| Piú votate - Asteroids and Comets |

Dart-5.jpgGreat Balls of Fire! - 571 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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Dart-3.jpgGreat Balls of Fire! - 371 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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Dart-1.jpgGreat Balls of Fire! - 171 visiteAlle ore 01:14 del 26 Settembre 2022 la sonda Dart della NASA ha disintegrato un asteroide grande quanto il Colosseo a circa 11 MKM di distanza dalla Terra. E il satellite italiano Licia-Cube ha ripreso tutto. Ma non c'è stata nessuna diretta alla Armageddon. Gli scienziati hanno dovuto aspettare 3 (tre) ore prima di riprendere i contatti con il «computer di bordo». «Sono state le tre ore più lunghe della mia vita; - ci racconta David Avino, ceo di Argotec (Torino) che ha realizzato il mini-satellite per la missione NASA - il tempo non passava più. Poi sono arrivate le prime immagini ed è stata un'emozione indescrivibile. Tutt'ora ho talmente tanta adrenalina addosso che non sento nemmeno la stanchezza».
Già, perché dietro quelle immagini c'è un lavoro di anni e un team infinito di tecnici e ingegneri. Tutto racchiuso in una specie di drone spaziale, un satellite che misura appena 30 centimetri per 20 per 10. «Quando si va così lontano - spiega Avino - puoi studiare quanto vuoi ma sei sempre nello spazio profondo e può andare male qualsiasi cosa. Possono avvenire cose che non hai calcolato».
Cosa è successo nelle ore di silenzio, prima dell'impatto? È successo che di fatto ha guidato l'AI, l'intelligenza artificiale. Il software ha ricevuto i parametri ottimizzati in base alle sperimentazioni fatte in laboratorio. Il satellite LiciaCube ha iniziato a scattare fotografie da quattro minuti prima dell'impatto, viaggiando a una distanza di 50 chilometri e a una velocità di 7 chilometri al secondo. Poi ha puntato il suo obbiettivo e zac, ha ripreso perfettamente la scena in cui la sonda centra l'asteroide. Regia perfetta. Dall'impatto è scaturita una pioggia di polvere luminosa, come un flash, ben visibile in alcune delle 620 immagine riprese. Luminosa perché i massi e i detriti schizzati nello spazio dopo l'impatto hanno riflettuto la luce del sole, come se brillassero. Ora le immagini verranno studiate, fotogramma per fotogramma, per capire la natura dei materiali del meteorite.
E qualche soddisfazione più grande c'è del giorno della «missione compiuta» della prima prova di difesa planetaria? Quello in cui l'algoritmo progettato in ogni sua variabile funziona alla perfezione e anche di più?
Quello della sonda Dart è stato solo un test «Al momento tranquillizziamo tutti, possiamo dormire sonni tranquilli! - spiegano all'Agenzia Spaziale - Non c'è nessun rischio che un asteroide si diriga sulla terra. Ma ora sappiamo che, anche se dovesse mai capitare, siamo in grado di disintegrarlo».
«È un momento d'oro per le attività spaziali italiane, stiamo investendo tanto nello spazio e si vedono importanti ricadute in termini di missioni e anche di dialogo dell'Italia con i grandi player spaziali nel mondo» commenta il presidente dell'Asi, Giorgio Saccoccia.
Ieri è stato il giorno dei festeggiamenti. Perfino l'home page di Google ha dedicato alla missione l'animazione della pagina. E anche Thomas Zurbruchen, associate administrator for the Science mission directorate della Nasa, ha fatto i complimenti alla squadra italiana: «Ci siamo svegliati con un enorme successo, ed enorme successo è stato anche di Licia-Cube».
Caption NASA:"Could humanity deflect an asteroid headed for Earth? Yes. Deadly impacts from large asteroids have happened before in Earth's past, sometimes causing mass extinctions of life. To help protect our Earth from some potential future impacts, NASA tested a new planetary defense mechanism yesterday by crashing the robotic Double Asteroid Redirection Test (DART) spacecraft into Dimorphos, a small asteroid spanning about 170-meters across" .
Nota: l'oggetto in primo piano è l'asteroide 65803 Didymos.MareKromium     (3 voti)
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Planet_9-a.jpgPlanet Nine (1)99 visiteChe cos’è il Pianeta 9? Spesso ci si riferisce a questo misterioso pianeta anche con l’etichetta “Planet X”.
Si tratta di un oggetto del tutto ipotetico e massiccio in orbita ellittica ben oltre Plutone, all'incirca a una distanza che impiegherebbe dai 10mila ai 20mila anni terrestri per completare un singolo giro intorno al Sole.
Su questo pianeta non abbiamo osservazioni dirette, ovviamente: se ne ipotizza l’esistenza osservando alcuni pattern inaspettati nelle orbite di altri oggetti cosmici più piccoli nelle gelide regioni esterne del Sistema Solare. Variazioni che, appunto, potrebbero spiegarsi con l’attrazione gravitazionale di un corpo come questo.
In particolare nella fascia di Kuiper estrema – la regione esterna del Sistema Solare che si estende da oltre l'orbita di Nettuno fino a 50 Unità Astronomiche (U.A.) dal Sole – alcuni oggetti, per la precisione quattordici, sfoggiano comportamenti bizzarri: anziché avere orbite casuali e indipendenti, presentano alcune caratteristiche comuni.MareKromium     (3 voti)
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Planet_9-b.jpgPlanet Nine (2)108 visiteAd esempio, come spiegava l’INAF, le linee degli apsidi, “ossia quelle su cui si trova l’asse maggiore della loro orbita, puntano tutte in una stessa porzione di cielo. Inoltre le loro orbite sono disposte attorno ad un piano orbitale comune”.
Così cinque anni fa Mike Brown, il ricercatore che nel 2005 spinse per declassificare Plutone a pianeta nano, e Konstantin Batygin hanno ipotizzato la presenza di una super-Terra, il nono pianeta appunto, in grado di allinearsi così bene con le orbite di cinque altri oggetti trans-nettuniani senza che questo fenomeno potesse dirsi casuale né frutto di un improbabile incidente statistico.
In particolare nel 2018 l’oggetto trans-nettuniano 2015 BP519 si ritrovò su una traiettoria inusuale, tale da poter essere proprio influenzata da un oggetto con una massa simile, da cinque a dieci volte quella terrestre.
Prova ulteriore di come Planet Nine, con la sua solo ipotizzata presenza, sia in grado di orchestrare le orbite dei molti oggetti sotto osservazione.MareKromium     (3 voti)
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Planet_9-c.jpgPlanet Nine (3)100 visite“Ad oggi - spiega Science Alert – la migliore prova di un pianeta sconosciuto nei confini più remoti del nostro Sistema Solare rimane questo raggruppamento, insieme a una strana inclinazione delle loro orbite e all'orbita di 90377 Sedna che non può essere spiegata dalla presenza di Nettuno”.
Eppure non tutto sembrerebbe tanto scontato, visto che “successive analisi effettuate dall'Outer Solar System Origins Survey, così come diversi altri risultati dell'indagine, non hanno trovato alcun segno di raggruppamento tra altri oggetti trans-nettuniani rilevanti, rendendo l'esistenza del Pianeta Nove per ora estremamente controversa”.
Ma come sarebbe questo pianeta?
Come detto, sarebbe dotato di una massa fino a dieci volte quella terrestre, con una circonferenza che si avvicina a quella di uno dei nostri giganti di ghiaccio, cioè Urano e Nettuno, originatosi fra le orbite di Giove e Nettuno.
Con la differenza che prima di poter assumere la massa attuale, “Planet Nine avrebbe ricevuto un calcio dal pozzo gravitazionale di uno dei due giganti gassosi e si sarebbe ritrovato tra le distese ghiacciate”.
Altre ipotesi, meno probabili, lo inquadrerebbero invece come un frammento di una stella di passaggio davvero molto tempo fa.
“Se il pianeta Nove esiste, la sua estrema lontananza - da qualche parte circa 10 volte più lontano di Nettuno - limita la quantità di luce solare che si riflette dalla sua superficie – conclude Science Alert – individuarlo sarebbe reso più difficile proprio dalla sua lontananza. Non solo per la sua oscurità, ma anche per il suo relativo calo della velocità orbitale sarebbe poi più difficile identificare le differenze di posizione”.
Se per ora il nostro Sistema Solare rimane una famiglia di otto pianeti, la ricerca di un nono, ipotetico membro potrebbe essere giustificata anche dai molti segreti che saremmo in grado di ricavare nel corso della caccia, a prescindere dal risultato.MareKromium     (3 voti)
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Pompeja.jpgPompeja (imagination)97 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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Comet_Oumuamua-2.jpgOumuamua (large)153 visiteQuesto è l'ingrandimento dell'immagine profonda di prima. Sempre al centro, l'asteroide interstellare "Oumuamua", circondato dalle tracce di stelle deboli prodotte poichè il telescopio insegue l'asteroide in movimento (rispetto alla stelle cosiddette "fisse"). L'immagine è ottenuta combinando numerose immagini del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e del telescopio Gemini South. L'oggetto è indicato con un cerchio blu e appare come una sorgente puntiforme, senza polvere diffusa.MareKromium     (3 voti)
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Comet_Oumuamua-1.jpgOumuamua113 visiteQuesta immagine profonda mostra, al centro, l'asteroide interstellare "Oumuamua", circondato dalle tracce di stelle deboli prodotte poichè il telescopio insegue l'asteroide in movimento (rispetto alla stelle cosiddette "fisse"). L'immagine è ottenuta combinando numerose immagini del VLT (Very Large Telescope) dell'ESO e del telescopio Gemini South. L'oggetto è indicato con un cerchio blu e appare come una sorgente puntiforme, senza polvere diffusa.MareKromium     (3 voti)
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Comet_Borisov_-_GIF.gifFrom far away: Comet Borisov (GIF-Movie)119 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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Tempel1-ZZ-ZJ-Stardust_1024-MF-LXTT-HD3D.jpgComet Tempel-1 from Stardust NeXT Spacecraft (Hi-Def-3D; credits for the additional process.: Dr Marco Faccin - Lunexit Team)67 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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Comets-Comet_Hartley_2-NASA-2.jpgComet "Hartley 2" (Close-up and Dimensions)89 visitenessun commentoMareKromium     (3 voti)
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