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ESP_024460_1835_RED-PCF-LXTT.jpgFeatures of Libya Montes (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)244 visiteCoord. (centered): 3,7° North Lat. and 85,6° East Long.MareKromium
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L-Original_Lunar_Orbiter_Frames-LO1-1098-04_med~0.jpgIs NASA always honest, clean and clear?244 visiteImmagine "vecchissima", ma SEMPRE attuale: un esempio colossale di "taroccamento" Made in NASA. Perché?MareKromium
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APOLLO 11 AS 11-37-5478.jpgAS 11-37-5478 - The Horizon (2)243 visiteNessun commento
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APOLLO 13 AS 13-62-8906.jpgAS 13-62-8906 - The "Golden Anomaly" is gone!243 visiteIn questo frame si può ancora intuire qualcosa, in alto, sempre a Dx ma ora più spostato verso il centro dell'immagine. Di che cosa si tratti, però, adesso come pochi istanti prima, è davvero impossibile a dirsi.
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APOLLO 15 AS 15-85-11381.jpgAS 15-85-11381 - The Hadley-Apennine, in the distance (18)243 visiteAncora una (difficilmente spiegabile) "sfuocatura" dell'orizzonte, come se ci fosse qualcosa che lo offusca, mentre sappiamo che non può esserci nulla. Inoltre questa immagine e la successiva, ancora una volta, mostrano strani segni di "cancellature" nel Cielo Lunare. Da guardare e da rifletterci sopra!
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APOLLO 15 AS 15-85-11445.jpgAS 15-85-11445 - A boulder and the "Gnomon" (4)243 visite...paesaggio e NEL paesaggio.
Un profano direbbe che quel masso, nel punto in cui si trova, "...non c'entra nulla con il resto della zona a cui accede...".
Ed ecco risolto (forse) il mistero: noi sappiamo infatti che, quando si verifica un fenomeno del genere (sulla Luna come su Marte, come alcune immagini recentemente ricevute dalle Sonde Spirit ed Opportunity dimostrano), vuol dire che la roccia "estranea" (che gli Americani chiamano "boulder") è, con ogni probabilità, un "ejecta (boulder)" (alla latina, e cioè...
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OPP-SOL0104-ANOMALY-1P137418383EFF2208P2360R7M1.jpgBright object on Mars (4)243 visiteAd oggi non ci risulta che la NASA abbia provveduto a mappare le componenti in questione nell'Area Meridiani Planum (se Voi foste al corrente, invece, di questo aggiornamento, Vi preghiamo di volerci informare subito, anche inviandoci una copia della relativa mappa) e, dunque, potrebbe essere proprio lo Scudo Termico l'oggetto che splende in questa ed in altre immagini.
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APOLLO 13 AS 13-61-8739.jpgAS 13-61-8739 - Looking out, towards the Moon (3)243 visitevedi commento al frame AS 13-61-8737
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U-APOLLO 13 AS 13 59-8500 IR.jpgThe "Odyssey": what happened to it? (1)243 visiteGrazie alla fattiva collaborazione (sempre eccellente e qualitativamente ineccepibile) del Dr Feltri, abbiamo la possibilità di proporVi una piccola sequenza - fatta di due soli, ma molto importanti, frames - che mostra il movimento del CSM Odyssey mentre si allontana nel buio andandosi a perdere nello spazio. Durante l'allontanamento, però, la Navicella Madre ruota leggermente sul proprio asse e, nel farlo, ci mostra due momenti della sua superficie danneggiata. Tutto regolare? Forse si e forse no: nel detail mgnf comparativo che Vi proponiamo nel terzo quadro, il CSM mostra, durante il suo movimento, delle coerenze e delle incoerenze in termini di tipologia ed estensione dei danni subìti.
Le speculazioni che potremmo operare, se queste discrepanze fossero confermate da altri frames (i quali, se esistenti, non sarebbero mai stati rilasciati al Pubblico), aprirebbero degli scenari che, oggi come oggi, appartengono solo alla fantascienza.
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The_Crypt-00.jpgSomething was in there... (a photo-composite by Dr M. Faccin)243 visiteScherzosamente, questa immagine (o meglio: questo image-composite realizzato dal nostro grandissimo Marco Faccin) avevamo deciso di battezzarlo "Space Croissant", a causa dell'inequivocabile forma del rilievo mostrato. Ma la verità è che siamo davanti a qualcosa di straordinario e - probabilmente - di molto esotico e quindi è meglio lasciare l'umorismo da parte e concentrarci su quello che si vede e si comprende.
Per l'occasione, abbiamo deciso di tralasciare anche le solite chiacchiere di circostanza relative alla possibilità che quanto da noi osservato sia solo un affascinante gioco di luci, ombre e prospettive ingannevoli.
Lo tralasciamo perchè, a nostro parere, in questo image-composite ci sono FATTI e non chiaroscuri e prospettive fuorvianti.
FATTI.
Ed i FATTI ci dicono che la roccia osservata da Spirit quasi tre anni fa potrebbe costituire la PROVA VISIVA DEFINITIVA del fatto che, su Marte, i rilievi che noi chiamiamo "simil-pietre" (o rocce, o sassi), in realtà, potrebbero essere degli Organismi Viventi i quali, assecondando Leggi Biologiche a noi del tutto ignote, nascono, crescono e si sviluppano a dispetto di tutto: a dispetto delle condizioni ambientali avverse, a dispetto della nostra Scienza Positiva ed a dispetto della nostra Logica.
Al'interno della "roccia" qui inquadrata da Spirit c'era "qualcosa". Qualcosa che, quando il tempo è giunto, è "uscita" fuori dal suo bozzolo pietroso ed è andata via. Da qualche parte.
Forse è vicinissima al Rover e forse è distante miglia e miglia da esso. Noi non lo sappiamo. Noi sappiamo solo che quello che qui viene inquadrato e che Vi proponiamo in visione normale, filtrata e tridimensionale, è CIO' CHE RESTA DOPO UNA NASCITA e cioè un GUSCIO.
Un GUSCIO VUOTO che, al suo interno, reca l'impronta della "Creatura" che si è sviluppata e che poi è andata via.
Traveggole? Fantascienza da serie "B" o peggio? Boutade? Decidete Voi.
Noi possiamo dirVi solo questo: lo STAFF di Lunar Explorer Italia, da alcuni anni ormai, trascorre molto più tempo su Marte che sulla Terra. Le ore passate ad osservare e studiare le migliaia di immagini che ci arrivano dal Pianeta Rosso (immagini che poi cerchiamo di commentarVi al meglio delle nostre capacità e competenze) sono ormai decine e decine di migliaia, ed il Tempo trascorso ad osservare e studiare - come sapete - non è un'opinione: è un FATTO.
La nostra Filosofia, poi, la conoscete benissimo: dire quello che pensiamo, senza strillare e senza ricorrere a boutades assurde ed a trionfalismi fuori luogo.
Ebbene, noi pensiamo che su Marte, OGGI, ADESSO, IN QUESTO MOMENTO, ESISTANO DELLE FORME VITALI INDIGENE LE QUALI, CON LA LORO STESSA ESISTENZA, SFIDANO TUTTA LA NOSTRA SCIENZA E LA NOSTRA LOGICA.
FORME VITALI USE A CONDIZIONI CLIMATICHE RADICALMENTE E DEFINITIVAMENTE OSTILI ALLA FORMAZIONE DI ORGANISMI DI MATRICE TERRESTRE O SIMIL-TERRESTRE.
Batteri? Micro-organismi Estremofili? NO.
Di più. Molto di più.
Qui stiamo parlando di Forme Vitali Complesse, probabilmente (anzi: CERTAMENTE) evolute e, da ogni punto di vista, collocate (o collocabili) ben oltre i limiti della nostra capacità di comprendere e - forse - anche di immaginare.
Rocce "Viventi"? Si.
Questa è una oversemplificazione, certo, ma che sposa benissimo la nostra idea.
E, se possiamo essere onesti sino in fondo, dobbiamo dire che la NASA, a nostro parere, lo sa già da molto tempo. Ed è questa situazione la causa del "ritardo" nell'avanzamento del Programma Umano di Esplorazione del Pianeta Rosso. E' questa la ragione dello "STOP" all'Esplorazione Umana del Sistema Solare in generale e di Marte in particolare.
NON PROBLEMI DI BUDGET (e cioè COSTI TROPPO ELEVATI), quindi, ma RISCHI BIOLOGICI. Rectius: RISCHI DI COMPATIBILITA' BIOLOGICA.
Ripercorrete la strada dell'Esplorazione Spaziale, dallo Sputnik a New Horizons - passando dagli Apollo Days - e poi provate a riflettere su quanto abbiamo appena scritto.
E scusateci se Vi diciamo che la questione, posta in questi termini, diventa "spinosissima"...
Guardate, riflettete su tutto e poi, se volete, scriveteci e diteci cosa pensate realmente...MareKromium
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South_Polar_Features-Residual_Cap-PCF-LXTT.jpgSouth Polar Borders (Natural Colors; credits: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)243 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_006998_2060_RED_abrowse.jpgRecent Impact? (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)243 visitenessun commentoMareKromium
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