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Piú viste - MOON
APOLLO 12 AS 12-46-6841.jpg
APOLLO 12 AS 12-46-6841.jpgAS 12-46-6841 - Shadows and "Star-like" Lights over Surveyor Crater (4)212 visite...come) a due oggetti puntiformi che si trovano più in basso. Una sorta di "palloni frenati" o di mini-dirigibili (dai riflessi bianchi, rossi ed azzurri) che scivolano nel Cielo Lunare (supponiamo molto rapidamente poichè, nel frame successivo, sono già scomparsi). Che non si tratti di un difetto determinato dall'iper-processing e dalla iper-compressione dell'immagine originale è provato dal fatto stesso che gli "oggetti" appaiono, con chiarezza di gran lunga maggiore, anche nel frame originale.
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APOLLO 15 AS 15-98-13304 UFO.jpgAS 15-98-13304 - Unexplainable "light", hovering over the Moon (2)212 visiteNon mancherà di certo chi dirà che questa strana forma luminosa è soltanto il riflesso di qualcosa. Onestamente è la prima cosa che abbiamo pensato anche noi: e lo abbiamo pensato perchè è la cosa più logica, semplice ed immediata che si possa pensare una volta che si sia riscontrato un fenomeno simile. Però esistono degli elementi che, se non escludono, quantomeno riducono fortemente le possibilità che si tratti di un riflesso. In primo luogo questo "riflesso" si muove rispetto al suolo Lunare ed...
The Far Side Of The Moon - Clem.jpg
The Far Side Of The Moon - Clem.jpgThe Limb of Gagarin - Far Side212 visiteCi è sempre stato difficile reperire immagini del "lato oscuro" (o "far side" o "dark side") della Luna.
Questa è una delle poche di cui siamo venuti in possesso e che Vi proponiamo: niente di eccezionale, purtroppo, ma si tratta comunque di un'immagine interessante e che riguarda il "volto nascosto" (e, dunque, più affascinante...) del nostro Satellite.
APOLLO 15 AS 15-M-R04-0099.jpg
APOLLO 15 AS 15-M-R04-0099.jpgAPOLLO 15 AS 15-M-R04-0099 - Craters inside craters212 visiteIn questo frame vediamo un "cluster of craters" in prossimità di un'area relativamente liscia e pianeggiante. A volte, quando l'aria è tersa, l'osservazione telescopica della Luna dalla Terra può dare risultati simili, in termini fotografici (profondità e qualità dell'immagine e dei dettagli minori), a quello che si vede in questo frame (come in quasi tutti gli altri). L'unica differenza è che queste fotografie sono state tutte scattate da una distanza dal suolo Lunare che oscillava fra i 280 ed i 300 Km.
Si era piuttosto vicini alla Luna, insomma...
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05-CopernicusHD.jpgThe "Peaks" of Eternal Sun-light (2)212 visiteAstronomers say they have identified a place on the Moon that lies in permanent Sunlight and close to regions suspected to hold water ice: in short, an ideal location for a tentative Lunar Colony.
The spot is located on a highland close to the Lunar North Pole, between 3 large impact craters called Peary, Hermite and Rozhdestvensky (report in Thursday's issue of Nature, the British weekly Science Journal).
The temperature there is estimated to range between -40 and
-60°C, which by Lunar Standards is relatively balmy and stable.
By comparison, the temperature on the Moon's equator ranges from -180°C to +100°C!
Since the area is bathed in perpetual Sun-light, a future human outpost on the Moon could draw on abundant solar energy and,
in addition, the Lunar Pioneers could tap into supplies of water if (as some Scientists speculate) ice lurks in permanently shadowed craters at the Lunar Poles. The study is lead-authored by Ben Bussey of Johns Hopkins University, Maryland.
In January 2004, President George W. Bush sketched plans for a US return to the Moon as early as 2015, saying a lunar base would be a launch pad for manned missions to Mars and "across our Solar System".
2 commenti
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APOLLO 15 AS 15 82-11147.jpgAS 15-82-11147 - St George Crater and boulders (St. 9A)212 visitenessun commento
APOLLO 11 AS 11-37-5484.jpg
APOLLO 11 AS 11-37-5484.jpgAS 11-37-5484 - The Hill211 visiteCerto che questa collina in lontananza deve aver profondamente colpito gli astronauti: gli scatti che la riguardano sono davvero innumerevoli. La suggestione provata deve essere stata grande ed il desiderio di fermare il tempo, scattando una foto, deve aver guidato, crediamo, le menti e le mani di Armstrong ed Aldrin per parecchio tempo. Non c'è altra spiegazione razionale, altrimenti, al volume di scatti dedicati a questo paesaggio...
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APOLLO 15 AS 15-94-12823.jpgAS 15-94-18823 - A "BIG" crater211 visitenessun commento
APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gif
APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gifWhere's the Truth? (1)211 visiteFigli di Plinio e Figli di Matrix
di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga

"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”

***

Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.

O forse poche, probabilmente pochissime.

Magari nessuna.

Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.

Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...

Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.

E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.

Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?

Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.

E veniamo ad oggi.

Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.

Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).

Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?

C’entra. Ed ora vediamo perché.
18 commenti
APOLLO 11 AS 11-40-5960.jpg
APOLLO 11 AS 11-40-5960.jpgAS 11-40-5960 - A column?210 visiteQuesto frame sembrerebbe raffigurare un "panorama ridondante" e invece, se guardate attentamente, c'è qualcosa che non va.
Sull'estrema Sn dell'immagine, infatti, quasi a ridosso dell'orizzonte, si "intuisce" un qualcosa che sembra un'asta o una piccola colonna conficcata nel terreno.
Per alcuni Ricercatori è un difetto dell'immagine; per altri un'antenna piantata dagli astronauti e già fotografata altre volte (ma da una distanza inferiore - vedi AS 11-40-5948/9); per altri ancora è un "alien artifact".
Noi non diciamo ancora nulla ed aspettiamo il frame originale...
APOLLO 12 AS 12-46-6752.jpg
APOLLO 12 AS 12-46-6752.jpgAS 12-46-6752 - Flag and Shadows210 visite...leggermente sopraelevata rispetto alla superficie (così da creare un effetto di "luce radente") ed orientate a formare un semicerchio (cd. disposizione ad "anfiteatro"). In questo modo, ci dicono, diventa possibile creare delle ombre realistiche ma che presentano il limite dell'essere eccessivamente convergenti verso un preciso punto dell'orizzonte: ombre suggestive, dunque, ma prodotte in maniera del tutto "artificiale".
Sarà. Di certo è che queste foto sono effettivamente "curiose" e...
APOLLO 12 AS 12-46-6765.jpg
APOLLO 12 AS 12-46-6765.jpgAS 12-46-6765 - Moon Panorama (6) - Up-Sun - Surveyor Crater210 visiteTre frames consecutivi del Sole nascente alle spalle del Surveyor Crater. In effetti, trattandosi della realizzazione di un panorama a 360° dell'area di allunaggio, siamo abbastanza sorpresi che siano stati effettuati questi tre scatti consecutivi, di fatto, identici fra loro.
Probabilmente la visione del Sole che sorgeva, unita alla aggressiva bellezza del panorama Lunare, deve aver indotto l'astronauta che stava manovrando la fotocamera a tentare di "cristallizzare" la magia di quell'attimo attraverso l'esecuzione di una serie di scatti analoghi.
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