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Piú votate - The Readers Show and Tell...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE015.jpgThe "True Colors" of Mars (14)304 visiteDobbiamo ammettere che qualche dubbio ci sorge: sia sulla qualità della “Consulenza” NASA fornita per il film (ma chi hanno usato?), sia sulla sostanza delle informazioni “Scientifiche” Ufficiali diffuse al Pubblico.
Ed ecco quindi le prime (inevitabili) conclusioni.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE003.jpgThe "True Colors" of Mars (4)581 visiteSemplicissimo! La scenografia del film fu costruita prendendo alla lettera gli insegnamenti scientifici (per giunta tuttora validi) conosciuti: "la superficie appare rossa a causa della massiccia presenza (su di essa) di materiale ossidato (ferro?) il quale conferisce all’intero paesaggio il tipico color ruggine. L'atmosfera di Marte, poi, è estremamente rarefatta, con una pressione al suolo di circa 7 millibar: meno di un centesimo di quella terrestre. Di conseguenza il cielo dovrebbe apparire di un rosso vivo all'orizzonte, che sfuma in un colore sempre più scuro a mano a mano che si guarda verso l'alto e sino al punto in cui dovrebbe essere possibile riuscire a vedere le stelle persino in pieno giorno".
E fino a qui va tutto bene.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-PIA09090-2.jpgThe "Flange" (extra-detail mgnf and comparison - by Enzo Lojacono)176 visiteGuardate bene: siamo davanti ad una "roccia" (?) che ci mostra delle evidenti simmetrie, una morfologia ed uno spessore (quasi) regolari ed un "buco ARMONICAMENTE sagomato" nella sua porzione centrale (abbiamo scritto "armonicamente" in maiuscolo perchè la Natura è una Grande Artista...anche se in questo caso, probabilmente, la Natura "da sola" non basta a spiegare quello che vediamo).

Chiunque di Voi, Amici Lettori, avesse una spiegazione "canonica" di questa Surface Feature, non deve far altro che scriverci e/o commentare il frame.

Un piccolo Warning: dato che, di quando in quando, ci capita di leggere "citazioni" poco lusinghiere del nostro Lavoro su Siti e Forum frequentati da Fenomeni Incompresi e Futuri Nobel per le Scienze, noi invitiamo i nostri Anonimi Detrattori a scriverci e ad esprimere pubblicamente (MOTIVANDOLE) le loro eccezioni, senza celarsi dietro ridicoli nick-names e senza fare i "cecchini" - leggi: i "codardi".

In fondo, noi chiediamo a chi "critica" solo un pò di Coraggio (lo stesso che noi usiamo, ogni giorno, per svolgere questo splendido - ma sempre più di frequente ingrato - lavoro).
O forse chiediamo troppo?!?

Complimenti di Cuore - ancora una volta - ad Enzo Lojacono!
3 commentiMareKromium55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL465-2P167648699EFFA9HEP2281L7M1-2.jpg"Hard Mars": let's laugh together! (extra-detail mgnf; credits: Dr G. Barca)203 visite...Senza Parole...7 commentiMareKromium55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL312-2N154066468EFF9200P0655R0M1_ing.jpgTails... (by Carlo Contu)173 visiteIl quantitativo di "Rocce Anomale" (o "Pseudo Rocce", in accordo alla nomenclatura generalmente adottata da Lunexit) presenti sulla Superficie di Marte, come detto più volte in passato, è impressionante.
Così come è impressionante la "leggerezza" adottata dalla NASA a da Scienziati e Ricercatori "Adepti" della Scienza Convenzionale nell'ignorare (o nello "spiegare" superficialmente e malamente - a nostro avviso) queste possibili "Meraviglie Locali".

Per fortuna, così come è ben provato dalle centinaia di pagine dedicate dalla Fondazione Lunar Explorer Italia a queste Surface Features, ci sono svariati Amici, Appassionati ed Amateur Researchers i quali hanno notato la magnitudine del fenomeno e, come il bravissimo Sig. Carlo Contu, hanno iniziato ad isolare Singolarità su Singolarità ed Anomalìe su Anomalìe.

Non è nelle nostre umane possibilità dare una risposta ed una spiegazione razionale (e credibile) a tutte queste - talora davvero fantastiche - Manifestazioni Locali, ma è nostro dovere evidenziare (se non altro) l'insufficienza dell'approccio scientifico classico. L'approccio che è stato adottato sino ad ora per (tentare di) spiegarle.

Insomma: il vulcanismo, l'erosione, la sedimentazione, il weathering e, nella loro globalità, tutti quei Processi Geologici e Meteorologici che hanno portato Marte a configurarsi nel modo che noi, oggi, possiamo vedere e studiare, spiegano MOLTO, ma - è ovvio, tuttavia occorre ribadirlo - NON SPIEGANO TUTTO.
O meglio: spiegano...sino ad un certo punto.
Ed il nostro (splendido e, sovente, ingrato) Lavoro, come sapete bene, inizia proprio da quel punto in cui la Scienza Convenzionale si ferma (per necessità, per volontà e/o per pigrizia intellettuale).

Un nuovo Grazie di Cuore all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti; le risposte, un giorno, arriveranno (e, noi ne siamo convinti, esse saranno sorprendenti)...
6 commentiMareKromium55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL331-2N155749654EFF9800P1741L0M1_ing.jpgOpenings (by Carlo Contu)180 visiteMolte volte, come - ad esempio - nel quadro precedente, l'immagine è "spiegata" nel suo stesso titolo. Un titolo che può essere provocatorio, ambiguo o meramente descrittivo: dipende.
Dipende da quello che si vede.

O meglio, dipende da quello che noi CREDIAMO di vedere.

Un Surface Feature che "sembra" una coda (esattamente come accade nel quadro che precede) e che non può essere ragionevolmente spiegata facendo ricorso a fenomenologie geologiche e/o meteorologiche, noi la "battezziamo per come appare": coda, appunto.
Oppure "aperture", come nel caso di questo frame.

Siamo perfettamente consapevoli della circostanza per cui espressioni tipo "coda" o "aperture" non sono idonee a spiegare quello che stiamo osservando. Ed infatti, in questi casi, la nostra intenzione NON E' quella di spiegare. Non lo è perchè non siamo in grado di farlo, usando gli strumenti che la nostra Scienza Positiva (o Convenzionale) ci mette a disposizione.
Ed allora, anzichè arrampicarci sugli specchi nel tentativo di dimostrare (razionalmente) ciò che, per ora, dimostrabile non è, preferiamo "battezzare" e quindi lasciare a Voi Lettori il compito di provare a riflettere su queste Singolarità e cercare, se non di spiegarle, quanto meno di metabolizzarle.

Cercare di capire che non tutto ciò che vediamo può essere "risolto" in un battito di ciglia ed in una spulciata su un Trattato di Scienze Naturali, di Geologia, o di Mineralogia. Certo: questi Trattati aiutano nella comprensione, ma a volte...non bastano.

Ci vuole qualcosa in più. Qualcosa che, al momento, noi non abbiamo.

O meglio, qualcosa che, al momento, nessuno possiede: "l'esperienza dell'osservazione diretta ed in situ".
2 commentiMareKromium55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Copernicus-02.jpgCopernicus' Misteries... (2)146 visiteIn realtà, e tanto per essere precisi, già in passato - analizzando le possibili Anomalìe di Phobos - ci eravamo soffermati su questo aspetto che ora andremo a riprendere. E l'aspetto è questo: noi, se e quando guardiamo immagini come queste, tendiamo a prefigurarci una superficie piatta, soggetta ad illuminazione piena (proveniente dallo Zenith - o dal Nadir, a seconda dei casi - o quasi) la quale si comporta così come si comportano tutte le superfici che noi osserviamo dal suolo, ossìa "essa si mostra a noi per quello che è". Errore. O meglio: in questa costruzione (logica e connessa alla nostra esperienza) ci sono almeno 3 errori. Eccoli:

1) il rilievo che stiamo osservando non è solo "davanti" a noi, ma è anche "al di sotto" di noi. Al di sotto di qualche centinaio di Km (il che non è poco);
2) la superficie che stiamo osservando, SEMBRA piatta, ma in realtà è sensibilmente curva (in tutte le direzioni);
3) l'illuminazione di questa superficie non è UNIFORMEMENTE piena e regolare, sia perchè il Sole, rispetto all'Orizzonte Locale (e cioè l'Orizzonte di un ipotetico Astronauta che, al momento dello scatto, si trovasse "dentro" al Cratere) non è affatto allo Zenith e sia perchè la nostra visione del paesaggio deriva da un punto di vista (ivi: un punto dello Spazio) la cui illuminazione, al momento della ripresa, è MOLTO DIVERSA dall'illuminazione del corpo ripreso.

E non è tutto.
L'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della Superficie Lunare che si trova sulla perpendicolare del Lunar Orbiter (e nei suoi pressi) è BEN DIVERSA da quella del Sole sull'Orizzonte Locale del Cratere Copernicus il quale, ATTENZIONE, è ancora BEN LONTANO dalla perpendicolare dell'Orbiter!

E, volendo, si potrebbe dire di più.
Ad esempio (ed anche se in questo caso la differenza visibile e - da noi Osservatori - percepibile, è trascurabile) si potrebbe legittimamente asserire che l'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più prossima alla perpendicolare dell'Orbiter è DIVERSA dall'altezza del Sole sull'Orizzonte Locale della parete esterna di Copernicus più lontana - AL MOMENTO DELLO SCATTO - rispetto alla medesima perpendicolare.

E così via. Le puntualizzazioni, in fondo, non bastano (quasi) mai...

Ma perchè abbiamo svolto queste riflessioni?
Le abbiamo svolte per Voi e, in fondo, per un solo e semplicissimo motivo: il 99,9% delle possibili (e presunte) Anomalìe e/o Singolarità di Superficie individuate su Corpi Celesti extra-terrestri, in realtà si risolve in sviste che derivano da erronee interpretazioni delle reali (EFFETTIVE) fattezze del suolo osservato. Erronee interpretazioni le quali sono determinate da "giochi di luce e giochi d'ombra" dipendenti dalla posizione dell'Osservatore (ivi: il Lunar Orbiter II) rispetto alla posizione del corpo osservato.

Quello che intendiamo dire, insomma ed in fondo, è solo questo: le riprese effettuate da centinaia di Km di altezza e di distanza dagli "obbiettivi" sono, si, altamente spettacolari, ma offrono un campionario di effetti ottici ingannevoli per l'Osservatore che, alla fine e di conseguenza, esse si trasformano in autentiche fucine di sviste (più o meno grandi).

Ovviamente, in questo caso (come in tanti altri) nessuno di noi dice, con certezza assoluta, "Guarda che il rilievo osservato NON E' quello che sembra".
No.
Noi diciamo solo questo: "Attenzione, poichè le interpretazioni della superficie di un Corpo Celeste fatte mediante riprese orbitali di questo tipo è più che ingannevole! Essa è un'autentica trappola costante per la nostra Vista e per la nostra capacità di effettuare delle Associazioni Logiche e Visive". Tutto qui.

Un grazie di cuore, come sempre, all'Amico Carlo Contu per gli spunti forniti ed a tutti gli Amici di Lunexit per la pazienza e l'attenzione dedicataci.
1 commentiMareKromium55555
(5 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_16_-_AS_16-113-18295.jpgThe "Ghost" of Apollo 16 (credits: Dr Marco Faccin)151 visiteUn'operazione davvero suggestiva, realizzata dal bravissimo Dr Faccin, ci ha permesso di far - letteralmente - "emergere", dal nero di un iper-contrastato orizzonte lunare, una curiosa sagoma che noi abbiamo battezzato "The Ghost" (Il Fantasma).
Di che cosa si tratta?
Secondo noi si potrebbe/dovrebbe trattare del riflesso della macchina fotografica posta sul petto dell'Astronauta che sta scattando la fotografia. Astronauta che aveva già indossato scafandro e casco (quando questo scatto venne effettuato, notate, ci trovavamo nella fase di pre-landing ed il LM stava sorvolando il Cratere Teofilo - Teophilus).

Avete altre idee? Scriveteci! (e COMPLIMENTI, ancora una volta, al Dr Faccin!)
13 commentiMareKromium55555
(5 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Glasslike-1.jpgGlass-like "shards" (credits: Dr Marco Faccin & Lunexit)123 visiteFrammenti di roccia scura, dall'apparenza vetrosa: alla NASA li chiamano "pebbles", ossìa "ciottoli luccicanti".
La Regione di Gusev sembra essere ricca di questi ciottoli e l'elaborazione in colori naturali del Dr Faccin (abbinata al processing MULTISPECTRUM) ci dà la sensazione di essere lì, ad un passo dal poter toccare con mano la ruvida - ma sempre affascinante - superficie di Marte...
MareKromium55555
(5 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MartianBottle-1.jpgThe Martian "Amphora" (context frame)248 visiteIn un panorama affascinante e (davvero) pieno di rocce dalle forme quantomeno bizzarre, emerge una nuova Singolarità di Superficie - tanto "singolare" da meritarsi quasi il titolo di Anomalìa... -: il merito della nuova scoperta di un particolare tanto curioso quanto - ovviamente - controverso, è da attribuire, ancora una volta, al nostro Caro Amico Gianni Zitti da Ancona.
Il dettaglio controverso, in questo context frame, NON è stato evidenziato, così da farVi meglio comprendere la bravura (e l'occhio!) dimostrati dal Sig. Zitti: e si, perchè guardare le fotografie è semplice; trovare dettagli REALMENTE interessanti e MOLTO curiosi, non lo è affatto.

Ed è questo, se volete, uno dei "doni" che un Anomaly Hunter deve possedere: un grande "occhio", unito a dosi massicce di pazienza, accortezza e pragmatismo.
Poi, nel tempo, la competenza e l'esperienza possono portare ad ulteriori (e talvolta strabilianti) risultati.
Forse a delle autentiche Scoperte che, un giorno, potrebbero anche avere un valore ed una rilevanza storica.

Ma lasciando il Futuro al Futuro, per ora ci limitiamo ad invitarVi a guardare i due successivi extra-detail mgnf che ci mostrano una (pseudo)roccia caratterizzata dalla presenza, su di essa, di un "foro" perfettamente circolare; una roccia che - onestamente - vista anche la forma, ci ricorda un'anfora di Romana o Greca Memoria.

ATTENZIONE: non stiamo dicendo che il rilievo inquadrato dal Sig. Zitti è un rilievo artificiale! Stiamo solo dicendo che esso, effettivamente, CI RICORDA un manufatto. Tutto qui.

Complimenti - ancora una volta - al bravissimo Sig. Gianni e, per note e commenti su questa nuova Martian Oddity, aspettiamo Voi e le Vostre riflessioni ed annotazioni!
6 commentiMareKromium55555
(5 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL814-MartianBottle-03.jpgThe "Martian Bottle" (extra-detail mgnf n. 2)185 visiteA nostro parere, la "stranezza" più grande è nel fatto che NESSUNO, ad oggi (e per quanto ne sappiamo) abbia provato a collegare queste "rocce anomale" (o pseudo-rocce) all'esistenza di azioni (anche attuali) NON sussumibili all'interno delle categorie "eoliche" e "vulcaniche".

Quello che intendiamo dire è che, forse, tutte queste "rocce" arrotondate (e/o spigolose) le quali presentano dei "fori perfetti" sulla loro superficie, potrebbero trovare un denominatore comune in azioni meccaniche le quali, in corso anche in questo momento sul Pianeta Rosso, non derivano nè dal vento, nè dal vulcanismo.

Il resto, ovviamente, è pura speculazione (ma non dimenticate che, a volte, non è solo importante dire che cosa un rilievo "è" e/o quale ne sia la "causa"; a volte è pure importante dire che cosa un rilievo "NON è" e/o quale "NON ne sia" la causa.

Ancora complimenti al Sig. Zitti - sempre di cuore - per averci aiutato nel Lavoro e per aver dimostrato attenzione e passione in questa Ricerca che (davvero!) sembra non aver mai fine...
MareKromium55555
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 16 AS 16 106-17240 HR-2.jpgAS 16-106-17240 - A "White Feather"?!?347 visiteChe cos'è quel minuscolo rilievo di colore chiaro, dalla forma leggermente frastagliata e dall'albedo (rispetto al suolo che lo circonda) elevatissima?

Noi non ne abbiamo idea, purtroppo.

E Voi?!?...
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