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| Piú viste - MOON |

APOLLO 15 AS 15 86-11618.jpgAS 15-86-11618 - The Lunar Rover and the North Complex238 visiteCaption NASA originale:"At the site of their second sample site above the Station 6 crater, Dave took this "locator" to the Rover, with the North Complex in the background. The small, fresh crater with fragmental debris on its rim - probably soil compacted in the impact and, therefore, called regolith breccia or instant rock - is also visible in AS-86-11617".
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APOLLO 15 AS 15-85-11373.jpgAS 15-85-11373 - The Hadley-Apennine, in the distance (10)237 visite...pianeta inospitale quale è la Luna) sono disponibili solo in fotografie scattate dall'alto e cioè durante le orbite. Ne vedremo una, in particolare sempre relativa alla Missione Apollo 15, che lascia davvero sbalorditi. In realtà, se la visione dalla Lune di queste alture che sono poco più di "collinette" è già suggestiva, provate ad immaginare che cosa potrebbe voler dire trovarsi alle pendici di una montagna scoscesa ed imponente, magari di gran lunga più alta del nostro "Tetto del Mondo":l'Everest...
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-4.jpgWhere's the Truth? (2)237 visiteIl punto nodale di entrambe le problematiche (e che, nella materia delle Scienze Planetarie e della Ricerca delle Anomalìe possiamo riassumere nel quesito: è meglio un’esplorazione diretta, fatta in loco, raccogliendo campioni e vedendo con i “propri occhi” la realtà o bisogna preferire un’analisi effettuata in modalità remota, senza “contatto” con l’ambiente investigato e quindi, sostanzialmente, “in differita”?), a nostro modestissimo parere, ci pare proprio lo stesso.
Lo Scienziato di oggi sembra aver “paura” di mettere le mani nella Realtà Oggettiva (quella che deriva dal “contatto”) e si è (quasi) TOTALMENTE RIMESSO alla Realtà “Virtuale”.
E cioè quella che deriva dalla lettura di dati acquisiti in via remota e dalla ricostruzione – fatta in laboratorio – di un ambiente e/o di una situazione.
Ora non vorremmo essere fraintesi e quindi precisiamo subito che il Progresso (quello con la “P” maiuscola però, e non quello delle Play-Station ultra realistiche e sempre più sofisticate o dei video-telefonini che ti fanno vedere, mentre parli con la fidanzata, anche la partita della squadra del cuore o lo sceneggiato preferito...) ha bisogno di macchine che virtualizzino la realtà.
Ne ha bisogno perché, alle volte, è attraverso l’esame della Realtà Virtuale che si riesce a raggiungere una maggiore comprensione e consapevolezza di e su quella che è la struttura e la configurazione della Realtà Reale.
Non si può andare in 5 minuti su Marte, o su qualcuno dei Satelliti di Giove o Saturno a verificare “di persona”, direttamente, che cosa sta succedendo. L’uso delle macchine è necessario per progredire.
Però, da qui a dire che lo studio della Realtà, per essere realmente accurato ed affidabile, DEVE PASSARE dall’analisi della Realtà Virtuale – scusateci – ce ne passa.
Ma che cos’è, poi, la Realtà Virtuale?
Nel nostro Campo, ad esempio, che cosa significa “usare la Realtà Virtuale” per capire la Realtà Reale?
Significa, detto in parole molto semplici (ed in maniera forse superficiale ma, a nostro parere, abbastanza chiara), che molti studi – ad esempio quelli relativi all’accertamento della effettiva configurazione di alcuni rilievi posti su Corpi Celesti lontani (da Marte a Titano e dalla Luna a Mercurio) passano attraverso la “RICOSTRUZIONE DIGITALE” dei rilievi stessi, mediante l’impiego di tecnologie informatiche (si tratta di softwares, per lo più) di ultima generazione.
Questa tecnica di analisi viene largamente impiegata dall’ESA (guardate le fotografie – o presunte tali – che ci giungono dalla Sonda Mars Express per capire che cosa intendiamo).
Ufficialmente, la NASA la utilizza di meno.
Sicuramente, se andiamo a guardare le fotografie (le belle fotografie originali però) delle Missioni Apollo e Mariner – Luna, Marte e Mercurio, ad esempio – e poi passiamo un’oretta ad esaminarle ed a confrontarle con le immagini di Marte che ci arrivano dall’ESA, ci renderemo subito e facilmente conto di che cosa significa “fotografare la Realtà ed analizzarla” rispetto a “fotografare la Realtà, RICOSTRUIRLA A TAVOLINO e POI analizzarla”.
Ma attenzione: secondo avviso per evitare di essere malintesi.
Questi due metodi, a nostro parere, sono (rectius: dovrebbero essere) COMPLEMENTARI.
Un po’ come la “palpazione” del Paziente ad opera del Medico (alla ricerca della malattia) in congiunzione con l’analisi del paziente effettuata “in modalità remota” o con il primario (eccellente, purché non diventi esclusivo) uso di macchine e strumentazione.
Complementarietà.
E invece no.
E invece si va, sempre di più, verso la cosiddetta “mutua esclusività”: da una parte ci sono i seguaci – nella Medicina come nelle Scienze Planetarie e nell’Anomaly Hunting – di una Scuola Analitica Classica (sicuramente “vecchia” ma altrettanto sicuramente fatta da persone intelligenti, capaci, dotate non solo di conoscenze ma anche di notevoli capacità intuitive) e dall’altra – in netta ed aperta contrapposizione – ci sono i seguaci di una Scuola Analitica Moderna (fatta da persone altrettanto intelligenti, capaci e dotate di enormi conoscenze, ma che prima di aprir bocca devono “chiedere conferme” a qualche computer).
E allora, ci chiederete, secondo Voi chi sono i “bravi” e chi sono gli “stupidi”?
Certo, viene istintivo porsi e porre una simile domanda, ma non sfuggirà a nessun Lettore – il quale sia abbastanza attento e sensibile – l’ovvia erroneità di un quesito posto in tali termini.
E si, perché qui non siamo alla ricerca dei “Geni” e dei “Fessi”! O di chi è bravo e di chi è cattivo. O di chi è intelligente e di chi è stupido.
No.
Qui stiamo solo ragionando sul come due Scuole di Pensiero, anziché integrarsi ed apprendere vicendevolmente, finiscano – non sempre, ma spesso – con il fare a cazzotti.
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APOLLO 15 AS 15-85-11447.jpgAS 15-85-11447 - A boulder and the "Gnomon" (5)236 visite...una "cosa" scagliata/eiettata da un posto ad un altro ed il luogo di arrivo è - di regola - abbastanza lontano dal luogo di partenza).
Si dovrebbe dunque trattare di un frammento (abbastanza grande) di roccia il quale, a seguito di un impatto meteorico, venne scagliato/eiettato dal luogo dell'esplosione al luogo in cui si trova adesso.
Forse è un frammento della meteora o, più verosimilmente, è un frammento del suolo Lunare dove occorse l'impatto.
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ZA-The Men Of Apollo 15-Apollo15-S70-17575.jpgThe Men of Apollo 15235 visiteDa Sn: Scott, Worden e Irwin
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ZZ-Apollo 15.jpgApollo 15 - View from orbit235 visiteUn frame molto bello che rappresenta una porzione di Luna caratterizzata dalla presenza di alcuni crateri e qualche collinetta. Purtroppo non conosciamo il frame number di questa fotografia (e, a dire il vero, non siamo neppure certi al 100% che si tratti di un immagine ripresa dall'Apollo 15...), ma la bellezza del panorama ripreso ci ha convinti a pubblicare comunque questa immagine. Il dettaglio più curioso è costituito dal cratere centrale il quale evidenzia, a sua volta, la presenza di ben tre crateri più piccoli che giacciono proprio sul suo bordo, ad ore 12, 14 e 19. A ben guardare questo cratere ci è sembrato simile a quello di cui al frame AS 15-97-13145.
Voi che ne dite?
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04-CopernicusCrater-LO5.jpgThe "Peaks" of Eternal Sun-light (1)235 visite"If we can confirm peaks of eternal light", says Bernard Foing, SMART-1 Project Scientist, "these could be a key locations for possible future lunar outposts". The existence of peaks of eternal light at the poles, that is areas that remain eternally illuminated regardless of seasonal variations, was first predicted in the second half of the nineteenth century by the astronomer Camille Flammarion.
Even if for most of the Moon the length of the day does not vary perceptibly during the course of seasons, this is not the case over the poles, where illumination can vary extensively during the course of the year. The less favourable illumination conditions occur around the Northern Winter Solstice, around 24 January. There are areas at the bottom of near-polar craters that do not see direct sunshine, where ice might potentially be trapped. Also there are areas at higher elevation on the rim of Polar craters that see the Sun more than half of the time. Eventually, there may be areas that are always illuminated!".
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ZZ-ZZ-Towers on the Moon-3.jpgThe "Towers" of the Moon: Alien artifacts, Myth or Bogus? (2)235 visiteDato che i Ricercatori Lunar Explorer Italia non prendono mai per 'oro colato' il materiale che si riesce a trovare - anche se e quando la fonte è autorevole -, siamo andati sul Sito
http://www.cmf.nrl.navy.mil/clementine/clib (Naval Research Laboratory)
ed abbiamo cercato le immagini che il Dr Skipper ha già analizzato e che ci ha impedito di riprodurre.
Questa è la prima e, come potrete verificare, le 'alterazioni' ci sono, sono quelle già evidenziate dal Dr Skipper nei suoi Reports e sono evidenti ma...Noi non ci siamo fermati e siamo andati avanti.
E quello che abbiamo trovato è, semplicemente, raccapricciante.
Venite con noi...
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APOLLO 15 AS 15 82-11164 HR-2.jpgAS 15-82-11164 - Great Scott! (HR)235 visiteOriginal caption:"166:09:44 MT. (...) this is a "before" of sample 15555, generally known as 'Great Scott', a 9,6 Kg piece of basalt and the largest Apollo 15 sample.
The Apollo 15 Photographic Index incorrectly indicates that this picture was taken at Station 10.
Scan courtesy NASA Johnson".
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APOLLO 15 AS 15-98-13307 UFO.jpgAS 15-98-13307 - Unexplainable "light", hovering over the Moon (5)234 visitePotrebbe trattarsi, escludendo l'ipotesi dell'UFO, anche di un Fenomeno Lunare Transitorio (tipo un outgassing), ma se così fosse esso dovrebbe - come solitamente accade in questi casi - mutare rapidamente forma e luminosità e poi dissolversi. Un'onesta opinione da parte degli Esperti della NASA sarebbe potuto risultare fondamentale per chiarire il mistero però, ahimè, le domande che abbiamo rivolto a chi di dovere non sono state seguite da alcuna risposta e quindi - come ormai è regola -...
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APOLLO 15 AS 15-88-11980.jpgAS 15-88-11980 - Aristarchus and Herodotus234 visitenessun commento
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APOLLO 13 AS 13-62-9004.jpgAS 13-62-9004 - We need "air"!...234 visiteCome ottenere, su una nave spaziale in viaggio fra la Terra e la Luna ed in condizioni di stress estremo, un "marchingegno" capace di ripulire l'aria della capsula dall'anidride carbonica in eccesso e renderla nuovamente respirabile.
No, non è un miracolo: è solo tecnica, procedure e "sangue freddo".
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