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Piú votate - THE LUNAR EXPLORER ARCHIVES
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Dunes-S2200554sub-00.jpgMigrating Dunes (Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame)116 visiteCaption NASA originale:"This MGS-MOC image shows a suite of dunes in one of the several North Polar Dune Fields. The bright surfaces adjacent to some of the dunes are patches of frost. These dunes spend much of the Autumn, Winter, and Spring seasons covered with CO2 frost. Only in late Spring and in Summer are the dark windblown sands fully exposed.
Over the course of the 9+ years of the MGS mission, the MOC team has sought evidence that sand dunes may be migrating downwind over time. However, no clear examples of the movement of a whole dune have been identified. On Earth, such movement is typically detectable in air photos of the smallest active dunes over periods of a few years. Owing to the fact that the North Polar Dunes spend much of each Martian Year under a cover of frost, perhaps these move much more slowly than their frost-free, terrestrial counterparts. The sand may also be somewhat cemented by ice or minerals, likewise preventing vigorous dune migration in the present environment.

This view covers an area approximately 3 km (1.9 mi) wide and is illuminated by sunlight from the lower left. The dunes are located near 79.8°N, 127.1°W, and the picture was acquired on 11 September 2006.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Sunset2.gifThe "True Colors" of Mars (22)327 visite"...Tale circostanza, già verificata sulla Luna, troverebbe immediata conferma se qualcuno si prendesse la briga di leggere quello che, a denti stretti e tra le righe, viene riferito dalle fonti ufficiali ogni giorno.
Per esempio: giorni fa ho letto che qualche scienziato non capiva come mai le foto orbitali mostrassero delle dune spaziate esattamente come le dune terrestri, vista l'esiguità della pressione atmosferica marziana.
Ebbene, come si può prendere per buono il dato ufficiale sulla pressione, dato che proviene dalla stessa fonte che diffonde foto fasulle? E poi, le cosiddette dune, che la NASA ha recentemente ammesso essere intrise di ghiaccio d'acqua, una volta perforate mostrano all'interno una struttura fibrosa reticolare, quasi come se fosse una sorta di sistema linfatico.
Sarà perchè sono nato sul mare, ma so bene che calpestando la sabbia sul bagnasciuga non si alza una nube di talco..."
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE027.jpgThe "True Colors" of Mars (17)276 visiteEd ora, per chiudere, un articolo sui "possibili cieli azzurri di Marte" che ci è stato segnalato da Matteo Fagone e che, di fatto, supporta e chiude la sua interessante prolusione...

Perchè il cielo è blu ?
Annibale D'Ercole
Osservatorio Astronomico - Bologna

Non c’è dubbio che sia stato proprio il bel colore blu ad ispirare Manzoni nella descrizione, nei Promessi Sposi, di “… quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace”. Ad un fisico, tuttavia, il cielo pone riflessioni più prosaiche: perché il cielo è blu? E perché il Sole, al tramonto, appare rosso?
Com’è noto, la luce visibile di color bianco proveniente dal Sole è composta dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diverse lunghezza d’onda che variano dai 380 nm [1 nanometro (nm) = 1 milionesimo di millimetro] della radiazione che percepiamo come violetta, fino ai 720 nm della radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, verde, giallo, arancio.
Una volta raggiunta la Terra, un raggio solare interagisce con l’atmosfera. Quest’ultima è composta per il 78% da azoto e per il 21 % da ossigeno. Sono anche presenti argon, acqua (in forma di vapore, goccioline e cristalli di ghiaccio) e particelle solide (polveri, ceneri dai vulcani e sale dal mare).
Gli effetti dell’interazione tra luce ed atmosfera dipendono dalla lunghezza d’onda della radiazione e dalle dimensioni degli oggetti su cui questa incide.
Le particelle di polvere e le goccioline d’acqua sono molto più grandi della lunghezza d’onda della luce visibile: in questo caso la luce viene riflessa in tutte le direzioni allo stesso modo, indipendentemente dalla propria lunghezza d’onda.
Le molecole di gas hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d’onda. La luce rossa ha una lunghezza d’onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole senza “vederle”; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l’atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale. Al contrario, la luce blu ha una lunghezza d’onda inferiore e si “accorge” della presenza delle molecole da cui è infatti riflessa in tutte le direzioni (fu Einstein a dimostrare nel 1911, contrariamente a quanto si credeva in principio, che erano proprio le molecole, e non le polveri in sospensione, la causa della diffusione).

Questa diffusione differenziale dipendente dalla lunghezza d’onda è chiamata, in inglese, Rayleigh scattering (da Lord John Rayleigh, il fisico inglese che per primo la descrisse nella seconda metà dell’Ottocento).
Più precisamente, la quantità di luce diffusa è inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda. Ne consegue che la luce blu è diffusa più di quella rossa di un fattore (700/400)4 ~ 10.


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Craters-Unnamed_Crater_with_Dark_Streaks-2003_08.jpgDark Slope Streaks on the edge of an Unnamed Crater (Saturated Natural Colors; credits: NASA/MGS/MSSS)107 visiteCaption NASA originale:"This June 2003 MGS-MOC image shows a crater rim mantled with fine dust near 7.6°N, 171.8°W. Occasional avalanches of dust have created dark streaks that are tapered at their source and broaden downslope.
A suite of particularly large streaks are seen in the lower right quarter of the picture. The MOC narrow angle camera does not take color images; this full-resolution (1,5 m/pixel; 5 ft/pixel) picture has been "colorized" using data from a previous color image of Mars.
Sunlight illuminates this scene from the lower left".
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M 42~0.jpgM 42 in real colors166 visiteUna visione ad HD della Grande Nebulosa di Orione: visibile nei nostri cieli invernali anche ad occhio nudo, ma in forma di gran lunga meno spettacolare rispetto a quanto ci è dato vedere in questa ed in altre immagini similari. Ma cos'è che permette alla splendida Grande Nebulosa di Orione di manifestarsi così come noi la vediamo? La "fonte" dello splendore della Nebulosa è dato dal "Trapezio": un gruppo di 4 stelle, le più luminose presenti nella nebulosa. Le strutture a "filamento" che rendono la Nebulosa ancora più suggestiva alla vista sono il prodotto di "onde d'urto" (ovvero di "collisioni" vere e proprie fra elementi pesanti - e che si muovono velocemente nello spazio - con gas stazionari o anch'essi in movimento, ma più lentamente rispetto ai primi). La Grande Nebulosa di Orione si estende nello spazio interstellare per oltre 40 AL e si trova ad una distanza da noi pari a circa 1500 AL, comunque all'interno del medesimo braccio della Via Lattea in cui si trova il nostro Sole (e noi con esso).22 commenti55555
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X-APOLLO_11_-_AS_11-43-6370_(4).jpgAS 11-43-6370 - Just a Reflection?!? (EDM - credits for the additional process.: Lorenzo Leone - Lunexit Team) 621 visiteAllora?!? Abbiamo o non abbiamo già visto questo "riflesso"?!? Un GRANDISSIMO Complimento al nostro Amico e Senior Partner, Lorenzo Leone!7 commentiMareKromium55555
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Fortuna_Imperatrix_Mundi.jpgOne Day, or Another... (by Roberto Tremolada)96 visitenessun commentoMareKromium55555
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VastitasBorealis-lg_16290.jpg
VastitasBorealis-lg_16290.jpgPolar Vision (by Paolo C. Fienga)79 visitenessun commentoMareKromium55555
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TheNewWorld-RT.jpg
TheNewWorld-RT.jpgThe New World (by Roberto Tremolada)102 visitenessun commento2 commentiMareKromium55555
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WinterHaven-1.jpg
WinterHaven-1.jpgWinter Haven (by Roberto Tremolada)102 visitenessun commento12 commentiMareKromium55555
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WinterHaven-2.jpgLow Sun, High Latitude... (by Roberto Tremolada)95 visitenessun commentoMareKromium55555
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TharsisRegion.JPGBlue Skies over Tharsis (by Roberto Tremolada)76 visitenessun commentoMareKromium55555
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