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Piú votate - Asteroids and Comets
Comets-Schwassmann_Wachmann_1-07.jpg
Comets-Schwassmann_Wachmann_1-07.jpgComet Schwassmann-Wachmann 3: the whole "crumbling" Comet (1)55 visiteThis false-color mosaic of crumbling Comet Schwassmann-Wachmann 3 spans about 6° (about 12 full moons) along the Comet's orbit. Recorded on May 4-6, 2006, by an infrared camera on board the Spitzer Space Telescope, the picture captures about 45 of the 60 or more alphabetically cataloged large Comet Fragments. The brightest fragment at the upper right of the track is Fragment "C" (frame 1). Bright Fragment "B" is below and left of center (frame 2). Looking for clues to how the Comet broke up, Spitzer's infrared view also captures the trail of dust left over as the Comet deteriorated during previous passes. Emission from the dust particles warmed by sunlight appears to fill the space along the cometary orbit. The fragments are near their closest approach in the coming days, about 10 MKM away, and none pose any danger to our fair Planet.55555
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Itokawa-13.jpgGravity and Slope Map57 visiteThe purpose of the Rehearsal Descent is, first of all, to make sure that the proximity laser range finder works as intended, as its function has not been calibrated during cruise. The second purpose is to confirm whether the target marker image can be extracted against the asteroid surface, using onboard image processing that illuminates it using flash lamps onboard the spacecraft. The third purpose is to deploy and place the hopping robot MINERVA on the asteroid surface. Deploying MINERVA conflicts with the touch-down sequence, so it will be separated in advance of the sampling runs.
In conjunction with this very big challenge, JAXA is also starting a nation-wide campaign called ‘You Name the Landing Site’. The names assigned to the sites may not be officially registered by the IAU as the sites are very small. However, JAXA, as a finder, declares that the sites will be given those selected names.
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3I-ATLAS_09.jpg3I/ATLAS on December 16, 2025123 visitenessun commento
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3I-ATLAS_08~0.jpgComet 3I/ATLAS Seen With Gemini North | NOIRLab95 visitenessun commentoMareKromium55555
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3I-ATLAS_06.gif3I/ATLAS from ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO)66 visitenessun commentoMareKromium55555
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3I-ATLAS_05.gif3I/ATLAS - Orbital Path (GIF-Movie)64 visitenessun commentoMareKromium55555
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3I-ATLAS_04.png3I/ATLAS Orbital Path81 visitenessun commentoMareKromium55555
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3I-ATLAS_02.gif3I/ATLAS82 visiteThis image shows the 3I/ATLAS interstellar comet as a bright, fuzzy orb in the center. Traveling through our solar system at 130,000 miles (209,000 kilometers) per hour, 3I/ATLAS was made visible by using a series of colorized stacked images from Sept. 11-25, using the Heliocentric Imager-1 (H1) instrument, a visible-light imager on the STEREO-A (Solar Terrestrial Relations Observatory) spacecraft. The colorization was applied to differentiate the image from other observing spacecraft images.3 commentiMareKromium55555
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3I-ATLAS_01.gif3I/ATLAS from the HST86 visitenessun commento2 commentiMareKromium55555
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Dart-2.jpgGreat Balls of Fire! - 270 visitenessun commentoMareKromium55555
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1238 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.
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Hycean_Planet.jpgThe "Hycean Planets"91 visite(ANSA) - Milano, 26 Agosto – Identificata una nuova classe di pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema solare: caldi, ricoperti da oceani e con un'atmosfera ricca di Idrogeno, i quali potrebbero ospitare microrganismi adatti a vivere in condizioni estreme. La scoperta è pubblicata su The Astrophysical Journal dai ricercatori dell'Università di Cambridge, che hanno chiamato questi mondi alieni 'Hycean Planets': più numerosi e meglio osservabili degli esopianeti di tipo terrestre, potrebbe accelerare la ricerca di tracce di vita portando ad avere le prime risposte già nel giro di due o tre anni. Questi nuovi esopianeti possono essere fino a 2,6 volte più grandi della Terra e possono avere temperatura atmosferiche che arrivano ai 200°: nonostante ciò presentano grandi oceani che potrebbero supportare forme di vita microbica simili ai batteri estremi che vivono sulla Terra. Inoltre hanno una zona abitabile molto più ampia rispetto agli esopianeti terrestri: ciò significa che possono ospitare la vita anche se orbitano intorno alla loro stella a distanze diverse rispetto a quelle considerate vincolanti affinché un pianeta terrestre possa presentare acqua liquida in superficie.
I ricercatori di Cambridge hanno già selezionato un numero consistente di potenziali 'Hycean Planets' che saranno i primi candidati per le osservazioni con i telescopi di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope che sarà lanciato entro l'anno.
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