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Piú votate - THE LUNAR EXPLORER ARCHIVES
North_Polar_Regions-Frozen_Dunes-MGS-01.jpg
North_Polar_Regions-Frozen_Dunes-MGS-01.jpgPolar Dunes and Ice (False Colors; credits: NASA)93 visitenessun commento55555
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Exoplanet.jpg
Exoplanet.jpgExoplanet OGLE-2003-BLG-235L/MOA-2003-BLG-53L64 visiteNASA's Hubble Space Telescope has for the first time identified the parent star of a distant planet (system name OGLE-2003-BLG-235L/MOA-2003-BLG-53L) discovered in 2003 through ground-based gravitational microlensing. Gravitational microlensing occurs when a foreground star amplifies the light of a background star that momentarily aligns with it. Follow-up observations by HST in 2005 separated the light of the slightly offset foreground star from the background star. This allowed the host star to be identified as a red dwarf star located 19.000 LY away. The HST observations allow for the planet's mass and the orbit from its parent red star to be determined.
In this artist's concept, the rings and moon around the gas giant are hypothetical, but plausible, given the nature of the family of gas giant planets in our Solar System.
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Melas_Chasma-MO-20031114a.jpg
Melas_Chasma-MO-20031114a.jpgMelas Chasma107 visiteThis spectacular view of the sunlit cliffs and basaltic sand dunes in Southern Melas Chasma shows Mars in a way rarely seen: in full, realistic color. The colorization is the result of a collaboration between THEMIS Team Members at Cornell University and Space Artist Don Davis, who is an expert on true-color renderings of planetary and astronomical objects. Davis began with calibrated and co-registered THEMIS VIS multi-band radiance files produced by the Cornell group. Using as a guide true-color imaging from the HST and his own personal experience at Mt. Wilson and other observatories, he performed a manual color balance to match more closely the colors of previous visual Mars observations. He also did some manual smoothing and other image processing to mimimize the effects of residual scattered light in the images. The result is a view of Mars that invites comparisons to Earth; a scene that one might observe out the window on a flight over the southwest USA, but not quite. The basaltic dunes are commonplace on Mars but a rare feature on Earth. The rounded knobs and elongated mesas on the canyon floor show an erosional style as exotic as Utah's Bryce Canyon but wholly familiar on Mars. Although the inhospitable Martian atmosphere cannot be seen, the magnificent Martian landscape on display in this image beckons space-suited human explorers and the sightseers who will follow.55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-049-12-DD-2-depress-A044R1_TGrielaborated~0.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (3) - from Sol 44452 visiteFonte: archivio NASA fotografie sonda MER Spirit
Link: http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/press/spirit/20040219a/12-DD-2-depress-A044R1.jpg

Le dimensioni originali della foto (nota: si tratta del frame precedente, già ridotto da Lun-Ex-It) sono 3897x1100 e si tratta di un frame panoramico; questo è un ritaglio ed è stato contrastato di rosso per rendere maggiormente visibili (alcune) caratteristiche peculiari della superficie Marziana.

L’Anomalia analizzata è quella contrassegnata dalla lettera A
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE028.jpgThe "True Colors" of Mars (18)375 visiteProprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.

Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).

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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE016.jpgThe "True Colors" of Mars (15)284 visiteI “colori ufficiali” di Marte riflettono due scenari: ignoranza (della serie: non so, ma tiro ad indovinare…), oppure deliberata manipolazione.
Se qualcuno riesce ad offrire una spiegazione migliore, ben venga. D’altro canto tutti possono commettere degli errori di valutazione,sìano essi Esperti e Professionisti o semplici “Amateurs”.
Resta il fatto che Marte sembra essere diventato una sorta di “prototipo planetario” dell’attuale tendenza di stereotipizzare tutto.
E si: il nostro mondo è diventato un mondo dove ogni cosa deve esattamente adattarsi ai modelli sociali consolidati e basati sul controllo totale delle informazioni...

E questa sarebbe “Scienza”?...Ai posteri l’ardua sentenza!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)424 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE007.jpgThe "True Colors" of Mars (7)459 visiteStiamo forse supponendo che qualcuno abbia agito in mala fede?
Per carità, non sia mai! E’ assai più probabile che l'esatta struttura dei colori di Marte sia così complessa da decifrare che persino i tecnici che lavorano alle missioni spaziali si trovano in difficoltà!
Spendiamo allora due parole sulle telecamere a colori e sui metodi per ottenere immagini il più possibile naturali. Nelle telecamere a colori generalmente si installano, al loro interno, apparecchiature che fungono da filtro passa-banda; così basandosi sul rosso, sul blu e sul giallo si riescono poi ad ottenere tutte le principali tonalità cromatiche conosciute. Il motivo è dovuto al semplice fatto che il rosso, il giallo e il blu costituiscono i "colori fondamentali".
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M-002-PIA04926.jpg
M-002-PIA04926.jpgM 2 - Globular Star Cluster in Aquarius80 visiteCaption NASA originale:"This image of the Globular Cluster Messier 2 (M2) was taken by Galaxy Evolution Explorer on August 20, 2003. This image is a small section of a single All Sky Imaging Survey exposure of only 129 seconds in the constellation Aquarius. This picture is a combination of Galaxy Evolution Explorer images taken with the far ultraviolet (colored blue) and near ultraviolet detectors (colored red). Globular clusters are gravitationally bound systems of hundreds of thousands of stars that orbit in the halos of galaxies. The globular clusters in out Milky Way galaxy contain some of the oldest stars known. M2 lies 33.000 LY from our Sun with stars distributed in a spherical system with a radius of approximately 100 LY".55555
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Phobos_from_Mgs-011.jpg
Phobos_from_Mgs-011.jpgMartian Limb and Phobos (Natural Colors; credits: NASA/MGS/MSSS)141 visiteUna spettacolare veduta del bordo ("limb") di Marte e della sua luna "misteriosa", Phobos, la quale costituisce anche uno degli oggetti più "bui" dell'intero Sistema Solare. Ecco il commento originale a questa immagine:
"Phobos is one of the darkest objects in the Solar System. Thus, 4 wide angle images were obtained to make the picture of Phobos over the martian limb: a pair of red and blue wide angle images was acquired for the limb and a pair of separate images were required to see Phobos. The wide angle images illustrate the fact that Phobos is mostly colorless (dark gray); the faint orange/red hue in the wide angle picture is a combination of slight differences in the focal lengths of the blue and red cameras and the orange/red illumination provided by reflection of sunlight off Mars. To a person standing on Phobos, the Red Planet would fill most of the sky".
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Possible_UFO_-_Mars-Rover-Curiosity.jpgWow!96 visitenessun commento7 commentiMareKromium55555
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Mars_Explorer.jpg
Mars_Explorer.jpgFunny...129 visiteNiente rover rigidi e pesanti: la chiave per l'esplorazione marziana è tutta in questa ingegnosa "lucertola cibernetica". La tecnologia ci ha dato nuove opportunità per esplorare lo spazio, specialmente con i robot che sono risultati essere strumenti particolarmente efficaci per l'esplorazione di altri pianeti.
Escludendo l'imminente ritorno sulla Luna, il traguardo spaziale umano più prossimo è l'esplorazione di Marte. Avventura emozionante, che potrebbe svelare tracce risorse, o di vita extraterrestre passata o presente: e se la affrontassimo con una lucertola robotica?

A quattro zampe sul pianeta rosso
Gli scienziati della Nanjing University of Aeronautics and Astronautics hanno realizzato un robot a quattro zampe ispirato alla lucertola che potrebbe essere utile per esplorare Marte. Questo robot, descritto nella rivista Biomimetics di MDPI, possiede una struttura flessibile che imita i movimenti e lo stile di cammino delle lucertole del deserto.
14 commentiMareKromium55555
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