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A_-_Neptune.jpgDo you see any difference?58 visiteAllora, che ne dite? I "true colors" di Nettuno secondo la NASA ed i "true colors" di Nettuno secondo Lunexit: vedete qualche (significativa) differenza?
Secondo noi non c'è (praticamente) alcuna differenza ed il motivo è semplice: Nettuno è lontano, freddo e dimenticato.
Nettuno non è una "minaccia" e non serve trasformarlo in qualcosa che non è. Marte, invece...Marte è vicino, terribilmente vicino e, forse, esistono almeno un milione di buoni motivi per "trasfigurarlo".

Forse.

O forse - come molti pensano - la NASA e l'ESA ci fanno vedere le cose per quello che sono (su Nettuno e su Marte ed ovunque nel Sistema Solare) e siamo noi a sbagliare, a fraintendere ed a trasfigurare...
MareKromium
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PSP_001483_1545_RED-more_lakes.jpgThe "Dirty Lakes" of Solis Planum (False Colors)58 visiteLe immagini sino ad oggi ottenute dalla Sonda NASA "Mars Reconnaissance Orbiter" posseggono una qualità visiva semplicemente straordinaria: un fatto evidente ed incontestabile (altro che le orribili mistificazioni ESA-Mars Express!). Ed è proprio grazie a questa qualità che, un passo alla volta, stiamo incominciando a vedere Marte davvero come nessuno mai lo aveva visto prima. Un Marte sempre più affascinante, enigmatico e...vivo!
Dopo il Lago Gelato di Vastitas Borealis e dopo gli altri tre Laghi che riteniamo di aver individuato nelle Pianure Nordiche, ecco un frame su cui riflettere.
Anche in questa immagine, infatti, riteniamo di aver individuato, sul fondo di svariati crateri, la presenza di "qualcosa" che non pare proprio essere sabbia, o terriccio o, comunque, il prodotto di un semplice accumulo di sabbie e polveri.

Osservate Voi stessi: sul fondo di alcuni crateri (specie quelli posizionati alla Vostra Sx) c'è qualcosa che evidenzia una tessitura morbida e semi-trasparente. Non stiamo parlando certamente nè di sabbie, nè di polveri ultrasottili. Stiamo parlando, con ogni probabilità, di "acque fangose" (e quindi torbide o "sporche", come le abbiamo noi stessi - scherzosamente - definite). Acque ancora liquide, molto probabilmente, che ci sembra facile individuare anche grazie alla contemporanea presenza, sulla medesima porzione di territorio, di crateri che, invece, sono chiaramente "vuoti" oppure che vedono la presenza sui loro fondi delle ormai caratteristiche "dunette fangose" che già abbiamo visto MOLTO da vicino studiando i Crateri Endurance e Victoria.

Ora guardate il tutto ancora una volta Voi stessi e poi, se volete, diteci che cosa ne pensate...
MareKromium
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NorthPoleoftheMoon.JPG114 - North Polar Region (in natural colors)58 visitenessun commento
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SOL1070-2M221356101EFFASCGP2936M2M1.jpgThe texture of the "reef" (False Colors; credits: Lunexit)58 visiteImmagini ravvicinate e davvero difficili da commentare: la tessitura della roccia Marziana intaccata dalle dotazioni di Spirit (forse si intravede anche il "marchio" dello Spettrometro) denuncia la sua natura "umida" - anche se il Dr Feltri, probabilmente con ampia ragione, direbbe "fibrosa".
Al di sotto dello strato, ora più ed ora meno sottile di polveri arancio/rossastre e marroni, infatti, la superficie del Pianeta si mostra per quello che è: in questo caso, ad esempio, vediamo bene diversi strati di materiale (roccia?) molto fragile che, laddove pressato, si spacca così come farebbe una parete fabbricata con semplici sabbie compattate da azioni eoliche - ed intrise di ghiaccio - la quale venisse sottoposta a pressione localizzata.

Risultato? La parete di sabbia si "crepa" e, nei punti di frattura, ci permette di dare un'occhiata alla sua tessitura interna (frame precedente - "inside the crack"). Guardate bene...
MareKromium
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M-016-PIA09109.jpgM 16 - The "Eagle Nebula"58 visiteThis image composite highlights the pillars of the Eagle Nebula, as seen in infrared light by NASA's Spitzer Space Telescope (bottom) and visible light by NASA's Hubble Space Telescope (top insets).

The top right inset focuses on the 3 famous pillars, dubbed the "Pillars of Creation", which were photographed by Hubble in 1995. Hubble's optical view shows the dusty towers in exquisite detail, while Spitzer's infrared eyes penetrate through the thick dust, revealing ghostly transparent structures. The same effect can be seen for the pillar outlined in the top left box.

In both cases, Spitzer's view exposes newborn stars that were hidden inside the cocoon-like pillars, invisible to Hubble. These stars were first uncovered by the European Space Agency's Infrared Satellite Observatory. In the Spitzer image, two embedded stars are visible at the tip and the base of the left pillar, while one star can be seen at the tip of the tallest pillar on the right.
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M-016-PIA09108.jpgThe many colors of the Eagle58 visiteThis set of images from NASA's Spitzer Space Telescope shows the Eagle Nebula in different hues of infrared light. Each view tells a different tale. The left picture shows lots of stars and dusty structures with clarity. Dusty molecules found on Earth called polycyclic aromatic hydrocarbons produce most of the red; gas is green and stars are blue.
The middle view is packed with drama, because it tells astronomers that a star in this region violently erupted, or went supernova, heating surrounding dust (orange). This view also reveals that the hot dust is shell shaped, another indication that a star exploded.
The final picture highlights the contrast between the hot, supernova-heated dust (green) and the cooler dust making up the region's dusty star-forming clouds and towers (red, blue and purple).

The left image is a composite of infrared light with the following wavelengths: 3.6 microns (blue); 4.5 microns (green); 5.8 microns (orange); and 8 microns (red). The right image includes longer infrared wavelengths, and is a composite of light of 4.5 to 8.0 microns (blue); 24 microns (green); and 70 microns (red). The middle image is made up solely of 24-micron light.
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OPP-SOL1055-1P221849069EFF78AZP2449R2M1.jpgVictoria's Panorama (5) - Sol 105558 visitenessun commento
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OPP-SOL1055-1N221847687EFF78AZP0645R0M1.jpgVictoria's Panorama (3) - Sol 105558 visitenessun commento
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OPP-SOL1055-1N221847584EFF78AZP0645R0M1.jpgVictoria's Panorama (1) - Sol 105558 visitenessun commento
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NGC-1313.jpgNCG 1313 - Barred Spiral58 visite"...You have no idea how much nastier would be if I was not a Catholic.
Without "Supernatural Aid" I would hardly be a human being..."

Evelyn Waugh (1903 - 1966) - replying to Nancy Mitford who rebuked her for cruelty

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Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-05.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (CTX Frame - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)58 visiteLe "Dune Luminose" di Thaumasia: per una Scuola di Pensiero si tratta di tubazioni, un tempo interrate, le quali sono state poi riportate alla luce dalla combinazione di azioni geologiche (da un lato) e meteorologiche (dall'altro). Tubazioni metalliche i cui scopi sono un mistero che, probabilmente, è destinato a rimanere tale.
Per altri Ricercatori, invece, si potrebbe trattare di spezzoni visibili di tunnel traparenti i quali, sempre a causa del concorso fra azioni geologiche (sismi, subsidenze, fratture tettoniche etc.) ed azioni meteorologiche (piogge torrenziali, alluvioni, venti et sim.), sono "emersi" dalle profondità del Pianeta Rosso sino a rendersi, in parte, visibili.
Per altri ancora, infine, si potrebbe trattare delle strutture che reggevano i tunnels di cui sopra (diciamo gli scheletri di queste ipotetiche costruzioni).

Per la NASA, si tratta di "ripples", ossìa di dune costituite da sabbie rapprese e, nel tempo, divenute simili a rocce (ancorchè - relativamente - fragili).
L'ESA è d'accordo con questa costruzione ma - e diremmo "ovviamente" - nè la NASA, nè l'ESA spiegano il motivo di questa albedo così inusuale per delle strutture rocciose.

Noi, come Gruppo di Ricerca Indipendente, riteniamo che queste strutture sìano, di fatto, dei rilievi naturali. Il motivo della loro "luminosità", come Geologia e Razionalità ci suggeriscono, dovrebbe essere ricercato - prima di lasciarsi andare a teorizzazioni esotiche (e prive di fondamenta) - nella composizione di questi rilievi. Svariate aree di Marte "brillano" e, come Spirit stesso ha già evidenziato, la superficie di Marte è ricca di sali e di sostanze aventi una natura ed una struttura cristallina.

Forse, prima di pensare a "tubi" e "tunnel", varrebbe la pena di pensare anche a sali, quarzi, superfici vetrificate e - perchè no? - ghiaccio.

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Noachis_Terra-M1501427-PCF-LXTT-01.jpgNoachis Panorama (EDM - Enhanced and Saturated Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)58 visitenessun commento
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