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| Piú votate - The Readers Show and Tell... |

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-051-2005118224016_2004221215640_Leftside.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (5) - from Sol 44310 visiteA - Traccia della lunghezza della parete frontale dell'Anomalìa;
B - Traccia della zona che considero l'orbita dell'occhio: ha una forma leggermente allungata verso Sx e finisce quasi a punta. Nel tratto superiore e inferiore, sono presenti due infossature (vedi freccette);
C - Traccia della "sospensione da terra della parte frontale dell'Anomalìa";
si vede distintamente la luce passare;
D - Traccia della curvatura della parte frontale dell'Anomalìa. Potrebbe essere paragonabile alla curvatura che va dal nostro naso allo zigomo.
E/F - Sono le 2 porzioni dell'Anomalìa che poggiano al suolo come farebbe un treppiedi e che ne sostengono la porzione frontale, mantenendola sollevata dal suolo;
G - Traccia della zona dell'Anomalìa paragonabile alla nostra area sub-orbitale e zigomatica.     (10 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-048-SOL044-12-DD-2-depress-A044R1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (2) - from Sol 44422 visiteTutto ciò premesso, noi – come Gruppo di Ricercatori Indipendenti – siamo dell’idea che debba essere comunque riconosciuto uno spazio di attenzione a coloro che hanno (come gli Amici Matteo Fagone, Fabio Italiano e così tanti altri che ci hanno scritto e che cerchiamo di menzionare ogni qual volta ne abbiamo l’occasione) qualcosa di realmente interessante e di plausibile da dire e/o da mostrare.
Le opinioni, sebbene ora più ed ora meno sostanziate (ergo ora più ed ora meno condivisibili), nel momento in cui vengono espresse con intelligenza, sensibilità, logica, coerenza ed educazione – come lo sono quelle che pubblichiamo – sono tutte (e sempre) meritevoli di considerazione e di rispetto: poi si potrà discutere per qualche secolo sulla loro intrinseca attendibilità/validità scientifica, ma comunque vanno rispettate.
“Ma così contribuite anche voi di Lunar Explorer”, qualcuno potrà dire, “a “generare sovrainformazione e cioè, in ultima analisi, caos”!
Certo, è possibile.
E’ possibile perché noi non sappiamo quale sia né dove si trovi la Verità e quindi vogliamo e dobbiamo dare spazio a diverse teorie.
Così operando generiamo caos? Può darsi, ma una cosa è certa: il caos che possiamo produrre noi è, se non altro, il risultato di un’azione svolta in Buona Fede…
Bene: crediamo che questo “cappello” sia sufficiente per introdurre il Lavoro di Fabio Italiano. Un Lavoro, ribadiamo, interessante e controverso, che dovrebbe servire a tutti come “spunto di riflessione”: certezze non ne abbiamo, così come non abbiamo aprioristiche preclusioni o scetticismi.
Abbiamo indizi – forse ne abbiamo anche troppi… – e quindi lavoriamo con quelli.
Per il resto…Staremo a vedere!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-046-SOL044-2P130277928EFF0800P2410L7M1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (1) - from Sol 44403 visiteNel quadro - sempre più vasto e complesso - delle Singolarità (e/o delle Anomalìe vere e proprie) individuate sulla superficie del Pianeta Rosso durante il primo Anno Marziano dei MER Spirit ed Opportunity, si inserisce una questione di fondo che ha ormai assunto proporzioni considerevoli: un numero imprecisato - ma già molto alto -, di Appassionati, di "Anomaly Hunters", di Ricercatori Indipendenti e così via, ha notato, attraverso l'analisi delle migliaia di frames giunti dalle "sabbie" e dalle "pietraie" di Gusev Crater e di Meridiani Planum, che c'è qualcosa di curioso, a volte strano ed a volte indefinibile e controverso, nelle "rocce di Marte".
Secondo alcuni (e parliamo della Scuola del Prof. Hoagland), si potrebbe trattare di manufatti (ossìa di opere “artificiali” – forse sarebbe meglio dire “NON naturali”); secondo altri (annoveriamo il Dr Feltri e noi stessi), le rocce di Marte potrebbero NON essere esattamente “rocce nel senso terrestre" del termine.
Secondo altri ancora, come l'Amico Ricercatore Indipendente Fabio Italiano (alias OldGrey) che ci ha inviato questa interessante Relazione (la quale costituirà, inevitabilmente, una fonte di nuove controversie), alcune "rocce" potrebbero essere i residui fossili di antiche Creature che, in un tempo probabilmente assai remoto, calpestavano la superficie di Marte.
Allora, riassumendo: le rocce di Marte sono dei “manufatti”, sono “esseri”, sono “fossili” o sono soltanto “rocce”?
E’ del tutto ovvio che nessuna di queste Scuole di Pensiero può, ad oggi, dire di aver raggiunto una “ragionevole certezza” al riguardo, anzi…
Inoltre, la scarsa (ma forse sarebbe meglio dire “nulla”) collaborazione sia da parte degli Enti Spaziali coinvolti nell’esplorazione e studio del Pianeta Rosso (NASA/USA – ESA/Europa), sia degli Scienziati – Americani ed Europei soprattutto – che vanno per la maggiore (troppo pavidi ed interessati per sbilanciarsi), unita al quantitativo ormai impressionante di dati contraddittori ed imprecisi, alterati e manipolati, discutibili e/o addirittura falsi che sono disponibili su Marte ha reso estremamente ingrato ed oltremodo complesso il lavoro di Ricerca che ognuno di noi, usando la propria testa, le proprie competenze e i mezzi di cui dispone, può svolgere.
Insomma: lo scenario attuale della Ricerca su Marte dice che ci troviamo in un Mare Magnum di informazione, ben miscelata con tanta disinformazione e tanta controinformazione.
Un Mare Magnum che non siamo in grado di dire se sia stato “voluto” oppure se si è – semplicemente – “auto-generato” a causa del modo, diremmo eccessivo e sbagliato, ma certo figlio della nostra contemporaneità, di fare Scienza, Informazione & Spettacolo.
Un Mare Magnum dal quale non sarà per niente semplice venir fuori…
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE016.jpgThe "True Colors" of Mars (15)274 visiteI “colori ufficiali” di Marte riflettono due scenari: ignoranza (della serie: non so, ma tiro ad indovinare…), oppure deliberata manipolazione.
Se qualcuno riesce ad offrire una spiegazione migliore, ben venga. D’altro canto tutti possono commettere degli errori di valutazione,sìano essi Esperti e Professionisti o semplici “Amateurs”.
Resta il fatto che Marte sembra essere diventato una sorta di “prototipo planetario” dell’attuale tendenza di stereotipizzare tutto.
E si: il nostro mondo è diventato un mondo dove ogni cosa deve esattamente adattarsi ai modelli sociali consolidati e basati sul controllo totale delle informazioni...
E questa sarebbe “Scienza”?...Ai posteri l’ardua sentenza!     (10 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)414 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE007.jpgThe "True Colors" of Mars (7)446 visiteStiamo forse supponendo che qualcuno abbia agito in mala fede?
Per carità, non sia mai! E’ assai più probabile che l'esatta struttura dei colori di Marte sia così complessa da decifrare che persino i tecnici che lavorano alle missioni spaziali si trovano in difficoltà!
Spendiamo allora due parole sulle telecamere a colori e sui metodi per ottenere immagini il più possibile naturali. Nelle telecamere a colori generalmente si installano, al loro interno, apparecchiature che fungono da filtro passa-banda; così basandosi sul rosso, sul blu e sul giallo si riescono poi ad ottenere tutte le principali tonalità cromatiche conosciute. Il motivo è dovuto al semplice fatto che il rosso, il giallo e il blu costituiscono i "colori fondamentali".
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Lens_Flare_1.jpgColorful Lens Flare?115 visiteLa causa principale della formazione dei flare è rappresentata dalla posizione della luce che tende a generare queste aberrazioni quando la sorgente luminosa si trova davanti o lateralmente alla fotocamera. In queste condizioni i raggi parassitari hanno più probabilità di subire fenomeni di rifrazione, rimbalzando tra le lenti interne all'obiettivo e causando questo difetto ottico.
La luce comunque non è l'unica variabile da tenere presente visto che anche la tipologia di obiettivo ha una certa rilevanza, in generale possiamo dire che più la struttura delle lente è complicata, maggiori probabilità si hanno di veder comparire dei flare, la spiegazione è data dal fatto che più lenti sono presenti internamente all'obiettivo e più possibilità si hanno di avere fenomeni di rifrazione. Quindi possiamo dire che gli obiettivi zoom e quelli stabilizzati sono più soggetti a questo difetto rispetto ad una focale fissa.
Ma bisogna anche tenere presente l'angolo di campo di una determinata lente, perché maggiore sarà questa variabile e più probabilità ci saranno di avere delle infiltrazioni di luce parassitaria. Quindi tenendo conto di questo fattore, si può affermare che le ottiche grandangolari sono più sensibili ai flare rispetto ai teleobiettivi.
Ma qual'é una delle caratteristiche fondamentali delle Lens Flare? E' che appare trasparente ed un "alone a spigoli" (in questo caso un "Effetto Primatico") NON deriva dalla Lens Flare. Per cui, se una (presunta) Lens Flare è accompagnata (circondata) da un Effetto Prismatico, allora NON è una Lens Flare. O l'una, o l'altro. Entrambi, otticamente, non è possibile. Perché? Perché da un'aberrazione (la Lens Flare) non deriva una sorgente autonoma poligonale o a spigoli (Effetto Prismatico).
p.s.: questa foto della Grande Muraglia è stata palesemente ritoccata (oltre ad essere fuori fuoco)MareKromium     (8 voti)
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Lens_Flare_2.jpgColorful "Lens Flare"?91 visiteI flare (chiamati anche Lens-flare o Flare-effect) sono dei difetti ottici che si verificano in determinate condizioni di luce fotografando o filmando una scena. La presenza di flare in un'immagine può portare a una grande perdita di contrasto con un conseguente appiattimento della gamma cromatica, questo fenomeno viene chiamato Flare a velo, oppure può far comparire dei bagliori o delle piccole aberrazioni cromatiche in diversi punti della composizione, queste imperfezioni vengono anche chiamate Ghost fotografici e differiscono tra loro per forma o colore.MareKromium     (8 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL901-PIA08753-012.jpg"Baby Face" and "Screaming Rock" (by Carlo Contu)207 visiteAbbiamo lasciato per ultima questa elaborazione del nostro Caro Amico, Sig. Carlo Contu, poichè - e non Vi servirà molto per rendervene conto pienamente... - essa è un FANTASTICO esempio di due Caratterizzazioni Locali (o Singolarità di Superficie) le quali, da un lato stimolano la fantasia umana nell'individuazione di profili ambiguamente antropomorfi (Baby Face) e dall'altra suggeriscono ai Ricercatori "open-minded" l'idea che MOLTE rocce Marziane potrebbero non essere altro che "gusci" (come sostiene l'Amico e Collega, Dr Alessio Feltri) oppure "aperture verso il sottosuolo" - o "verso la superficie", a seconda del punto di vista che vogliamo adottare (come suggerisce il Presidente di Lunexit, Dr Paolo C. Fienga).
E quindi GRANDI complimenti a Carlo Contu per aver individuato, in un solo frame, due spunti così suggestivi e - effettivamente e nel contempo - così intriganti!MareKromium     (8 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?
La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.
Noi aspettiamo...MareKromium     (8 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Apollo 12 AS 12-46-6737 HR.jpgAS 12-46-6737 - The closer you look, the more you see: "Ropes"?771 visiteNella Galleria dedicata ai Lettori, un posto (decisamente) "d'Onore" se lo è ritagliato anche il Dr Gianluigi Barca il quale, in pochi mesi, è già stato capace di individuare un cospicuo numero di Singolarità (inclusa qualche vera e propria Anomalìa) in una serie di frames NASA in cui non sempre (anzi, quasi mai) era possibile individuare "ictu oculi" un dettaglio di vero interesse.
Questa considerazione non è gratuita e non costituisce un elogio fine a se stesso: essa è la premessa logica e metodologica fondamentale a cui chiunque voglia provare a diventare un Anomaly Hunter deve fare riferimento.
Le Anomalìe, infatti, non sono - di regola... - messe in bella vista e pronte ad essere afferrate, anzi. Esse, molto spesso, si "rifugiano" in riflessi, in ombre e/o in dettagli in apparenza irrilevanti: sono l'intuito (prima) e l'esperienza (poi) gli elementi che permettono al Ricercatore di "fare la differenza" e, nel tempo, di "trovare" gli elementi fattuali di supporto alle sue idee, ai suoi spunti ed alle sue intuizioni e convinzioni.
Nei frames che vedrete qui di seguito non troverete molte risposte, ma solo un grande quantitativo di domande, la maggior parte delle quali si risolverà in un - semplice - "che cosa stiamo guardando"?
Complimenti al Dr Barca e...Buona visione!     (8 voti)
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE026.jpgThe "True Colors" of Mars (16)305 visiteBene: questa è la prima "interpretation" che proponiamo. Come avrete potuto notare si tratta di un interessante lavoro svolto da un eccellente Appassionato il quale, per sommi capi, riprende ed interpreta (appunto) alcune tematiche già affrontate dal Prof. Hoagland e da Lunar Explorer. Quello che avete letto rappresenta il "modo" - acuto, poichè fa un netto e preciso riferimento al mondo della cinematografia di fantascienza la quale, in un certo senso, talvolta "anticipa" e talvolta "segue" ma, di fatto e di regola, "sempre affianca" lo status scientifico contemporaneo. Pensate ad esempio a "2001: A Space Odyssey" ed allo stesso "2010: Odyssey Two": nel primo la pellicola era influenzata dal Programma Apollo; nel secondo, i fondali del Sistema di Giove vennero ottenuti dai frames Voyager!     (8 voti)
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