| Piú viste |

QB-VikingOne-PIA08616-00.jpgViking One: the Landing Site, 30 years after the landing... (1)86 visiteCaption NASA originale:"Viking 1 landed 30 years ago, on July 20, 1976. It was the first U.S. landing on Mars and a very exciting time for Mars Exploration. Since that time, 4 additional Spacecrafts have successfully landed on Mars and conducted their science investigations. Today, new missions to the Martian Surface are in the works, with landings expected in 2008 (Phoenix) and 2010 (Mars Science Laboratory).
The Viking 1 Lander is difficult to see in MGS-MOC images. The Western Chryse Planitia Landing Site is often obscured by dust hazes and occasional storms, especially during Northern Winter, which would otherwise be the best time to look for the Lander from orbit because the Sun casts longer shadows in Winter.
When the atmosphere is clearest, in portions of the Spring and Summer, the Sun is higher in the sky as seen from MGS's orbit. The spacecraft always passes over the Landing Site Region around 2 p.m. in the afternoon".
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OPP-SOL884-1N206666178EFF74LVP0625R0M1.jpgBeagle Crater (1)86 visitenessun commento
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OPP-SOL321-1R156683426EFF4000P1311R0M1-B.jpgA new (small) "Silver Anomaly"? (extra detail mgnf) - Sol 32186 visiteA nostro parere, anche se vorremmo essere "immaginifici" e pensare al manufatto alieno - o, perchè no?, ad un frammento di quarzo di discrete dimensioni - in questo caso specifico riteniamo di essere davanti ad un semplice frammento di metallo (un rottame, insomma) il quale dovrebbe appartenere all'Heat-Shield di Opportunity, non molto distante rispetto al punto attualmente occupato dal Rover.
Siamo giunti a questa conclusione basandoci sulla particolare brillantezza del rilievo la quale ci induce a concludere che, al 99%, si tratta di lamiera e quindi abbiamo effettuato una sommaria analisi dell'area circostante l'Heat-Shield. Un'area che, come dimostra un elevato numero di frames, è cosparsa di frammenti metallici di medio-piccole dimensioni.
Questo "oggetto", quindi - e con ogni probabilità -, dovrebbe essere solo una scheggia dell'Heat-Shield il quale, dopo l'impatto con il suolo Marziano, si è - in larga parte - frantumato.
Complimenti come sempre al Dr Barca ed una domanda per Voi: che ne pensate di questa nostra conclusione? Siete d'accordo?...
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P-Phobos-M09_mtvs4109_09.jpgPhobos, from Mariner 9 (HR)86 visiteDi immagini controverse di Phobos (e non necessariamente connesse all'incidente della Sonda Phobos-2) ce ne sono tante - anche nella nostra Sez. "Mars and His Moons" - ma un'immagine spettacolare, nitida e così profondamente diversa dalle altre (tutte le altre, specie le più recenti!) non è comune sulla Rete.
Guardate il Phobos ripreso da Mars Express (liscio e piatto) o quello di Mars Global Surveyor (un pò più accidentato, ma sempre liscio e piatto per un ampia percentuale della sua superficie) e poi osservate questo splendido frame Mariner 9: Vi sembra che state guardando lo stesso oggetto?
Certo, la forma "a patata", nelle sue linee essenziali, è rimasta ma...la superficie della misteriosa Luna Marziana che vediamo in questo frame ormai "preistorico" è radicalmente differente da quella che vediamo nei frames "moderni".
E allora? E allora la domanda è: Phobos è cambiato in 30 anni oppure le Grandi Agenzie Spaziali ci stanno - ahinoi, costantemente - prendendo in giro?
Guardate, e poi decidete Voi stessi (anche se, purtroppo, c'è davvero poco da decidere)...
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SOL519-2P172445065EFFABAKP2291R2M1-2.jpgIn (fast!) transit! (detail mgnf) - Sol 51986 visitenessun ulteriore commento
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SOL950-2P210699554EDNAS00P2264L4M1.jpgThe soil near Spirit NEVER changes... - Sol 95086 visitenessun commento
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CHXR-73-ann.jpgCHXR-73 - Companions... (2)86 visite"...Sua quemque fraus, suus timor maxime vexat..."
(Terenzio)
"...C'è chi è schiavo della sua paura, chi lo è della sua disonestà..."
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Earth-PIA08324-1.jpgEarth, from Saturn's Space (1)86 visiteCaption NASA originale:"Not since NASA's Voyager 1 spacecraft saw our home as a pale blue dot from beyond the orbit of Neptune has Earth been imaged in color from the Outer Solar System. Now, Cassini casts powerful eyes on our home Planet, and captures Earth, a pale blue orb - and a faint suggestion of our Moon - among the glories of the Saturn System.
Earth is captured here in a natural color portrait made possible by the passing of Saturn directly in front of the Sun from Cassini's point of view. At the distance of Saturn's orbit, Earth is too narrowly separated from the Sun for the spacecraft to safely point its cameras and other instruments toward its birthplace without protection from the Sun's glare.
The Earth-and-Moon System is visible as a bright blue point on the right side of the image above center. Here, Cassini is looking down on the Atlantic Ocean and the Western Coast of North Africa. The phase angle of Earth, seen from Cassini is about 30°".
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067-OPP-SOL020-1P129982485EDN0352P2662L5M1.jpgSunset on a VERY foggy day... (1)86 visiteUn esempio molto appariscente di come l'elevata "nebbiosità" dell'atmosfera Marziana porta, nei momenti che segnano l'effettivo tramontare del Sole, ad un immediato ed evidente abbattimento della luminosità.
Cogliamo l'occasione fornitaci dai bei frames creati dalla Dott.ssa Jill England (e pubblicati nella Sez. "Walking on Mars") per stigmatizzare che un cielo azzurro come quello proposto nella Sua elaborazione è, sicuramente, affascinante, ma - a quel punto - completamente irrispettoso dei "dati ufficiali" sull'atmosfera di Marte (in termini di densità e composizione) così come rilasciati dalla NASA - ed usati, a quanto dice Jill, per "ricreare" il vero colore del cielo.
Insomma: se l'atmosfera di Marte è "sottile" e "rarefatta" come dice la NASA (e come Jill accetta!), il cielo NON può essere azzurro in quel modo.
Ma alla fine, come ovvio, dobbiamo aspettare che qualcuno vada su Marte e, finalmente, ci dica come stanno effettivamente le cose...
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Unusually-looking_Surface_Feature-S22-00831d-00.jpgPossible Surface Anomaly (CTX Frame - False Colors)86 visiteDa un frame "2001 - Mars Odyssey", il Dr Gianluigi Barca ha estrapolato questo dettaglio, assolutamente affascinante, difficile da cogliere e - come quasi sempre accade - davvero inesplicabile.
Una piccola zona superficiale appare possedere - come lo stesso Dr Barca fa correttamente notare - una albedo semplicemente straordinaria: altissima, cioè. L'albedo propria del ghiaccio, nel caso di specie.
Ma come giustificare, scientificamente e razionalmente, un "appezzamento di ghiaccio" all'interno di un'area totalmente desertica?
In passato, a proposito di alcuni "confusi bagliori" simili a geysers e ripresi sia orbitalmente, sia dalla superficie (e MAI spiegati dalla NASA), avevamo lanciato l'idea degli "estrusi": sacche d'acqua di varie dimensioni le quali, spinte da forze mareali (o da sismi?), sorgono dalle profondità di Marte e quindi, una volta giunte in superficie, "esplodono", letteralmente, formando una pozza d'acqua che in parte evapora ed in parte ghiaccia quasi istantaneamente.
Che questa "chiazza bianca" sia un "estruso"?
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U-APOLLO 13 AS 13 58-8464.jpgAS 13-58-8464 - Odyssey (HR-4)86 visitenessun commento
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Martians.jpgThe "Extremophiles": the real "Martians" and "Titanians" (so far...) - (1)86 visiteCaption NASA originale:"These close-up images, taken by an electron microscope, reveal tiny one-cell organisms called Halophiles and Methanogens. In a 2-year laboratory study, scientists subjected these organisms to increasingly lower temperatures to determine the coldest temperatures at which the microbes could survive and reproduce. The study shows the microbes could survive at below-freezing temperatures and are within the temperature range on present-day Mars. The organisms also developed a defense mechanism that protected them from cold temperatures.
The Halophiles and Methanogens are part of a hardy group of microbes called Extremophiles, which thrive in the harshest environments on Earth".
Nota: ed ecco un nuovo "tentativo" - a nostro parere - di spezzare la "cortina di ferro" che circonda le plausibili forme di Vita (in termini terrestri o simil-terrestri) che si potrebbero/dovrebbero individuare su Marte e Titano.
Il tentativo di divulgazione è interessante e saggiamente concepito (anche se prevedibile): "...per iniziare a dire qualcosa sulla "Vita Altrove" si può partire dai micro-organismi (che il 99% della gente comune non sa neppure che cosa sìano esattamente) e vedere che cosa succede...". Certo, una buona idea: per smantellare l'antropocentrismo ed iniziare a vedere l'Uomo come "parte del tutto" (una "parte" tutt'altro che nobile e centrale) questo approccio è anche apprezzabile...Ma quanto durerà? Per quanto tempo dovremo sentir parlare dei micro-organismi, prima di iniziare ad avere informazioni attendibili sul come stanno esattamente le cose? Mesi? Anni? Secoli?
Quanto tempo è passato prima di "riabilitare" Galileo?... Quanto tempo passerà prima di "vedere le stelle"?!?
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