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Piú viste - THE LUNAR EXPLORER ARCHIVES
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North_Polar_Regions-North_Pole.jpgThe North Pole of Mars (Natural Colors; credits: NASA/MGS/MSSS)318 visiteNon ci sono parole sufficienti per descrivere questa meravigliosa immagine ad HD del Polo Nord di Marte ed il volume di dettagli che risultano percepibili è davvero enorme. EccoVi il testo originale di commento al frame:"Spring reached the North Pole of Mars (foto del Maggio 2002) and brought with it the usual dust storms. As the North Polar Cap begins to thaw, a temperature difference occurs between the cold frost region and recently thawed surface, resulting in swirling winds between the adjacent regions. In the above image mosaic from the Mars Global Surveyor spacecraft, the white material is frozen carbon dioxide that covers much of the extreme north. The choppy clouds of at least three dust storms can be identified". Che altro dire???
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-051-2005118224016_2004221215640_Leftside.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (5) - from Sol 44317 visiteA - Traccia della lunghezza della parete frontale dell'Anomalìa;

B - Traccia della zona che considero l'orbita dell'occhio: ha una forma leggermente allungata verso Sx e finisce quasi a punta. Nel tratto superiore e inferiore, sono presenti due infossature (vedi freccette);

C - Traccia della "sospensione da terra della parte frontale dell'Anomalìa";
si vede distintamente la luce passare;

D - Traccia della curvatura della parte frontale dell'Anomalìa. Potrebbe essere paragonabile alla curvatura che va dal nostro naso allo zigomo.

E/F - Sono le 2 porzioni dell'Anomalìa che poggiano al suolo come farebbe un treppiedi e che ne sostengono la porzione frontale, mantenendola sollevata dal suolo;

G - Traccia della zona dell'Anomalìa paragonabile alla nostra area sub-orbitale e zigomatica.
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as08-14-2398-PCF-LXTT.jpgAS 08-14-2398 - In the Darkness (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team) 317 visiteImage Collection: 70mm Hasselblad
Mission: 8
Magazine: 14
Magazine Letter: B
Latitude: approx. 3,0° South
Longitude: approx. 154,0° West
Lens Focal Length: 250 mm
Description: NEAR TERMINATOR; FARSIDE
Film Type: SO-368
Film Width: 70 mm
Film Color: color
MareKromium
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AS09-23-3523-PCF-LXTT.jpgAS 09-23-3523 - From Orbit... (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team) 317 visitenessun commentoMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)315 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?

La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.

Noi aspettiamo...
9 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)315 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium
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vl1_p17045[1]-PCF-LXTT.jpgFrame Viking Lander 1 n. p17045 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)315 visitenessun commento3 commentiMareKromium
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Super_Earths.jpgSuper Earths315 visite(ANSA) - ROMA, 07 SET - Due nuove - cosiddette - "Super-Terre" sono state scoperte in orbita intorno ad una stella molto 'fredda', distante circa 100 Anni Luce da noi, e una delle due si trova nella sua Zona Abitabile: questo ha fatto subito salire il pianeta nelle posizioni di testa all'interno della lista di quelli più promettenti da studiare, portandolo al secondo posto dopo i pianeti che orbitano intorno alla famosa stella Trappist-1.
La scoperta, pubblicata sulla rivista Astronomy & Astrophysics, è di un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Laetitia Delrez dell'Università di Liegi, che si sono avvalsi della rete di telescopi del progetto Speculoos (Search for habitable planets eclipsing ultra-cool stars), coordinato dalla stessa Università.
Il pianeta più interno tra i due appena scoperti, chiamato LP 890-9b, è circa il 30% più grande della Terra ed effettua un giro completo intorno alla sua stella (LP 890-9) in soli 2,7 giorni. Questo esopianeta era stato inizialmente individuato anche dal telescopio spaziale Tess della Nasa ed è stato poi confermato dagli strumenti di Speculoos, che sono ottimizzati per osservare questo tipo di stelle deboli e fredde che emettono la maggior parte della loro luce nel vicino infrarosso. I telescopi principali del progetto si trovano nell'Osservatorio Paranal dello European Southern Observatory (Eso) in Cile e sull'isola di Tenerife (Canarie).

La seconda super-Terra, invece, era del tutto inaspettata: LP 890-9c è di dimensioni simili alla sua vicina (circa il 40% più grande della Terra), ma orbita intorno alla sua stella in 8,5 giorni, caratteristica che la pone nella Zona Abitabile, vale a dire quella zona in cui, un pianeta con condizioni geologiche e atmosferiche simili alla Terra, avrebbe una temperatura superficiale che consente all'acqua di rimanere liquida per miliardi di anni.
MareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE015.jpgThe "True Colors" of Mars (14)313 visiteDobbiamo ammettere che qualche dubbio ci sorge: sia sulla qualità della “Consulenza” NASA fornita per il film (ma chi hanno usato?), sia sulla sostanza delle informazioni “Scientifiche” Ufficiali diffuse al Pubblico.
Ed ecco quindi le prime (inevitabili) conclusioni.
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P-BalleSpaziali-CUN-06-APOLLO_12_AS_12-51-7553_Mosaic.jpgAnother Pseudo-Mistery...313 visiteUn'altra immagine che ha indotto in errore tanti Amici e Ricercatori (anche bravi e preparati) è quella che Vi proponiamo ora e che è stata (finalmente!) identificata, sempre dal bravissimo Dr Barca, con il frame Apollo 12 AS 12-51-7553.

AS 12-51-7553 é un frame controverso, ovviamente (e la cui versione NASA Original la potete trovare nella relativa Sezione), ma il punto non è questo; il punto è nel lavoro di autentica (e dozzinale...) manipolazione (operata probabilmente usando Photoshop o altro programmino equivalente) la quale è stata posta in essere da qualche anonimo frequentatore della Rete.
Un "anonimo" che - come lo stesso Dr Vladimiro Bibolotti (CUN - Centro Ufologico Nazionale) ha colto e legittimamente precisato - ha pensato bene di "metterci del suo" (!) per rendere il frame più intrigante: vedere per credere.

Il risultato? Un "falsaccio" che, ancora una volta, ci ricorda che:

1) chiunque può falsificare un frame ed ingannare il 99,99% degli Appassionati (i quali non sono tutti Tecnici del Settore);
2) la falsificazione può servire a nascondere le Anomalìe, così come a crearle dal nulla;
3) non solo NASA ed ESA falsificano;
4) se l'Ufologia è ancora una "Scienza di Serie C-1" lo dobbiamo anche a questi "anonimi furbacchioni";
5) a volte l'entusiasmo eccessivo fa male e fa sì che tutti noi possiamo cadere in errore. TUTTI!
2 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-054-Isolamento anomalia.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (6) - from Sol 44312 visiteHo cercato di fare 2 “isolamenti dell’Anomalìa dal resto dell'immagine e questo è il primo risultato.
Il contorno rispetta in maniera quasi perfetta quello che è il contorno dell’Anomalia e comprende le zone d’ombra nella parte che poggia sul terreno (ad esclusione della zona sinistra).

A mio parere questa zona non rispetta in maniera fedele quella che potrebbe essere la forma reale dell’Anomalia in quanto essa, come si vede, poggia su pietre e sabbia che ne mascherano i veri lineamenti.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE026.jpgThe "True Colors" of Mars (16)311 visiteBene: questa è la prima "interpretation" che proponiamo. Come avrete potuto notare si tratta di un interessante lavoro svolto da un eccellente Appassionato il quale, per sommi capi, riprende ed interpreta (appunto) alcune tematiche già affrontate dal Prof. Hoagland e da Lunar Explorer. Quello che avete letto rappresenta il "modo" - acuto, poichè fa un netto e preciso riferimento al mondo della cinematografia di fantascienza la quale, in un certo senso, talvolta "anticipa" e talvolta "segue" ma, di fatto e di regola, "sempre affianca" lo status scientifico contemporaneo. Pensate ad esempio a "2001: A Space Odyssey" ed allo stesso "2010: Odyssey Two": nel primo la pellicola era influenzata dal Programma Apollo; nel secondo, i fondali del Sistema di Giove vennero ottenuti dai frames Voyager!
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