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XX-Energy.jpgPlay again!82 visiteSolito "Gioco Ottico". Quello che si vede è fermo e "noi" ci illudiamo di vederlo in moto, o vice-versa? Enjoy!...MareKromium
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x-Viking_Orbiter_1_Phobos_shadow_p101a_(1).jpgPhobos' shadow from Viking Orbiter 182 visiteTutte ombre "molto" simili (ellissoidi), eppure tutte molto diverse. Certo, le variabili in gioco sono tante, a cominciare dalla qualità intrinseca dei frame, però...MareKromium
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SOL1198-1303_PIA25178-InSight_Captures_a_Martian_Sunrise_and_Sunset_Figure_B.gifSunset - Sol 1198 (GIF-Movie)82 visitenessun commentoMareKromium
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M-031-2.jpgM 31 - The "Halo" of the "Andromeda" Galaxy - HST81 visite"...Non est ad astra mollis e terris via..."

(Seneca)

"...Il percorso che dalla Terra conduce alle Stelle è impervio..."
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SUPERNOVAE.jpgVarious Distant Supernovae - HST81 visite"...Solo, solo, me solo.
Solo, solo in mezzo ad un mare immenso!..."

Samuel Taylor Coleridge
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Mercury - Boccaccio Crater from Mariner 10.jpgBoccaccio Crater - Mariner 1081 visite...ed una possibile causa di tali eventi potrebbe essere rinvenuta nell'esistenza di un corpo (relativamente) non troppo lontano dal Sole; 3) nel Settembre del 1995, infine, si registrò un fenomeno davvero eccezionale: una congiunzione Venere-Mercurio (visibile anche dall'Italia, al tramonto) la quale, completamente ignorata dai media, diventò ancor più straordinaria allorchè si stabilì che il corpo celeste che si trovava accanto a Venere NON era Mercurio.
C'è da pensare, vero?!?
Ma torniamo ai "fatti": il "volto" di Mercurio ricorda molto da vicino quello della nostra Luna (in ragione dell'elevata craterizzazione) ed anche le dimensioni dei due astri sono, relativamente, simili (4800 Km di diametro per Mercurio contro i 3500 Km della Luna). La temperatura superficiale di Mercurio varia drammaticamente, passando dai circa -180/190°C della sua notte (che possono arrivare anche a -210°C ai Poli), ai 400/410°C registrabili durante il giorno.
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AE-The Sky of Saturn after the £rd Streak-N00014483.jpgSaturn's Sky right after the 3rd "Streak" - N0001448381 visite...dovremmo almeno tentare di avanzare un'ipotesi in ordine alla possibile origine del fenomeno. Di certo si può dire che non si tratta di una traccia lasciata dai raggi cosmici e non sembra proprio trattarsi di una meteora. In realtà un elemento che potrebbe essere decisivo per capire c'è. Quale? Ma è proprio il "tipo" di traccia lasciata sull'immagine (una traccia "a scalini") che ci aiuta! Noi ci fermiamo qui. Voi, se volete, potete provare ad elaborare l'immagine e poi farci sapere che cosa ne pensate.
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SOL228-2N146606200EFF8600P0770R0M1.jpgColumbia Hills' landscape and a possible Anomaly (2)81 visite...dell'immagine ma, sulla base di quella che è la nostra specifica conoscenza ed esperienza al riguardo, diremmo di no. Diremmo che si tratta, piuttosto, di un riflesso dei raggi del Sole su qualcosa che non è certamente pietra. Purtroppo il bagliore scompare subito e quindi gli elementi in nostro possesso ci permettono solo di esprimere (ancora una volta) dei dubbi.
Certo è che si tratta di un fenomeno strano, almeno a nostro parere...
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Io-Masubi plume-GAL-PIA02502_modest.jpgThe "Masubi" plume81 visiteA plume of gas and particles is ejected some 100 kilometers (about 60 miles) above the surface of Jupiter's volcanic moon Io in this color image, recently taken by NASA¹s Galileo spacecraft.

The plume is erupting from near the location of a plume first observed by the Voyager spacecraft in 1979 and named Masubi. However, during the course of the Galileo tour of Jupiter and its moons, a plume has appeared at different locations within the Masubi region.

This color image is the same as the previously released false color mosaic of Io, but with special processing to enhance the visibility of the plume. The plume appears blue because of the way small particles in the plume scatter light.

North is to the top of the picture, and the Sun illuminates the surface from almost directly behind the spacecraft. The resolution is 1.3 kilometers (0.8 miles) per picture element. The images were taken on July 3, 1999 at a distance of about 130,000 kilometers (81,000 miles) by the Galileo¹s camera.

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Io-Pele Volcano-PIA02560_modest.jpgThe "Pele" Volcano81 visitePele, one of Io's best-known volcanoes, was observed by the infrared spectrometer, an instrument onboard NASA's Galileo spacecraft, during the flyby of Jupiter's moon Io on February 22, 2000. The temperature map is shown here on the left in false color, superimposed on a visible color image of the Pele region obtained by the Voyager spacecraft in 1979. The red color represents the hottest lava flows. The purple colors are cooler materials. Preliminary results show that the temperatures of the hottest lava flows are at least 1,400 Kelvin (about 2,000 Fahrenheit), consistent with the temperatures of basaltic lava seen on the Kilauea volcano in Hawaii. It is possible that the eruption temperatures at Pele are even higher, as lava cools quickly once it starts to spread over the surface. The Voyager context image is 200 kilometers (124 miles) across.

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Jupiter_s Aurora-HST-PIA03155_modest.jpgJupiter's Aurora - HST81 visiteCaption NASA originale:"Auroras are curtains of light resulting from high-energy electrons racing along the planet's magnetic field into the upper atmosphere.
The electrons excite atmospheric gases, causing them to glow.
The image shows the main oval of the aurora, which is centered on the magnetic north pole, plus more diffuse emissions inside the polar cap. The HST image shows also unique emissions from the magnetic "footprints" of 3 of Jupiter's largest moons.
Auroral footprints can be seen in this image from Io (along the lefthand limb), Ganymede (near the center), and Europa (just below and to the right of Ganymede's auroral footprint).
These emissions, produced by electric currents generated by the satellites, flow along Jupiter's magnetic field, bouncing in and out of the upper atmosphere".
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Eta Carinae.jpgEta Carinae81 visite"...Black Hole: una stella collassata, per alcuni; un'anomalia del Cosmo, per altri. Una simpatica definizione diceva che il Buco Nero è una sorta di "Aspirapolvere Cosmico", capace di risucchiare ogni genere di corpo fisico al suo interno, incluso ciò che noi chiamiamo "Tempo". Nel complesso di definizioni, comunque - e nella loro diversità - è sempre emerso un punto comune, che è questo: NULLA, una volta afferrato, può sfuggire al Black Hole.
Ebbene io credo, con ciò creando un paradosso, che se un uomo venisse catturato da uno di questi oggetti, qualcosa potrebbe comunque riuscire a scappare all'immensa attrazione di un siffatto "Aspirapolvere Cosmico".
Cosa?
Ma è semplicissimo: esso non potrebbe mai trattenere un qualsiasi "pensiero" proveniente da questo ipotetico uomo, prigioniero del suo eterno ed invincibile abbraccio gravitazionale..."

P.C. Floegers - "In the Paradox"
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