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The_Rings-PIA10080.jpgSaturnian "Propellers" (extra-detail mgnf)58 visiteThis set of Cassini spacecraft images shows a close-up view of 2 propeller structures in Saturn's A-Ring. These images are part of a large view that captures eight new propeller-like features in what may be the propeller "hot zone" of Saturn's Rings. Propellers were first discovered in Cassini images taken during Saturn orbit insertion in 2004.
Propellers form around small moonlets that are not massive enough to clear out ring material, but are still able to push the ring particles into a shape reminiscent of an airplane propeller.
These pictures show 2 new propellers close up (one centered on each image). These images were put together from images in the Planetary Data System, a web site which archives and distributes scientific data from NASA planetary missions.
The image on the top shows a propeller induced by a 150-meter (490-foot) moonlet.

Smaller bright spots in the image are artifacts. The image on the bottom shows another propeller located just outside of the Encke Gap. Fine horizontal stripes seen in the image are wakes induced by the moon Pan.
In the top clear-filter image, taken during a stellar occultation on Aug. 20, 2005, the Cassini spacecraft narrow-angle camera observed the unlit side of the Rings, with a phase angle of 126°. The images were taken at 1 minute intervals with 0,05" exposure time. Image resolution is 1 Km (0,6 miles) per pixel.
The bottom clear-filter image was taken few hours later with 2" exposure time. Image resolution is roughly 1,5 Km (a little less than 1 mile) per pixel.
MareKromium
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Comets-Comet_Holmes-TW-P17HolmesWeb3_goldman.jpgComet 17-P-Holmes and its Golden Coma58 visiteCaption NASA, da "NASA - Picture of the Day", del 3 Novembre 2007:"Surprising Comet Holmes remains easily visible as a round, fuzzy cloud in the Northern constellation Perseus. Skywatchers with telescopes, binoculars, or those that just decide to look up can enjoy the Solar System's latest prodigy as it glides about 150 MKM from Earth, beyond the orbit of Mars.
Still expanding, Holmes now appears to be about 1/3 the size of the Full Moon, and many observers report a yellowish tint to the dusty coma. A golden color does dominate this telescopic view recorded on November 1, showing variations across the coma's bright central region.
But where's the comet's tail? Like any good comet, Holmes' tail would tend to point away from the Sun. That direction is nearly along our line-of-sight behind the comet, making its tail very difficult to see".
MareKromium
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SOL1360-2M247100369EFFAW00P2936M2M1-2.jpgArtifact? (extra-detail mgnf) - Sol 136058 visiteA tal riguardo Vi proporremo - nei frames che seguono - un'area ad elevato disturbo, elaborata in possibili colori naturali (a cura del Dr Faccin e di Lunexit), la quale potrebbe fornirci elementi molto interessanti per provare ad elaborare alcune ipotesi anche MOLTO suggestive, sebbene - e lo sappiamo - fortemente speculative.

Staremo a vedere e, per adesso, ancora complimenti al bravissimo Dr Gianluigi Barca!
MareKromium
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TheCanisMajorDwarfGalaxy_2mass_big.jpgThe Canis Major "Dwarf" Galaxy58 visite"...Nihil enim semper floret; aetas succedit aetati..."

(Cicerone)

"...Non v'è nulla a questo Mondo che sia sempre in fiore, poichè ad ogni stagione ne succede sempre un'altra..." (trad. libera)
MareKromium
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ISD_highres_AS13_AS13-62-8895-2.jpgAS 13-62-8895 (2) - Space debris?58 visiteDettaglio extra-magnificato (sempre da parte del bravissimo Dr Barca) dell'oggetto che si intravede all'esterno della Navicella Spaziale Americana.

A nostro parere non si tratta di un OVNI, nè di un riflesso, nè di un image-artifact, nè di una componente esterna dell'Astronave.
E allora?
E allora potrebbe trattarsi di uno dei detriti che, a seguito dell'esplosione che mise a repentaglio la vita degli Astronauti (oltre che la stabilità e la sicurezza della Navicella), rimasero "gravitazionalmente aggrappati" - per un lungo intervallo di tempo - allo spazio circostante l'Apollo 13.

Forse.
O forse si tratta di qualcosa che non sapremo mai.

Comunque sia, il nostro (ormai) consueto "Bravo!" al Dr Barca ed ai suoi occhi!
MareKromium
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SOL1352-2P246395581EFFAVPBP2407R1M1-4.JPGSomething's moving there... - Sol 1352 (photo-comparison)58 visiteIl nostro Amico e Socio "Omomoto" ci ha proposto un bellissimo "confronto" fra i due frames che sembravano dimostrare l'esistenza di un movimento superficiale: ebbene, come lui stesso ci ha scritto, "uno shift - orizzontale (e non potrebbe essere altrimenti) - esiste". E' vero, ma noi non crediamo che questo shift possa, nella sua leggerezza, da solo giustificare la modifica nell'aspetto dell'oggetto che ha attratto l'attenzione del Dr Barca e quindi la nostra.
Ed inoltre, come potete vedere negli insets, anche qualche altro dettaglio mostra differenze assai difficilmente giustificabili nel leggero shift esistente fra le due riprese.

Conclusioni? Nessuna, purtroppo: i dati sono insufficienti.
Sensazioni? Qualcosa si è mosso e continua a muoversi su Marte.

E, forse, non è solo una questione di venti e correnti al suolo...

Un complimento ed un grazie all'Amico Omomoto per il suo eccellente contributo!
3 commentiMareKromium
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SOL1362-2R247280003EFFAW38P1301L0M1-00.jpgThe "Martian Tepee" (context frame - possible natural colors; elab. Lunexit) - Sol 136258 visiteUna nuova (e, riteniamo, davvero straordinaria) scoperta del Dr Barca: siamo nel Sol 1362 e, proprio davanti a Spirit, vediamo (cerchiata in rosso) una struttura superficiale che non riusciamo - davvero - a spiegare razionalmente ma che, nella sua forma bizzarra e lineare, ci ha ricordato i "tepees" di Indiana memoria.

Osservatela bene - specie usando l'extra-detail mgnf che segue - e poi provate a darle una spiegazione razionale e pragmatica: una "lastra" (di roccia?) poggiata ad un'altra lastra che giace semi-infossata.
Le due "lastre" hanno spessori simili e fattezze simili; la posizione e la fattura del rilievo risultante dalla loro configurazione finale è (per noi, come ovvio) geologicamente inspiegabile.

Guardate bene: avete delle idee? Avete mai visto qualcosa di simile (su Marte, sulla Luna o sulla Terra stessa) in precedenza? Che cosa stiamo guardando?!?...
MareKromium
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SOL1366-2P247640010EFFAWCCP2414L7M1.jpgPanorama - Sol 1366 (5 - true colors; elab. Lunexit)58 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1366-2P247638865EFFAWCCP2414L7M1.jpgPanorama - Sol 1366 (2 - true colors; elab. Lunexit)58 visitenessun commentoMareKromium
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SOL1366-2P247638581EFFAWCCP2414R1M1.jpgPanorama - Sol 1366 (1 - true colors; elab. Lunexit)58 visiteQueste nuove elaborazioni sono state ottenute applicando i parametri che, a nostro avviso, la NASA considera come decisivi in sede di colorizzazione. Il software usato è un software comune, acquistabile sul mercato per poco più di 150 Euro; il risultato, a nostro parere, è davvero considerevole...

Abbiamo inserito, nel titolo della foto, la dizione "true colors" perchè, sempre a parer nostro, se esistono dei colori "ragionevoli" per Marte - i quali sìano anche coerenti con le informazioni attualmente disponibili (e scientificamente accettabili) relative al suo ambiente, allora "quei colori" (incluse le variabili "luminosità media", "Tau" e "dominante cromatica"), dovrebbero essere "questi colori".

Le leggere differenze di tonalità che potrete notare fra i 7 diversi frames che Vi proponiamo, derivano dal diverso Filtro/Colore usato dalla PanCam del MER Spirit per ottenere le immagini. Esse NON dipendono da variazioni da noi apportate al procedimento di colorizzazione - il quale è stato sempre il medesimo, per tutti e sette i frames elaborati.
4 commentiMareKromium
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SOL1366-2P247640588EFFAWCCP2414L7M1.jpgPanorama - Sol 1366 (7 - true colors; elab. Lunexit)58 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1329-1P246169340EFF8754P2379R1M1-1.jpgThe True Colors of Victoria - sample n. 1 (Sol 1329)58 visiteSolo qualche nota: le porzioni più esterne dei frames restano color marrone (ed appaiono più scure, nei frames in b/n) a causa - riteniamo - dell'accumulo di polveri sottili sugli obbiettivi (sui loro punti marginali superiori ed inferiori) nonchè in ragione di un effetto ottico connesso alla non abbondantissima luminosità dell'ambiente ripreso (un effetto - riproduciabile anche sulla Terra allorchè vengono effettuate riprese in condizioni di luce scarsa o, comunque, non ottimale - il quale si sostanzia in un'immagine più "luminosa" nella porzione centrale dell'obbiettivo e più buia ai suoi margini).
In ogni caso sottolineiamo che questo effetto NON è un artifact connesso al processo di colorizzazione.
I 3 samples differiscono solo per l'attenuazione che abbiamo dato al Filtro Arancio, il quale è più marcato nel primo quadro e nullo nel terzo.
In tutti e tre i casi, comunque, riteniamo di aver inquadrato, con un'approssimazione vicina al 100%, i "True Colors" di questo enigmatico ed affascinante Mondo.
MareKromium
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