne risposto che i caccia erano momentaneamente a Newcastle, poiché l’aeroporto di Andrew era in riparazione. In realtà però, dopo una mezz’ora, dei caccia sarebbero arrivati da Delaware e testimonianze suggeriscono che degli aerei da Andrews decollarono per intercettare altri UFO rilevati in una zona secondaria.
Il controllore Barnes monitorava gli schemi radars quando, insieme al collega Jim Ritchey, si accorse che uno di quei velivoli si era messo ad inseguire un aereo di linea della Capital decollato da poco. La notizia venne immediatamente comunicata al pilota dell’aereo, un ex capitano combattente, tale Casey Pireman, il quale venne informato della posizione dell’oggetto e dei dati vettoriali per cercare di avvicinarlo. Ma ad un tratto, con grande stupore, dal radar scomparve ogni segnale. Le tracce indicatrici avevano infatti smesso di segnalare la presenza degli oggetti, il che dimostrava l’incredibile velocità a cui viaggiavano. Se infatti fino a quel momento era stata stimata intorno ai 130 miglia orari, per uscire dal campo controllato dal raggio radar in soli 4 secondi, significava che la stessa era salita a più di circa 500 miglia al secondo; tant’è che il pilota dell’aereo di linea non ebbe modo di avvicinarsi al velivolo perché si era alzato e sparito in un batter d’occhio, impiegando dai 3 ai 5 secondi. Ma passarono pochi minuti che sul tracciato radar comparve una traccia che mostrava una virata netta di 90° (cosa impossibile per qualsiasi tipo di aereo, pilota compreso) e ad un secondo giro di antenna radar, si vide chiaramente come il velivolo aveva invertito la direzione di marcia arrestandosi improvvisamente, impiegando solo 5 secondi.
A questo si aggiunse la segnalazione di Joe Zacko, operatore che prestava servizio presso un radar ARS, utilizzato per seguire velivoli ad alta velocità, quando sullo schermo comparve questo oggetto che si trovava sopra Andrews e si dirigeva verso Riverdale, ed improvvisamente sparì dal tracciato. La velocità del Disco quindi doveva spaziare intorno ai 2 miglia per secondo, con una velocità di spostamento pari a 7.200 miglia orarie, mentre il movimento effettuato era quello di scendere verticalmente, intersecando il fascio radar ARS, stazionando a quella altezza per qualche secondo, per poi schizzare di nuovo verticalmente verso l’alto uscendo dal campo radar.
In tutto quelle strane macchine volanti avevano spaziato sopra Washington per ben due ore, lasciando poco spazio all’immaginazione: era evidente che gli spostamenti e le manovre effettuate facevano capo ad esseri dotati di una intelligenza superiore, che quella notte compirono una ricognizione dimostrativa sulla capitale, dimostrando la loro netta superiorità equiparata all’impotenza dei controllori e di quanti assistettero a quello spettacolo. Nessuno dei piloti degli aerei in volo riuscì ad avvicinarsi ad almeno uno di essi; addirittura il capo controllore Barnes ebbe la sensazione che i visitatori ascoltassero le loro conversazioni, in quanto si dileguavano in maniera preventiva ogni volta che ai piloti venivano date precise istruzioni per cercare di avvicinarli.
I caccia invece giunsero a Washington intorno alle 03.30 quando i dischi erano spariti. Ma dopo nemmeno 5 minuti che i caccia stessi si erano allontanati, eccoli di ritorno e continuare a scorrazzare sui cieli della capitale, addirittura “scortando” un aereo di linea fino all’aeroporto; il tutto è proseguito fino alle prime luci dell’alba: 5 ore pressoché continuative di sorvolo da parte di oggetti volanti non identificati su uno spazio aereo proibito.
Considerato l’orario in cui accadde la vicenda, furono pochi i testimoni civili, ma il giorno dopo la notizia divenne di dominio pubblico. L’Aviazione si inerpicò in imbarazzanti quanto ridicole giustificazioni, asserendo che gli addetti ai lavori non avevano osservato dei dischi volanti ma che i radars erano difettosi; altri sostennero che nessun caccia era stato visto sorvolare la città e addirittura il Dott. Menzel arginò l’evidente stato di agitazione e preoccupazione popolare dichiarando che le luci che qualcuno poteva aver visto furono provocate dall’inversione termica di quella notte, come risultante delle luci delle auto proiettate verso il cielo. Ma i giornali, i sindacati e i radio-commentatori insistettero affinché si fosse tenuta una conferenza stampa in cui la verità veniva palesa: ovviamente i Servizi Segreti preferirono tacere pur di ammettere l’esistenza di altre forme di vita intelligenti, ma il 26 luglio i dischi tornarono a farsi vedere su Washington.
Erano infatti le 09.08 del mattino quando una corposa formazione di 9 dischi sorvolò i cieli della capitale per ben due ore. L’altezza elevata non permise il loro avvistamento da parte della popolazione ma solo di essere intercettati dai tracciati radar del Centro di Controllo di Washington e di quelli di Andrews, che confermarono manovre di oggetti non identificati. Gli intercettori, anche in questo caso, arrivarono anche in ritardo, ma alcuni dischi li aspettarono, permettendo al Tenente William L. Patterson, pilota del suo F-80 “Shootingstar”, di avvicinarne uno alla distanza di un miglio e di seguirlo per qualche minuto, potendone stimare le dimensioni intorno ai 30 mt. Nel frattempo anche il Servizio Segreto dell’USAF era stato allertato ed era entrato in azione: il Maggiore Dewey Fournet jr., il principale investigatore del Pentagono e due controllori, tra cui Albert M. Chop, monitoravano la situazione.
Anche in questo caso la notizia dilagò per tutto il Paese e per 48 ore l’Aeronautica Militare venne presa d’assalto da quotidiani e network in cerca di spiegazioni. Nonostante le pressioni interne ed esterne al Pentagono, il Generale Samford, capo dell’intelligence dell’Air Force, continuò ad opporsi ad una conferenza stampa, sostenendo che le quello che si era visto in cielo erano solo illusioni ottiche causate dalla rifrazione atmosferica. Ovviamente furono in pochi a credergli ma il tutto nel giro di poco venne messo a tacere e la popolazione si accontentò delle dichiarazioni rilasciate, senza approfondire. Fu così che gli avvenimenti di Washington entrarono a far parte di quegli accadimenti dai contorni poco chiari, ma purtroppo non così “importanti” da essere ricordati come si deve.
Donald E. Keyhoe, 1953, “Flying sources from the outer space”, TRAD. IT. “La verità sui dischi volanti”, 1954, ed. Atlante (Milano).