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Piú viste
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SOL1360-3.jpgLight & Filter Tricks? (1)57 visiteAllora: il possibile "sfogo" di gas, fumi e polveri è solo uno scherzo dei filtri/colore di cui le camere del MER Spirit sono dotati? Paradossale, come suggerisce l'ottimo Dr Marco Faccin, che ci propone questo fotomosaico, ma possibile.

Ma lasciamo parlare il Dr Faccin:"...quindi possiamo intepretare la realtà a seconda dei filtri? Se vedo in un modo, cado nel buco e nell'altro ci passo sopra xchè è solida roccia?..."

Paradossale ma, al momento, sembra proprio che la risposta sia "Si: la realtà di Marte, ad occhi e per occhi terrestri, dipende dai filtri usati per ottenere le immagini".
Le immagini sono chiare: il rilievo superficiale controverso, in un frame pare che si risolva in un "foro", mentre in un altro frame si tratta solo di una roccia - bizzarra sinchè si vuole - ma senza "sfoghi" di sorta sulla sua superficie.
Un nuovo esempio di QUANTO sia difficile il Lavoro dell'Anomaly Hunter e QUANTO sia facile, mutatis mutandis, "speculare" sui rilievi curiosi sino a scriverci sopra dei libelli.

Ogni riferimento alle speculazioni di Hoagland & C., in questo caso, è assolutamente intenzionale e cercato.

E si, perchè se non siamo in condizione neppure di poter dire con sicurezza CHE COSA stiamo guardando quando ci troviamo a circa mezzo metro di distanza dal particolare controverso, come facciamo poi a scrivere libri e libelli su (presuntissimi) manufatti (ivi: "monumenti") che vengono inquadrati - male - da centinaia di Km di altezza?

Eppure c'è chi fa queste operazioni e riesce anche a rendersi credibile...Che dire? Complimenti! Noi preferiamo restare delusi, ma offrire spunti meditati e razionali.

Ottimo il fotomosaico del Dr Faccin, che ringraziamo di cuore, come sempre.
MareKromium
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SOL1360-3GIF.gifLight & Filter Tricks? (2 - GIF Movie; elab. Dr Gianluigi Barca)57 visiteQuesto splendido e, nella sua semplicità, perfettamente chiaro GIF-Movie realizzato dal Dr Gianluigi Barca, sembra essere stato creato per "farci dubitare dei nostri occhi".

"Non tutto è come sembra", potrebbe forse essere la "morale" di questa coppia di frames. Oppure "la realtà è ingannevole". Oppure - ancora - "nel dubbio, è meglio interpretare ciò che si vede nella maniera più pragmatica"...

O, infine, "nelle immagini in arrivo dalla Superficie di Marte si può vedere quello che si vuole".

Complimenti al Dr Barca per il Lavoro, ma la Verità - almeno dal nostro punto di vista - è che, sempre più spesso, ci viene il sospetto che alcuni frames vengano rilasciati al Pubblico con il primario - se non unico - scopo di confondere gli occhi e le idee.

Avete opinioni? Scrivete e commentate...
MareKromium
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SOL1368-2P247817719EFFAWCCP2416R1M1-1.jpgThe Martian "Turtle" (context frame; elab. Dr G. Barca) - Sol 136857 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1368-2P247817719EFFAWCCP2416L7M1-2.jpgThe Martian "Turtle" (extra-detail mgnf; elab. Dr G. Barca) - Sol 136857 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1368-2P247817719EFFAWCCP2416L7M1-1.jpgThe Martian "Turtle" (context frame; elab. Dr G. Barca) - Sol 136857 visiteDagli occhi del MER Spirit a quelli del Dr Gianluigi Barca, e quindi ai Vostri: una nuova (e curiosissima) "surface feature" che non può non farci riflettere... Che cosa stiamo guardando?!?MareKromium
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SOL1368-2P247810244ESFAWCCP2546L7M1-1.jpgMars' Anatomy... (1) - Sol 1368 (context frame; elab. Dr G. Barca)57 visite...Bisogna anche sorridere, alle volte...MareKromium
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PSP_005343_2170_RED_abrowse-01.jpgScarp with Landslides and Boulder Tracks (extra-detail mgnf)57 visiteThis subimage - or extra-detail mgnf - (approx. 480 meters across) shows boulder tracks from the landslide scar on the left side of the image.
Some boulders can be seen forming trails along the slope at the top part of the subimage, while others can be seen at the end of their trails (...).
MareKromium
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SOL1024-2P217268122EFFAS20P2629L6M1-2.jpgDaytime on the Hills (MULTISPECTRUM; elab. Lunexit)57 visitenessun commentoMareKromium
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SOL383-2N160363700EFFA2K1P1918L0M1.jpgRocks and outcrops (3 - natural colors; elab. Lunexit)57 visitenessun commentoMareKromium
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APOLLO_15_AS_15-85-11447_HR-2.jpgAS 15-85-11447 - Hill 305 and Station 2 Boulder (2)57 visiteGrazie al Dr Gianluigi Barca, che ha rapidamente rintracciato la versione originale e non compressa di questo interessantissimo frame, possiamo ora svolgere qualche nuova considerazione, così come suggeritoci dal nostro Amico "Ufologo". Allora: il boulder che vediamo è, molto probabilmente, un ejecta-boulder - anche se la NASA non si è sbilanciata al riguardo. Il fatto che non sia visibile una depressione al di sotto di esso è, effettivamente, un dato curioso, ma non impossibile da spiegare. Voi sapete che la profondità dei crateri secondari, formati proprio dagli ejecta-boulders, è già di per se stessa inferiore (MOLTO inferiore!) alla profondità dei crateri primari. Questo perchè la velocità di impatto di un ejecta-boulder sulla superficie di un Corpo Celeste è di gran lunga inferiore alla velocità di impatto di un bolide che arriva dallo Spazio; ma non solo: occorre considerare anche dati quali le dimensioni e la massa dell'ejecta-boulder in rapporto alla tessitura, consistenza e resistenza del terreno su cui va ad impattare. E che dire poi del tempo intercorso fra impatto dell'ejecta-boulder ed individuazione di quest'ultimo? Quanto più i crateri (sìano essi primari o secondari) sono antichi, tanto più i loro bordi (rim) tendono a cancellarsi (ad essere ricoperti o a franare), ora in ragione dell'azione di agenti atmosferici e geologici (come accade su Marte e come, forse, in un tempo remoto accadeva sulla Luna stessa), ora a causa di fenomeni di gravity-wasting. E così via.
I fattori considerabili sono tanti, ma già questi sono sufficienti per azzardare un'ipotesi: l'ejecta-boulder che vediamo in questo extra-detail mgnf "sembra" posato al suolo e non "precipitato" al suolo perchè:

1) l'ejecta-boulder ha dimensioni modestissime e la velocità di impatto era presumibilmente bassa;
2) la resistenza del suolo era alta e, comunque, l'urto è stato - sostanzialmente - elastico (e cioè l'ejecta-boulder NON si è frantumato ed il suolo ha "assorbito" l'urto senza cedere);
3) l'evento che ha portato l'ejecta-boulder là dove lo vediamo adesso, è un evento antichissimo (forse qualche milione di anni): un tempo tale per cui quelli che potevano essere i minuscoli "rim" di un mini-cratere secondario (ammesso che cratere e rim esistessero in origine) si sono ridotti in polvere.

E' un'ipotesi, certo, ed è altrettanto certo che sia discutibile. Ma è un'ipotesi razionale e, tutto sommato, credibile.
Alle ipotesi esotiche (che pure ci piacciono, molto spesso), in qualità di Ricercatori Professionisti, noi possiamo e dobbiamo arrivare SOLO da aver escluso/rigettato tutte quelle ipotesi non-esotiche che possono essere impiegate per interpretare una qualsiasi fenomenologia.

Insomma, il mix lo conoscete: razionalità e pragmatismo, ma occhi aperti. Sempre.

Grazie al Dr Barca per il prezioso supporto ed all'Amico Ufologo per lo spunto che ci ha fornito!
MareKromium
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Comets-Comet_Holmes-UZ-0.jpgComet 17-P-Holmes, from HST57 visiteCaption NASA:"These images taken by NASA's Hubble Space Telescope reveal Comet Holmes's bright core. The images show that the coma, the cloud of dust and gas encircling the comet, is getting fainter over time. The coma was brightest in the Oct. 29 image. It is two times fainter on Oct. 31 and nine times dimmer on Nov. 4 than during the Oct. 29 observation.

The coma is getting fainter because it is expanding. A huge number of small dust particles was created during the Oct. 23 outburst. Since then those particles have been moving away from the nucleus and filling interplanetary space.
The coma therefore is becoming more diffuse over time.

The nucleus, however, is still active and is producing a significant amount of new dust. So the region around the nucleus is still much brighter (at least 10 times brighter) than it usually is at this point in the comet's orbit.
MareKromium
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PSP_005571_0950_RED_abrowse-01.jpgSouth Polar Residual Cap Margin (extra-detail mgnf; MULTISPECTRUM - elab. Lunexit)57 visiteIn this extra-detail mgnf one can see fractures in the Residual Cap ice near the margin and, farther in, circular depressions that, in some places, appear to have coalesced.
These depressions constitute what is called "Swiss Cheese Terrain" and it's fairly easy to see why. The Swiss cheese terrain is created when the CO2 goes directly from the solid state (ice) to a gaseous state (the more familiar CO2 gas) as temperatures warm during South Polar Summer.
Swiss Cheese Formation may also be linked in a complicated way to the behavior of major Martian Dust Storms.

Images like these, taken before and after dust storm events, can aid our understanding of that complicated relationship.
MareKromium
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