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ExoPlanet-00.jpgIn-transit...68 visite"...Vipera in veprecula est..."
(Pomponio)
"...La vipera sta fra gli sterpi..." (oggi diremmo: "qui c'è sotto qualcosa...")     (9 voti)
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M-042-93.jpgM 42 - The "Great Orion Nebula"59 visite"...Bibamus et gaudeamus dum juvenes sumus; nam cito tarda senectus venit: post eam, Mors et post Mortem, nihil...
(detto dei Goliardi - Medio Evo)
"...Beviamo e divertiamoci, sinchè siamo giovani, poichè rapida sopraggiunge la vecchiaia e, dopo di essa, la Morte. E dopo la Morte, il nulla..."     (9 voti)
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NGC-5905_and_5908.jpgNGC 5905 and NGC 590856 visite"...Ampliat aetatis spatium sibi vir bonus: hoc est
Vivere bis, vita posse priore frui..."
(Marziale)
"...L'uomo buono duplica lo spazio della sua esistenza: e cioè vive due volte, poichè gode (anche) della sua vita antecedente..."     (9 voti)
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North_Polar_Regions-Frozen_Dunes-MGS-00.jpgPolar Dunes and Ice (False Colors; credits: NASA)95 visitenessun commento     (9 voti)
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Titan-Lakes-Unnamed_North_Polar_Lakes-06-PIA08740.jpgTitanian Northern Lakes (6)69 visiteCaption NASA originale:"This Cassini radar image shows two lakes "kissing" each other on the surface of Saturn's moon Titan.
The image has been taken from a fly-by occurred on Sept. 23, 2006, and covers an area of about 60 Km (approx. 37 miles) wide by 40 Km (approx. 25 miles) high.
This pass was primarily dedicated to the ion and neutral mass spectrometer instrument, so although, the volume of radar data was small, scientists were amazed to see Earth-like lakes. With Titan's colder temperatures and hydrocarbon-rich atmosphere, however, the lakes likely contain a combination of methane and ethane, not water.
In this image, near 73° North Latitude and 46° West Longitude, two lakes are seen, each 20 to 25 Km (approx. 12 to 16 miles) across. They are joined by a relatively narrow channel. The lake on the right has lighter patches within it, indicating that it may be slowly drying out as the Northern Summer approaches".     (9 voti)
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MWMW08_optical_axel.jpgAll Sky: the "Optical Sky"57 visiteMi muovo lentamente.
Ad ogni passo mi fermo e cerco di sentire un suono familiare, ma non percepisco nulla: solo un leggero crepitare di gocce di pioggia - cadono e si infrangono in mille schegge brillanti - sulla tesa del mio cappello.
Sono vestito bene, ma ho freddo, molto freddo e mi fa male il collo.
L’assoluta cecità causata dalla fitta nebbia mi impedisce di pensare con chiarezza: sono costretto a guardare le mia mani e le mie gambe sino ai piedi per convincermi che non sono i miei occhi ad aver cessato di funzionare.
Cerco di camminare - le mie braccia sono protese in avanti anche se, forse, non c’è nessun ostacolo sulla mia strada - ma mi accorgo che non vado da nessuna parte.
Parlo anche da solo - a voce alta - sperando che qualcuno possa sentirmi e soccorrermi.
Ma non c’è nessuno in ascolto: il mio messaggio, di minuto in minuto sempre più disarticolato, si perde nel biancore e nella pioggia incessante.
Ogniqualvolta le mie scarpe schiacciano un ciottolo - la strada è asfaltata, ma è anche ricoperta di detriti, come se nessuno la battesse più da tanto tempo - il mio cuore sembra voler battere più forte, ma poi mi calmo e rimango in attesa di un segnale.
Che non arriva.
Ma come accidenti sono finito qui?
Questa è l’unica vera domanda che riesco a pormi con sufficiente lucidità ed alla quale, ovviamente, non riesco a trovare alcuna risposta.
Ero uscito dall’ufficio un po’ più presto del solito (erano circa le quattro del pomeriggio) per andare a comprare qualche cosa da mangiare per cena.
Sono stato nel negozio di alimentari, in drogheria, in farmacia (dovevo comprare le pillole per dormire) e poi, già che era sulla strada, anche al bar per bere un buon bicchiere di latte caldo.
Ero stanco.
Ho pagato, sono uscito e mi sono diretto verso casa.
Certo, quando sono uscito dal bar non c’era questa nebbia: ricordo però che allora stava già piovendo.
Ne sono certo perché ho notato che la strada che dovevo attraversare sembrava essere stata verniciata con uno smalto nero.
Si, è un effetto tipico dell’asfalto liscio e bagnato.
Mi ricordo anche di una macchina gialla parcheggiata sul marciapiede alla mia sinistra e di un’altra blu che sopraggiungeva dalla destra.
Un gran silenzio sembrava avvolgesse tutto.
Non riesco proprio a capire questa nebbia da dove sia mai uscita.
Ho mal di testa.
La pioggia continua a battere sul mio cappello ed a rimbalzare via.
Comincio ad aver paura di essermi perso.
Si, ho decisamente paura di aver perso l’orientamento.
Non ricordo più neppure dove ho messo i pacchetti con dentro la mia spesa.
Devo averli appoggiati da qualche parte, qui vicino.
Ho paura.
P.C. Floegers - "Oltre la Nebbia" - scena I
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MWMW04_molec_hyd_allsky.jpgAll Sky: the "Molecular Hydrogen Sky"57 visite"Di partigiani in questi boschi - dice
il vecchio contadino - ne sono rimasti
che paiono foglie - e guarda lontano,
quasi si sentisse il loro respiro
tra le colline bruciate.
Il vecchio contadino
non c’è stato nei boschi ;
ora beve e ricorda una sera che
camminando lungo i binari
sentì un ragazzo con l’amico
- Sei sicuro ?- - Compagno
presto risuonerà nell’aria la vittoria,
una vittoria rievocata
fino all’ultimo respiro.-
Poi il silenzio
e i due entrare nei boschi
a pugni chiusi
tra le foglie che avvisavano.
Ora il vecchio racconta
per non morire sotto il sole ;
la sera attende,
guardando lontano,
e non si capisce se sappia
che dietro quella collina
si trova un cimitero
che custodisce le storie
di tante foglie senza nome".
Gianluigi Barca - "Poesie"     (9 voti)
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NGC-1893-00.jpgThe Nebula IC 410 and Open Star Cluster NGC 189358 visite"...Populo, qui stultus honores
Saepe dat indignis et famae servit ineptus,
Qui stupet in titulis et imaginibus..."
(Orazio)
"...Il popol stesso
Il qual pur sai che spesse volte insano
Dà gli onori agli indegni, ed alla fama
Inetto serve, e ai titoli, ai ritratti
Goffo stupisce..."
(trad. di Vincenzo Monti)     (9 voti)
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OPP-SOL004-B.jpgAnother early "Surface Anomaly" - Sol 4129 visiteSecondo noi si tratta di un qualcosa di metallico, ma ammettiamo senza problemi che la nostra è solo una sensazione, determinata dai peculiari riflessi e dalla tessitura dell'oggetto il quale, man-made o natural che sia, non è certamente una roccia nè, tanto meno, un photoartifact.     (9 voti)
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UMBRIEL-vg2_p29502-A.jpgUmbriel's extremely unusual surface feature (HR - context image)69 visiteIl rilievo (che definire "fortemente anomalo" è riduttivo) che caratterizza il versante prossimo al Polo Nord di Umbriel è, almeno dalle immagini che sono in nostro possesso, del tutto inesplicabile.
Alcuni Ricercatori (anche nel Gruppo Lunar Explorer Italia) ipotizzano che si tratti di una montagna dalle dimensioni davvero incredibili (almeno in rapporto al corpo celeste a cui essa accede - immaginate come il Monte Everest apparirebbe dallo spazio se fosse alto 70 o più Km e largo 300, tanto per rendere l'idea...), mentre altri Studiosi ritengono che quello che si vede in questa immagine è solo il risultato di una deformazione del frame la quale potrebbe essere imputabile ad un vizio di trasmissione e/o di ricevimento ed elaborazione dati (il che equivarrebbe a dire che il rilievo in questione non esiste).
Altri ancora interpretano questo rilievo come una "plume" vulcanica (?) o una gigantesca formazione nuvolosa.
Purtroppo, il mistero non sarà risolto tanto facilmente...      (9 voti)
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IDA&DACTYL-gal_p44131.jpgAsteroid Ida and Dactyl (context image - natural colors)60 visitenessun commento     (9 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-N-Mars-Moon, one and the same-1.jpgOne and the same: the Moon-Mars Connection strikes again!313 visitevedi il commento al frame precedente     (9 voti)
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