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M-042-99a.jpgM 42 - The "Great Nebula" of Orion in Super Definition61 visite"...You may tell the next generation that this is God, our God, forever and ever..."

- Psalm 48:13-14
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as12_50_7438.jpgAS 12-50-7438 - Pseudo-Pyramids along the Terminator85 visiteNon è difficile vedere, in questo spettacolare frame ottenuto dal CSM Yankee Clipper da circa 330 Km di altezza, una serie di rilievi estremamente squadrati e spettacolari. Sono "piramidi" o, comunque, sono "rilievi artificiali"?

Allora, dato che i malintesi sono all'ordine del giorno (anzi: del "Sol", così ci mettiamo dentro anche le Anomalìe Marziane) e dato altresì che ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole (e ci mancherebbe pure!), diciamo questo: maggiore è l'altezza da cui la ripresa viene effettuata, maggiori sono le possibilità di prendere sviste (ed il Caro Prof. Hoagland è, anche in questo campo, un Precursore e Maestro). Ciò che da 1000 Km sembra un cubo, da 500 diventa una piramide e poi, da 7/800 metri di altitudine, si rivela (spesso, ma non sempre) per quello che è davvero.
Giudicare le immagini orbitali è soltanto un gioco: cerchiamo di capirlo bene. C'è chi vede "facce", chi "edifici" (piramidi & co.) e chi vede rilievi bizzarri. Qualcuno, come ovvio, avrà ragione e tutti gli altri (inevitabilmente) avranno torto: ma chi abbia ragione e chi torto lo potremo scoprire fra (ahinoi...) molto tempo. Oggi, dire con audace convinzione che "dalle immagini orbitali si vedono CHIARAMENTE strutture artificiali" significa solo bluffare, tirare ad indovinare. Nulla di più.

Per correggere il tiro ed essere un pò più realisti, pragmatici e credibili - almeno a nostro parere - basterebbe limare un minimo il tono espositivo ed aggiungere, qua e là, un "forse", un "potrebbe essere" e/od un "potrebbe sembrare". Tutto qui.

Certo, così facendo si scontenteranno un sacco di persone (per lo più frequentatori di Forum e divoratori di libri, libretti, libelli e riviste "alternative...) le quali "si attivano intellettualmente" solo quando sentono odore di Scoperta Epocale ma...Che ci volete fare?

Non si possono sempre accontentare tutti...
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SH2-136.jpgSH2-136 - The "Spooky Nebula"60 visite"...In fondo, se proprio dovessi essere spinto a farlo, potrei perdonare la barbarie e la crudeltà soltanto agli idioti ed ai folli.

Ma i barbari contemporanei e coloro che fanno della crudeltà la loro fede, oggi, sono solo in minima parte - se mai lo sono... - degli idioti o dei folli..."

P.C. Floegers - "Scritti di Cronaca e Sociale"
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PIA07854.jpgA beautiful "Asteroid Belt"59 visiteThis artist's animation illustrates a massive asteroid belt in orbit around a star the same age and size as our Sun. Evidence for this possible belt was discovered by NASA's Spitzer Space Telescope when it spotted warm dust around the star, presumably from asteroids smashing together.

The view starts from outside the belt, where planets like the one shown here might possibly reside, then moves into to the dusty belt itself. A collision between two asteroids is depicted near the end of the movie. Collisions like this replenish the dust in the asteroid belt, making it detectable to Spitzer.

The alien belt circles a faint, nearby star called HD 69830 located 41 light-years away in the constellation Puppis. Compared to our own solar system's asteroid belt, this one is larger and closer to its star - it is 25 times as massive, and lies just inside an orbit equivalent to that of Venus. Our asteroid belt circles between the orbits of Mars and Jupiter.

Because Jupiter acts as an outer wall to our asteroid belt, shepherding its debris into a series of bands, it is possible that an unseen planet is likewise marshalling this belt's rubble. Previous observations using the radial velocity technique did not locate any large gas giant planets, indicating that any planets present in this system would have to be the size of Saturn or smaller.

Asteroids are chunks of rock from "failed" planets, which never managed to coalesce into full-sized planets. Asteroid belts can be thought of as construction sites that accompany the building of rocky planets.

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Life-PIA03538.jpgLife!60 visiteThis artist's conception symbolically represents complex organic molecules, known as polycyclic aromatic hydrocarbons, seen in the early universe. These large molecules, comprised of carbon and hydrogen, are considered among the building blocks of life.

NASA's Spitzer Space Telescope is the first telescope to see polycyclic aromatic hydrocarbons so early -- 10 billion years further back in time than seen previously. Spitzer detected these molecules in galaxies when our universe was one-fourth of its current age of about 14 billion years.

These complex molecules are very common on Earth. They form any time carbon-based materials are not burned completely. They can be found in sooty exhaust from cars and airplanes, and in charcoal broiled hamburgers and burnt toast.

Polycyclic aromatic hydrocarbons are pervasive in galaxies like our own Milky Way, and play a significant role in star and planet formation.
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M-045-5.jpgM 45 - The "Pleiades" (labeled)63 visite"...Molti parlano dell'Inferno e di come, su questa Terra, esistano tanti luoghi che possono tranquillamente definirsi "Inferno" e forse costoro hanno ragione.

Ma se chiedete a me, io vi dico che l'unico - vero - Inferno che conosco è nella testa di colui che, quando si alza la mattina, sa che la sua Vita non ha nè una direzione, nè uno scopo.

Un uomo che non riesce a darsi - e perchè forse non ha - alcuna ragione valida con cui giustificare la propria esistenza..."

(anonimo)
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085-Marshorizon_opportunity_big.jpgOk, it's official: NASA is "copying" our Work...115 visiteCari Amici, scusateci "l'arroganza" ma, guardate Voi stessi, a noi pare che questa visione di Marte - inclusiva dei commenti - non abbia nulla di diverso da alcune delle nostre più recenti elaborazioni sui “real colors of Mars” proposte in questa Sezione.

La NASA ci legge e ci copia, dunque?

Leggerci, diremmo proprio di si (la NASA, direttamente od indirettamente, legge tutto quello che il Web propone in materia di Spazio e quindi legge ANCHE Lun-Ex-It); copiarci, probabilmente no.
Diciamo che la NASA (e coloro che operano attorno ad essa) "si ispira", spesso, al Lavoro fatto dai Liberi e Privati Ricercatori di tutto il Mondo e poi, agendo da buon "ente ciclope", spaccia per farina del proprio sacco anche la farina "rubacchiata" (sorry: volevamo dire "presa a prestito - ma un prestito deciso unilateralmente, definitivo e non restituibile...) altrove.

Quest'opera, presentata nella rubrica "NASA - Picture of the Day" del 17 Ottobre 2006, non è altro che una versione (leggerissimamente) migliorata del nostro processo di colorizzazione delle immagini.

Ed il “dramma” lo sapete qual è? E’ che non sappiamo se essere fieri di noi stessi e del nostro lavoro oppure se renderci conto che è giunto il momento di “chiudere la baracca” e continuare a lavorare a “luci (completamente) spente”. La “fama”, a quel punto, non arriverà di certo, ma almeno i “ladri” non ci entreranno in casa con così grande facilità e sfacciataggine…

EccoVi il testo originale:"If you could stand on Mars -- what might you see? Like the robotic Opportunity rover rolling across the red planet, you might well see vast plains of red sand, an orange tinted sky, and wispy light clouds. The Opportunity rover captured just such a vista after arriving at Victoria Crater earlier this month, albeit in a completely different direction from the large crater. Unlike other Martian vistas, few rocks are visible in this exaggerated color image mosaic. The distant red horizon is so flat and featureless that it appears similar to the horizon toward a calm blue ocean on Earth. Clouds on Mars can be composed of either carbon dioxide ice or water ice, and can move quickly, like clouds move on Earth. The red dust in the Martian air can change the sky color above Mars from the blue that occurs above Earth toward the red, with the exact color depending on the density and particle size of the floating dust particles".
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OPP-SOL977-LL-LXTT.jpgSame forms, different contexts: Victoria v/s Gusev131 visiteDal nostro caro e bravissimo Amico Lorenzo Leone, un raffronto immediato e molto interessante fra alcuni rilievi presenti sul bordo di Victoria Crater (e che noi abbiamo battezzato "Martian Eggs") e dei rilievi molto simili individuati da Spirit durante la sua ascesa della collina Husband, Area Gusev Crater.
Victoria e le sue "Uova" contro Gusev ed i suoi "Gusci": forme simili in contesti diversi. Una semplice coincidenza, o il segnale di una evidente omogeneità di rilievi?

Le "rocce" di Marte sono realmente "rocce"? Che cosa stiamo guardando?

Un grande saluto e complimenti a Lorenzo Leone (sempre benvenuto sulle nostre pagine) per il suo interessante - e probabilmente fondatissimo - parallelo!
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NGC-6960-Veil_Nebula-full.jpgNGC 6960 - The "Veil Nebula"59 visite"It is You, who made the Heavens and the Earth, by Your great power and by Your outstretched arm! Nothing is too hard for You".

- Jeremiah 32:17
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Mars~1.jpgNot too close, not too far...80 visitenessun commento55555
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Aurora.jpgGreen Aurora74 visiteDa "NASA - Picture of the Day" del 6 Settembre 2006:"What if your horizon was green? If you've got a camera, take a picture! That was the experience of Jeff Hapeman last week when visiting the Pictured Rocks National Lakeshore in Michigan. On a quiet night toward the Northern Horizon over Lake Superior was a long lasting diffuse green aurora. The above image was taken in an effort to capture the sense of wonder one gets when watching an auroral display. Auroras are sparked by energetic particles from the Sun impacting the magnetic environment around the Earth. Resultant energetic particles such as electrons and protons rain down near the Earth's poles and impact the air. The impacted air molecules temporarily lose electrons and when oxygen molecules among them reacquire these electrons, they emit green light. Auroras are known to have many shapes and colors".55555
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0-The Solar System.jpgA "New" Solar System (according to IAU)? No, thanks...155 visite"Plutone non è degno di essere considerato un Pianeta": questa, con un pizzico di polemica (da parte nostra) ed in estrema sintesi, la decisione della IAU la quale, dovendo scegliere se portare (o non) da 9 a 12 il numero dei Membri Maggiori del Sistema Solare, ha " elegantemente" pensato e deliberato di ridurli ad 8!

Questa decisione, a parere di Lunar Explorer Italia, costituisce un futile, inutile e villano "sgarbo postumo" nei confronti del grande Astronomo Americano Clyde Tombaugh (lo scopritore di Plutone) e quindi abbiamo deciso, in quanto Gruppo di Ricercatori Indipendenti, di non riconoscere la "IAU Resolution n. 6-A" e pertanto continueremo a considerare il nostro Sistema Solare inclusivo di Plutone (anzi: del Pianeta "Doppio" Plutone-Caronte).

Clyde Tombaugh nacque nel 1906 da una famiglia di agricoltori dell'Illinois. da ragazzo sviluppò un forte interesse per l'osservazione del cielo, incoraggiato sia dal padre che dallo zio. Il primo telescopio con il quale osservò le stelle apparteneva a suo zio. Clyde era insoddisfatto del primo telescopio che aveva comprato in un negozio, così decise di costruirne uno lui stesso. Il padre di Clyde si trovò un secondo lavoro per pagare i materiali necessari. Il telescopio che Clyde costruì nel 1925 fu solo il primo di oltre trenta telescopi che costruì nel corso della sua vita.

Nel 1928 Clyde finì di costruire un telescopio riflettore da 23 cm, molto preciso. La montatura fu costruita con un albero a gomiti, preso da un'automobile Buick del 1910, e da parti di scarto di una macchina agricola! Tuttavia non fu con questo che Clyde compì le osservazioni che gli valsero un'offerta di lavoro dal Lowell Observatory. Clyde fece disegni molto dettagliati delle proprie osservazioni al telescopio di Marte e Giove. Inviò i suoi disegni agli astronomi del Lowell Observatory, chiedendo commenti e suggerimenti. Invece ricevette un'offerta per andare a lavorare all'osservatorio come astronomo praticante. Clyde accettò il lavoro e cominciò a dedicarsi alla ricerca del famoso "Pianeta X" di Percival Lowell, un pianeta ancora sconosciuto che avrebbe dovuto trovarsi oltre Nettuno. Il lavoro di Clyde Tombaugh consisteva nel fotografare un pezzettino di cielo per volta, poi esaminarlo attentamente e confrontare le diverse fotografie per identificarvi eventuali oggetti non identificati in movimento, che avrebbero potuto essere pianeti. Clyde Tombaugh fotografò oltre il 65% del cielo e trascorse migliaia di ore esaminando le immagini. Dopo dieci mesi di durissimo lavoro, spesso lavorando anche la notte in una cupola non riscaldata, Clyde Tombaugh scoprì il pianeta Plutone. Clyde Tombaugh morì all'età di novant'anni, il 17 gennaio 1997.

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