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SOL014-2P127604404EFF0309P2543R1M1.jpgSlot-Rock and "The Shell" (7)834 visite...sempre è facile rispondere a tutte le domande.
Il caso della Conchiglia Ginny è solo uno dei (recentissimi) misteri di Marte che, purtroppo, non solo non vengono spiegati, ma non vengono neanche presi in considerazione (neppure al solo fine di "demolire" la possibile scoperta).
Nessuno di noi teme un "Ci dipiace, vi sbagliate".
Ciò che temiamo davvero è questo silenzio, sempre più pesante, che in passato calò sulle Anomalie Lunari e che adesso, più cupo che mai, sta scendendo su Marte...
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SOL043-ANOMALY-2P130196587EFF0700P2406L7M1.jpgAnomaly or just a stone? (1)833 visiteI Cultori e Cercatori di "Martian Artifacts", dalla Sfinge e le piramidi di Cidonia ai "manufatti" individuati in prossimità del luogo di atterraggio delle Sonde Viking e Soujourner, hanno trovato terreno fertilissimo nelle immagini della Sonda Spirit.
C'è un'amplissima casistica al riguardo sul Sito "The Enterprise Mission", con studi al riguardo eseguiti a cura di Mike Bara e Steve Troy.
Il volume di oggetti che questi Ricercatori pensano di aver individuato nelle vicinanze della Sonda Spirit è davvero sbalorditivo.
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Jupiter_s Rings-PIA01529_modest.jpgColorful Jupiter's Rings830 visiteCaption NASA originale:"Jupiter's faint ring system is shown in this color composite as two light orange lines protruding from the left toward Jupiter's limb. This picture was taken in Jupiter's shadow through orange and violet filters. The colorful images of Jupiter's bright limb are evidence of the spacecraft motion during these long exposures. The Voyager 2 spacecraft was at a range of 1.450.000 kilometers about two degrees below the plane of the ring. The lower ring image was cut short by Jupiter's shadow on the ring itself".
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SOL014-2P127604364EFF0309P2543R6M1.jpgSlot-Rock and "The Shell" (6)828 visite...estrema sensibilità e "sapienza" nello scegliere e nel dosare le parole, essi ci danno le spiegazioni del caso, ora dicendo che il Coniglio Marziano è, in realtà, un pezzo del tessuto di cui erano fatti gli "Airbags" che hanno attutito l'impatto della Sonda con la superficie di Marte ed ora ribadendo che l'oggetto metallico fotografato da Spirit sul bordo del Cratere Bonneville è lo Scudo Termico della navicella distaccatosi durante le fasi di discesa.
Tutto bene, tutto bello e tutto chiaro.
Ma non...
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APOLLO 11 AS 11-37-5438.jpgAS 11-37-5438 - Unexplainable817 visiteUno dei (tanti) frames che ritraggono qualcosa di assolutamente indefinibile, neppure ricorrendo all'analisi dell'originale uncompressed. Potrebbe trattarsi sia di un riflesso, sia di un oggetto in rapido movimento accanto alla navicella spaziale, sia di un effetto causato dal Sole (ancorchè fuori quadro).
In alto, a Sn dell'immagine, si può vedere una stella o qualcosa che le assomiglia moltissimo. Dato che di corpi luminosi puntiformi (che non sono difetti della pellicola) ne incontreremo tantissimi durante il nostro "viaggio", abbiamo creato, per inquadrare e definire tali fenomeni, la definizione "Star-like Object" ossìa - letteralmente - "Oggetto come (simile a) una Stella".
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Image040-AS14-66-9290.jpgThe "Blue Flare" (1) from AS 14-66-9290814 visiteL'Amico Alessio Feltri ha ragione, ovviamente: solo degli "stupidi" (e gli Astronauti non lo erano, credetemi...) si sarebbero fermati a pochi metri da uno spettacolo fantastico e (decisamente!) difficile da vedersi con frequenza. La Luna era/è un'Esperienza Unica: la mancanza di frames che riguardano sia le pareti, sia l'interno di Cone Crater è (per lo meno) inspiegabile. Ma torniamo un attimo indietro...Tutta la discussione era nata a causa di questa "Blue Flare" (o Fiaccola Blu) che appare in tre fotogrammi relativi alla Missione Apollo 14. Ok, Cone Crater è "sparito" e la NASA NON ha reso pubbliche le immagini riprese - come supponiamo... - dagli Astronauti. Certo è, però, che quanto accaduto è davvero strano: un cratere imponente come Cone Crater è svanito nel nulla - e nessuno, o quasi, se ne è accorto per oltre 35 anni... - ma sono rimasti, BEN CHIARI, tre frames che riprendono una Singolarità assolutamente fantastica e che sembra "svilupparsi", nel tempo...
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Europa-V1-PIA00016-1-PCF-LXTT-1.jpgBizarre Image-Artifact... (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)814 visitenessun commentoMareKromium
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APOLLO 11 AS 11-37-5434.jpgAS 11-37-5434 - Earth behind the Spaceship810 visiteQuesta immagine fa parte di quella serie di fotografie che, prive (almeno in apparenza) di un particolare valore scientifico, ma belle da guardare, vengono chiamate, con una certa ironia, "Postcards from Space" (Cartoline dallo Spazio) oppure "Postacards from the Moon" (Cartoline dalla Luna), a seconda del luogo in cui le foto venivano scattate. In questa "Postcard from Space" si intravede la Terra dietro la sagoma illuminata di un componente della navicella posto in primissimo piano e conseguentemente piuttosto sfuocato.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-2N143512256EFF7600P1744L0M1.jpgWater next to the outcrop?!?808 visiteGuardate che cosa indica la freccia e poi immaginate pure quello che volete: c'è chi continua a vedere acqua (o qualcosa di simile) che affiora, di quando in quando, fra le rocce e le sabbie di Marte, e c'è chi ritiene che Marte sia comunque troppo freddo sulla sua superficie perchè un tale fenomeno possa realmente avvenire ed essere riscontrato. Le immagini, da Tipuna Rock in avanti, ci sono; le ipotesi, al pari dei pro e dei contro, esistono.
Ma i dubbi, comunque, rimangono.
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SOL067-ANOMALY-2P132305493ESF1700P2537L6M1.jpgThe Silver Sphere (3)806 visite...si, ma questa volta è proprio la NASA a toglierci d'impaccio precisando (crediamo in maniera del tutto involontaria) che non si tratta affatto di un pezzo della Sonda: guardate le prime 2 Mappe (made by NASA!) e potrete verificare direttamente che le componenti della Sonda che sarebbero potute essere identificate con questa Sfera Argentea (cioè backshell ed heatshield) sono da TUTT'ALTRA PARTE! E allora questa "cosa" cos'è? Purtroppo noi sappiamo, ora, solo ciò che "non è". Per il resto...vedremo!
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APOLLO_15_-_AS_15-P-9625-05.jpgAS 15-P-9625 (5) - The buried "Spacecraft" and the "Lunar Eel"804 visiteGrazie a questa nuova elaborazione ad alta risoluzione di uno dei diversi frames panoramici contenenti il rilievo controverso e dopo averne operato uno stretch significativo, ma non eccessivo (e cioè evitando e/o riducendo al minimo il rischio di creare distorsioni), la nostra idea è che siamo davanti ad un caso – purtroppo davvero eclatante... – di svista.
Una svista in cui siamo incorsi anche noi, nel momento stesso in cui abbiamo ritenuto di vedere, accanto al rilievo anomalo noto come "astronave sepolta" un altro rilievo anomalo (speculare al primo) da noi stessi battezzato "anguilla lunare".
Ebbene, come si può agevolmente verificare osservando non solo (come visione generale) le ombre proiettate dai diversi rilievi sull’intera superficie ripresa, ma anche la dislocazione di tre crateri maggiori (sui sei chiaramente visibili) che si trovano sia sulla porzione anteriore dell’”astronave” (2), sia sulla sua “coda” o “porzione semi-interrata” (1) e dei due crateri maggiori che giacciono sulla "fronte" dell'"anguilla", che le aree più chiare (le “raggiere”) le quali si dipartono dal centro dei medesimi, non subiscono deformazioni imputabili ad una (possibile/presunta) curvatura della superficie su cui esse risultano visibili.
La conclusione più ovvia che si può trarre, in un caso come questo, è che i crateri in questione giacciono su un piano o, al limite, su una superficie in linea di massima pianeggiante.
Certo essi non sorgono su una superficie tubolare o simil-colonnare, quale – a prima vista – ci appariva sia la superficie del rilievo “astronave”, sia la superficie del rilievo “anguilla”.
In realtà, ambedue i rilievi controversi non sono altro che il risultato di una illusione ottica determinata non solo dalla particolare configurazione delle aree di luce e di ombra sulla zona in questione, ma anche dal fatto che il rilievo controverso, rispetto al CSM Endeavour che lo ha ripreso, si trova in una posizione decisamente defilata rispetto alla regione sulla cui perpendicolare sta transitando la Navicella Americana.
Conclusioni: la porzione di superficie su cui sorge il rilievo “astronave” (laddove osservata frontalmente) consta di un piccolo dosso “a gradino” (costituente il “corpo” della presunta astronave) alle cui spalle sorge una collinetta la cui parete latistante al dosso si trova in ombra (ed è proprio quest’ombra a dare l’illusione dell’esistenza di un fosso dal quale fuoriesce una sorta di colonna).
La porzione di superficie su cui sorge il rilievo “anguilla” (in analoghe condizioni di osservazione) è il prodotto di una curiosa – ma non anomala – combinazione fra rilievi ad albedo molto bassa (che ci appaiono quindi scuri, ma che NON SONO ombre!), svariati crateri di medio/piccole dimensioni ed una serie di pendii e di dossi i quali, a causa della (purtroppo oggettiva) scarsa qualità del frame originale, finiscono con il “disegnare delle figure alle quali non fa riscontro una realtà oggettiva.
Insomma: la ripresa di una zona interessante, ma del tutto ordinaria, poichè ottenuta da una cospicua altezza (117 Km) e con un angolo ingannevole del profilo controverso (slant) e quindi unita ad una serie di giochi di luce e d’ombra superficiali determinati non solo dalla effettiva configurazione del suolo, ma anche dalla circostanza per cui il Sole, sull’orizzonte locale, non era affatto alto, ha portato (grazie anche e soprattutto all’aiuto di un filmato-bufala, di un’abbondante/eccessiva dose di suggestione e ad una immensa voglia di “scoperta epocale”) alla creazione di una SVISTA, ancora una volta, di dimensioni davvero planetarie.
Una SVISTA che ha, in parte, coinvolto anche noi e per la quale ci scusiamo, rinnovando ancora una volta a tutti i nostri Lettori – ed a noi stessi – il warning che abbiamo già scritto (e ripetuto!) almeno mille volte: nelle immagini orbitali si può vedere di tutto.
Sono immagini ingannevoli, per loro stessa natura, e quindi vanno valutate con STRAORDINARIA PRUDENZA E COMPETENZA (in difetto delle quali, l’unico risultato che si finisce spesso con il conseguire è quello di fare una colossale figuraccia e di passare per stupidi e/o per incompetenti).
Noi, infatti, riteniamo che sia solo dalla pazienza, dalla razionalità e dal pragmatismo (unito anche ad una dose di freddezza e, talvolta, di grande disincanto) che si possono ottenere, nel tempo, dei risultati oggettivi, spesso smascherando le scempiaggini create ad hoc per fare “scoops”, soldini facili e “disinformazione” (come in questo caso) e qualche volta – lo auspichiamo – giungendo ad intuire delle (magari fantastiche e rivoluzionarie) Nuove Realtà.
Pensateci sopra!...
NOTA: questo frame è stato recuperato dal Sito UFO-Forum Ufologia. Si tratta di un frame NASA Original Uncompressed il quale è stato ottenuto dal L&PI dal Sig. "Manny" che, come già accaduto altre volte in passato, ringraziamo per "l'indiretta" collaborazione. La non citazione del Sig. Manny in prima battuta è da imputarsi ad un errore del nostro Collaboratore M.L. il quale, anzichè prelevare il frame NASA Original Uncompressed dai nostri archivi, ha semplicemente utilizzato la sezione proposta dal Sig. Manny. Le colorizzazioni operate sul frame, le annotazioni e l'applicazione di ulteriori filtri destinati a rendere l'immagine più utile ai fini specifici di Lunar Explorer Italia sono, invece, opera del nostro personale di STAFF.
Grazie a tutti - Dr Paolo C. Fienga (Lunar Explorer Italia - il Presidente)MareKromium
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Mars&Iran-0.jpgMars and Iran: where "nothing" becomes "something"! (1)803 visiteCome prevedibile – e sebbene a malincuore – inauguriamo la nostra Galleria di “Scemenze Spaziali” con una serie di frames proposti sul Sito del Prof. Richard Hoagland, “The Enterprise Mission”.
Si tratta di sei frames (MGS, Odyssey e MRO), estratti da un articolo dello stesso Prof. Richard Hoagland (“Mars Reconnaissance Orbiter...and the lost Cities of Barsoom”) i quali mettono a confronto (dobbiamo dire in maniera bella e graficamente accattivante, ma – ahinoi! – anche intrinsecamente scorretta, ingannevole e fuorviante) alcuni paesaggi Marziani con delle aree Archelogiche di indubbio fascino, situate nell’odierno Iran.
Dov’è la “baggianata”, ci chiederete?
Beh, di “baggianate” – a dire il vero – ce ne sono davvero parecchie in questi “arditi raffronti”, ma noi Vi suggeriamo di soffermarVi su queste semplici ed immediatissime riflessioni.
Come si legge nelle captions dei frames usati dallo stesso Hoagland per la sua speculazione, i frames relativi alle “Rovine Persiane” (riprese da un aereo) sono stati ottenuti da altezze comprese fra i 427 ed i 2000 mt.
Si tratta davvero di poca cosa se pensate che i frames relativi alle presunte “Rovine Marziane” sono stati invece ottenuti da altezze comprese tra i 550 ed i 2489 Km!
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