| Piú viste |

OPP-SOL397-1N163427970EFF4800P0683R0M1.jpgSide-Winders and Solar Panels (1) - Sol 39753 visiteDue frames che ci mostrano i pannelli solari distesi sul suolo di Meridiani Planum e, poco oltre, gli affascinanti Side-Winders che dominano tutta la scena. Operando un modesto ingrandimento del frame si possono vedere anche delle rocce (alcune chiare, altre scure) affiorare dalle sabbie. Un paesaggio desolato, come dicono alla NASA, ma che non dà l'impressione di essere "morto". Peccato che alla NASA, nonostante i loro "best efforts", ancora non sìano riusciti ad offrirci qualche frame in almost true colors di questi scorci così suggestivi...
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Rhea-N00029812.jpgRhea and the Rings, from about 2MKM53 visitenessun commento
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SOL418-2P163473227EFFA808P2374L7M1.jpgBoulders (1) - Sol 41853 visiteUn macigno dalla forma anomala (in basso, alla Vostra Dx) che avevamo già intravisto in altri frames - viene ora ripreso da una distanza di circa 12/15 metri. Si tratta di una roccia interessante che mostra, nonostante i chiari segni del tempo, una sorta di squadratura sul suo lato superiore. Sia chiaro che potrebbe essere una semplice illusione ottica: in effetti siamo ancora troppo lontani per esprimere un'opinione più sostanziata!
Tuttavia, a livello di "sensazione", diremmo che questo boulder, in un tempo lontano, poteva anche essere "squadrato" ed "appuntito"...
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Enceladus-N00030040.jpgEnceladus, from approx. 46.000 Km53 visiteGli immensi crepacci e le striature (la cui origine è ancora ben lungi dall'essere anche solo immaginata) che caratterizzano tutta la superficie di Encelado sono molto ben definiti in questa veduta della "luna di neve", ripresa da una distanza di circa 46.000 Km.
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Enceladus-N00030073.jpgEnceladus, from approx. 21.000 Km53 visiteUn grande cratere da impatto (in alto) il quale presenta, sul suo fondo, i segni di un evidente accumulo di materiale - polveri e macigni? - il quale, probabilmente, è franato all'interno del cratere dai suoi stessi bordi (forse a causa di movimenti sismici o, magari, a seguito di processi di gravity-wasting). Potrebbe anche trattarsi, tuttavia, di quello che residua di un "central peak" il quale, nelle ere, si è quasi completamente disintegrato, lasciando al suo posto una collina di detriti.
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Enceladus-N00030111.jpgEnceladus, from approx. 4.000 Km53 visiteTabella riassuntiva delle caratteristiche superficiali di Encelado:
1. esistenza di una diffusa e fittissima rete di canyons, crepacci e canali;
2. sostanziale scarsità di crateri da impatto (salvo alcune aree, di modeste dimensioni);
3. presenza, accanto alle "reti di canali e canyons", di alcuni crepacci molto grandi, profondi e, apparentemente, recenti (si potrebbe trattare, forse, di "fratture tettoniche");
4. mancanza di profili "aspri" (anche i bordi dei pochi crateri visibili sembrano essere 'smussati');
5. albedo altissima (molte immagini recano chiari segni di sovraesposizione);
6. possesso di una atmosfera.
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OPP-SOL400-1P163699779EFF5000P2384R1M1.jpgSpherules (2)53 visitevedi i commenti al frame precedente
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Tethys-N00030191.jpgTethys from approx. 197.000 Km53 visiteDa una luna all'altra, viaggiando sulle "autostrade" che vengono disegnate dalle orbite della Sonda Cassini intorno a Saturno, così come si passa da una città all'altra, sulle autostrade del nostro Pianeta. Dopo Encelado, avvicinata, sfiorata e superata, adesso è la volta di Teti, le cui caratteristiche superficiali - come già potete vedere molto bene in questo frame - sono decisamente diverse: non vediamo canyons, gole e canali, infatti, ma solo un terreno butterato da migliaia e migliaia di crateri da impatto. Un mondo lontano ma, in fondo, piuttosto simile alla nostra Luna e, da questo punto di vista, forse, un mondo molto più familiare...
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SOL424-2N164013999EFFA8B3P1705L0M1.jpgAnomalous stones from Sol 424 (1)53 visiteAlcune - possibili - "Singolarità" Marziane non risiedono soltanto nelle fattezze degli oggetti (pietre dalle forme curiose, per lo più) ripresi dalle telecamere dei Rover: esse risiedono anche, come in questo caso specifico, nelle "posizioni" (o, come le chiamiamo noi, nelle 'configurazioni') che queste 'pietre' vengono ad assumere sulla superficie del Pianeta Rosso.
In questo frame, per esempio, abbiamo un vero campionario di possibili Singolarità: alla Vostra Dx, a mezza altezza del frame, c'è una roccia dalla forma allungata che è - letteralmente - "conficcata" nel suolo; alla Vostra Sx, invece, alla medesima altezza della roccia "conficcata" al suolo, c'è un masso dalla forma decisamente squadrata che ci mostra il suo spigolo superiore e, proprio al di sotto di esso, troviamo una di quelle rocce che (già incontrate in passato) che sembrano essere "rivestite" da qualcosa.
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SOL424-2P164013372EFFA8B3P2575L2M1.jpgRover tracks, on the sand...53 visitenessun commento
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SOL424-2P164013502EFFA8B3P2575L7M1.jpgRover tracks, on the sand...53 visiteCon il cambio di filtro/colore, la visione del terriccio Marziano che si trova al di sotto del suo primo e più superficiale strato (il quale è costituito, in prevalenza, da ghiaia - ricca di corpuscoli cristallini - sabbia ed un discreto, ma non enorme, quantitativo di polvere) cambia non poco. Ad ogni modo, qualche elemento comune e caratterizzante ci rimane e possiamo valutarlo: 1° notiamo che, a dispetto della profondità delle tracce di regola lasciate dalle ruote del Rover, il quantitativo di sabbia e polveri (regoliti?) non è molto elevato (ergo deduciamo che il terreno è relativamente soffice); 2° notiamo che lo strato di terra sottostante a quello superficiale è decisamente più scuro (mentre le rocce, invece, al di sotto del loro "mantello di polvere", di regola, sono più chiare) ed inoltre la "consistenza" del terreno stesso - che ci ricorda la sabbia umida - appare davvero incongrua rispetto a quanto dovremmo aspettarci in e per un'area universalmente riconosciuta come totalmente arida e desertica.
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SOL426-2P164183774EFFA8B3P2579R4M1.jpgLooking deep inside a Rover track (2)53 visitevedi il commento al frame precedente
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