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SOL496-MF-MicroscopicImager-2.jpgMineral Diversity in Gusev Crater - Sol 496 (Enhanced Natural Colors - Sx/Left - and True Colors - Dx/Right; credits: Dr M. Faccin)87 visiteUlteriori (e SPETTACOLARI!) evidenze di residui minerali (depositi di Zolfo e polveri Ferrose, su agglomerati di rocce parzialmente vescicolate e contenenti - probabilmente - discreti quantitativi di Cobalto e Manganese) derivati da attività esplosive - di probabilissima matrice vulcanica. MareKromium
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FIGURA_00.jpgLuigi Broglio and the dawn of the Italian Space Adventure: the San Marco Project87 visiteCari Amici,

ho deciso di dedicarmi a questa semplice raccolta di immagini (con l’obbiettivo di trasformarla successivamente in un documento scritto) dopo essermi reso conto che l’informazione, nel nostro Paese, non elogia minimamente i successi ottenuti in svariati campi quali, come in questo caso, la Ricerca Spaziale e Missilistica, preferendo invece dedicarsi assiduamente, ai limiti della "demenza", a casi di cronaca nera, a diatribe tra politici di diversi schieramenti, al manto stradale corrugato di qualche sperduto paesino del Bel Paese o alle vicende del Campionato di calcio e/o di questo o quel reality show.
Spero di sbagliarmi, ma sono convinto che se facessi un sondaggio a campione tra la popolazione del “Bel Paese” (il ceto sociale di appartenenza ed il livello di scolarizzazione sono variabili non decisive...), sarebbero davvero pochi - ma buoni! - coloro che ricordano, anche vagamente, chi fu l'Ing. Luigi Broglio.

Costui, padre della missilistica di casa Nostra, fu l'Uomo capace di far divenire l'Italia la terza Nazione al Mondo in grado di inviare autonomamente un satellite in orbita - sebbene avvalendosi dell’aiuto della NASA ed il sostegno dell’allora Primo Ministro, Amintore Fanfani.

Non fermandosi a questo comunque grandissimo successo, Broglio mise in piedi un vero e proprio Centro Spaziale in miniatura. Dove? Vicino Malindi, sulla costa settentrionale del Kenya.
L’allora Colonnello dell’Aviazione elaborò un sistema tutto innovativo per il lancio dei vettori "Scout" (made in USA), così come modificati in Italia.
Adattando alla bisogna due vecchie piattaforme di estrazione di proprietà dell’Eni - una venne adibita al lancio dei missili e l’altra al controllo dei vettori -, l'Ing. Broglio costruì il primo "Centro di Lancio" in mare. Una grande idea ed un sistema che si rivelò tanto economico, quanto azzeccato (tant'è che l’équipe dell’Ingegner Broglio detiene tutt’ora il primato di 23 lanci riusciti contro 0 fallimenti!).

Dopo il 1988 da Malindi non partì più nessun vettore ed il Centro Spaziale San Marco (ora intitolato a Broglio) e l’omonimo progetto finirono presto nel dimenticatoio.

Quelle che seguono sono 83 immagini corredate da didascalia che raccontano, in maniera sintetica, parte della storia (che ho provocatoriamente definito "semi-sconosciuta") della missilistica italiana. Partendo proprio dal Progetto San Marco di Luigi Broglio, si arriva alle recenti collaborazioni internazionali - pensate alla ISS o ad altri Progetti congiunti con ESA e NASA, fino ad intravedere i possibili sviluppi futuri della nostra "Vogliadi Stelle" e con una piccola sezione dedicata alla missilistica militare (da cui quella civile dipende in larghissima misura) ed agli attuali 5 Astronauti Italiani che, le "Stelle", sono riusciti vederle un pò più da vicino...

Grazie e Buona Passeggiata (quasi) Spaziale! - Federico Pappalettera
8 commentiMareKromium
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Japetus-4230263249_738ebb224f_o.jpgIce Deposits on Japetus (Image-Mosaic - Possible Natural Colors; credits: Dr M. Faccin - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1167-H2_Faraone-2.jpgThe Pharaoh (2) - Sol 1167 (credits: Ivana Tognoloni - Lunexit Team)87 visiteIl dettaglio, se ricontestualizziamo l'intera natura del rilievo al quale esso accede (e che, tecnicamente e sulla base delle assunzioni fondate sulla nostra Scienza Positiva, è il semplice "Inner Rim" del Cratere Victoria), acquisisce una valenza differente e, al pari di tanti altri dettagli "curiosi" rinvenuti sia all'interno del Cratere Victoria e sia, in generale, un pò ovunque sulla Superficie di Marte, può diventare/diventa "significativo" al di là ed oltre la sua mera forma.

In altre parole - e come già visto e detto a proposito dell'incredibile rilievo pseudo/simil-colonnare con "anime metalliche" individuato dal nostro Dr Faccin - i dettagli superficiali come questo, in tanto possono acquisire una valenza assoluta ed una Matrice (forse) Artificiale, in quanto si abbandoni (radicalmente) l'idea che essi accedano ad un "Cratere da Impatto".

Vedete, il fatto di trovare una simil-statua (come "Il faraone", appunto) in una nicchia rocciosa (pensiamo alla splendida e Terrestre "Città Rosa" - Petra, in Giordania, ad esempio), in sè, non è un fatto impossibile o assurdo (una volta che si sia assunto che Marte, in un tempo remoto, è stato abitato); ma lo DIVENTA - non solo impossibile, ma anche assurdo - allorchè la simil-statua andiamo a rinvenirla all'interno di un Cratere da Impatto!

Ed in effetti è proprio qui che la costruzione pseudo-logica degli "Eso-Archeologi" cade: perchè loro (da Hoagland agli altri...) NON CONTESTUALIZZANO e NON RAGIONANO in termini razionali e contestuali (o "positivi", in senso stretto).

Loro vedono un rilievo che assomiglia ad una statua e dicono che E' una statua; vedono un rilievo che assomiglia ad un martello e dicono che E' un martello; vedono un rilievo che assomiglia ad una piramide, e dicono che E' una piramide.
Ecco, è questo modo di (s)ragionare che rende il loro lavoro ridicolo ed il nostro complicatissimo: ed il vizio logico di base è nella TOTALE MANCANZA DI CONTESTUALIZZAZIONE nel ragionamento (il quale si FONDA e si ESAURISCE nella semplice associazione visiva ---> in altre parole: ciò che mi sembra qualcosa perchè mi ricorda ed assomiglia a qualcosa, E' QUEL QUALCOSA!).

Insomma: se "Il Faraone" fosse stato - chessò - localizzato all'interno di una nicchia, magari sul fianco di una montagna, l'idea della statua avrebbe potuto avere, se non altro in partenza (ed in sede di ipotesi), un senso.
Se noi ESCLUDIAMO (dimostrandolo, ovviamente) che questo rilievo è un Cratere da Impatto e concludiamo che, ad esempio, si potrebbe trattare di una costruzione concettualmente assimilabile ad un anfiteatro (di Greca o Romana memoria), ormai andato in rovina, allora l'idea/ipotesi della statua costruita nella nicchia diventa, quantomeno, un'ipotesi astrattamente accettabile; ma se noi, invece, accettiamo e convalidiamo (o NON contestiamo) l'idea per cui ciò che si sta guardando è un Cratere da Impatto, allora l'idea/ipotesi "borderline", sorry, crolla istantaneamente (per difetto di logica contestuale).

Insomma: non si può "prendere solo quello che fa comodo" (da un'immagine) e "scartare (o ignorare, che è pure peggio) quello che comodo non fa": questo approccio non è Ricerca, ma è solo "fuffa", come dice l'Amico Matteo Fagone.
Anzi: è malafede, ben condita da cialtronaggine (come diciamo noi di Lunar Explorer Italia).

In pratica: pensate che questo rilievo sia/possa essere una statua? Bene: allora ci dovete dimostrare che esso NON accede ad un Cratere da Impatto.
D'altro canto, se pensate che il contesto al quale accede la simil-statua sia un Cratere da Impatto o non avete modo di dimostrare che non lo è, allora - in base alla Logica Contestuale - il dettaglio controverso NON PUO' essere una statua, per quanto possa assomigliarci.
Tutto qui.

Un sincero e particolare Ringraziamento alla nostra Grande Amica e Partner, Ivana Tognoloni, per averci dato l'opportunità di chiarire ulteriormente - ed ancora una volta - dei concetti che, a nostro parere, sono assolutamente FONDAMENTALI a e per chiunque intenda cimentarsi SERIAMENTE e PROFESSIONALMENTE nell'Anomaly Hunting e/o nella Ricerca Borderline.
9 commentiMareKromium
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OPP-SOL1167-N1_Gradino.jpgThe "Step" - Sol 1167 (credits: Ivana Tognoloni)87 visite...Una delle più bizzarre e (onestamente) difficili da spiegare Martian Oddities rinvenute dalla nostra bravissima Amica e Partner, Ivana Tognoloni, nell'Inner Rim del Cratere Victoria.

Cratere...

Provocazione: chissà se il Bacino di "Victoria" è davvero un (meraviglioso, ed anche - ormai - un pò banale) "Cratere da Impatto"...
5 commentiMareKromium
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Enceladus-EB_(2).gifAlways Enceladus, but NOT ONLY Enceladus... (GIF-Movie; credits: Elisabetta Bonora - Lunexit Team)87 visitenessun commento1 commentiMareKromium
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SOL060-2P131687760RAD1155P2217L256C1~0.jpgHorizon - Sol 60 (possible Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Lyle.org & Paolo C. Fienga - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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Dione-N00154016-17-19-EB-LXTT.jpgDione (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL2188-GB-LXTT~0.jpgDeep Rover Tracks - Sol 2188 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Gianluigi Barca - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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Enceladus-N00161056-57-EB-LXTT.jpgIs there any "Luminescence" over the "Tiger Stripes"? (2 - Superdefinition; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora - Lunexit Team)87 visitenessun commento4 commentiMareKromium
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Enceladus-N00161054-55-EB-LXTT.jpgIs there any "Luminescence" over the "Tiger Stripes"? (1 - Superdefinition; credits for the additional process. and color.: Elisabetta Bonora - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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Avernus_Colles-PIA08719-PCF-LXTT.jpgChaos Terrain in Avernus Colles (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)87 visitenessun commentoMareKromium
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