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APOLLO 11 AS 11-40-5907.jpgAS 11-40-5907 - Moonscape from below (1)214 visiteQuesto frame, come altri simili, potrebbe sembrare falso perchè, si dice, sembra che l'orizzonte sia "limitato". Non c'è "senso di fuga" della prospettiva: l'immagine appare piatta e l'orizzonte molto vicino (certo non a km e km di distanza). Noi crediamo - come ci hanno confermato alcuni Esperti della NASA - che questo dipenda dal fatto che la zona di allunaggio non fosse proprio piana, anzi.
E' evidente che la presenza di avvallamenti e gibbosità modifica, per l'Osservatore, la visione dell'orizzonte.
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APOLLO 12 AS 12-46-6765.jpgAS 12-46-6765 - Moon Panorama (6) - Up-Sun - Surveyor Crater214 visiteTre frames consecutivi del Sole nascente alle spalle del Surveyor Crater. In effetti, trattandosi della realizzazione di un panorama a 360° dell'area di allunaggio, siamo abbastanza sorpresi che siano stati effettuati questi tre scatti consecutivi, di fatto, identici fra loro.
Probabilmente la visione del Sole che sorgeva, unita alla aggressiva bellezza del panorama Lunare, deve aver indotto l'astronauta che stava manovrando la fotocamera a tentare di "cristallizzare" la magia di quell'attimo attraverso l'esecuzione di una serie di scatti analoghi.
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APOLLO 15 AS 15-98-13304 UFO.jpgAS 15-98-13304 - Unexplainable "light", hovering over the Moon (2)214 visiteNon mancherà di certo chi dirà che questa strana forma luminosa è soltanto il riflesso di qualcosa. Onestamente è la prima cosa che abbiamo pensato anche noi: e lo abbiamo pensato perchè è la cosa più logica, semplice ed immediata che si possa pensare una volta che si sia riscontrato un fenomeno simile. Però esistono degli elementi che, se non escludono, quantomeno riducono fortemente le possibilità che si tratti di un riflesso. In primo luogo questo "riflesso" si muove rispetto al suolo Lunare ed...
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The Far Side Of The Moon - Clem.jpgThe Limb of Gagarin - Far Side214 visiteCi è sempre stato difficile reperire immagini del "lato oscuro" (o "far side" o "dark side") della Luna.
Questa è una delle poche di cui siamo venuti in possesso e che Vi proponiamo: niente di eccezionale, purtroppo, ma si tratta comunque di un'immagine interessante e che riguarda il "volto nascosto" (e, dunque, più affascinante...) del nostro Satellite.
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Phobos2-C_Fobos_14.jpgPhobos, from Phobos-2: the "Mysterious Encounter"214 visitenessun commento
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APOLLO 12 AS 12-51-7521.jpgAS 12-50-7521 - Reflections214 visiteEffetti prismatici ed altri riflessi colorati che fanno da cornice ad un'immagine della superficie Lunare ad elevatissima definizione.
Davvero molto bella!
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APOLLO 15 AS 15-94-12823.jpgAS 15-94-18823 - A "BIG" crater214 visitenessun commento
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APOLLO 15 AS 15-M-R04-0099.jpgAPOLLO 15 AS 15-M-R04-0099 - Craters inside craters214 visiteIn questo frame vediamo un "cluster of craters" in prossimità di un'area relativamente liscia e pianeggiante. A volte, quando l'aria è tersa, l'osservazione telescopica della Luna dalla Terra può dare risultati simili, in termini fotografici (profondità e qualità dell'immagine e dei dettagli minori), a quello che si vede in questo frame (come in quasi tutti gli altri). L'unica differenza è che queste fotografie sono state tutte scattate da una distanza dal suolo Lunare che oscillava fra i 280 ed i 300 Km.
Si era piuttosto vicini alla Luna, insomma...
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BIG DIPPER.jpgBig Dipper214 visite"...Secundis nemo confidat; adversis nemo deficiat: alternae sunt vices rerum..."
(Seneca)
"...Nessuno confidi (troppo) nella buona sorte (e) nessuno si abbatta (eccessivamente) nelle avversità: (poichè) alterne sono le vicende della vita..."
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APOLLO 12 AS 12-51-7485-3.gifWhere's the Truth? (1)214 visiteFigli di Plinio e Figli di Matrix
di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga
"...La Verità, poichè Porzione Incontraddicibile dell’Unità Incontraddetta, non è raggiungibile dall’Uomo in quanto tale…”
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Quante cose si possono dedurre dall’analisi di un frame? Diremmo tante, o addirittura tantissime.
O forse poche, probabilmente pochissime.
Magari nessuna.
Molti Ricercatori che lavorano nel Campo delle Scienze Planetarie (e nel più controverso, ma non meno affascinante, Settore della Ricerca delle Anomalìe) sostengono che i processi investigativi ottimali (e, di regola, meno controversi e controvertibili) sono quelli che vengono svolti “sul campo” e cioè “in loco”, “analizzando” i luoghi e prelevando dei campioni.
Raccogliendo rocce, liquidi (quando ce ne sono), sedimenti, sabbie, cristalli e quant’altro.
Comunque andando sul posto, toccando con mano – magari indossando una tuta pressurizzata, qualche volta... – e vedendo “in tempo reale”, con i propri occhi.
L’esplorazione e l’acquisizione di conoscenza eseguite mediante rilievi e valutazioni IMMEDIATE e DIRETTE è sempre l’analisi migliore, dicono costoro.
Ma questo non vuol dire che tutte o quasi le più moderne e sofisticatissime analisi effettuate in modalità “remota” (o “a distanza”, se Vi piace di più) e mediante l’ausilio di strumenti e tecnologie assolutamente all’avanguardia non sono attendibili, anzi...
Altri Ricercatori, infatti (inclusa la quasi totalità degli Scienziati che vanno per la maggiore), Vi diranno che è vero esattamente il contrario e cioè che la migliore analisi svolta “sul campo” (manualmente e fisicamente, magari anche “sporcandosi le mani”) è di gran lunga più insicura, certamente più lenta e senza alcun dubbio molto meno affidabile della peggior analisi svolta in modalità remota e con l’ausilio delle migliori strumentazioni disponibili al momento.
E questa è già una situazione di contrapposizione ideologica che ci fa pensare.
Ora, ci permettete di fare una breve (e senza pretesa alcuna) passeggiata nel Regno della Medicina?
Allora: una volta – diciamo qualche anno fa – la presenza, ad esempio, di un’ernia jatale, o di un’ostruzione intestinale, o di un qualsiasi altro problema relativo all’apparato digerente, veniva diagnosticata (nella stragrande maggioranza dei casi) dal Medico durante la visita (ergo “in tempo reale”, come diciamo noi), mediante la semplice “palpazione” delle aree interessate, l’analisi dei sintomi, lo studio dell’anamnesi ed il colloquio con il Paziente.
Il tempo necessario per giungere alla diagnosi? Se il caso era davvero complesso, diciamo tra i 10 ed i 15 minuti.
E la percentuale media di errore sulla diagnosi? In realtà non la conosciamo con esattezza, ma possiamo dirVi che era bassa.
Bassissima.
E veniamo ad oggi.
Oggi, anche negli Ospedali in cui lavorano gli specialisti più qualificati, nessuno azzarda più una diagnosi per alcuna delle patologie sopra menzionate senza aver prima steso il Paziente sul lettino ed avergli praticato un esame spiacevolissimo ed invasivo che si chiama “gastroscopia”.
Certo: così c’è maggior sicurezza (ed anche maggior guadagno...).
In teoria.
In pratica, almeno per quanto ne sappiamo, la percentuale media di errore sulla diagnosi (fonte non menzionabile, ma si tratta di Operatori di due Ospedali Lombardi decisamente all’avanguardia) è rimasta stabile rispetto anche al passato più lontano (e risaliamo sino ad una ventina d’anni fa, o anche qualcosa in più).
Ma questa storiella che cosa vuol dire?
Che cosa c’entra l’ernia jatale con le Scienze Planetarie e la Ricerca delle Anomalìe?
C’entra. Ed ora vediamo perché.
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PSP_006234_1870_RED_abrowse-PCF-LXTT.jpgFeatures of Cerberus Fossae (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga)214 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1348-2N246041165EFFAVLFP0727R0M1-2.jpgThe True Colors of Gusev - sample n. 2 (Sol 1348 - credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)214 visitenessun commentoMareKromium
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