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| Piú votate - THE LUNAR EXPLORER ARCHIVES |

ORIGINAL NASA APOLLO 14 - AS14-66-9290.jpgAPOLLO 14 AS 14-66-9290 - The "Blue Flare" is here!4432 visiteThe "Blue Flare": con questa espressione intendiamo una sorta di "fiaccola" (flare) di colore azzurro la quale è stata ripresa - ALMENO tre volte - mentre si "aggirava" nei pressi dell'area di allunaggio, tranquilla ed indisturbata, nel corso della Missione Apollo 14. Questo primo frame ritrae la "fiaccola blu" alla Vostra Dx, a circa mezza altezza fra la superficie della Luna ed il margine superiore dell'immagine. Uno dei Curatori dell'Apollo Space Catalog - che non desidera essere nominato (peccato...) - ha detto, in una comunicazione che abbiamo conservato per "futura memoria", che "...the Blue Flare does not appear nor seem to be a photographic artifact...it's some sort of a flare, hovering here and there, a few meters over the surface of the Moon...". Noi crediamo che una dichiarazione simile, sebbene non provenga da uno Scienziato, debba essere tenuta in altissima considerazione e, soprattutto, debba farci riflettere profondamente circa la natura del fenomeno ripreso in questo e nei 2 frames seguenti.     (132 voti)
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ORIGINAL NASA APOLLO 14 - AS14-66-9301.jpgAPOLLO 14 AS 14-66-9301 - The "Blue Flare" and an Astronaut!70908 visiteDelle tre immagini, questa è di certo la più strana e spettacolare: la Blue Flare, infatti, "aleggia" tranquillamente sulla testa di un Astronauta il quale, a sua volta, ci sembra stia cercando di filmarla o di riprenderla, in qualche modo. Questa immagine, se ancora avevate dei dubbi, dovrebbe fugarli del tutto: non siamo in presenza di un fenomeno di outgassing e la Fiaccola Blu NON è un photographic artifact. Il punto è: di che cosa si tratta? Se guardate bene il frame - in lungo ed in largo - potrete notare alcuni dettagli: in primo luogo il "nucleo" della flare, questa volta, è costituito da 2 sfere di color bianco; in secondo luogo la Blue Flare non è proprio da sola: c'è una piccola sfera azzurra, sulla Vostra Dx, più in basso rispetto alla Blue Flare e, sembra, quasi a ridosso dell'Astronauta che riprende. Infine, sulla superficie Lunare, alla Vostra estrema Dx, all'interno di una sorta di depressione naturale, ci sono 2 sfere luminose: una bianca ed una blu. Che cosa ne pensate di tutto questo?     (145 voti)
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Valles_Marineris-02.jpgLandslide in Valles Marineris127 visitenessun commento     (14 voti)
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Controversial_Features-The_D_M_Pyramid-02.jpgThe D&M Pyramid (Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame)157 visiteCaption NASA originale:"The mosaics shows a Cydonia landform popularly known as the "D&M Pyramid." It is located near 40.7°N, 9.6°W. Although it is not really shaped like a pyramid, the Cydonia landform is 1 of thousands of massifs, buttes, mesas, knobs and blocks that mark the transition from the far northwestern Arabia Terra cratered highlands down to the northeastern Acidalia Planitia lowlands. Each block, whether shaped like a face, a pyramid, or simply a mesa, massif or knob, is a remnant of the bedrock of northeastern Arabia that was left behind as erosion slowly degraded the terrain along this zone between the highlands and the lowlands. A few outcroppings of layers in this ancient bedrock can be seen in the mosaic of the pyramid-like landform shown here; much of the landform is covered with eroded mantling material that was deposited long after this highlands remnant became an isolated feature in Cydonia".
Lunar Explorer, questa volta, concorda pienamente con quanto riportato nella caption NASA.     (9 voti)
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Volcanic_Features-Pits-Ascraeus_Mons-PIA07313-01.jpgAscraeus Mons' Pit Chain (EDM/HD - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)128 visiteCaption NASA originale:"This Mars Global Surveyor (MGS) Mars Orbiter Camera (MOC) image shows Collapse Pits on the Northern Flank of the giant Tharsis Shield-Volcano, Ascraeus Mons. Details in Rock and Dust are seen when this image is examined at its full, 1,5 meters (5 ft) per pixel resolution. Large, dark Boulders occur on the Floors of some of the Pits, for example. This scene is located near 13,1° North Lat. and 103,1° West Long. The picture covers an area of about 3 Km (such as approx. 1,9 mi) wide".      (9 voti)
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North_Polar_Regions-The_Erg-PIA07282.jpgOutcrops in the North polar Erg (Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame)109 visiteCaption NASA originale:"This Mars Global Surveyor (MGS) Mars Orbiter Camera (MOC) image, acquired during Northern Summer in December 2004, shows dark, windblown Sand Dunes in the North Polar Erg: a vast Sea of Sand Dunes that surrounds the North Polar Cap. These landforms are located near 80,3° North Lat. and 144,1° West Long. Light-toned features in the image are exposures of the substrate that underlies the immense Erg. The image covers an area of about 3 Km (1,9 mi) wide and is illuminated by sunlight from the lower left".
Nota Lunexit: le "light-toned features", a nostro avviso, sono soltanto degli affioramenti rocciosi (Rocky Outcrops).      (9 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-055-Isolamento anomalia2.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (7) - from Sol 44278 visiteSecondo alcuni paleontologi (ringrazio Marco “Normanno” di http://www.paleofox.com) si potrebbe trattare di uno “pseudofossile” ossìa di una roccia modellata che può trarre in inganno.
E' comunque evidente che ognuno di noi può avere delle convinzioni nonostante quanto detto da specialisti del settore.
Io avverto che qualcosa non mi convince fino in fondo: ricordiamoci che stiamo parlando di Marte e non della Terra e che quindi una risposta definitiva - al 100% - non la si può ancora dare.
L'unico modo per scoprire la Verità...è andare lì!
Lo sviluppo della Vita su Marte, infatti - laddove essa ci sia effettivamente stata - deve aver verosimilmente seguito vie diverse dalle vie terrestri, con tutto ciò che ne consegue.
In questi links è possibile vedere l’Anomalìa in questione in due differenti frames:
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/all/2/p/044/2P130277904EFF0800P2410R1M1.JPG
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/all/2/p/044/2P130277928EFF0800P2410L7M1.JPG
Da notare che, in questi due frames, non è presente la linea di “stop rendering”.
Concludendo, più guardo queste immagini e più sono convinto che non si tratta di una “roccia modellata”.
Un azzardo finale? Nel punto dove le immagini sono state ottenute, probabilmente, in un tempo remoto esisteva un mare e quindi l’Anomalìa potrebbe anche rappresentare una sorta di “esoscheletro”: forse il residuo fossile di una creatura acquatica. Un residuo talmente resistente da essersi conservato fino ad oggi.
Ma da quanto tempo il Mare di Gusev Crater – ammesso che esistesse realmente – si sarebbe prosciugato?
E da quanto tempo quel che resta della “Creatura” giace in quel punto dove la vediamo oggi?...
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Volcanic_Features-Pits-Ascraeus_Mons-PIA07313-03.jpgAscraeus Mons' Pit Chain (Original HD NASA/MGS/MSSS b/w Frame)127 visitenessun commento     (13 voti)
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ORIGINAL NASA APOLLO 11 - AS11-36-5319.jpgAPOLLO 11 AS 11-36-5319 - The "Space Sea-Horse"2088 visiteQuesto frame, come ricorderete, è stato già inserito, sebbene nella sua versione "ultracompressa", nella sub-Sezione dedicata all'Apollo 11. Noi abbiamo classificato quella sorta di "lampo" di colore bianco, la cui forma ricorda vagamente un cavalluccio marino, come "Anomalia Orbitale".
In questa sede Vi possiamo dire che, dopo aver analizzato l'immagine nella sua versione originale e non compressa, ci siamo resi conto che non si poteva trattare nè di un riflesso, nè di un difetto del film. Certo, una volta premesso che abbiamo davvero davanti agli occhi - almeno a nostro avviso... - un qualcosa di reale, rimane comunque impossibile dire di che cosa si sia potuto effettivamente trattare.
Noi Vi diciamo solo che, in tutti questi frames, usando pazienza, occhio e qualche programma "ad hoc", potrete trovare materiale sufficiente per scrivere un Trattato sulle Anomalie Spaziali.
Un Trattato che, però, non darà risposte: esso porrà solo domande, nuove domande, un numero infinito di domande...     (134 voti)
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UAP.jpgUnexplained Aerial Phenomena184 visiteNEW YORK - Incontri Ravvicinati, quelli fatti nei cieli d’America con Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI), denunciati fin dal 1947 da decine di piloti. A giorni un attesissimo rapporto proverà per la prima volta a far luce su che cosa veramente gli americani sanno sui tanti (troppi) avvistamenti.
Svelando, sperano gli appassionati, anche se negli hangar di qualche sperduta base militare sono davvero conservati frammenti di presunti oggetti spaziali e dunque i materiali di cui sono forgiati.
Di recente, d’altronde, sono emersi almeno cinque video che hanno convinto pure i più scettici sulla necessità d’indagare più a fondo. Gli ormai famosi Flir1 (2004), Gimbal e GoFast (2015), mostrati per la prima volta nel dicembre 2017 dal New York Times e riconosciuti come autentici dal Pentagono un anno fa, e altri due girati in California nel 2019 e svelati quest’anno, dove appaiono 14 oggetti volanti, originali pure quelli, ha ammesso la portavoce del Dipartimento della difesa, Susan Gough. «Sono stati girati da personale della Marina e sono oggetto di analisi» ha detto.
Guai a chiamarli UFO, però. «Non sappiamo che cosa siano. Li chiamiamo UAP, Unexplained Aerial Phenomena»: “Fenomeni aerei non identificati”.
Almeno finora.
È stato Marco Rubio, all’epoca ancora capo della Commissione Intelligence del Senato, a chiedere formalmente il rapporto lo scorso dicembre. Primo atto ufficiale della Unidentified Aerial Phenomena Task Force: creata nell’agosto 2020 proprio per indagare su oltre 70 anni di avvistamenti.
E fornire, per la prima volta, dettagli sul lavoro fatto dal governo americano in tal senso, scandagliando quel labirinto di attività svolte de programmi governativi aperti e chiusi negli anni. Come il Project Sign, creato nel 1948 dopo le ben 800 denunce seguite al primo avvistamento ufficiale della storia d’America: i nove oggetti velocissimi e a forma di boomerang intercettati sui cieli dello stato di Washington dal pilota privato Kenneth Arnold.
E poi il Project Blue Book che, fra il 1952 e il 1970, ebbe semmai il compito di smorzare l’isteria derivata dalle troppe segnalazioni (timorosi che in piena guerra fredda l’ossessione per gli alieni portasse a scambiare aerei di ricognizione russi per UFO). Fino a quell’Aatip, Advanced Aerospace Threat Identification Program, attivo fra 2007 e 2012, finanziato con 22 milioni di dollari dalla commissione bilancio della Difesa su spinta di Harry Reid, l’ex senatore del Nevada già leader della maggioranza democratica al Senato, che con l’aiuto bipartisan di altri colleghi volle tenere il programma segreto per non dover dibattere sull’uso di quei fondi al Congresso.
«Gli avvistamenti sono reali minacce alla sicurezza nazionale». Il senatore della Florida Rubio, fra i papabili alle presidenziali 2024, ne è certo. Lo ha ribadito la settimana scorsa pure al programma tv 60 Minutes.
Lo conferma pure Barack Obama: durante la sua presidenza fu informato di fenomeni «che non sappiamo spiegare» (ma non esiste nessun corpo alieno nell’area 51, assicura).
A convincere i legislatori ad affrontare nuovamente la questione degli UFO, pardon degli UAP, argomento considerato tabù in politica fino a poco tempo fa, secondo le interessanti ricostruzioni di Politico e New Yorker, è stata una complessa catena di eventi messi in moto da una serie di strani e improbabili personaggi: il proprietario della catena Budget Hotel Robert Bigelow, la giornalista Leslie Kean, il fisico Harold Puthoff (già capo del programma della Cia che investigava l’uso di abilità paranormali).
Christopher Mellon, vice sottosegretario alla difesa con Bill Clinton e George W. Bush, fino all’ex ufficiale del controspionaggio Luis Elizondo — già direttore del programma Aatip — fondatore, col musicista punk Tom DeLounge, della Stars Academy of Arts and Science che nel 2017 diede appunto al New York Times i video del Pentagono insieme alla notizia del programma segreto che indagava sugli UAP.
Proprio quello scoop, accolto con interesse dall’opinione pubblica, spinse a formare la nuova Task Force. E non tanto per inseguire il mito di forme aliene sulla Terra, quanto per l’ansia di capire in che cosa consista quello che molti considerano un vulnus della Difesa americano: la possibilità che una potenza straniera — cinesi o russi — minaccino gli USA con tecnologie di nuova generazione.
«Se i piloti s’imbattono in interferenze inspiegabili c’è un problema di Sicurezza Nazionale», insiste Rubio. Incontri ravvicinati, certo.
Ma con chi?MareKromium     (4 voti)
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Vastitas_Borealis-M0306518.jpgThick Cloud-Front over Vastitas Borealis244 visiteLongitude of image center: 23,58° West
Latitude of image center: 71,21° North
Scaled pixel width: 268,79 meters
Scaled image width: 130,93 Km
Scaled image height: 114,11 Km
Solar Longitude (Ls): 181,47°
Local True Solar Time: 14,20 decimal hours
Emission Angle: 3,73°
Incidence Angle: 74,99°
Phase Angle: 72,60°
North Azimuth: 97,66°
Sun Azimuth: 312,21°
Spacecraft Altitude: 430,36 Km
Slant Distance: 431,17 KmMareKromium     (4 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-1N280352800EFF94B2P1907L0M1-2.jpgSemi-buried "Double Wheel"??? (2 - edm; credits: Roberto Tremolada)172 visiteMagnificazione del dettaglio che, nel frame precedente, era indicato da una freccia gialla: si tratta di una sorta di "doppia-ruota" o, se volete, della porzione esterna di due "anelli di vario diametro" (tipo quelli che vengono posizionati sui manubri nelle prove e competizioni di sollevamento pesi) i quali giacciono, semi-interrati, a pochi centimetri dai Pannelli Solari del Rover.
Che dire? Il dettaglio è assai intrigante e, senza dubbio, merita un'analisi ed una riflessione adeguata; non sembra (SEMBRA!) trattarsi, infatti, di un qualcosa di "naturale" - nel senso canonico del termine -; tuttavia, e Voi questo lo sapete bene, la nostra (umana) tendenza in virtù della quale si tende ad associare, prima visivamente e poi logicamente, dei rilievi ignoti a dei rilievi noti (si dice che "ci si muove induttivamente, da forme ignote verso forme note) ci ha sovente tratti in inganno.
La "morale"? Noi Vi proponiamo il dettaglio, ma NON POSSIAMO dirVi "che cos'è". Per ora nessuno Vi potrà mai dire con CERTEZZA che cosa un oggetto/rilievo anomalo/singolare "è" effettivamente.
E chiunque lo facesse, agirebbe in malafede (dato che costui sa BENE di non poter dare certezza alcuna su quello che, in immagini spesso sfuocate e poco definite, sembra vedersi...).
Tutto qui.
Complimenti a Roberto, sempre un attento osservatore: complimenti comunque e di Cuore!MareKromium     (4 voti)
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