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Io-Flares from V2-PIA01362_modest.jpgBlue flares and eruptions on the limb of crescent Io79 visiteAncora flares (di colore blu, questa volta), riprese da una distanza approssimativa di 1,2 milioni di kilometri da Io.
La ripresa, in questo caso (e si tratta comunque di un'immagine di splendida qualità e fattura), è stata effettuata dalla Sonda Voyager 2 il 9 Luglio 1979. Ci pensate? Più di 25 anni fa...

Voyager 2 took this picture of Io on the evening of July 9, 1979, from a range of 1.2 million kilometers. On the limb of Io are two blue volcanic eruption plumes about 100 kilometers high. These two plumes were first seen by Voyager 1 in March, 1979, and are designated Plume 5 (upper) and Plume 6 (lower). They have apparently been erupting for a period of at least 4 months and probably longer. A total of six plumes have been seen by Voyager 2, all of which were first seen by Voyager 1. The largest plume viewed by Voyager 1 (Plume 1) is no longer erupting. Plume 4 was not viewed on the edge of the moon's disc by Voyager 2 and therefore it is not known whether or not it is still erupting. This picture is one of a series taken to monitor the eruptions over a 6 hour period.

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OPP-SOL250-1N150376755EFF3649P1968L0M1.jpgAn unusual rock inside Endurance Crater (1) - Sol 25079 visiteLa completa (ancorchè solo apparente, per quanto ne sappiamo sino ad ora) diversità di questa roccia rispetto a tutte le altre che Opportunity ha visto e ripreso dentro e nei dintorni di Endurance Crater, ha intrigato il Controllo Missione il quale, ora, ha deciso di investigarla da distanza ravvicinata. Anzi, come vedrete nella terza immagine, da distanza "ravvicinatissima".
La sorpresa, secondo noi (anche se non si tratta di una vera e propria rivelazione), arriva nella terza immagine, ma comunque non tralasciate di osservare con attenzione anche le prime due: questo macigno ha qualcosa di davvero strano in sè e noi crediamo che una ricerca circa la sua possibile origine e storia debba essere tentata ad ogni costo.
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OPP-SOL250-1N150382977EFF3691P1998R0M1.jpgAn unusual rock inside Endurance Crater (2)79 visiteVisione laterale di questo macigno che, con un pizzico di fantasia, potremmo dire che assomiglia vagamente ad un pachiderma disteso sulla pancia e che guarda verso il basso. Immaginazione a parte, potete vedere già con una certa chiarezza che la roccia è ricoperta di "sferule", i famosi "Martian Berries" di cui gli Scienziati hanno tanto parlato, specie all'inizio della Missione. Andate ora a vedere la terza e quarta immagine...
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Miranda-V2-PIA01980_modest.jpgMiranda: a funny shaped Moon79 visiteIn questa seconda immagine di Miranda risulta ben visibile una vastissima depressione situata in prossimità del suo Polo Nord la quale potrebbe aver avuto origine a seguito di un impatto con un altro corpo celeste di notevoli dimensioni.
Una luna che ha "sofferto", dunque, e la cui storia risale - molto probabilmente - alle stesse origini del nostro Sistema Solare, quando gli impatti - specie nella sua "periferia" - avvenivano con una frequenza di gran lunga maggiore rispetto a quanto accade ai giorni nostri.
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Polaris.jpgPolaris: the North Star79 visite"...Luce Polare, amica mia e sorella,
Umile Fiamma al vento, unica Stella,
Luce costante, candela di un Altare,
Unico faro, di questo immenso Mare..."

P.C. Floegers - "Poesie"
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Miranda-V2-PIA00141_modest.jpgMiranda's limb from Voyager 2 - January 24, 198679 visiteEd ecco ora Miranda, la Luna più interna di Urano. Essa ha una forma decisamente irregolare ed evidenzia molto chiaramente - come in questo frame - delle profonde "cicatrici" superficiali le quali rivelano, come dicono alla NASA, una "complessa storia geologica". EccoVi parte della caption originale NASA per questa foto:"...At least 3 terrain types of different age and geologic style are evident at this resolution of about 700 (2.300 feet) meters. Visible in this clear-filter, narrow-angle image are, from left: (1) an apparently ancient, cratered terrain consisting of rolling, subdued hills and degraded medium-sized craters (2) a grooved terrain with linear valleys and ridges developed at the expense of, or replacing, the first terrain type and (3) a complex terrain seen along the terminator, in which intersecting curvilinear ridges and troughs are abruptly truncated by the linear, grooved terrain. Voyager scientists believe this third terrain type is intermediate in age between the first two".
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NGC-2683.jpgNGC 2683 - Spiral Galaxy79 visite"...Quae Fato manent, quamvis significata, non vitantur..."

(Tacito)

"...Gli eventi che appaiono scritti nel Destino, sebbene possano (talvolta) essere intuiti, non si possono (mai) evitare..."

(nota: la possibile visione/comprensione - che Tacito, in questo passaggio, chiama "significata" - del futuro, non fa venir meno la sua inevitabilità. E' una mera boutade filosofica, quella espressa da Tacito - e da tanti altri... -, oppure si tratta dell'embrione di un Principio Scientifico Universale il quale è sempre e comunque presente in noi, anche quando non siamo "uomini di scienza"?)
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OPP-SOL328-1P157306731EFF40A3P2360L2M1.jpgThe Heat-Shield and its surroundings (2)79 visiteIl "cratere" da impatto prodottosi a seguito dell'urto dello Scudo con il Suolo Marziano. Così, ad occhio, sembrano vedersi delle aree "scure" che assomigliano a delle bruciature (ma potrebbe anche trattarsi di un'illusione causata dal particolare filtro-colore usato). Voi che ne dite?!?
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NGC-6293-6.jpgNGC 6293 - The Helix Nebula (HD)79 visite"...Il progresso della vera Scienza si realizza, come la Storia dimostra ampiamente, attraverso salti intuitivi...La Verità, si badi bene, non è sempre dimostrabile..."

Edgar Allan Poe - "Eureka"
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OPP-SOL332-1N157664885EFF40B8P1997L0M1.jpgClose encounter with the Heat-Shield - Sol 33279 visiteUna spettacolare e ravvicinatissima ripresa di alcuni frammenti dello Scudo Termico e del suolo di Marte il quale sembra mostrare qualche "ferita" da impatto.
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NGC-4039_-_HST.jpgNGC 4039 - The "Antennae" Colliding Galaxies79 visite"...A tragic situation exists when virtue does not triumph but when it is still felt that man is nobler than the forces that destroy him..."

George Orwell - "Lear, Tolstoy and the Fool"
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OPP-SOL340-1P158365755EFF40CLP2582R1M1.jpgClose view of the Heat-Shield (1)79 visiteDettaglio ravvicinatissimo di un frammento dello Scudo Termico. Molto suggestiva la veduta di questo rottame metallico laddove messa in rapporto alla superficie che fa da sfondo all'immagine e che ci mostra i Martian Berries. Come dire? Un oggetto, tutto sommato, familiare (e palesemente opera dell'Uomo) il quale viene posto in relazione immediata e diretta con un paesaggio del tutto alieno. Siamo certi che alla NASA non fanno valutazioni di tipo "artistico" sulle immagini che scattano e ricevono, ma se le facessero, questo frame - secondo noi - meriterebbe davvero un premio per come è stato concepito e realizzato.
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