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APOLLO 12 AS 12-51-7485-5.jpgWhere's the Truth? (3)149 visitePerché?
Forse perché è nella Natura Umana “schierarsi”, “sposare una Teoria” (come una Fede”...) e poi combattere contro i Miscredenti.
Contro gli Infedeli.
Contro i Fessacchiotti, insomma: quelli che non capiscono proprio nulla, nemmeno se le cose tenti di spiegargliele così come spiegheresti “perché 2 + 2 fa 4 e non 3 o 5” ad un ragazzino che frequenta la prima elementare.
Insomma combattere contro tutti gli altri: tutti quelli che non vedono le cose come le vede la Scuola alla quale apparteniamo o accanto alla quale ci sentiamo, storicamente, fideisticamente o scientificamente, più vicini.
§§§
Tornando alle Scienze Planetarie (ed alla Caccia alle Anomalìe), possiamo dunque dire che esistono i Vati dell’Analisi Pratica (basata sul colpo d’occhio, il possesso di alcune conoscenze di base, l’impiego di un pizzico di software, un “quanto basta” di razionalità e molta logica deduttiva) i quali si rapportano, spesso conflittualmente, ai Vati dell’Analisi Virtuale (e diamo anche a loro il colpo d’occhio, le conoscenze di base, qualche quintale di software e di razionalità e molta logica tout-court).
Quali sono i Profeti e chi sono i Miscredenti, ci chiederete?
Ovviamente lo sono entrambi e non lo è nessuno.
Approcci diversi, figli di sensibilità diverse e di qualità personali diverse: non ci sono Geni e non ci sono Fessi.
Solo persone (Scienziati, Ricercatori, Appassionati ed Amateurs veri e propri) che cercano, in accordo alle proprie attitudini, conoscenze e capacità, di arrivare ad un frammento (magari anche piccolo...) della Verità.
Se la guida, per entrambi gli Schieramenti, è la Buona Fede, unita al desiderio di afferrare la Verità, allora i risultati finali, qualunque essi sìano, noi crediamo che nel tempo (e con il tempo), finiranno inevitabilmente per coincidere ed arricchire il Patrimonio Comune.
Faranno Scienza e saranno Cultura.
Ma se la guida, invece, è l’idea di dimostrare la bontà e validità di un approccio e di un sistema in rapporto alla inefficacia ed inaffidabiltà dell’altro, allora i risultati – a nostro parere – qualunque essi sìano, saranno sempre e solo (nella migliore delle ipotesi) delle visioni parziali, probabilmente distorte (in parte) e sicuramente corrotte (in parte).
Senza contare che i Vati degli schieramenti (complementari in teoria, ma opposti in pratica) finiranno con il sostenere anche le ipotesi più insostenibili (e ridicole) a condizione che esse continuino a porsi in una sostanziale e reciproca contrapposizione.
Ma la Verità?
Che fine farà la Verità, se l’approccio “mutuamente esclusivo” riuscisse vincitore?
La Verità, in quel caso – ed a nostro parere –, resterà irraggiungibile, come dice l’Anonimo Pensatore che abbiamo citato in epigrafe.
(queste riflessioni ci sono state suggerite dal confronto di idee e metodologie analitiche adottate da svariati Ricercatori ed Appassionati con i quali siamo in contatto e, last but not least, dalle interessanti – e costruttive – disfide tecnico-dialettiche che abbiamo visto e letto sul bellissimo Forum “SpazioUfo.com”, fra i Ricercatori “OldGrey” e “Manny”. Queste riflessioni sono dedicate anche a loro)
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Carina-Calibration-PIA07773.jpgCarina Nebula, from Cassini64 visiteCassini briefly turned its gaze from Saturn and His Rings and Moons to marvel at the Carina Nebula, a brilliant region 8.000 LY from our Solar System and more than 200 LY across. Nearly every point of light in this image is a star in our galaxy, the Milky Way.
The nebula is a region of gas and dust made to glow by the ultraviolet light bursting from bright, hot and extremely massive young stars within. Darker regions in the scene are not devoid of stars; rather, they are areas where dense clouds of dust block the light from background stars.
This image and others like it are taken by the spacecraft from time to time for calibration purposes. Calibration images rarely contain such incredible sights. This one affirms Cassini's position as the farthest, working astronomical observatory ever established around our sun - our "eyes on the cosmos", a billion miles from Earth.
The image was taken using the Cassini wide-angle camera on May 14, 2005. The view is a 68-second, clear-filter exposure.     (10 voti)
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APOLLO 14 AS 14 66-9295-ZZ.jpgThe Blue Flare...according to Astronaut Alan Bean and Prof. Hoagland172 visiteQuesto frame (multiplo) va un pò a concludere quello che abbiamo detto in sede di commento alle immagini precedenti: la Blue Flare non è stata un fenomeno isolato ed unicamente riferibile alla Missione Apollo 14.
Inoltre, come appare dalla (splendida) tavola dell'Astronauta Alan Laverne Bean - Apollo 12 - i "chiarori blu" sembrano essere comuni sulla Luna. Ed il frame AS 14-66-9301, pesantemente elaborato, che si vede nel riquadro in basso a Dx, è quello usato in supporto alla teoria Hoaglandiana della Blue Flare come riflesso.
Attenzione: abbiamo esaminato (e pubblicato, nella Sez. "The Universe Inside") il quadro dell'Astronauta Alan L. Bean in cui si sarebbero dovuti vedere i "chiarori blu". Ebbene, nel quadro originale dell'Amico Alan, detti chiarori NON CI SONO! Siamo quindi spiacenti di dover sottolineare una grave scorrettezza dei Curatori del Sito "The Enterprise Mission".
Nostro parere? Quando non si hanno argomenti, specie in questo campo, piuttosto che inventare, sarebbe meglio star zitti...     (10 voti)
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NGC-1275-Perseus_Cluster_cxc_f.jpgNGC 1275 - Perseus Cluster98 visite"...Molte volte, quando ho cercato di esporre questo concetto che, a mio parere, è davvero elementare, mi sono poi trovato a dovermi difendere da bordate di accuse di estremismo.
Il concetto è questo: prima di preoccuparsi di tutelare nel miglior modo possibile i diritti degli imputati, bisognerebbe cercare di tutelare - sempre nel miglior modo possibile - quelli delle Parti Lese.
E' evidente che le critiche ad un simile principio, talmente ovvio da non necessitare di alcuna ulteriore spiegazione, arrivano da coloro i quali non hanno idea di che cosa voglia dire "essere le Vittime di un crimine".
Costoro, altrettanto ovviamente, sono le medesime persone che, nelle rare ipotesi in cui vengono anche solo sfiorate da un evento delittuoso (e perpetrato in loro danno), diventano i Profeti della Forca ed i Vati della Sanzione Esemplare..."
P.C. Floegers - "Scritti di Cronaca e Sociale"     (10 voti)
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Moon and Companions~1.jpgMoon and Venus from Missouri81 visiteUn'immagine carina che ci mostra un quarto di Luna (diremmo più che ampiamente sovraesposto) che si "incontra" con la Stella della Sera (e cioè Venere), il tutto in un quadretto autunnale. Anche questa immagine è stata estrapolata dalla rubrica "NASA - Picture of the Day" la quale, a nostro parere, sta iniziando a diventare leggermente ripetitiva anche nella proposizione di fotografie artistiche, sìano esse professionali o amatoriali.     (10 voti)
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EnceladusFountains-PIA07762.gifThe "Fountains" of Enceladus124 visiteJets of icy particles burst from Enceladus in this GIF sequence of 4 images taken on Nov. 27, 2005. The sensational discovery of active eruptions on a third outer Solar System body (after Jupiter's moon, Io, and Neptune's moon, Triton) is one of the great highlights of the Cassini mission.
Images taken in January 2005, appeared to show the plume originating from the fractured South Polar Region of Enceladus, but the visible plume was only slightly brighter than the background noise in the image because the lighting geometry was not suitable to reveal the true details of the feature. This potential sighting, in addition to the detection of the icy particles in the plume by other Cassini instruments, prompted imaging scientists to target Enceladus again with exposures designed to confirm the validity of the earlier plume sighting.
The new views show individual jets, or plume sources, that contribute to the plume with much greater visibility than the earlier images.
The full plume towers over the 505-kilometer-wide (314-mile) moon, and is at least as tall as the moon's diameter.
The four, 10-second exposures were taken over the course of about 36 minutes at approximately 12-minute intervals. Enceladus rotates about 7.5 degrees in longitude over the course of the frames, and most of the observed changes in the appearances of the jets are likely due to changes in the viewing geometry. However, some of the changes may be due to actual variation in the flow from the jets on a time scale of tens of minutes.
Additionally, the shift of the sources seen here should provide information about their location in front of and behind the visible limb (edge) of Enceladus.
These images were obtained using the Cassini spacecraft narrow-angle camera at distances between 144,350 and 149,520 kilometers (89,695 and 92,907 miles) from Enceladus and at a phase angle of about 161 degrees. Image scale is about 900 meters (2,950 feet) per pixel on Enceladus.
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ZZ-ZZ-The Blair Cuspids-H.jpgThe "Blair Cuspids": possible shapes and visual appearance from Lunar datum (1)136 visitevedi il commento al frame successivo     (10 voti)
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SOL643-PIA03613_fig1.jpgSpirit's search for meteors - Sol 64367 visiteSi vedano i commenti (nonchè la Original Caption) riportati nelle note al frame relativo al Sol 668.     (10 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-051-2005118224016_2004221215640_Leftside.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (5) - from Sol 44314 visiteA - Traccia della lunghezza della parete frontale dell'Anomalìa;
B - Traccia della zona che considero l'orbita dell'occhio: ha una forma leggermente allungata verso Sx e finisce quasi a punta. Nel tratto superiore e inferiore, sono presenti due infossature (vedi freccette);
C - Traccia della "sospensione da terra della parte frontale dell'Anomalìa";
si vede distintamente la luce passare;
D - Traccia della curvatura della parte frontale dell'Anomalìa. Potrebbe essere paragonabile alla curvatura che va dal nostro naso allo zigomo.
E/F - Sono le 2 porzioni dell'Anomalìa che poggiano al suolo come farebbe un treppiedi e che ne sostengono la porzione frontale, mantenendola sollevata dal suolo;
G - Traccia della zona dell'Anomalìa paragonabile alla nostra area sub-orbitale e zigomatica.     (10 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-048-SOL044-12-DD-2-depress-A044R1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (2) - from Sol 44427 visiteTutto ciò premesso, noi – come Gruppo di Ricercatori Indipendenti – siamo dell’idea che debba essere comunque riconosciuto uno spazio di attenzione a coloro che hanno (come gli Amici Matteo Fagone, Fabio Italiano e così tanti altri che ci hanno scritto e che cerchiamo di menzionare ogni qual volta ne abbiamo l’occasione) qualcosa di realmente interessante e di plausibile da dire e/o da mostrare.
Le opinioni, sebbene ora più ed ora meno sostanziate (ergo ora più ed ora meno condivisibili), nel momento in cui vengono espresse con intelligenza, sensibilità, logica, coerenza ed educazione – come lo sono quelle che pubblichiamo – sono tutte (e sempre) meritevoli di considerazione e di rispetto: poi si potrà discutere per qualche secolo sulla loro intrinseca attendibilità/validità scientifica, ma comunque vanno rispettate.
“Ma così contribuite anche voi di Lunar Explorer”, qualcuno potrà dire, “a “generare sovrainformazione e cioè, in ultima analisi, caos”!
Certo, è possibile.
E’ possibile perché noi non sappiamo quale sia né dove si trovi la Verità e quindi vogliamo e dobbiamo dare spazio a diverse teorie.
Così operando generiamo caos? Può darsi, ma una cosa è certa: il caos che possiamo produrre noi è, se non altro, il risultato di un’azione svolta in Buona Fede…
Bene: crediamo che questo “cappello” sia sufficiente per introdurre il Lavoro di Fabio Italiano. Un Lavoro, ribadiamo, interessante e controverso, che dovrebbe servire a tutti come “spunto di riflessione”: certezze non ne abbiamo, così come non abbiamo aprioristiche preclusioni o scetticismi.
Abbiamo indizi – forse ne abbiamo anche troppi… – e quindi lavoriamo con quelli.
Per il resto…Staremo a vedere!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-046-SOL044-2P130277928EFF0800P2410L7M1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (1) - from Sol 44407 visiteNel quadro - sempre più vasto e complesso - delle Singolarità (e/o delle Anomalìe vere e proprie) individuate sulla superficie del Pianeta Rosso durante il primo Anno Marziano dei MER Spirit ed Opportunity, si inserisce una questione di fondo che ha ormai assunto proporzioni considerevoli: un numero imprecisato - ma già molto alto -, di Appassionati, di "Anomaly Hunters", di Ricercatori Indipendenti e così via, ha notato, attraverso l'analisi delle migliaia di frames giunti dalle "sabbie" e dalle "pietraie" di Gusev Crater e di Meridiani Planum, che c'è qualcosa di curioso, a volte strano ed a volte indefinibile e controverso, nelle "rocce di Marte".
Secondo alcuni (e parliamo della Scuola del Prof. Hoagland), si potrebbe trattare di manufatti (ossìa di opere “artificiali” – forse sarebbe meglio dire “NON naturali”); secondo altri (annoveriamo il Dr Feltri e noi stessi), le rocce di Marte potrebbero NON essere esattamente “rocce nel senso terrestre" del termine.
Secondo altri ancora, come l'Amico Ricercatore Indipendente Fabio Italiano (alias OldGrey) che ci ha inviato questa interessante Relazione (la quale costituirà, inevitabilmente, una fonte di nuove controversie), alcune "rocce" potrebbero essere i residui fossili di antiche Creature che, in un tempo probabilmente assai remoto, calpestavano la superficie di Marte.
Allora, riassumendo: le rocce di Marte sono dei “manufatti”, sono “esseri”, sono “fossili” o sono soltanto “rocce”?
E’ del tutto ovvio che nessuna di queste Scuole di Pensiero può, ad oggi, dire di aver raggiunto una “ragionevole certezza” al riguardo, anzi…
Inoltre, la scarsa (ma forse sarebbe meglio dire “nulla”) collaborazione sia da parte degli Enti Spaziali coinvolti nell’esplorazione e studio del Pianeta Rosso (NASA/USA – ESA/Europa), sia degli Scienziati – Americani ed Europei soprattutto – che vanno per la maggiore (troppo pavidi ed interessati per sbilanciarsi), unita al quantitativo ormai impressionante di dati contraddittori ed imprecisi, alterati e manipolati, discutibili e/o addirittura falsi che sono disponibili su Marte ha reso estremamente ingrato ed oltremodo complesso il lavoro di Ricerca che ognuno di noi, usando la propria testa, le proprie competenze e i mezzi di cui dispone, può svolgere.
Insomma: lo scenario attuale della Ricerca su Marte dice che ci troviamo in un Mare Magnum di informazione, ben miscelata con tanta disinformazione e tanta controinformazione.
Un Mare Magnum che non siamo in grado di dire se sia stato “voluto” oppure se si è – semplicemente – “auto-generato” a causa del modo, diremmo eccessivo e sbagliato, ma certo figlio della nostra contemporaneità, di fare Scienza, Informazione & Spettacolo.
Un Mare Magnum dal quale non sarà per niente semplice venir fuori…
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Itokawa-06.jpgOrbiting around Itokawa (3)61 visiteSpecifically, at the time of arrival at Itokawa, Hayabusa had driven its proprietary new ion engines for 26.000 hours, including their operation during an Earth flyby.
It has also perfectly completed a period of hybrid optical navigation followed by
precise guidance and navigation of the spacecraft during its station keeping period around Itokawa.
These engineering achievements are the primary mission of Hayabusa and their successful completion is a great achievement.     (10 voti)
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