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IRS-146-PIA03243-1.jpg
IRS-146-PIA03243-1.jpgDust Disk around Star IRS 14688 visite"...In civitate libera, linguam mentemque liberas esse debent..."

(Svetonio)

"...In uno Stato (realmente) libero, il Pensiero e la Parola devono essere liberi..."
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M-031-92.jpg
M-031-92.jpgM 31 - Spiral Galaxy in Andromeda77 visite"...Pictoribus atque Poetis quidlibet audendi semper fuit aequa potestas. Scimus, et hanc veniam petimusque damusque vicissim..."

(Orazio)

"...A Pittori e Poeti fu sempre concessa la Libertà di osare (il verbo in oggetto - audere - significa effettivamente "osare", ma noi riteniamo più corretto tradurre come "Libertà di eccedere"). Lo sappiamo, perdonateci (lett. "chiediamo perdono"), (ma) una simile Libertà noi, a nostra volta, la riconosciamo (anche) agli altri..."
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpg
ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-M.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (3)137 visite“I profili che vedete in questo frame sono, in realtà, i negativi delle ombre dei 5 rilievi (conosciuti come “Cuspidi” o “Colonne”) mostrati nel frame precedente. Lo sfondo è stato rimosso in maniera tale da conferirsi una maggior enfasi alla forma di ciascun rilievo.
Le ombre sono state compresse assecondando la direzione della loro lunghezza ed in accordo alla relazione trigonometrica espressa dalla seguente equazione: H=Ls tan(A) dove:

H  è l’altezza del rilievo;
Ls  è la lunghezza della sua ombra;
tan(A)  è la tangente all’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte (in un determinato momento).

Poiché i primi 4 rilievi sembrano sorgere su una superficie sostanzialmente orizzontale (o con inclinazione minima), il valore dell’angolo A (che, ripetiamo, è l’angolo definito dall’altezza del Sole rispetto all’orizzonte Lunare in un momento determinato) è stato preso dagli stessi dati forniti dalla NASA, ed è fatto pari a 10,9°.
Le immagini delle ombre sono quindi state compresse calcolando la tangente all’angolo A ed il valore ottenuto è fatto pari a 0,193.
Una compressione maggiore, invece (se A=8°  etan(A)= 0,14) è stata usata per il rilievo n. 5, poiché l’ombra di questa cuspide NON cade su una superficie (presumibilmente) orizzontale, bensì su un modesto dislivello la cui morfologia sembra indicare un suo “abbassamento” orientato nella direzione opposta rispetto alla provenienza della luce Solare (e così inevitabilmente producendo una diminuzione dell’altezza del Sole – effettiva in e per quel solo punto - rispetto all’orizzonte del luogo considerato).
Purtroppo, il dettaglio (i particolari) dei rilievi, operando questa elaborazione, vengono persi non solo a causa delle irregolarità che caratterizzano la superficie della Luna anche in quelle zone dove essa appare (è) pianeggiante, ma anche in ragione dell’algoritmo di compressione impiegato nella creazione dell’immagine.
Ad ogni modo, la forma approssimata di tutti i rilievi (ad eccezione del primo), è già da sola sufficiente a dimostrare che le caratteristiche esteriori di queste “Cuspidi” sono tali da renderle RADICALMENTE DIVERSE (e cioè ANOMALE) rispetto alle forme usualmente riscontrate nei macigni e nella maggior parte dei rilievi Lunari superficiali.
I profili teorici delle Cuspidi 2, 3, 4 e 5 suggeriscono l’eventualità che questi rilievi abbiano un’altezza maggiore della loro larghezza il che implicherebbe:
1) non solo la rarità di questi “oggetti” ma anche, di fatto, la loro intrinseca instabilità (teorica) e
2) la loro concentrazione su un’area relativamente piccola verrebbe a rendere la loro esistenza un evento tanto reale, quanto, in sé, improbabile.

Ricordate infatti: le colline, le montagne ed i crinali Lunari tendono ad essere bassi ed arrotondati (pensate, ad esempio, al Monte Pico – Mare Imbrium – la cui altezza è pari solo al 16% della sua larghezza).
Le Cuspidi 2, 3 e 4 appaiono di forma conica o piramidale, mentre la Cuspide n. 5 (la più alta), sembra essere di forma vagamente cilindrica.
Ora, muovendoci sull’assunto per cui l’altezza del Sole rispetto alla superficie su cui sorge la Cuspide n. 5 (e cioè il pendìo su cui evidenziamo l’ombra del rilievo) sia fatta pari ad 8°, ne consegue, dopo aver operato gli opportuni calcoli, che l’oggetto in questione potrebbe avere un’altezza pari a circa 15 metri”.

Come Lunar Explorer Italia, nel ringraziare il Dr Lan Fleming per la brillante prolusione, esprimiamo la nostra convinzione che le Cuspidi in oggetto sìano, in realtà, MOLTO più alte – in generale – della più alta di esse così come calcolata dal Dr Fleming stesso.
In particolare, conoscendo l’altezza dalla quale è stata effettuata la ripresa e l’estensione (come fosse un rettangolo) dell’area fotografata, abbiamo calcolato la lunghezza di ciascuna ombra e quindi, operando con il sistema suggerito dal Dr Fleming, abbiamo calcolato l’altezza (teorica) di ciascuno dei 5 rilievi.
I risultati ottenuti – i quali sono tuttora sotto scrutinio tecnico – ci dicono che la Cuspide n. 5 è effettivamente la più alta, ma che la sua altezza si aggirerebbe intorno ai 180 metri (!).
Ci rendiamo conto della (notevole) discrepanza rispetto ai calcoli operati dal Dr Fleming e della conseguente – e teoricamente altissima – instabilità del rilievo ma…tant’é.
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Proxima Centauri.jpg
Proxima Centauri.jpgProxima Centauri71 visite"...Quelli come Hagid appartenevano comunque alla Comunità; la loro Legge più importante non era l’Economia del Gruppo, ma il riconoscimento dell’Individuo, almeno nella misura in cui ciò avrebbe consentito a tutti di continuare ad andare avanti. Hagid era un “sano, giovane, immaturo”, pieno di proclami e con una bandiera da sventolare per ogni situazione, ma fondamentalmente innocuo proprio per la vacuità con cui agitava se stesso e chi gli stava intorno.
Strano a dirsi, ma anche uno come lui finiva per diventare essenziale per la Comunità, perché incarnava il modello a cui non rifarsi quando si voleva dare un senso concreto alle cose, quello che per dirla alla loro maniera, fa la differenza tra la brace ed il fumo, ..."

Giuseppe Spina - "Hagid"
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024-Vesta.jpg
024-Vesta.jpg4-Vesta62 visite4-Vesta (o anche solo Vesta) è uno dei tanti asteroidi conosciuti da tantissimo tempo e che sembra, di quando in quando, avvicinarsi (in senso cosmico...) in maniera "perigliosa" al nostro pianeta.
Ma lo sanno tutti - gli Scienziati per primi - che, un giorno o l'altro, da oggi a fra qualche milione di anni nel futuro, qualche "roccia vagante" finirà con l'incrociare la sua orbita con quella della Terra e, quindi, con il produrre - con ogni probabilità - una catastrofe di dimensioni globali la quale sarà causa di sostanziali cambiamenti dell'intero ecosistema.
E' inevitabile, si sa.

Così come si sa che, quando questo momento arriverà, gli ultimi a prenderne atto saranno proprio quelli che, questo Pianeta, lo abitano...
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Sagittarius~1.jpg
Sagittarius~1.jpgSagittarius Region72 visite"...Ragazzata: espressione indicante il risultato finale dell'incapacità della Famiglia in prima battuta, della Collettività in seconda, e dello Stato in terza, di prevenire e/o sanzionare in maniera adeguata i comportamenti antigiuridici posti in essere da minorenni dotati di cospicua arroganza ed ignoranza ma privi di intelligenza, educazione, e senso civico.

P.C. Floegers - "Dictionary of the 20th Century"
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-050-2004221215640_bone.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (4) - from Sol 44395 visiteQualche considerazione: innanzitutto si vede che è presente una linea centrale verticale che “taglia” il frame (ergo l’Anomalia) in due tronconi. Ritengo che si tratti di una linea di cosiddetto "stop-rendering".
La parte sinistra dell'Anomalìa poggia sulla superficie come se si trovasse su di un treppiedi; al di sotto sembra che filtri della luce (questa parte dell'Anomalìa la considero come la "parte frontale" del presunto scheletro); manca la parte mandibolare (sempre che vi sia mai stata...).

Suppongo che un'analoga/simile configurazione esteriore dell'Anomalìa esista anche dalla parte opposta rispetto al nostro angolo visuale (e mi riferisco alla parte di Anomalìa che potrebbe rappresentare le "orbite" - o cavità oculari - di questa "creatura").

Ma prendiamo in considerazione la parte sinistra dell'Anomalìa.
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APOLLO 11 AS 11-37-5438.jpg
APOLLO 11 AS 11-37-5438.jpgAS 11-37-5438 - Unexplainable (extreme detail mgnf)260 visiteAbbiamo trovato questo splendido detail mgnf del frame AS 11-37-5438 all'interno di un interessante Sito Ufologico (e non solo). L'Autore della elaborazione è conosciuto come "OldGrey" e noi ci complimentiamo con lui per il lavoro svolto (davvero ottimo). Purtroppo, nonostante questa splendida operazione, l'inesplicabilità del dettaglio inquadrato nello spazio circum-lunare rimane e l'Anomalia (se di reale Anomalia si tratta) non siamo in condizione di risolverla. Questa "striscia di luce" era la prova tangibile del rapido transito di un UFO all'esterno della Navicella USA? Era un semplice riflesso? O magari un photoartifact?
La Verità, forse, non la sapremo mai, ma è proprio in questa costante e puntigliosa ricerca di una spiegazione a ciò che sembra non avere spiegazioni, che il lavoro di Ricercatore trova la sua ragione di essere e di esistere. Un lavoro, a volte, duro ed ingrato ma, nella sua natura, unico ed impareggiabile.
Complimenti all'Amico "OldGrey"!
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Coronal Aurora - ISS.jpg
Coronal Aurora - ISS.jpgCoronal Aurora from Space71 visiteOriginal caption:"From the ground, spectacular auroras seem to dance high above. But the International Space Station (ISS) orbits at nearly the same height as many auroras, sometimes passing over them, and sometimes right through them. Still, the auroral electron and proton streams pose no direct danger to the ISS. In 2003, ISS Science Officer Don Pettit captured the green aurora, pictured above in a digitally sharpened image. From orbit, Pettit reported that changing auroras appeared to crawl around like giant green amoebas. Over 300 Km below, the Manicouagan Impact Crater can be seen in northern Canada, planet Earth".55555
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Jupiter-1994-33-a-full_jpg.jpg
Jupiter-1994-33-a-full_jpg.jpgJupiter in natural colors, after being struck by Shoemaker-Levy 962 visiteThis image of the giant planet Jupiter, by NASA's HST, reveals the impact sites of fragments "D" and "G" from Comet Shoemaker-Levy 9.
The large feature was created by the impact of fragment "G" on July 18, 1994 at 3:28 a.m. EDT. It entered Jupiter's atmosphere from the south at a 45° angle and the resulting ejecta appears to have been thrown back along that direction. The smaller feature to the left of the fragment "G" impact site was created on July 17, 1994, at 7:45 a.m. EDT by the impact of fragment "D".
This image was taken 1h and 45' after fragment "G" impacted the Planet. The "G" impact has concentric rings around it, with a central dark spot that is about 2.500 Km in diameter. Such a dark spot is surrounded by a thin, dark, ring whose diameter is roughly 7.500 Km.
Last (but not least...), the dark, thick, outermost ring's inner edge has a diameter of approx. 12.000 Km (the size of Earth...).
The impact sites are located in Jupiter Southern Hemisphere at a latitude of about 44°.
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Jupiter-1994-35-a-web_print.jpg
Jupiter-1994-35-a-web_print.jpgJupiter in ultraviolet light, after being struck by Shoemaker-Levy 961 visiteUltraviolet image of Jupiter taken by the Wide Field Camera of the HST. The image shows Jupiter's atmosphere at a wavelength of 2550 Angstroms after many impacts by fragments of comet Shoemaker-Levy 9. The most recent impactor is fragment R which is below the center of Jupiter (third dark spot from the right). This photo was taken 3:55 EDT on July 21, 1994, about 2,5 hours after R's impact. A large dark patch from the impact of fragment H is visible rising on the morning (left) side. Proceeding to the right, other dark spots were caused by impacts of fragments Ql, R, D and G (now one large spot) and L, with L covering the largest area of any seen thus far.
The spots are all very dark in ultraviolet light because - we think - a large amount of dust, right after the impacts, was being deposited on the upper layers of Jupiter stratosphere - and dust absorbs Sunlight.
The dark, round spot just above the center of Jupiter is the moon "Io".
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Neptune_sEye-TheDarkSpot-V2-CJH.gifThe "Dark Spot" of Neptune67 visitenessun commento55555
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