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Vastitas_Borealis-M0306518.jpgThick Cloud-Front over Vastitas Borealis240 visiteLongitude of image center: 23,58° West
Latitude of image center: 71,21° North
Scaled pixel width: 268,79 meters
Scaled image width: 130,93 Km
Scaled image height: 114,11 Km
Solar Longitude (Ls): 181,47°
Local True Solar Time: 14,20 decimal hours
Emission Angle: 3,73°
Incidence Angle: 74,99°
Phase Angle: 72,60°
North Azimuth: 97,66°
Sun Azimuth: 312,21°
Spacecraft Altitude: 430,36 Km
Slant Distance: 431,17 KmMareKromium
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ESP_023908_2305-PCF-LXTT.jpgDark Dunefield in Lyot Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)240 visiteMars Local Time: 14:00 (Early Afternoon)
Coord. (centered): 50,1° North Lat. and 28,9° East Long.
Spacecraft altitude: 308,5 Km (such as about 192,8 miles)
Original image scale range: 61,7 cm/pixel (with 2 x 2 binning) so objects ~ 1 mt and 85 cm across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 0,4°
Sun-Mars-Spacecraft (or "Phase") Angle: 58,8°
Solar Incidence Angle: 59° (meaning that the Sun is about 31° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 354,4° (Northern Winter)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer ItaliaMareKromium
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OPP-SOL2769-PCF-LXTT-01.jpgHomestake Vein - Sol 2769 (Enhanced and Saturated Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)240 visitenessun commentoMareKromium
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FD1-Asteroid.jpg2022 FD1240 visiteA sole due settimane di distanza dal precedente, un nuovo asteroide ha raggiunto il nostro pianeta. Gli scienziati lo hanno chiamato 2022 FD1: il corpo celeste ha solo sfiorato la Terra, passando più in basso dei nostri stessi satelliti Gps.
Grazie ai miglioramenti nel campo della tecnologia, l'uomo è ora in grado di avvistare tempestivamente un corpo celeste in avvicinamento, anche di dimensioni ridotte, e tutto viene regolarmente riportato nei registri del settore. Secondo quanto affermato dagli esperti del settore, il fenomeno non deve stupire, perché ogni giorno tantissimo materiale spaziale raggiunge il nostro pianeta (si va dalle 40 alle 100 tonnellate). Fortunatamente si tratta di corpi di piccole dimensioni che non suscitano pertanto preoccupazione.
L'11 marzo scorso è stata la volta dell' asteroide 2022 EB5, questo il nome che gli è stato dato da chi lo ha catalogato. Senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto, il corpo celeste ha colpito la Terra, a differenza di 2022 FD1.
L'impatto di 2022 EB5
Tornando a 2022 EB5, alle 20.24, ora italiana, l'astronomo Krisztián Sárneczky ha individuato il corpo celeste servendosi di un telescopio Schmidt da 60 cm. La scoperta è stata effettuata presso l'osservatorio Piszkéstető, in Ungheria. La notizia è stata immediatamente diramata, ed in tanti, professionisti o semplici appassionati, hanno deciso di seguire il percorso dell'asteroide, un oggetto con diametro di circa 1 metro che fin da subito non ha destato timori.
Trascorse 2 ore dal primo avvistamento, si è verificato l'impatto con la Terra. Nessun danno. Come abbiamo detto, 2022 EB5 era un corpo celeste di piccole dimensioni ed è andato a schiantarsi in una zona disabitata nei pressi del ghiacciaio Vatnajokull, Islanda sudorientale. Stando ai dati rilevati dagli scienziati, l'impatto ha rilasciato un'energia equiparabile ad un terremoto di magnitudo 4.
Più vicino dei satelliti Gps
Sárneczky non ha però scoperto solo 2022 EB5. Pochi giorni fa, ossia venerdì 25 marzo, l'astronomo ha infatti individuato un altro corpo celeste, ribattezzato prima Sar2594 e poi denominato ufficialmente 2022 FD1. Individuato poco prima del suo passaggio, 2022 FD1 ha soltanto sfiorato la Terra, attraversando lo spazio ad una velocità di 61.200 km/h. In Italia erano le 10:13. Il piccolo asteroide è passato davvero molto vicino, a una distanza di 8.700 km, quando i nostri satelliti Gps si trovano ad un'altitudine media di 20.200 km.
Grazie al calcolo della sua orbita, è stato possibile prevedere che 2022 FD1 non tornerà ad incontrare il nostro pianeta nei prossimi due secoli, anche se nel 2032 potrebbe comunque avvicinarsi di poco (fino a 6 milioni di km). Nel 2053, invece, il corpo celeste passerà vicino a Venere.MareKromium
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APOLLO 11 AS 11-40-5905 HR.jpgAS 11-40-5905 - The Flag239 visite...è chiaro che poi ci si deve chiedere a quali fini le immagini vengono selezionate ed analizzate. A nostro modo di vedere, laddove lo scopo che si persegue è di pura ricerca (scientifica o para-scientifica), l'immagine non andrebbe mai toccata. O almeno, se il Ricercatore desidera elaborarla lo può certamente fare, ma bisogna sapere (e dire) che il risultato dell'elaborazione, qualunque esso sia, diventa una "interpretazione" dell'immagine e quindi solo una delle possibili interpretazioni della Verità.
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Venusian_Surface-Venera_13-07.jpgVenus from Venera 13 (HR) - March, 1, 1982 - true color image239 visiteUna rarissima immagine a colori della superficie Venusiana scattata DALLA superficie del Pianeta dalla Sonda Sovietica Venera 13, prima di essere distrutta (comunque dopo 2 ore e 7 minuti di attività e 14 fotografie scattate - a proposito: le altre 13 sono introvabili e l'Agenzia Spaziale Russa non sembra interessata a divulgarle...) dalla pressione, dal calore e dalla pioggia corrosiva.
Una curiosità: l'atmosfera di Venere assorbe completamente la radiazione corrispondente al colore che noi percepiamo come "blu". Cosa significa? Significa che il blu, su Venere, non esiste (almeno per i nostri occhi).
Certo che sarebbe davvero interessante - oltre che strano - 'vedere' un mondo in cui il blu...Non esiste!
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ZA-The Men Of Apollo 15-Apollo15-S70-17575.jpgThe Men of Apollo 15239 visiteDa Sn: Scott, Worden e Irwin
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ZZ-Apollo 15.jpgApollo 15 - View from orbit239 visiteUn frame molto bello che rappresenta una porzione di Luna caratterizzata dalla presenza di alcuni crateri e qualche collinetta. Purtroppo non conosciamo il frame number di questa fotografia (e, a dire il vero, non siamo neppure certi al 100% che si tratti di un immagine ripresa dall'Apollo 15...), ma la bellezza del panorama ripreso ci ha convinti a pubblicare comunque questa immagine. Il dettaglio più curioso è costituito dal cratere centrale il quale evidenzia, a sua volta, la presenza di ben tre crateri più piccoli che giacciono proprio sul suo bordo, ad ore 12, 14 e 19. A ben guardare questo cratere ci è sembrato simile a quello di cui al frame AS 15-97-13145.
Voi che ne dite?
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APOLLO 14 AS 14 66-9324-HD Detail Mgnf.jpgAS 14-66-9324 - A basket full of gold?!? (ORIGINAL-HD-detail mgnf)239 visiteUn'immagine davvero interessante e completamente inesplicabile, finalmente nella sua versione originale ed uncompressed: il cestello su ruote che doveva contenere i campioni di rocce Lunari e quant'altro gli astronauti avessero reperito sulla superficie della Luna che fosse risultato interessante e meritevole di essere riportato a Terra, è stato riempito. Già, ma con che cosa? Nonostante la eccezionale qualità del frame originale (di cui qui Vi proponiamo solo un dettaglio) non siamo comunque sicuri di aver capito che cosa sia quel materiale color oro che riempie il cestino. Sulla base di quanto eravamo riusciti a risolvere dell'immagine compressa avevamo ipotizzato che si trattasse di attrezzi speciali degli astronauti, oppure di pezzi di ricambio del LM o, forse, di rottami. Ora, dopo aver analizzato il frame originale, abbiamo ristretto le ipotesi a due. Secondo noi, infatti, sul carrello può essere stata appoggiata:
1) una lamina di metallo la quale, a giudicare dai riflessi, potrebbe essere...
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T-HydraotesChaos-2.jpgThe Great Hoax of Hydraotes Chaos (2 - context frame; credits: Dr G. Barca; additional process. by Lunexit)239 visitePerchè la Regione di Hydraotes si chiama "Chaos", quando il complesso al quale essa accede (in quanto porzione marginale ed esterna) NON contempla questo attributo?
La risposta, come quasi sempre avviene, è (in parte) contenuta nella domanda stessa: la Regione di Hydraotes è un "Chaos" (in senso geologico, come ovvio...), mentre la Vallis Marineris è un Canyon System.
Da "Wikipedia":"Chaos è un termine latino, derivante dal greco, utilizzato comunemente in esogeologia per descrivere regioni sconnesse e geologicamente disordinate sulla superficie dei corpi celesti. Le regioni caotiche si originano generalmente a causa di un affondamento irregolare del terreno; la superficie appare in questi casi frantumata in blocchi dai contorni irregolari. Il termine chaos si applica a formazioni presenti su Marte e sul satellite di Giove Europa".
Chaos, quindi, equivale sostanzialmente a "terreno irregolare, sconnesso, fratturato etc.".
Secondo Voi la Vallis Marineris, nella sua globalità, è un terreno "irregolare, sconnesso, fratturato" ergo, in una sola parola "caotico"? No.
La Vallis Marineris è una regione di Canyons e basta. Certo, a mano a mano che ci si muove al suo interno e, nel caso di specie, procedendo verso l'Est del Pianeta Rosso, essa cambia e si ricaratterizza, diversificandosi dal suo "core". Insomma: tante parole per dire che, al pari di quanto accade sulla Terra, prima o poi una regione che presenta delle caratterizzazioni geologiche di un certo tipo "finisce" e ne inizia un'altra.
Una "nuova regione" che presenta delle caratterizzazioni diverse e che quindi, come la Logica suggerisce, merita anche un "nome" diverso. Questo è il rapporto esistente tra la Vallis Marineris ed Hydraotes Chaos.
Da ciò consegue un fatto piuttosto semplice: dire che Hydraotes Chaos, in una sua zona, è "particolare e NON naturale" perchè è completamente diverso dalla Vallis Marineris equivale a dire che la Valle d'Aosta è particolare e non naturale perchè, pur essendo parte dell'Italia, è completamente diversa dall'Umbria. Una Logica davvero sconcertante, come potete capire...
Ma che dire, poi, degli "angoli retti", come delle "strade" e delle "piazze" e compagnia bella? Noi diciamo una cosa sola: operando un super-stretch su un frame a BASSA RISOLUZIONE si creano SEMPRE degli image artifacts i quali si risolvono in "angoli retti", "pseudo-strade", "pseudo-città", in generale, in "pseudo-rilievi".
Non ci credete? Guardate il nostro extra detail mgnf (il frame n. 3 che chiude questa carrellata di scemenze planetarie): noi non cercavamo la bufala! Ci siamo limitati ad ingrandire il dettaglio controverso del context-frame originale.
Risultato? Strade, piazze, angoli ed image-artifacts vari, per tutti i gusti e per tutte le tendenze.
Andate a vedere!MareKromium
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OPP-SOL1607-1N270853778EFF90D8P1981R0M1-IT-05.jpgExtremely unusually-looking Surface Feature in Meridiani Planum - Sol 1607 (an Image-Mosaic by Ivana Tognoloni - Lunexit Team)239 visitenessun commentoMareKromium
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A-h0061_0000_re2-00.jpgFrame h0061_0000_re2 - South Polar Vision (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)239 visitenessun commentoMareKromium
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