
Mars-Possible_Volcanic_Phenomenon-20-March-2012-04.jpgPossible Multiple Meteor Strike or Massive Volcanic Phenomenon on Mars (credits: Wayne Jaeschke)108 visitenessun commentoMareKromium     (9 voti)
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Mars-Possible_Volcanic_Phenomenon-20-March-2012-02.jpgPossible Multiple Meteor Strike or Massive Volcanic Phenomenon on Mars (credits: Wayne Jaeschke)104 visitenessun commentoMareKromium     (9 voti)
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Z-True_Anomaly_Angle.jpgAnomaly does not necessarily mean "strange"!84 visiteThe term "Anomaly", in Astronomy, originally defines the non-uniform (i.e: anomalous or, better yet, discontinuous) apparent motion of a given Celestial Body (usually a planet). Today, three kinds of Anomaly are well distinguished to describe the position of a planet, a satellite, a star (in a binary system) during its (their) motion or "orbit". What follows here relates to the orbit of a single planet. The True Anomaly Angle s the angle "V" that is found between lines drawn from the Centre of Mass (such as near the centre of a given Star "S"), to a planet "P", and to the Perihelion Point "B", such as where the planet comes closest to the aforementioned Star. But this is not all. As a matter of fact we also have the so-called "Mean Anomaly Angle" which is the angle between lines drawn from a given Star to the Perihelion "B" and to a point (not shown here) moving in the orbit at a uniform rate corresponding to the Period of Revolution of the planet, while the so-called "Eccentric Anomaly" is the angle "E" found between the Perihelion "B", the Centre of the Ellipse at "C", and the point "P", which is located by drawing a perpendicular to "AB" that passes through the planet and intersects a circle having a diameter equal to "AB".
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L’Angolo definito T.A.A. (True Anomaly Angle, in Lingua Inglese, o A.K.A.V., come acronimo in Lingua Italiana, di Angolo Kepleriano di Anomalia Vera) assieme ad altri due angoli, noti come “Anomalia Eccentrica” ed “Anomalia Media”, è uno dei tre Parametri (Angolari) che servono a definire (e cioè ad individuare, in un qualsiasi momento dato) la posizione di un Corpo Celeste lungo la sua orbita.
La premessa fondamentale per l’applicazione dei tre summenzionati Parametri Angolari (T.A.A. incluso, ovviamente) è che il Corpo Celeste in questione si muova lungo un’Orbita di Tipo Kepleriano, ossìa Ellittica, Parabolica o Iperbolica.
Tralasciando le orbite Paraboliche ed Iperboliche (che, per definizione, sono curve aperte ed infinite, e laddove la questione dell'Angolo Kepleriano di Anomalia va a farsi oltremodo complessa e meramente teorica), diciamo che il T.A.A. è l’Angolo esistente fra la posizione attuale (o corrente, e cioè “fissata in un determinate istante del suo Periodo Orbitale”) di un Corpo Celeste, e la sua direzione di Periasse - o Periapside -, così come visto da quel “Punto dello Spazio intorno al quale il Corpo Celeste stesso orbita" (ossia dal suo "Fuoco").
Il T.A.A. è indicato dal simbolo (Fi o “F”).
Una curiosità: in Astronomia, con il termine “Anomalia”, spesso, si intende un qualcosa, che esiste nello Spazio (Interplanetario, o Interstellare, o Intergalattico), ma che non è (ancora) visibile e/o identificabile correttamente. Una Supernova, ad esempio, ancorché visibile, ma prima che ne venga stabilita la sua vera natura, può essere correttamente definita, d’acchito (ossìa al Primo Avvistamento), come Anomalia. Un Corpo Errante (una nuova Cometa; o un Asteroide o, addirittura, un Planetoide etc.) che si manifesta all’improvviso (e che viene identificato NON visivamente, bensì mediante un semplice argomento deduttivo – per esempio: mediante il riscontro di Aberrazioni Gravitazionali e, in seguito, anche dalle conseguenti (ancorché minime) variazioni orbitali di uno o più Corpi Celesti, SI PUO' DEDURRE che un altro Corpo Celeste – di massa quantomeno considerevole – si sta avvicinando ad esso/i, e ne sta influenzando il moto, ergo il comportamento orbitale), viene pure – a mio parere correttamente – definito Anomalia.
In Astrofisica (e, come sopra detto, in Meccanica Celeste), invece, l’espressione “Anomalia” è (ma, a mio umile parere, in maniera alquanto fuorviante) talvolta usata come sinonimo di Parametro di Misurazione Angolare. I summenzionati Angoli Kepleriani di Anomalia Vera, Eccentrica e Media sono solo esempi.
In Scienze Planetarie (ed anche nella Neo-Scienza nota come Eso-Archeologia – o anche Eso-Archeografia), con il termine “Anomalia” si intende un rilievo od un oggetto, situato su un dato Corpo Celeste, il quale, in ragione della sua particolare posizione, configurazione apparente, colore o albedo, appare AVULSO (e cioè COMPLETAMENTE DISTINTO ed ISOLATO) dall’ambito (contesto) al quale esso tuttavia va ad accedere. MareKromium     (8 voti)
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Mars-Possible_Volcanic_Phenomenon-20-March-2012-03.gifPossible Multiple Meteor Strike or Massive Volcanic Phenomenon on Mars (GIF-Movie - credits: Wayne Jaeschke)102 visiteL'Evento ripreso dall'Astrofotografo Wayne Jaeschke nella notte del 20 Marzo 2012 ha un che di sicuramente epocale, quale che ne sia stata la causa.
Ma vediamo di capire qualcosa e, nel contempo, cerchiamo di operare qualche speculazione informata. Allora: sicuramente non si tratta di formazioni nuvolose. La loro configurazione e direzionalità, infatti, esclude questa possibilità. Le nuvole, in quanto tali, seguono il movimento del Pianeta a cui si riferiscono (cioè assecondano movimenti, di massima, longitudinali), e quindi si posizionano, rispetto ad un Osservatore, come parallele o semi-parallele rispetto al Piano dell'Orizzonte osservato (tutto questo anche nell'eventualità che si osservino nuvole sospinte da correnti a getto oppure di nuvole in super-rotazione - cioè che viaggiano più veloci della velocità orbitale del pianeta di riferimento).
Le formazioni osservate in questo frangente, in realtà, sono dei "Pillars" che sembrano estendersi a raggio rispetto ad un punto superficiale ivi non visibile. Le nubi colonnari, tuttavia (Pillar-like Clouds) oltre ad essere un evento più unico che raro, su Marte non si sono - che si sappia - mai osservate. Abbiamo, invece, dei fenomeni di Dust & Smoke Pillars ripresi dalla ormai defunta Sonda Mars Global Surveyor i quali, dal nostro Gruppo di Ricerca Lunexit, così come da altri Ricercatori e Scienziati più quotati, vennero interpretate come evidenze di Attività Vulcanica Residuale (perché erano colonne, tutto sommato, piccole).
In questo caso, si deve innanzitutto notare la straordinaria somiglianza fra l'Evento Marziano ed il famoso Evento Lunare Anomalo ripreso dall'Amico (fotografo professionista) milanese, Alessandro della Torre. In quel caso, la NASA, dopo aver abbozzato vari tentativi di risposta, concluse dicendo che, in buona sostanza, "dato che non poteva trattarsi di nessun fenomeno conosciuto, evidentemente era un fenomeno non accaduto", con ciò escludendo qualsiasi ipotesi esotica oppure idonea a determinare oscillazioni perigliose delle conoscenze scientifiche attualmente consolidate (quotiamo:"...non può essere un evento vulcanico perché la Luna è geologicamente defunta...") oppure pericolose derive emozionali/catastrofiste (quotiamo ancora:"...non può essere un impatto meteorico perché altrimenti, date le dimensioni dell'evento, ce ne saremmo accorti da soli...").
E' evidente che lo stile di ragionamento (ma in questo caso dire "ragionamento" è dire una parola grossa...) della NASA non è condivisibile ed è pure, permetteteci, parecchio arrogante ed oscurantista. Per cui lo accantoniamo. Che cosa è accaduto su Marte?
Premesso che la Verità Assoluta ci sarà difficile scoprirla (se mai la scopriremo), diciamo questo: la configurazione dell'Anomalia ci fa più che ragionevolmente pensare ad un Fenomeno Meteorico di vaste proporzioni. Se così fosse, dato che le coordinate approssimative dell'Evento sono stimabili (anzi: le abbiamo, e l'Evento si è verificato su Acidalia Planitia), ci basterebbe puntare gli occhi di almeno una delle Sonde Automatiche in orbita attorno a Marte su Acidalia e cercare un nuovo (o più di uno...), freschissimo/i, cratere da impatto.
Qualora si fosse trattato, invece, di un Evento Vulcanico (ma NON Residuale, a giudicare dalle dimensioni del medesimo!), non ci sarebbe (stato) difficile dare un'occhiata, sempre usando una delle Sonde che abbiamo "in loco", alla Regione di Acidalia (e anche Tharsis, tanto per sicurezza), e quindi verificare lo status dei Vulcani colà presenti.
Da non trascurare, tuttavia, il dato (a nostro parere evidente) secondo cui i fortissimi venti che spazzano costantemente l'Atmosfera Marziana avrebbero comunque dissipato i fumi ed i vapori piuttosto alla svelta, qualora si fosse effettivamente trattato di un Evento Vulcanico di tipo Esplosivo (ed ancorchè di grande portata); più tempo, invece, gli sarebbe occorso per dissipare le polveri innalzate a seguito di un eventuale Impatto Meteorico (per di più plurimo, a giudicare dalla forma e direzionalità dei Pillars). In ogni caso, per vedere il Fenomeno "ancora in corso", gli occhi elettronici delle SOnde che abbiamo in loco, avrebbero dovuto operare rapidamente; diciamo nelle 24/36 ore dalla scoperta. Il che, a quanto pare - ahinoi!... - non è stato fatto (per motivi che proprio non riusciamo a comprendere).
Non abbiamo altri elementi fra le mani e quindi ci fermiamo. La nostra "Ipotesi Preferita"? Un Impatto Meteorico plurimo (una cometa o una mini-formazione di detriti spaziali).
Ed ai Posteri l'Ardua Sentenza!...MareKromium     (8 voti)
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