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NGC-2266.jpgNGC 2266 - Open Star Cluster63 visiteDa "NASA - Picture of the Day" del 19 Marzo 2005:" The New General Catalog of star clusters and nebulae really isn't so new. In fact, it was published in 1888 - an attempt by J. L. E. Dreyer to consolidate the work of astronomers William, Caroline and John Herschel along with others into a useful single, complete catalog of astronomical discoveries and measurements. Dreyer's work was successful and is still important today as this famous catalog continues to lend its "NGC" to bright clusters, galaxies and nebulae. Take for example this star cluster known as NGC 2266 (item number 2.266 in the NGC compilation). It lies about 10.000 LY distant in the constellation Gemini and represents an open or galactic cluster. With an age of about 1 BY, NGC 2266 is old for a galactic cluster. Its evolved red giant stars are readily apparent in this gorgeous three-color image".
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Mimas and Janus.jpgMimas (from 1,8 MKM) and Janus (from 1,9 MKM)63 visiteCaption NASA originale:"Saturn's icy, impact-riddled moon Mimas slips briefly in front of Saturn's moon Janus in this movie from Cassini. The movie was created from 37 original images taken over the course of 20 minutes as the spacecraft's narrow-angle camera remained pointed toward Janus. Although Mimas moves a greater distance across the field of view, Janus also moved perceptibly during this time. The images were aligned to keep Janus close to the center of the scene. Additional frames were inserted between the 37 Cassini images in order to smooth the appearance of Mimas' movement - a scheme called interpolation. Close-up images from the few minutes surrounding the occultation are arranged into a strip along the bottom of the movie. Contrast on Janus was mildly enhanced to aid the visibility of its surface. The right side of Mimas appears bright because the moon was partly overexposed in this image sequence".
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NGC-2736-0.jpgNGC 2736 - the "Pencil Nebula" (inside "Vela Nebula")63 visite"...Tu pensi che conoscere il futuro sia un dono meraviglioso, capace di cambiare la tua Vita e di trasformarla in qualcosa di diverso: qualcosa di formidabile e di solo tuo.
E su qualcosa hai ragione: conoscere il futuro cambia la tua Vita e la trasforma in qualcosa di diverso.
Ma su qualcosa sbagli.
Conoscere il futuro ti rende prigioniero. Prigioniero di un Destino già scritto, ma che sei capace di accettare solo se ti piace.
Se ti piace, allora quel Destino lo agogni. Lo culli. Lo aspetti con ansietà e trepidazione.
Ma se non ti piace, allora la Vita - TUTTA la tua Vita! - diventa un incubo.
Un continuo guardare l'orologio ed un continuo domandarsi se ne valeva la pena. La pena.
La pena di fare cosa? ... Di fare le cose che sono state fatte? O forse di non farle? Di dire le cose dette o forse di non dirle?
Valeva forse la pena, di conoscere il futuro?
Valeva forse la pena, di camminare su questa Terra?
Valeva forse la pena, di vivere questa Vita?!?..."

P.C. Floegers - "In the Paradox"
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SOL437-2N165162436EFFA900P0725R0M1.jpgUnusual rocks, just rocks... (8)63 visiteUn piccolo mucchio di rocce che, a nostro parere, potrebbero essere i frammenti di una roccia più grande (anche se c'è già qualcuno che parla di "struttura più complessa") la quale, nel tempo, è andata in pezzi.
Ed in effetti, tutte le rocce che vediamo formare quella specie di outcrop, al centro dell'immagine, mostrano caratteristiche comuni (colore, morfologia et sim.). Nulla di particolarmente interessante, se non fosse per il posizionamento globale dei massi che formano l'outcrop (il quale presenta una sostanziale geometricità di fondo) e quindi la posizione di una delle rocce che si trovano in secondo piano, rispetto all'Osservatore. A Dx dell'outcrop, infatti (Sx di chi guarda), una roccia dalla forma allungata sembra proprio che sia stata "poggiata" sul frammento più grande e, dal nostro punto di vista, più lontano rispetto a noi. Un frammento, quest'ultimo, che si caratterizza anche per la presenza di una frattura vagamente circolare, sul suo lato Sx (Dx di chi guarda).
Interessante, come sempre.
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Rhea-PIA06620.jpgRhea and Enceladus: which is which?63 visiteCaption NASA originale:"Though much farther away from Cassini when the spacecraft acquired this image, Saturn's second-largest moon Rhea still dwarfs the brightest icy moon Enceladus in this scene. Rhea is 1.528 Km (approx. 949 miles) across. Enceladus is 505 Km (approx. 314 miles) across.
The image was taken in visible light with the Cassini spacecraft narrow-angle camera on Feb. 21, 2005, at a distance of approx. 2 MKM (approx. 1,3 million miles) from Enceladus and 2,5 MKM (approx. 1,6 MMs) from Rhea. The image scale is 12 Km (approx. 7 miles) per pixel on Enceladus and 15 Km (approx. 9 miles) per pixel on Rhea".
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SOL448-2P166144127ESFA9B0P2545R3M1.jpgSamples of "Mars Rocks" - Sol 448 (4)63 visitenessun commento
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OPP-SOL101-1P137171634EFF2019P2680L2M1.jpgSunset on Mars: the whole sequence (11)63 visitenessun commento
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SOL453-2N166582215EFFA9BGP0695L0M1.jpgPanorama - Sol 453 (1)63 visitenessun commento
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Volcanoes-Ascraeus_Mons-2-027-150304-0068-6-co-01.jpgAscraeus Mons from Mars Express (2 - ESA/ DLR/ FU Berlin - G. Neukum)63 visitevedi il commento al frame precedente
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OPP-SOL436-1P166887955EFF5421P2592L3M1.jpgSmall crater in the sand (1) - Sol 43663 visiteUn cratere davvero minuscolo, sul fianco di un Side-Winder: si tratta di un frame davvero intrigante perchè, come avevamo già detto in precedenza, o si tratta di un cratere recentissimo, non ancora ricoperto dalla polvere che i venti di Marte sollevano (a detta della NASA) quasi di continuo, oppure si tratta di un cratere antico (o comunque piuttosto vecchio) appena riportato alla luce, magari, da un refolo particolarmente intenso o da un Dust Devil.
La nostra opinione, dopo aver esaminato le immagini del craterino usando qualche piccolo supporto software, è che entrambe le due summenzionate ipotesi potrebbero essere - in parte - errate.
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Titan-Craters-Unnamed_Crater-PIA07868_fig1.jpgTitan's most prominent Impact Crater63 visiteCaption NASA originale:"This 3-panel image shows one of Titan's most prominent impact craters in an infrared-wavelength image (left), radar image (center) and in the false-color image (right). The Cassini radar imaged this crater during Cassini's 3rd flyby of Titan, on Feb. 15, 2005. The Crater, located at 16° West, 11°North, is about 80 Km in diameter and is surrounded beyond that by a blanket of material thrown out of the crater during impact. In radar, brighter surfaces mean rougher terrains, or else terrains tilted toward the radar. The Crater has a dark floor and a small bright area in the center and it is surrounded by bright material, which has a very faint halo slightly darker than the surrounding dark material".
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SOL413-The Nest.jpgThe "Nest" - Sol 41363 visiteDettaglio ad HR estratto dal "Larry's Lookout Panorama" ripreso da Spirit fra i Soles 410 e 413.
Questo, come la stessa rubrica Vi suggerisce, è il "Nido" che abbiamo osservato per svariati Soles. Se osservate l'immagine nella sua versione full-size (la definizione è davvero eccellente), non Vi sfuggirà, ancora una volta, la posizione - a nostro avviso ben lungi dall'essere naturale - di alcune delle rocce che formano questa specie di outcrop.
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