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ESP_011575_1105_RED_abrowse.jpgSeasonal Haloes and Fractal Patterns (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteNote Lunexit:

gli "Haloes" sono gli "Aloni di Sublimazione" ossìa quelle porzioni di terreno che, quando la temperatura superficiale del Pianeta va ad alzarsi, si scoprono/liberano dei ghiacci e delle brine di CO2 o d'acqua che li ricoprono - per sublimazione, appunto (ossìa mediante il passaggio diretto di un elemento dalla forma solida a quella gassosa).
Questo disgelo (---> "thaw"), di regola (ed a seguito delle osservazioni che abbiamo fatto) procede in maniera aureolare, partendo da un'area leggermente dislivellata (in altezza - dossi, rim di cratero ed altri rilievi) rispetto al Datum e quindi allargandosi a "macchia di leopardo" (e dando quindi l'impressione, nelle osservazioni fatte dall'alto e da distanze sensibili, che si formino, sulla superfcie, dei veri e propri aloni).

I "Fractal Patterns" sono, invece, i "Disegni Frattali" ossìa quelle configurazioni del suolo a sembianza di figura frattale (ossìa eternamente ripetitiva di se stessa) che si producono sempre durante la fase di disgelo del Suolo Marziano (e che possiamo vedere nelle Regioni Polari e presso-Polari, durante la Primavera di Marte, sia a Nord, sia a Sud).
La loro osservazione dall'alto e da grandi distanze (nell'ordine delle centinaia di Km) è produttiva di incredibili effetti ottici i quali hanno suggerito - a molti Ricercatori di Frontiera (su tutti: Skipper ed Hoagland) - l'idea che, su Marte, possano esistere delle forme esotiche di vegetazione (exx.: gli "Arthur Clarke Trees" ed i "Polar Pine Trees"). I "Fractal Patterns", però - e come capite bene - non sono rilievi che si sviluppano in altezza (come alberi), ma sono dei semplici "disegni" che appaiono al suolo e che sviluppano sempre e solo in mera estensione.
Se vogliamo, essi possono essere assimilati - da un punto di vista meramente visivo - alle famose "Piste di Nazca" (anche se, lo ripetiamo, i Disegni Frattali sono "Surface Features" DEL TUTTO ed ASSOLUTAMENTE NATURALI).
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Walhalla-070912_8930-39.jpgWalhalla62 visitenessun commentoMareKromium
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PSP_010479_1425_RED_abrowse.jpgMid-Southern Latitude Trough (Natural - but lightly enhanced - Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteMars Local Time: 15:47 (middle afternoon)
Coord. (centered): 37,0° South Lat. and 189,9° East Long.
Spacecraft altitude: 254,1 Km (such as about 158,8 miles)
Original image scale range: 50,8 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~1,53 mt across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 0,3°
Phase Angle: 74,2°
Solar Incidence Angle: 74° (meaning that the Sun is about 16° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 145,0° (Northern Summer)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
MareKromium
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SOL1833-1843-GP1.gifThe "Unbelievable Behaviour" of some Martian pseudo-Rocks... - Sol 1833/Sol 1843 (3D rendering - credits: Giorgio Picciau)62 visiteE dalle sapientissime mani del nostro Grande Amico e Partner, Giorgio Picciau, un rendering tridimensionale davvero molto bello che ci illustra e spiega la "rotazione" compiuta da Spirit durante i Soles andanti dal 1833 al 1843.

Il risultato della simulazione è affascinante e sorprendente: qualche quesito, infatti, trova una risposta (effettivamente lo shift prospettico può aver alterato la percezione di svariati profili), ma qualche altro "mistero" resta nell'aere (lo shift prospettico, infatti, non può far "apparire" e/o "scomparire" - ad libitum - svariate altre rocce che giacciono accanto o negli immediati pressi dei rilievi maggiori.

La "Morale"?
Con l'aiuto dell'Esperienza, della Competenza Specifica e della Tecnica, possiamo arrivare a spiegare - sempre NASA permettendo - "Quasi" tutto.
Quasi.
E "Quasi" è la parola-chiave.

Per il resto...Bisognerebbe andare a verificare in loco.

Un forte abbraccio e grandissimi complimenti a Giorgio per lo Splendido ed Illuminante Lavoro svolto!
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The_Night_Before.jpg
The_Night_Before.jpgThe Night Before (by Roberto Tremolada)62 visitenessun commentoMareKromium
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Panoramic-AS11-40-5930-5934.jpgFrom AS 11-40-5930 until 5934 - Down Sun Panorama62 visitenessun commentoMareKromium
Panoramic-AS11-37-5453-5458.jpg
Panoramic-AS11-37-5453-5458.jpgFrom AS 11-37-5453 until 5458 - Down Sun, before EVA62 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1884-1N295437261EFFA0__P1981L0M1.jpgSigns of possible collapse - Sol 1884 (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)62 visiteProbabilmente Vi ricorderete delle modestissime depressioni che caratterizzano la Superficie di Meridiani e, probabilmente, Vi ricorderete anche della "spiegazione" che per esse venne data dagli Amici di Pasadena: si tratta - dissero alla NASA - di micro-crateri da impatto causati da micro-meteore.
A suo tempo (e cioè quasi 4 anni fa), noi avanzammo subito qualche - riteniamo - legittimo dubbio in ordine alla effettiva bontà di una simile costruzione logica e, grazie anche all'aiuto dell'Ing. Pullini, abbozzammo una teoria alternativa a quella della NASA.

Secondo noi, infatti, le mini-depressioni che caratterizzano Meridiani e che possiamo vedere MOLTO BENE anche in questo frame, sono delle (mini)"collapse feaures", ossìa delle (modestissime) evidenze del verificarsi di fenomeni di subsidenza (o collasso).
In altre parole: per motivi che noi ignoriamo - anche se non ci sembra per nulla assurdo considerare l'ipotesi per cui la causa di questi cedimenti possa essere rinvenuta nella verificazione di lievi (?) eventi sismici -, nel sottosuolo di Meridiani si stanno aprendo delle voragini di dimensioni - per ora - modeste, le quali, attraverso crepe che le collegano alla superficie, stanno un pò alla volta "risucchiando" in profondità sabbie e polveri.
Laddove il cedimento (ed il relativo "risucchio") è più evidente, ecco quindi apparire queste mini-depressioni (mini-hollows) le quali seguono, nella forma, le fattezze delle aperture in cui dette sabbie e polveri vanno a sprofondare. E cioè: se si tratta di fossi (più o meno rotondeggianti), allora l'evidenza è data dalla apparizione di mini-similcrateri (mini-collpase pits), mentre se si tratta di crepe vere e proprie, invece, allora appare quello che vediamo in questo frame (linear collapse features).

La nostra è una teoria, ovviamente, e come tale va considerata (speriamo con benevolenza). In ogni caso, come già dicemmo in passato, a noi pare che il vero mistero di questa storia si trovi nel motivo (assolutamente oscuro) per il quale la NASA, dopo aver concepito - peraltro frettolosamente - una teoria esplicativa di questi fenomeni altamente improbabile (se non addirittura inverosimile), ha poi lasciato cadere il tema nel dimenticatoio, ignorando le successive evidenze apparse sulla Superficie di Meridiani Planum.

Ed infine, come sempre, qualche domanda: e se fosse proprio il Rover Opportunity, con il suo peso, a "stimolare", in qualche modo (e come a suo tempo suggerito dall'Ing. Pullini), i cedimenti che occorrono in profondità e che poi si manifestano in superficie attraverso queste depressioni?
E' possibile che Opportunity, prima o poi, "sprofondi" sotto il suo stesso peso?
Sotto il Deserto di Meridiani può essere che ci sia l'Oceano di Meridiani (magari, in parte ed in alcuni periodi dell'anno, ancora liquido)?

Domande, domande, domande...
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APOLLO_15_-_AS15-84-11320_HR.jpgAS 15-84-11320 - Mount Hadley62 visitenessun commentoMareKromium
Panoramic-AS15-84-11302-AS15-84-11308-3.jpg
Panoramic-AS15-84-11302-AS15-84-11308-3.jpgFrom AS 15-84-11302 until 11308 (Mount Hadley)62 visitenessun commentoMareKromium
Panoramic-AS15-84-11292-AS15-84-11301-3.jpg
Panoramic-AS15-84-11292-AS15-84-11301-3.jpgFrom AS 15-84-11292 until 11301 (Mount Hadley)62 visitenessun commento1 commentiMareKromium
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Starfield_in_Cepheus-PIA12066.jpgStarfield in Cepheus62 visite"..Avarum irritat, non satiat pecunia..."

(P. Siro)

"...Il denaro eccita l'avaro, ma non lo sazia..." (trad. libera)
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