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SOL0379-MF-EB-LXTT-IPF.jpgMorning "Frost" at Gale? - Sol 379 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)111 visiteSia detto senza polemica, le immagini NASA in Natural, Approximately and Almost True/Natural Colors del Pavimento (Floor) di Gale Crater ci hanno abituato ad un giallo opaco, con pressocchè zero sfumature e zero colorazioni diverse. uUna colorazione - a parere di chi scrive - veramente innaturale.

Ma è davvero così? A noi, come Gruppo Lunexit/IPF, sembra poco credibile.
Ed il dubbio cresce di molto, una volta che si sia adottato lo stesso Image and Color Processing usato dalla NASA, ma ottenendo risultati RADICALMENTE differenti. Molti di Voi ricorderanno lo strato di "Brina" (---> Frost) che, tutto intorno al Viking Lander 2, caratterizzava la Pianura di Utopia, durante i lunghi mesi del gelido Inverno Marziano. Ora, perché escludere a priori che, anche all'interno del Cratere Gale, possano verificarsi delle "brinate"?
Ma siamo realmente sicuri che, negli strati più bassi dell'Atmosfera Marziana (a ridosso del suolo, praticamente), non vi sia del vapore acqueo che, ad alcune ore della giornata, congela e si deposita, colorando di bianco/grigio i rilievi giallastri dell'interno del Cratere Gale?

Ci hanno chiamati "complottisti" ed "incompetenti". Sarà anche così. Ma immagini come questa, NON "taroccate" e NON "alterate" in alcun modo, le quali ci fanno nascere dei legittimi dubbi e dunque ci fanno pensare (l'attività più ALTA - e meno usata... - dagli "umani), dove altro pensate di trovarle, se non qui?!? Quale Sito "Dedicato" e NON SCHIERATO, oltre a Lunar Explorer Italia, potete trovare sulla Rete?!?

Si, lo sappiamo: la NASA è la NASA. Ma l'Uomo, l'Essere Umano, con la sua Intelligenza e Capacità di discernimento e di critica, è sempre e comunque di più. Noi Vi offriamo il massimo che possiamo ottenere, con i nostri mezzi e le nostre capacità e competenze. E lo facciamo in Buona Fede, SEMPRE. Non Vi piace? Girate pagina. Ma se non sapete far nulla di realmente Vostro e di realmente valido, almeno evitate di criticare e di parlare a vanvera. Per favore. Lo diciamo per Voi, perché la "figura" che fanno i nostri (ignoti, incappucciati ed ignorantissimi) detrattori, è veramente patetica....
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SOL0368-MF-EB-LXTT-IPF.jpgHorizon - Sol 368 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora and Marco Faccin/Lunar Explorer Italia/Italian Planetary Foundation)106 visitenessun commento1 commentiMareKromium44444
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Metis-Galileo.jpgMetis (Natural Colors; credits: Ted Stryk)56 visiteMetis, o Metide, è il più interno fra i Satelliti Naturali di Giove. Appartiene al cosiddetto gruppo di Amaltea, che si compone dei piccoli satelliti interni del Pianeta. Il suo nome storico è Giove XVI.

La scoperta di Metis risale al 1979, quando fu individuato grazie alle immagini inviate a Terra dalla sonda spaziale statunitense Voyager 1 e gli venne attribuito il nome provvisorio S/1979 J3; nel 1983 l'Unione Astronomica Internazionale lo battezzò ufficialmente con il nome della titanide Metide, prima moglie di Zeus e madre di Atena secondo la Mitologia Greca.

Il colorito giallo-rossastro che è stato attribuito a questo Corpo Celeste da Ted Stryk potrebbe trovare una giustificazione negli accumuli (depositi superficiali) di Zolfo che Metis - periodicamente - "raccoglie" dallo Spazio durante i suoi passaggi ravvicinati ad Io.
MareKromium44444
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ZZ-Mercury-Terminator-PIA10609.jpgMercurian Rupes (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)58 visiteWhen MESSENGER flew by Mercury on January 14, 2008, the Mercury Dual Imaging System (MDIS) snapped images of a large portion of Mercury's surface that had not been previously seen by spacecraft. On these images, new examples of long cliffs were identified and viewed for the first time. This image, taken by the Narrow Angle Camera (NAC), shows one of those cliffs in the bottom right corner. The cliff can be followed from the bottom edge of the image, cutting through and deforming an impact crater, and curving out of the image frame on the middle right edge.
This cliff is the northern continuation of the cliff visible in the images previously released on January 16 (PIA10174) and January 27 (PIA10194). This image shows an area of Mercury's surface about 200 Km (about 125 miles) across, and by tracing this cliff through the three images, it can be seen that it extends for hundreds of kilometers.

Cliffs that mark geologic escarpments on Mercury are called "rupes", which is simply the Latin word for cliff. On Mercury, rupes are named after the ships of famous explorers, and names include Discovery Rupes, for a ship of Captain Cook, Santa Maria Rupes, for a ship of Christopher Columbus, and Victoria Rupes, for a ship of Ferdinand Magellan. (The word rupes is both singular and plural).
The MESSENGER Team proposed to the International Astronomical Union, which has the final say on all names of landforms on planets and satellites, that this cliff be named the Beagle Rupes, after the ship on which naturalist Charles Darwin sailed around the world.
Today the MESSENGER Team received word that the proposed name has received formal approval.

Image Mission Elapsed Time (MET): 108827037

MareKromium44444
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ORIGINAL NASA - APOLLO 17 - AS 17-148-22727-A.jpg
ORIGINAL NASA - APOLLO 17 - AS 17-148-22727-A.jpgAS 17-148-22727 - Mother Earth62 visite3 commenti44444
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Huygens-Down-01.jpg
Huygens-Down-01.jpgHuygens' Descent to Titan: 110 Km from the Surface (credits: R. Pascal)55 visiteThe haze of Titan's Atmosphere preferently scatters blue and UltraViolet light: this is the reason why the Outer Atmosphere of Titan appears blue in some Cassini images. In reality, the effect of a blue outer atmosphere on Titan may be less prominent than on this rendered image.
This was the altitude were the main parachute was jettisoned and first surface structures came into view for Huygens' cameras.
MareKromium44444
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Huygens-Down-03.jpg
Huygens-Down-03.jpgHuygens' Descent to Titan: 90 Km from the Surface (credits: R. Pascal)58 visiteThe blue color of the sky slowly vanishes with decreasing distance to the Surface and is replaced by a brownish tint. Huygens is still above a layer of complex organic condensate haze, that prevents a clear view down to the Surface.MareKromium44444
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SOL1180-1.jpgTransistors in the "Open"... - Sol 1180 (credits: Dr Marco Faccin)92 visiteMarte e le sue “condizioni superficiali estreme”: della loro oggettiva esistenza, tutti (dagli Scienziati “Positivi” agli Appassionati – anch’essi “Positivi”) ne sono convinti.
Ma noi, non senza averci riflettuto profondamente, Vi diciamo solo questo: ma davvero?

EccoVi un altro bellissimo Lavoro del Dr Faccin il quale, senza avere la pretesa di essere definitivo sull’argomento, ci fornisce dei sani e costruttivi alimenti per sostenere le nostre riflessioni su quanto – forse – quello che si dice e si scrive (ufficialmente) su Marte, sia DIVERSO da come Marte, effettivamente, è.

Buona lettura!

“…giusto per parlare ancora delle presunte Condizioni Estreme dell’Ambiente Marziano, ho preso questo frame. Guardate bene: evidenziati in giallo – centro frame, in basso – si vedono 4 componenti elettronici attivi del Rover Spirit.
Ora, visti così, sembrerebbero dei finali di potenza per il controllo dei motori (o magari qualche attuatore), in quanto sono accoppiati a 2 a 2.
Finali di potenza: ovvero transistor; oppure, con lo stesso case, potrebbero esserci integrati dei regolatori di tensione et sim.
Comunque sia, sono tutti e 4 "rivettati" ad un unico piano di metallo che ha la funzione di dissipazione del calore
E già: perchè tutti i componenti elettronici che terminano con un’aletta – solitamente di rame stagnato – ed un foro, sono da posizionare su di un dissipatore.
Ecco: questo dato ritengo che avvalori l'ipotesi per cui si tratti effettivamente di “finali di potenza".
Ma anche tralasciando questo aspetto tecnico, notiamo un dato FONDAMENTALE: questi componenti sono “componenti a vista".
Ora io dico (per esperienza) che le componenti elettroniche in generale non è che siano proprio il massimo della robustezza: esse, infatti, patiscono gli urti, le escursioni termiche repentine ed eccessive, il troppo caldo come il gelo etc.; basti pensare che un componente elettronico ha una tolleranza propria espressa su molte variabili, quali la capacità, la resistività et sim.
Variabili che sono funzione dello scopo per il quale la componente venne costruita.
Adesso, se io prendo il mio computer, apro il case, vado su un regolatore di tensione (ad esempio) il quale è (o almeno “sembra”) essere stato fatto proprio come uno di quei 4 che vediamo sul Rover, e quindi lo scaldo un bel pò oppure lo metto per un’ora in frigorifero e poi lo reinstallo, l’unica certezza che avrò è che il mio computer tirerà le cuoia…
Guardate ancora il frame, adesso; guardate le componenti ”a vista” (e guardatele per quello che SONO!) e poi riflettete su questo dato (uno solo, ma molto significativo): la temperatura superficiale UFFICIALE di Marte di giorno, va dai -10/-15 ai + 10/12° Celsius – che possono diventare anche + 30 in Estate). Di notte, sempre dati UFFICIALI, si può capitolare sino ad oltre – 100° Celsius.
Ma come fanno, mi domando, dico e chiedo, quelle “componenti a vista” a restare attive ed operative se queste temperature fossero realistiche?!?

Deduzione (e scusatemi la franchezza): alla NASA ci stanno raccontando un sacco di balle (o panzane, se Vi piace di più). Per Vostra miglior comprensione, ho inserito nel frame (in basso a Dx) l’immagine di alcuni fra i più comuni tipi di transistor. Così, tanto per rendere l'idea…”.

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APOLLO 16 AS 16-116-18603HR.jpg
APOLLO 16 AS 16-116-18603HR.jpgAS 16-116-18603 (HR)60 visite1 commenti44444
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SOL2148-MF.jpg
SOL2148-MF.jpgThe "End of the Line" - Sol 2148 (Image-Mosaic; credits: Dr M. Faccin - Lunexit Team)59 visitenessun commentoMareKromium44444
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Psp_009729_1735_red.jpg
Psp_009729_1735_red.jpgTerraced Fan in Aeolis Planum Region (possible True Colors; credits: Lunar Explorer Italia)56 visiteThis image shows the South-Western Region of a degraded crater’s floor, located near the Equator. The high-standing ridge near the left side of the scene is a terrace that slumped off the crater’s rim (located to the far left of this frame, but out of the image). The bumpy terrain near the bottom of the image is also material that has slumped off the crater rim.

The center of the image contains a terraced fan. The fan emanates from a valley (not pictured, located in the lower part of the scene) that intersects the crater’s south rim, which suggests that the valley might have transported fluid, likely water, into the crater. If this happened, then the fan marks where the flow deposited its sediment.

Mars Local Time: 15:29 (early afternoon)
Coord. (centered): 6,5° South Lat. and 141,2° East Long.
Spacecraft altitude: 266,7 Km (such as about 166,7 miles)
Original image scale range: 26,7 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~80 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 6,2°
Phase Angle: 63,8°
Solar Incidence Angle: 59° (meaning that the Sun is about 31° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 116,8° (Northern Summer)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
MareKromium44444
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Huygens-Down-07.jpg
Huygens-Down-07.jpgHuygens' Descent to Titan: 30 Km from the Surface (credits: R. Pascal)55 visiteHuygens at an altitude of about 30 Km above the surface of Titan. MareKromium44444
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