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SOL809-A_P2535_L257F-A817R1.jpgSpirit's Razorblades (2) - Sol 809 (false colors)74 visiteL’idea di pubblicare, accanto ai frames, le Captions (e cioè i commenti) NASA (o ESA) originali per essi predisposte, è figlia del tentativo di aiutare i Lettori a capire meglio quello che stanno guardando mediante la proposizione di un modello esplicativo semplice, stringato e, almeno in teoria, assolutamente affidabile ed accreditato.
“Lasciamo parlare chi sa”: questa è la filosofia.
Come Associazione di Ricerca e Divulgazione, poi, noi di Lunar Explorer Italia cerchiamo – a volte riuscendoci di più ed altre volte (come ovvio ed umano) di meno – di dare poco/pochissimo spazio alle derive intellettuali di stampo complottistico (e/o di "congiura globale") le quali individuano, in ogni "silenzio" (così come in ogni dichiarazione “spuntata” e/o “lacunosa” di “Coloro che Sanno”), un possibile (se non certo) segnale di occultamento (cover-up).
Pensate: si è parlato e si parla di cover-up – inter alia – per Roswell, per l'assassinio di JFK, per lo sbarco sulla Luna e, venendo a tempi recenti, per gli attentati del “September Eleven”.
Si parla, tanto, spesso avendo pochi dati a disposizione, e si finisce con il dire – questo non sempre, ma probabilmente ed inevitabilmente molto spesso – delle solenni stupidaggini.
Su questo concetto ci siamo già pronunciati in passato, dunque scusate la ripetizione.
Ma veniamo ad oggi, ai commentini NASA “spuntati” ed alle deduzioni che, sempre più spesso, traiamo da essi: ebbene noi non crediamo nel cover-up assoluto, ma abbiamo la sensazione – sempre più forte – che la nostra Scienza (perché qui, su queste pagine, è di Scienza che si parla) non sia in grado di rispondere alle domande davvero interessanti che l'Esplorazione Spaziale ci spinge a fare.
Qualcuno ha detto che un’immagine parla più di cento libri: e secondo noi questo è vero.
E da un libro (un buon libro) nascono almeno mille domande.
Ma allora, se queste premesse sono corrette, da mille “immagini”, quante “parole” e, quindi, quante “domande” nasceranno mai?!?
Noi rispettiamo la NASA (ed anche l’ESA, ma un po’ meno), come è giusto che sia, ma non la sopravvalutiamo: a nostro parere molti dei suoi silenzi e delle sue spiegazioni – ribadiamo: sempre più ripetitive, banali e scontate (come quelle al frame che precede) – non crediamo che sìano (completamente, almeno) figlie di una "Congiura Globale" la quale è finalizzata a mantenere il Genere Umano nell'ignoranza più totale e bestiale, mentre in pochi (gli “Eletti”?) crescono, evolvono e, ovviamente, mantengono il potere.
Noi crediamo che l’atteggiamento della NASA, almeno in larghissima misura (dal più datato, al più recente), sia figlio sia dell'ignoranza tout-court, sia dell'arroganza di sapere.
L’arroganza di coloro che pretendono di avere sempre una risposta (peraltro giusta) a tutti i quesiti che un uomo si può porre (ed anche in Italia, di “Scienziati” che rispondono a questo stereotipo ce ne sono diversi, non credete?!?).
Noi crediamo che i sempre più stringati (e, alle volte ormai, così saccenti dal risultare anche tristemente irritanti) commenti NASA alla quasi totalità dei frames proposti trovino la loro ragione di essere nel semplice fatto che la Verità è oltremodo complessa, decisamente lontana da noi e dal nostro modo di pensare (scientificamente) e quindi – ad oggi – sostanzialmente inafferrabile.
Certo non inafferrabile in assoluto, ma inafferrabile “al momento”!
Inafferrabile almeno fintanto che non proveremo ad allargare, di almeno di un “paio di gradi”, quella finestra sull’Universo ed i suoi fenomeni che la nostra Scienza Consolidata (in origine fondata sulla Matematica ed il Raziocinio, ma che oggi – anzi: almeno da un mezzo secolo – si regge anche su Dogmi e Professioni di Fede) pretende di mantenere socchiusa.
Tranquillamente socchiusa, perché – in fondo – se molti dicono che la Verità rende Liberi, altri sono sempre più convinti che la Verità, invece, “fa paura”.
Fa “solo” paura.
E paura di che cosa?
Paura di scoprire che l’Universo ha un ordine, ma non è l’ordine che pensavamo e pensiamo; paura di capire che, tra le fondamenta esatte della nostra Scienza, ve ne sono anche di fallaci; paura di riscrivere libri e di doverci confrontare con una marea di errori (alcuni, forse, terribili); paura di dire “caspita: ho sbagliato!”.
Ed è per questi motivi che, alla NASA come all’ESA e come in tante Scuole ed Istituzioni Scientifiche (in Italia, in Europa e nel Mondo), si continua a parlare ed a fornire risposte anche quando l’unica cosa da dire e da fare sarebbe quella di sedersi, tirare un sospiro e poi esprimere un franco ed intellettualmente onesto “...Non lo so...”.
Un “non lo so” che, nel tempo, ci potrebbe portare a capire che, al termine del percorso (di ogni percorso, sia esso Scientifico, Filosofico o meramente Umanistico), l’Uomo non solo non risulta essere al Centro dell’Universo, né della Via Lattea, né del Sistema Solare, ma neppure – forse – al centro della “sua” stessa Terra.
Dietro alle migliaia di vane parole che gli “Scienziati” attaccano alle “Immagini dell’Universo” c’è – forse – il solo tentativo di seppellire la consapevolezza di non essere dei “Primi Attori”, ma solo delle “comparse”.
C’è la paura di non essere degli “Eruditi Maestri”, ma solo dei “mediocri discepoli”.
C’è la Paura di scoprire, razionalmente e scientificamente (e, dunque, “in via definitiva ed inquestionabile” per definizione) che, in fondo, “Polvere siamo, e Polvere ritorneremo”.
Aprile 2006 - Lunar Explorer Italia – Paolo C. Fienga
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OPP-SOL813-1N200362655EFF7000P0685L0M1.jpgRipples and Paving (4) - Sol 81374 visiteCerchiatura Rossa: un ennesimo "mini-cratere"?
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SOL848-2P201645753EFFAR00P2295L2M1.jpgStones, cobbles and sand... (1) - Sol 84874 visiteCerchiatura Rossa: roccia con fori ed una curiosa "seghettatura" laterale (Dx dell'Osservatore);
Cerchiatura Verde: frammento di roccia (simile, concettualmente, ai razor-blades) che si caratterizza per una bizzarra forma "a zampa d'oca";
Freccia Blu: cracks/cedimenti del suolo assolutamente (!) recenti, forse causati dal passaggio del Rover.
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26-Lunar Highlands.jpgLunar Highlands74 visiteThese two images, taken by the advanced Moon Imaging Experiment (AMIE) on board SMART-1, show the difference between lunar highlands and a mare area from close by.
The image on the left, showing highlands, was obtained by AMIE on 22 January 2006, from a distance of about 1112 kilometres from the surface, with a ground resolution of 100 metres per pixel. The imaged area is centred at 26° South and 157° West.
The image on the right, showing a mare, was taken on 10 January 2006, from a distance of about 1990 kilometres and with a ground resolution of 180 metres per pixel. The imaged area is centred at 27.4° North and 0.8° East.
Already when looking at the Moon with the naked eye, it can be seen that there are bright and dark areas on its surface. Centuries ago, the dark areas were called 'maria', presumably assuming that the observer would be seeing water oceans. Today we know that there is no liquid water on our satellite. However, telescopic observations showed that the maria are very flat, and are very different from the so-called highlands. The highlands are heavily cratered and mountainous.
We have learned that the maria are relatively young areas on the Moon which were generated after very large impacts penetrated the lunar crust and excavated basins. During later volcanic episodes, liquid magma came to the surface and filled these basins. When it cooled down and solidified, it formed the large flat areas we can still see today. As this happened in comparatively recent times, the number of impact craters is far less than in the highland areas.
From the two images it is possible to see how highlands present a very irregular topography and many craters, while the mare area is comparatively flat and shows a much smaller number of craters.
The images are raw data and no flat field or other corrections have been applied.
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33-SulpiciusGallus.jpgSulpicius Gallus' Region74 visiteThis mosaic of three images, taken by the advanced Moon Imaging Experiment (AMIE) on board ESA's SMART-1 spacecraft, shows the area close to the Sulpicius Gallus crater on the Moon.
AMIE obtained this sequence on 18 March 2006, from a distance of 1200 kilometres from the surface, with a ground resolution ranging from 110 to 114 metres per pixel.
The area shown in the top image is centred at a latitude of 19.7º North and longitude 12.2º East; the image in the middle is centred at a latitude of 18.2º North and longitude 12.3º East; the bottom image is centred at a latitude of 16.7º North and longitude 12.5º East.
The prominent crater on the upper left area of this mosaic is called Sulpicius Gallus. It is a fairly fresh, bowl-shaped crater with a diameter of roughly 12 kilometres. The flat lava plains surrounding it belong to the Mare Serenitatis (the 'Sea of Serenity') on the north-eastern side of the Moon facing Earth. The mountains going diagonally through the middle part of the mosaic are called Montes Haemus. They are denoting the edge of the huge impact crater which formed the Mare Serenitatis.
The area around Sulpicius Crater is very interesting for lunar scientists – it is one of the most geologically and compositionally complex areas of the nearside of the Moon. The geologic history of this region has been shaped by impacts of different scales and epochs, by volcanism of variable style and composition with time, and by limited tectonics. Specific findings (Bell and Hawke, 1995) include the detection of relatively fresh highlands materials in the crater.
Good spectroscopic data (that is relative to the mineralogical composition) are available both from the Clementine mission and from ground-based observations, allowing to better constrain the geological evolution of our closest cosmic neighbour.
The area has been suggested to contain mixtures of glassy and black beads generated when large impacts melted part of the lunar surface. However, modelling the spectral properties of material similar to lunar material does not allow to unambiguously match the composition of the material to the measured data.
Colour observations of the AMIE camera will help in further clarifying these issues. So, the combination of high spatial resolution imaging and high spectral resolution spectroscopy from datasets from SMART-1, Clementine and ground based telescopes will finally allow to better model mineral mixtures on the Moon.
The crater Sulpicius Gallus is named after a Roman general, state man and orator. He is famous for having predicted an eclipse of the moon on the night before the battle of Pydna (168 BC). A man of great learning, in his later years he devoted himself to the study of astronomy.
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OPP-SOL879-1N206212400EFF74AZP1795R0M1.jpgReal White, Real Bright... - Sol 87974 visiteUna roccia (?) bianca, anzi: bianchissima. E luminosa, anzi: la cui "albedo" è straordinariamente elevata.
Che cos'è? Solo una roccia di colore chiaro, lucida e senza "polveri color rosso/arancio" depositate su di essa?
O magari - perchè no? - un qualcosa di più intrigante come, ad esempio, una nuova versione della "Silver Sphere"?
Ma soprattutto: se nulla su Marte riesce a rimanere "pulito" troppo a lungo - a cominciare dai pannelli solari dei Rover, perchè le polveri sottili sono in caduta costante (NASA dixit) -, come si possono spiegare i rilievi superficiali come questo (sempre per non parlare della Silver Sphere)?
RicordateVi: se una spiegazione è - come sono o dovrebbero esserlo le spiegazioni della NASA - "di carattere generale", le "eccezioni" (sebbene in teoria ammissibili) non depongono a favore della sua/loro intrinseca accettabilità e validità.
In altre parole: forse anche gli Amici di Pasadena - spesso e volentieri - tirano ad indovinare...e sbagliano!
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OPP-SOL898-1N207904656EFF74ZTP0650R0M1.jpgThe "Three Kings" of Beagle - Sol 89874 visitenessun commento
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Volcanoes-The_FootPrint_Volcano-C-MGS.jpgThe "Footprint Volcano" (EDM taken from the Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame) 74 visitenessun commento
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OPP-SOL900-1P208080949EFF74ZTP2289R2M1-A.jpgThe Third King (context image) - Sol 90074 visitenessun commento
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OPP-SOL905-1P208523932ESF74ZTP2359R1M1.jpgBeagle Crater's landforms (4) - Sol 90474 visitenessun commento
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NGC-3718-2.jpgLooking towards Ursa Major: NGC 3718 and others...74 visite"La notte sei tu.
I tuoi occhi; sarai la vigna
di cristallo.
Tra le parole d’un pensiero
ombra, od un soffio.
Sei la vita che sorge,
l’aurora che respira e
come silenzio s’infrange.
Un brivido la tua voce.
La clessidra che si spezza
tra incensi ed il tuo esserci,
e tu:
l’argento che vive
nell’ardere muschiato;
Luna e rugiada,
il loro liquido incanto.
Un fremito t’avvolge,
selvatica luce.
Sei danza.
E germogli.
Gianluigi Barca - "Poesie"
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OPP-SOL923-1F210121681ESF758ZP1298R0M1-3.jpgA possible answer to the "greenish" color of Meridiani (3) - Sol 92374 visiteIn un arco di tempo "x" (minuti? Ore? O forse giorni?), questa pellicola di acqua liquida in parte evapora ed in parte viene assorbita dal terreno.
In ogni caso essa, durante il suo stazionamento superficiale, contribuisce in maniera decisiva a compattare le sabbie e le polveri le quali assumono quell'aspetto di "sabbia bagnata" del quale si era parlato già da tempo.
Conclusioni (interlocutorie): l'acqua superficiale dunque c'è, esiste, ma gli Scienziati interpellati dicono che essa non "emerge" dal sottosuolo, ma arriva al suolo tramite precipitazioni (nel senso anzidetto).
Quest'acqua, sebbene in maniera lentissima - ma in base a processi fisici analoghi a quelli terrestri - modella (in parte) il panorama marziano e scioglie i sali superficiali esistenti i quali, poi, assieme all'acqua che li contiene, vengono assorbiti dal suolo (tramite le "Clessidre"?!?) e quindi vanno a depositarsi e stratificarsi poco al di sotto della superficie stessa.
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