| Piú viste |

OPP-SOL399-1N163604680EFF5000P0685R0M1.jpgThe "paved walls" of Vostok Crater (3)54 visiteAnche questo terzo tassello del panorama ci conferma la nostra sensazione relativamente alla possibile natura non sabbiosa nè terrosa delle dune le quali, peraltro, nei frames in b/n, alle volte ci ricordano quiete onde che si infrangono su una spiaggia pietrosa. La ragione della nostra sensazione, per amor di chiarezza, è nella particolare configurazione che questi famigerati "pavimenti rocciosi" assumono nelle prossimità od in corrispondenza delle dune: essi, in poche parole, non "subiscono" la duna, ora venendone ricoperti (da sabbia e/o terriccio) ed ora affiorando; i "pavimenti", secondo noi, "assecondano" il movimento della duna, e cioè a volte 'emergono' con essa ed altre volte si affossano insieme ad essa. Un comportamento, laddove confermato da osservazioni e dati più accurate/i, decisamente insolito il quale ci farebbe pensare che rocce (pavimenti rocciosi) e dune sono, in realtà , parti di una medesima struttura.
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OPP-SOL399-1N163604992EFF5000P0685L0M1.jpgThe "paved walls" of Vostok Crater (4)54 visiteE' del tutto ovvio che la nostra teorizzazione poggia su elementi meramente visuali i quali, a fronte di riprese diverse e migliori, potrebbero rivelarsi completamente erronei. E' nostra opinione, tuttavia, che - a volte - è meglio fare un'ipotesi (magari anche sbagliata) e quindi aprire una discussione comunque formativa, piuttosto che accettare, quietamente e passivamente, tutte le informazioni "erudite" che la NASA (o chi per essa), di volta in volta, ci elargisce.
Insomma: il fatto di usare la propria testa, le proprie esperienze e le proprie sensazioni (certamente con dei limiti, dettati da logica e buon senso), comporta sicuramente dei rischi, il più grande dei quali è quello di sbagliare valutazioni e dire delle sciocchezze.
Pensare con la propria testa, tuttavia, è in ogni caso un'attività fondamentale per evolvere e quindi maturare (anche attraverso gli errori) in qualsiasi campo, dalle Scienze Planetarie e la Geologia, per giungere alla Letteratura ed alla Storia.
O no?!?
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SOL424-2N164014337EFFA8B3P1705R0M1.jpgAnomalous stones from Sol 424 (3)54 visiteIn questo frame, come nel prossimo, ci sono svariati "outcrops" che caratterizzano la superficie di questa collinetta. Purtroppo lo spazio a nostra disposizione per i commenti è molto limitato, ma qualcosa, senza essere accademici e prolissi, possiamo dirla: gli affioramenti rocciosi sono un fenomeno geologico sicuramente presente, riscontrabile e riscontrato sia sulla Terra, sia sulla Luna, sia su Marte (e, probabilmente, ovunque nel Sistema Solare). Esso, tuttavia, è un fenomeno sostanzialmente "isolato", almeno a quanto si sa. Ciò che intendiamo dire è che, sopra una qualsiasi area, possono trovarsi svariati outcrops: questo è un evento possibile. Ciò che è pure possibile - ma decisamente poco probabile però! - è trovare decine di outcrops, di tutte le forme e dimensioni, così concentrati. Ebbene questa enorme popolazione di affioramenti è un'altra stranezza che nessuno Scienziato si è, sino ad ora, neppure sognato di evidenziare.
Strano, vero?!?
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SOL424-2N164014519EFFA8B3P1705R0M1.jpgAnomalous stones from Sol 424 (4)54 visiteNel frame precedente, come avrete notato, ci sono almeno 4 outcrops - di modestissime dimensioni! - nello spazio di pochi metri quadrati.
Almeno 4 "mucchietti di sassi" che si sono naturalmente disposti in maniera tale da formare un piccolo "tumulo" in un'area che, immagini ed informazioni disponibili alla mano, non sembra essere - nè essere stata - teatro di grandi sconvolgimenti ed accadimenti geologici di grande portata. E comunque non occorre uno Scienziato nè un Geologo di lungo corso per vedere e capire che questi affioramenti di cui stiamo parlando sono decisamente RECENTI!
Noi ci fermiamo qui, con una domanda: ma che cosa impedisce agli Scienziati di prendere in considerazione - anche solo a livello di ipotesi remota e scherzosa - una natura diversa da qualla meramente geologica per questi affioramenti? E' forse la paura di rendersi ridicoli (paura che capiremmo benissimo)? O forse il (sacro) timore di allontanarsi troppo dalle "strade battute" (ma sicure e rassicuranti) della Scienza Consolidata?
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OPP-SOL405-1P164143474EFF5049P2386L7M1.jpgSide-Winders, on Sol 405 (2)54 visitevedi il commento al frame precedente
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OPP-SOL405-1P164143533EFF5049P2386L7M1.jpgSide-Winders, on Sol 405 (3)54 visitenessun commento
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OPP-SOL399-2-site_B50_navcam_cyp_R-B402R1.jpgVostok Crater - 360° Panorama (2)54 visitenessun commento
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SOL427-2P164269806EFFA8B3P2664L4M1.jpgPanorama from the top of the Hill (Sol 427)54 visitenessun commento
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OPP-SOL408-1R164418023EFF5100P1315R0M1.jpgA "bending giant" or a "castle of shadows"...54 visitenessun commento
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SOL429-2P164450129ESFA8B3P2592L5M1.JPGSame image, different stones? (2)54 visitevedi il commento al frame che precede
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SOL430-2P164540020ESFA8B3P2595L6M1.JPGUnusual stones from Sol 430 (2)54 visiteMa tralasciamo il nostro amaro (sia pur legittimo) stupore per le scelte strategiche fatte dalla NASA e guardiamo, invece, quello che ci offrono i frames del Sol 430 di Spirit. Si tratta di scorci dei dintorni del Rover, come vedete: scorci che ci mostrano sabbie, detriti e macigni strani ed affascinanti; sabbie, deteriti e macigni, come sempre, difficilmente interpretabili. Avete notato, per esempio, la "varietà " di tipologie rocciose presenti in ciascuna immagine? Questo particolare - che forse avevamo già rimarcato in passato - a molti fa pensare che questi "panorami" sìano, in qualche modo, non esattamente genuini.
Insomma: ritoccati e dunque falsi.
Ma qual'è il ragionamento che si trova dietro questo tipo di valutazione, forse non totalmente condivisibile, ma neppure da trascurarsi in toto?
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SOL430-2P164540711ESFA8B3P2596R7M1.JPGUnusual stones from Sol 430 (5)54 visiteE, mentre riflettete, provate a notare come, ancora una volta, il semplice cambio di filtro/colore abbia trasformato il paesaggio che abbiamo davanti agli occhi.
O forse non è "colpa" del filtro/colore?
Forse è proprio il paesaggio che cambia, da un secondo all'altro...
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