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| Piú viste - MOON |

APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-06.jpgAS 15-P-9625 (6) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel" (annotated frame)627 visiteUn'ultima annotazione suggeritaci - in un certo senso - dal nostro Amico e Socio Fabio Italiano (OldGrey) con le sue ultime (e comunque belle) elaborazioni: il rilievo denominato "astronave" (il quale altro non è che una delle porzioni illuminate del complesso collinare al quale esso accede) sembra acquisire una dignità autonoma - e quindi configurarsi come "struttura (colonnare o simil-colonnare) a sè stante" - solo perchè (a nostro parere, ovviamente) è stato operato uno stretch, in termini di contrasto (contrast enhancement) fra corpi in luce (i quali ora ci appaiono di color bianco/grigio chiaro) e corpi in ombra (che invece ci appaiono di color nero/grigio scuro), decisamente eccessivo.
Questo significa che basta ridurre il contrasto per vedere (BENE!) che la nostra "astronave" è solamente una - modesta, per giunta - porzione della collina che sorge al centro dell'immagine e la cui parete (in ombra) ci ha a lungo tratti in inganno.
Insomma: elaborare le immagini, come detto, a volte aiuta ed altre volte...inganna.
La variabile iniziale (e spesso decisiva, in questo campo) è data da colui che opera sul frame originale ed è per questo che la NASA (e l'ESA), se vuole/vogliono, può/possono ingannare tutti.
Ed è questo uno dei concetti-cardine del nostro Lavoro; un concetto che, tra mille difficoltà (anche dovute alla enorme mancanza di conoscenza esistente in materia), stiamo cercando di rendere chiaro a tutti.
E come sempre...Pensateci sopra!MareKromium
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APOLLO_15_-_AS_15-87-11729-02.jpgAS 15-87-11729-2 - Orbital Transient (possible Fast-Walker)612 visiteNoi non siamo "Ufologi", lo sapete; ma negare l'alienità del dettaglio extra-magnificato, in un caso come questo, a noi pare l'espressione di una chiusura mentale del tutto inconcepibile e comunque
assolutamente inconciliabile con il Principio Ispiratore e Fondamentale della Ricerca (comunque effettuata) il quale si esprime nella "Volontà di giungere ad afferrare, in tutto e/od in parte, la Verità".
Se avete delle opinioni a riguardo, per favore vogliate dividerle con noi.
Grazie a tutti ed ancora complimenti vivissimi al Dr Gianluigi Barca!MareKromium
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APOLLO 15 AS 15-85-11466.jpgAS 15-85-11466 - What is this??? (1)609 visite...un'idea" - almeno - dei luoghi in cui gli astronauti hanno passeggiato, lavorato e, dunque, vissuto per quasi 3 giorni.
In questo frame e nel seguente, un particolare del suolo situato in prossimità del Monte Hadley. Non sappiamo - ovviamente - di che cosa possa trattarsi ma è nostra impressione che l'oggetto fotografato da distanza ravvicinata (più o meno da 40/50 cm) sia la parte superiore di una struttura più grande che è rimasta sepolta.
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APOLLO 15 AS 15 82-11053.jpgAS 15-82-11053 - Mount Hadley in full light603 visitePer iniziare questa "Passeggiata Lunare", l'immagine dell'enigmatico Monte Hadley ci è sembrata la scelta migliore.
In effetti, tutta la Missione Apollo 15 finirà con il ruotare attorno a questa montagna, di modeste dimensioni, ma di grande interesse (geologico e non solo). Le Anomalie riscontrate - ad oggi - non sono state moltissime, ma una - davvero notevole! - coinvolge proprio questo monte. Si tratta (piccola anticipazione...) di un oggetto sferico, luminosissimo, che si trova a terra, nei pressi del medesimo versante di Monte Hadley che vediamo in questo frame.
Che cos'è? Noi non lo sappiamo, ma se a Voi venisse un'idea...Siamo tutt'orecchi!
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APOLLO 13 AS 13-62-8898-2.jpgAS 13-62-8898 - A "streak" in the Sky? (detail mgnf)598 visiteGli elementi che dovrebbero - almeno in teoria! - aiutarci a distinguere i meri "riflessi" dagli "oggetti reali" (e tralasciamo i photoartifacts) sono, in accordo agli insegnamenti dei nostri Esperti di fotografia spaziale:
1) la "diffusione" del colore nell'oggetto ripreso (la quale deve essere uniforme e definita);
2) la "densità cromatica" dell'oggetto ripreso (un effetto di - cosiddetta - "trasparenza", in genere, è indice di "riflesso" mentre la "corposità", al contrario, è indice di "realtà fisica");
3) la possibile (o NON possibile) riconduzione dell'oggetto ripreso ad una feature interna alla Navicella Spaziale (per es.: verificare l'esistenza di led e/o light switches nelle prossimità della finestrella da cui la ripresa è stata effettuata) ed infine
4) (elemento quest'ultimo iper-soggettivo ed imponderabile ma, secondo noi, decisivo quanto se non più dei primi 3) la "sensibilità ed esperienza" dell'Analista.
Ciò premesso, secondo noi questa luce è un (affascinante) riflesso.
Tech. Data:
Film Type: HCEX (SO 168)
Film Width: 70 mm
Film Color: color
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APOLLO 13 AS 13-60-8611.jpgAS 13-60-8611 - Moon from orbit596 visiteUn oggetto metallico (?), sferico, molto simile a quello già visto durante la Missione Apollo 11 (e dai noi chiamato "Red Anomaly - Red Sphere"), ma molto diverso da altri oggetti curiosi che Lowell, Swigert e Haise ebbero occasione di fotografare durante il loro viaggio di rientro verso Terra.
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A-Apollo 11-Launch.jpgThe Launch of Apollo 11596 visitevedi il commento al frame che precede
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APOLLO 11 AS 11-37-5439.jpgAS 11-37-5439 - Earth is far, far away...(1)594 visiteIn questo frame si può vedere - e questa volta in eccellenti condizioni di illuminazione, ma ancora leggermente fuori fuoco - uno dei propulsori laterali per le micro correzioni di rotta.
Si confronti questa immagine con AS 11-37-5437.
Sulla Dx dell'Osservatore, circa a metà fra propulsore e lato Dx del frame, si può vedere una debole luce che, anche in questo caso, potrebbe essere quella di una stella (o, se preferite, di uno Star-like Object).
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APOLLO 13 AS 13-61-8830 ANOMALY.jpgAS 13-61-8830 - Something "blue" is out there... (5)594 visiteEd invece ecco che appare qualcosa dal buio: si tratta di un corpo complesso, costituito - almeno per quanto riusciamo a vedere - da una serie di sfere di diverso colore, poste una accanto all'altra. Siamo in possesso della versione originale uncompressed di questo frame e possiamo solo invitarVi a prenderne visione Voi stessi. L'oggetto che appare librarsi nell'oscurità, forse ad una distanza non particolarmente elevata dall'astronave terrestre, è lì e non occorrono occhi "speciali" o software per analisi avanzate delle immagini, per capire che quello che si vede non è il riflesso di qualcosa che si trova all'interno dell'Apollo 13, ma è qualcosa di vero e di reale che sta all'esterno della navicella spaziale americana.
Provate a guardare attentamente il prossimo frame che contiene il bellissimo detail mgnf realizzato da OldGrey per avere maggiori elementi di valutazione!
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APOLLO 15 AS 15 82-11104 HR.jpgAS 15-82-11104 - "Slickensides" rocks (2)594 visiteIstantanea ripresa durante l'EVA-3. Vediamo, confuse nella grigia polvere Lunare (regoliti), alcune pietre dalla superficie liscia le quali sono conosciute con il nome di "slicken-sides rocks" (lett. rocce dai lati lisciati).
La teoria più accreditata sull'origine di queste pietre dalle "facce lisce" ritiene che la levigatura dei loro lati possa essere dipesa da un vero e proprio sfregamento delle une sulle altre il quale è, ovviamente, occorso in epoche remote.
Non abbiamo elementi nè cultura sufficiente per assentire o per dissentire con questa teoria e quindi Ve la proponiamo così com'è.
Decidete Voi se Vi convince oppure no.
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LRO-M139171283-PCF-LXTT.jpgThe "Lobachevskiy Anomaly": a possible Lunar "Seepage" (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)589 visiteL'Anomalia di Lobachevskiy ha costituito (e, per certi versi, ancora costituisce) un Mistero.
Certo, una volta vista la sua configurazione esteriore e considerata l'area alla quale essa accede, questa "Colata Scura" (nero, marrone e arancio/rosso ruggine sono i colori che siamo riusciti ad isolare nel frame LRO) risulta davvero difficile da spiegarsi, anche se - lo dobbiamo dire - si tratta CERTAMENTE di un rilievo naturale (al limite, in immagini a bassa risoluzione ed attraverso riprese ottenute da determinate angolazioni e dunque secondo delle geometrie di illuminazione davvero peculiari, l'Anomalìa di Lobachevskiy la potremmo anche considerare come una sorta di "Struttura Effimera", ma nulla di più).
Non è un'Anomalìa, nel senso "Borderline" del termine ma, volendo, la possiamo comunque considerare tale in senso geologico e geomorfologico.
Ad un esame di dettaglio del Rilievo Controverso (un "grazie" alle ottiche della Sonda LRO ed un "grazie" anche al lavoro svolto da un Tecnico dell'Immagine già citato in passato - che per motivi oscuri si cela dietro il nickname "Manny"), la sensazione che ne abbiamo ricavato è quella per cui si potrebbe - AL LIMITE! - trattare di un "Seepage" ("Colamento"), in buona sostanza simile a quelli che abbiamo visto e vediamo su Marte.
Certo, l'idea che si possano verifcare delle (periodiche?) estrusioni di acqua sul Pianeta Rosso le quali, alla fine, si risolvono (visivamente) in tracce di colamento (Seepage, appunto), è accettabile; ma che una tale fenomenologia possa occorrere sulla Luna e per giunta attualmente (o in tempi recentissimi), la dobbiamo escludere in maniera assolutamente radicale.
Ad ogni modo, se l'Anomalia di Lobachevskiy fosse, effettivamente, un Seepage, allora esso potrebbe e dovrebbe - ragionevolmente - essersi verificato tra gli ottocento milioni ed il miliardo di anni fa, quando la Luna, sensibilmente più vicina alla Terra, era ancora un mondo attivo (vulcanicamente parlando) e, probabilmente, dotato di una (forse minimale, ma non è detto) Atmosfera.
Diverso è il discorso se assumessimo il dettaglio controverso come il prodotto di un fenomeno:
a) di "Vulcanismo Residuale" (una "mini-eruzione", ad esempio, ma, se lo fosse, purtroppo non riusciamo a vedere la "bocca", o "fissure", dalla quale sarebbe avvenuto il colamento di magma contenente i minerali colorati ora visibili), oppure di semplice
b) Gravity Wasting (nel qual caso, la "colata" altro non sarebbe che il prodotto di una frana, occorsa a seguito di vibrazioni del suolo dovute a "logoramento e stanchezza" delle strutture superficiali più elevate, oppure - perchè no? - ad attività sismica (anch'essa residuale) o da impatto (magari un bolide di discrete dimensioni il quale è andato a schiantarsi non troppo lontano dalla zona di interesse).
La Verità, come ovvio, sarà difficilissimo scoprirla (semmai lo sarà), ma la certezza che abbiamo oggi - lo ripetiamo, grazie alle immagini LRO - è che questo controverso dettaglio è un Rilievo Naturale, il quale si caratterizza, come la NASA stessa ci insegna, per la presenza, su un'area (relativamente) "piccola", di un'elevata Diversità Mineralogica (evidente anche nel frame RAW in b/n, ma eclatante post-colorizzazione).
Una Diversità Mineralogica che ci dimostra ancora una volta - semmai ce ne fosse stato bisogno - che la Superficie del nostro unico Satellite Naturale è ancora ben lontana dall'essere pienamente compresa ed è, comunque, di gran lunga più variegata ed intrigante di quanto ci potessimo aspettare (anche se delle più che discrete evidenze di Surface Mineral Diversity le avevamo già ottenute attraverso la Missione Apollo 17).MareKromium
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APOLLO 11 AS 11-37-5443.jpgAS 11-37-5443 - Undocking (1)577 visiteIl Modulo di atterraggio (LM) "Eagle" si è sganciato dalla navicella madre e, mentre si allontana, vengono scattate alcune fotografie che ben si possono definire commemorative.
Molti pensano che anche questa serie di immagini rientri, in accordo alla sciagurata definizione dell'Ing. Bill Kaysing, nella "Galleria dei Falsi" (laddove la navicella madre sarebbe un "modellino" e la Luna un fondale costituito da una serie di immagini scattate dall'Apollo 10). Per i dubbiosi, segnaliamo che esiste anche la ripresa filmata di questa fase delle operazioni (la quale non ci sembra proprio per nulla una "festa di effetti speciali").
Certo, a cominciare da "Star Wars", abbiamo imparato tutti che il cinema può farci vedere qualsiasi cosa e, nel mostrarcela, può anche riuscire a renderla credibile. Ma qui siamo nel 1969 e "Star Wars" è ancora - e solo - un "sogno".
Per fortuna...
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