
Meridiani_Planum-PCF2.jpgMeridiani Planum: from an idea of "Hortonheardawho" (MULTISPECTRUM - enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)139 visitenessun commentoMareKromium     (4 voti)
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VIRUS_07.jpgA slice of the Infinite beyond (6) - by Dr Alessio Feltri107 visiteFIGLI DELLE STELLE
Recentemente un giornalista scientifico, di cui non farò il nome, ha riportato delle teorie del famoso astrofisico Sir Alfred Hoyle, definendolo uno scienziato eretico. Nella mia ingenuità pensavo che l’accusa di eresia fosse confinata all’ambito religioso, ma evidentemente la nostra società ha prodotto il più politeistico dei monoteismi possibili.
Oggi chiunque si discosti da enunciazioni politicamente corrette corre concreti rischi di emarginazione, esattamente come ai tempi della Santa Inquisizione, perfino quando porti prove concrete a favore della propria tesi e questo non mi pare davvero un metodo molto efficiente per progredire…
Ma cosa lega Hoyle ai virus? Un’intuizione che, pur essendo stata confermata dalle osservazioni, è stata accuratamente occultata ai media.
Secondo Alfred Hoyle intorno alla Terra “sostano” microorganismi di origine spaziale, forse provenienti da comete, che sono anche i responsabili delle ondate epidemiche che hanno colpito l'umanità nel corso della sua storia, dalla peste ed il vaiolo nel passato all'attuale influenza. L'origine di queste epidemie non è mai stata spiegata esaurientemente. La gente, per esempio, attribuisce al freddo il diffondersi annuale dell'influenza, perché avviene d'inverno: ma nell'emisfero meridionale l'influenza arriva d'estate, col caldo. Qual è dunque la loro meccanica? A 15-50 chilometri di quota, dove i virus sostano, l'aria è immobile e comunque i meccanismi di inversione termica favoriscono le traslazioni orizzontali; ma una volta all'anno, e precisamente nel periodo che va da novembre a febbraio, esattamente come le epidemie delle malattie respiratorie, nella stratosfera si crea una potente circolazione verticale, che trasferisce immense masse d'aria dai livelli superiori a quelli al di sotto dei 12 chilometri.
Solo così, secondo lo scienziato inglese, si può ricostruire la storia, per esempio, del vaiolo, resuscitato dalle recenti minacce bioterroristiche e del cui vaccino potete vedere una fotografia. L’intreccio fibroso liner-radiale forse a qualche mio lettore non risulterà completamente nuovo.
«Vaiolo» è un termine che risale al latino medioevale e prima di allora era assente sia dai testi classici latini che dai testi ippocratici greci. Eppure molti studiosi sono convinti che le «ulcere» citate dalla Bibbia come una delle «piaghe d'Egitto» non fossero altro che vaiolo; una malattia, dunque, che si presenta e poi scompare a ondate. Hoyle ne concluse che alla base di questo comportamento vi erano variazioni delle condizioni astronomiche. Anche alcune particolarità della diffusione della peste bubbonica, portata in Europa secondo le cronache nel Quattordicesimo secolo, sarebbero cosi spiegabili. Altrimenti, perché il morbo avrebbe colpito villaggi isolati nel cuore dell'Inghilterra, della Francia e della Spagna, e avrebbe invece risparmiato grandi città come Liegi e Norimberga e vasti tratti di costa come le regioni rivierasche di Spagna e Portogallo?
La tesi di Hoyle richiedeva una verifica e cioè che dei palloni sonda rilevassero effettivamente tracce di questa gigantesca sfera virale intorno al nostro pianeta, cosa che puntualmente avvenne (per mano sovietica) nel più assoluto silenzio degli organi ufficiali, tanto che Hoyle scelse di dimettersi dai suoi prestigiosi incarichi e darsi alla coltura delle ortensie.MareKromium     (3 voti)
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VIRUS_01.jpgA slice of the Infinite beyond (1) - by Dr Alessio Feltri106 visiteUn articolo del nostro vecchio Amico, Dr Alessio Feltri, parecchio "datato" (Febbraio 2006) ma ancora affascinante ed attuale. L'ho recuperato dal Sito "Space Freedom" (non più attivo dal 2012, ma ancora on-line), della Dott.ssa Margherita Campaniolo.
L'articolo venne scritto per Space Freedom ma io, "recuperandolo", desidero fare un mio personale Tributo ad un personaggio controverso ma, a mio modo di vedere, tanto geniale ed allegro, quanto - in fondo - un pizzico triste. Questo Lavoro vale la pena di leggerlo, credetemi: è CLAMOROSAMENTE ATTUALE! Auguro sempre il meglio ad Alessio e spero che, semmai leggesse, gradisca l'Omaggio che gli porta il Gruppo Lunexit.
Buona lettura Amici!
VIRUS - di Alessio Feltri
Oltre alle coincidenze inspiegate ed agli intenzionali occultamenti dei fatti, un altro tarlo minaccia il nostro attuale metodo scientifico ed anzi probabilmente è il più pericoloso di tutti. Mi riferisco alla cronica incapacità dell’essere umano di trarre le ovvie conclusioni, anche di fronte all’evidenza più sfacciata. Non mi riferisco evidentemente alla percentuale di credibilità delle giustificazioni di mogli e mariti infedeli, ma a nozioni che, pur essendo apparentemente di patrimonio comune, in realtà non sono “arrivate” mai nella conoscenza collettiva.
Visto che l’attualità ci propone le preoccupazioni per un eventuale sviluppo pandemico dell’influenza aviaria, penso che sia arrivato il momento di conoscere un po’ meglio i nostri amici virus.
Dal punto di vista della classificazione i virus hanno sempre presentato un’infinità di problemi. Inseriti a forza tra i Protisti Inferiori, in realtà hanno ben poco a che vedere con le forme di vita più primitive e questo aspetto è ancora più evidente quando si analizzino le parole usate per descriverli in tutti i testi scientifici specializzati. La frase più ricorrente è “I virus non sono né forme di vita né materia inanimata”. L’imbarazzo è evidente, non è proprio ortodosso definire un’entità qualunque dicendo ciò che non è… Ma pesando con attenzione questa frase, che cosa se ne ricava? Che i virus non sono organismi biologici, non si riproducono e non si evolvono autonomamente, ma sono composti di materia, che però è dotata di mobilità.
In parole povere, i virus sono delle macchine.MareKromium     (3 voti)
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VIRUS_02.jpgA slice of the Infinite beyond (2) - by Dr Alessio Feltri104 visiteLA SIRINGA DI DIO
Che i virus non siano una forma di vita è evidente per chiunque: tutti sanno che gli antibiotici sono inefficaci contro di loro, ma spesso il dato viene trascurato ed annega nel quotidiano accumulo di informazioni inutili che ci affligge. Tanti fraintendimenti hanno una ragione semantica precisa: se esiste un’infezione virale, i virus sicuramente si riprodurranno e quindi potremmo anche supporne plausibile un’evoluzione nel tempo, ma le cose non stanno esattamente così.
Ritorniamo invece all’analisi semantica e prendiamo ad esempio un’altra frase, proveniente dal mondo scientifico, ossessivamente ripetuta dagli ignari speakers del sistema radiotelevisivo: “Il timore è che il virus, ricombinandosi, possa infettare anche l’uomo”. La sostituzione di “evoluzione” con “ricombinazione” è tutt’altro che casuale ed attiene a tutti gli effetti all’infausta categoria dell’ipocrisia scientifica. Per chiarire meglio questi concetti prendiamo in esame uno dei primi virus ad essere stato studiato approfonditamente, il batteriofago T4.
La nostra “macchinetta” T4, di cui a sinistra e a destra vedete due foto al microscopio elettronico, è bene evidenziata nello schema al centro. Abbiamo una “testa” icosaedrica, una “coda” inguainata in una spirale, delle fibre e delle punte alla base, che fanno assomigliare il T4 al modulo lunare della missione Apollo.
La testa o “capside” è un contenitore di DNA costituito da una guaina proteica. La forma, molto frequente anche in altri virus, non è casuale. L’icosaedro (20 facce identiche costituite di triangoli equilateri) è uno dei 5 solidi platonici ed ha la caratteristica di ottimizzare il volume del contenuto in rapporto alla superficie, e quindi alla quantità di materiale necessario per costruirlo.
La coda non è una coda, ma un miracolo di nanotecnologia, in quanto ha la capacità di contrarsi per iniettare nelle cellule il DNA stivato nel capside. Le fibre e le punte servono invece ad agganciare il virus alla parete della cellula, nella cosiddetta fase di “adsorbimento”.
E’ interessante notare (dettaglio C) come le fibre della coda siano ripiegate verso l’alto quando il virus è in latenza, altro mirabile esempio di ottimizzazione spaziale. Dal dettaglio A ricaviamo invece un altro elemento interessante. Il T4 misura complessivamente 2000x650 Angstrom e, se ricordiamo che la maggior parte degli atomi misura da 1 a 3 Angstrom di diametro, dobbiamo rilevare come i virus siano molto più piccoli delle forme di vita più piccole, visto che esistono virus batterici inferiori ai 200 Angstrom di diametro.
Ma torniamo alla spinosa questione della ricombinazione. Se il virus fosse una forma di vita, potremmo definirlo un parassita, visto che per riprodursi ha bisogno di cellule di altri organismi, ma il virus non è una forma di vita, per cui, una volta iniettato il genoma virale nella cellula ospite, il virus non “cresce”, ma “si costruisce”. I suoi elementi costitutivi vengono prodotti in vari punti della cellula e solo in seguito vengono assemblati a costituire il virus vero e proprio, come evidenziato dalla tavola seguente, sempre riferita al virus batterico T4.MareKromium     (3 voti)
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