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APOLLO 11 AS 11-37-5439.jpgAS 11-37-5439 - Earth is far, far away...(1)601 visiteIn questo frame si può vedere - e questa volta in eccellenti condizioni di illuminazione, ma ancora leggermente fuori fuoco - uno dei propulsori laterali per le micro correzioni di rotta.
Si confronti questa immagine con AS 11-37-5437.
Sulla Dx dell'Osservatore, circa a metà fra propulsore e lato Dx del frame, si può vedere una debole luce che, anche in questo caso, potrebbe essere quella di una stella (o, se preferite, di uno Star-like Object).
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A-Apollo 11-Launch.jpgThe Launch of Apollo 11601 visitevedi il commento al frame che precede
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APOLLO 13 AS 13-61-8830 ANOMALY.jpgAS 13-61-8830 - Something "blue" is out there... (5)600 visiteEd invece ecco che appare qualcosa dal buio: si tratta di un corpo complesso, costituito - almeno per quanto riusciamo a vedere - da una serie di sfere di diverso colore, poste una accanto all'altra. Siamo in possesso della versione originale uncompressed di questo frame e possiamo solo invitarVi a prenderne visione Voi stessi. L'oggetto che appare librarsi nell'oscurità, forse ad una distanza non particolarmente elevata dall'astronave terrestre, è lì e non occorrono occhi "speciali" o software per analisi avanzate delle immagini, per capire che quello che si vede non è il riflesso di qualcosa che si trova all'interno dell'Apollo 13, ma è qualcosa di vero e di reale che sta all'esterno della navicella spaziale americana.
Provate a guardare attentamente il prossimo frame che contiene il bellissimo detail mgnf realizzato da OldGrey per avere maggiori elementi di valutazione!
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APOLLO 15 AS 15 82-11104 HR.jpgAS 15-82-11104 - "Slickensides" rocks (2)596 visiteIstantanea ripresa durante l'EVA-3. Vediamo, confuse nella grigia polvere Lunare (regoliti), alcune pietre dalla superficie liscia le quali sono conosciute con il nome di "slicken-sides rocks" (lett. rocce dai lati lisciati).
La teoria più accreditata sull'origine di queste pietre dalle "facce lisce" ritiene che la levigatura dei loro lati possa essere dipesa da un vero e proprio sfregamento delle une sulle altre il quale è, ovviamente, occorso in epoche remote.
Non abbiamo elementi nè cultura sufficiente per assentire o per dissentire con questa teoria e quindi Ve la proponiamo così com'è.
Decidete Voi se Vi convince oppure no.
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![Nome del file=vo1_738a27[1]-PCF-LXTT.jpg
Dimensione del file=284KiB
Dimensioni=1823x2000
Aggiunta il=Giu 12, 2011 vo1_738a27[1]-PCF-LXTT.jpg](albums/userpics/10060/small_vo1_738a27%5B1%5D-PCF-LXTT.jpg)
vo1_738a27[1]-PCF-LXTT.jpgFrame Viking Orbiter 1 n. 738a27 (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)596 visitenessun commentoMareKromium
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LRO-M139171283-PCF-LXTT.jpgThe "Lobachevskiy Anomaly": a possible Lunar "Seepage" (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)595 visiteL'Anomalia di Lobachevskiy ha costituito (e, per certi versi, ancora costituisce) un Mistero.
Certo, una volta vista la sua configurazione esteriore e considerata l'area alla quale essa accede, questa "Colata Scura" (nero, marrone e arancio/rosso ruggine sono i colori che siamo riusciti ad isolare nel frame LRO) risulta davvero difficile da spiegarsi, anche se - lo dobbiamo dire - si tratta CERTAMENTE di un rilievo naturale (al limite, in immagini a bassa risoluzione ed attraverso riprese ottenute da determinate angolazioni e dunque secondo delle geometrie di illuminazione davvero peculiari, l'Anomalìa di Lobachevskiy la potremmo anche considerare come una sorta di "Struttura Effimera", ma nulla di più).
Non è un'Anomalìa, nel senso "Borderline" del termine ma, volendo, la possiamo comunque considerare tale in senso geologico e geomorfologico.
Ad un esame di dettaglio del Rilievo Controverso (un "grazie" alle ottiche della Sonda LRO ed un "grazie" anche al lavoro svolto da un Tecnico dell'Immagine già citato in passato - che per motivi oscuri si cela dietro il nickname "Manny"), la sensazione che ne abbiamo ricavato è quella per cui si potrebbe - AL LIMITE! - trattare di un "Seepage" ("Colamento"), in buona sostanza simile a quelli che abbiamo visto e vediamo su Marte.
Certo, l'idea che si possano verifcare delle (periodiche?) estrusioni di acqua sul Pianeta Rosso le quali, alla fine, si risolvono (visivamente) in tracce di colamento (Seepage, appunto), è accettabile; ma che una tale fenomenologia possa occorrere sulla Luna e per giunta attualmente (o in tempi recentissimi), la dobbiamo escludere in maniera assolutamente radicale.
Ad ogni modo, se l'Anomalia di Lobachevskiy fosse, effettivamente, un Seepage, allora esso potrebbe e dovrebbe - ragionevolmente - essersi verificato tra gli ottocento milioni ed il miliardo di anni fa, quando la Luna, sensibilmente più vicina alla Terra, era ancora un mondo attivo (vulcanicamente parlando) e, probabilmente, dotato di una (forse minimale, ma non è detto) Atmosfera.
Diverso è il discorso se assumessimo il dettaglio controverso come il prodotto di un fenomeno:
a) di "Vulcanismo Residuale" (una "mini-eruzione", ad esempio, ma, se lo fosse, purtroppo non riusciamo a vedere la "bocca", o "fissure", dalla quale sarebbe avvenuto il colamento di magma contenente i minerali colorati ora visibili), oppure di semplice
b) Gravity Wasting (nel qual caso, la "colata" altro non sarebbe che il prodotto di una frana, occorsa a seguito di vibrazioni del suolo dovute a "logoramento e stanchezza" delle strutture superficiali più elevate, oppure - perchè no? - ad attività sismica (anch'essa residuale) o da impatto (magari un bolide di discrete dimensioni il quale è andato a schiantarsi non troppo lontano dalla zona di interesse).
La Verità, come ovvio, sarà difficilissimo scoprirla (semmai lo sarà), ma la certezza che abbiamo oggi - lo ripetiamo, grazie alle immagini LRO - è che questo controverso dettaglio è un Rilievo Naturale, il quale si caratterizza, come la NASA stessa ci insegna, per la presenza, su un'area (relativamente) "piccola", di un'elevata Diversità Mineralogica (evidente anche nel frame RAW in b/n, ma eclatante post-colorizzazione).
Una Diversità Mineralogica che ci dimostra ancora una volta - semmai ce ne fosse stato bisogno - che la Superficie del nostro unico Satellite Naturale è ancora ben lontana dall'essere pienamente compresa ed è, comunque, di gran lunga più variegata ed intrigante di quanto ci potessimo aspettare (anche se delle più che discrete evidenze di Surface Mineral Diversity le avevamo già ottenute attraverso la Missione Apollo 17).MareKromium
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SOL061-2P131781134EFF1159P2211L5M1.jpgA "Rat of stone"? (3)594 visiteLa delusione che abbiamo provato giungendo a questa conclusione è stata davvero grande anche perchè, a giudicare da alcune immagini, la "creatura" sembrava (ed a volte ci sembra ancora) esistere davvero ed avere caratteristiche somatiche molto chiare e ben definite.
Ma la verità, in questo caso ed a nostro parere, è che se c'è un "topo" nella roccia, esso è un "topo di pietra", scolpito dalla sabbia e dal vento impetuoso di Marte, che ci guarda e sorride...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE004.jpgThe "True Colors" of Mars (5)594 visiteMa arriviamo nell'anno 1997: e che cosa accade? Accade che la sonda Pathfinder atterra sul suolo marziano nella regione di Ares Vallis. Iniziano quindi a giungere le prime immagini della superficie, sia in bianco e nero (al Pubblico) e sia, ovviamente, a colori (per lo più per gli Addetti ai Lavori).
Correggiamoci: anche al Pubblico sono state mostrate un certo numero di frames a colori. (Per intenderci, con il termine " Pubblico" ci riferiamo a tutti coloro che non sono "Scienziati e/o Ricercatori NASA e/od ESA").
Se visitiamo il sito NASA dove "giacciono" tutte le immagini riprese da Pathfinder, non facciamo altro che visionare la documentazione resa accessibile, molto cortesemente, dalla NASA verso "il Pubblico" e cioè…Verso "tutti gli altri" (il Resto del Mondo…).
A parte questa divagazione, la sostanza della questione era/è che i colori di Marte sono cambiati!
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O-Balle Spaziali-junk2.jpgMistaken identities... (4) - "Connectors"592 visite...senza parole...
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ESP_020956_1955_RED_abrowse-PCF-LXTT.jpgYardangs inside Trouvelot Crater (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)592 visitenessun commentoMareKromium
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SOL014-2P127604438EFF0309P2543L3M1.jpgSlot-Rock and "The Shell" (8)591 visiteMolti dati già in nostro possesso da tempo (le Sonde Spirit ed Opportunity li stanno solo confermando!) non fanno solo supporre, ma IMPLICANO l'esistenza (quantomeno in epoche passate) di Forme di Vita su Marte.
Perchè le ammissioni sono così faticose?
Marte, oggi, è un pianeta (e ne siamo tutti consapevoli) probabilmente morto.
E' troppo freddo e le condizioni atmosferiche (p.e.: l'enorme sbalzo termico che c'è fra giorno e notte) sono davvero troppo estreme per ipotizzare l'esistenza attuale di Forme di Vita simili a quelle che noi conosciamo o possiamo immaginare.
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O-Balle Spaziali-Slot-rock.jpgMistaken identities... (5) - "Bolted Objects"591 visite...sempre senza parole...
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