| Piú viste |

Enceladus-N00081671.jpgFountains in the Darkness (4) - natural colors, elab. Lunexit65 visiteCaption NASA:"N00081671.jpg was taken on April 24, 2007 and received on Earth April 25, 2007.
The camera was pointing toward ENCELADUS that, at the time, was approx. 190.884 Km, and the image was taken using the CL1 and CL2 filters.
This image has not been validated or calibrated".MareKromium
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The_Sun-PIA09328.jpgThe North Pole of the Sun65 visiteNASA's Solar TErrestrial RElations Observatory (STEREO) satellites have provided the first three-dimensional images of the Sun. For the first time, scientists will be able to see structures in the Sun's atmosphere in 3D.
The new view will greatly aid scientists' ability to understand solar physics and thereby improve space weather forecasting.
The EUVI imager is sensitive to wavelengths of light in the extreme ultraviolet portion of the spectrum.
EUVI bands at wavelengths of 304, 171 and 195 Angstroms have been mapped to the red blue and green visible portion of the spectrum; and processed to emphasize the temperature difference of the solar material.
In this picture, a large spicule can be seen. MareKromium
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Rhea-N00084610.jpgOver-exposed Rhea65 visitenessun commentoMareKromium
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Rhea-N00084608.jpgJust a "smile" from Rhea...65 visitenessun commentoMareKromium
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OPP-SOL1232-1N237560239EFF85W0P1993R0M1.jpgClearing Skies over Meridiani... (1) - Sol 123265 visitenessun commentoMareKromium
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Craters-Unnamed_Crater-South_Polar_Regions-PIA03921-PCF-LXTT.jpgUnnamed South Polar Defrosting Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)65 visitenessun commentoMareKromium
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A-Phoenix-002.jpgThe Phoenix Lander and its Solar Panels in the "Clean Room"65 visitenessun commentoMareKromium
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APOLLO_15_AS_15-96-13063.JPGAS 15-96-13063 - EVA Floodlight near Herodotus "H" and Vallis Schroteri (2)65 visiteImage Collection: 70mm Hasselblad
Mission: 15
Magazine: 96
Magazine Letter: Q
Latitude: 26° North
Longitude: 51° West
Description: EVA FLOODLIGHT
Film Type: SO-368
Film Width: 70 mm
Film Color: color
Nota Lunexit: per che cosa è tanto "famosa" la Regione Lunare di Herodotus e della Schroteri Vallis?...MareKromium
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SOL773-2P194990146EFFAPDAP2514R1M1.jpgLight shadow over sharp rocks - Sol 773 (natural colors - elab. Lunexit)65 visitenessun commentoMareKromium
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Craters-Unnamed_Crater_with_possible_Oil_Lake-V07738009-PCF-LXTT-00.jpgMigrating Dunes, Dirty Waters or maybe Surfacing Hydrocarbons? (1 - Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)65 visiteAttraverso la ricerca e selezione, operata dal bravissimo Dr Gianluigi Barca, di 5 frames, ottenuti nell'arco di 4 anni ma TUTTI relativi al medesimo rilievo superficiale (ossìa un cratere di modeste dimensioni situato ad una relativamente elevata Latitudine Sud), è possibile vedere con estrema chiarezza la - diciamo così... - "bizzarra" evoluzione di un "qualcosa" che giace sul fondo del cratere stesso.
Non è necessario spendere troppe parole sull'evidenza delle variazioni (anche cromatiche) occorse al materiale inquadrato in questi 5 frames, ma ci sembra opportuno sottolineare che una sequenza talmente incredibile e così chiaramente indicativa del verificarsi di eventi caratterizzati da una matrice (forse) indicativa di una recentissima - ed ancora perdurante - attività geologica avrebbe meritato l'attenzione di Scienziati e Ricercatori di tutto il Mondo. Attenzione che, invece (ed almeno per quanto ci è dato sapere) non c'è stata. Zero, nihil: totale silenzio. Curioso. Curioso specialmente allorchè andiamo a vedere (e leggere, in 1000 salse diverse!) che un evento di gran lunga meno eclatante - il rinnovarsi/ampliarsi di un "gully" - ha trovato spazio ed interesse (forse eccessivi e sproporzionati) nell'intera Comunità Scientifica.
Attenzione: che l'ampliarsi e modificarsi di "gullies" sia un possibile indice della presenza di acque superficiali su Marte è un fatto importante, senza dubbio; ma anche l'avanzare, il ritrarsi ed il mutare di forma di questo "materiale" (il quale potrebbe anche avere una origine organica) in un arco di tempo così piccolo - geologicamente parlando - a noi pare un evento meritevole di grande - anzi GRANDISSIMA - attenzione!
Ma che cosa stiamo guardando? Un nuovo - e terribilmente ingannevole gioco di chiaro/scuri (al quale si abbina un ulteriore elemento fuorviante per i nostri occhi il quale è derivante da leggeri mutamenti della luce sull'Orizzonte Locale e/o da variazioni dell'altezza e dell'angolazione da cui le riprese sono state effettuate)?
Secondo noi, fra le ipotesi (pur) logiche e pragmatiche considerabili, questa è decisamente la meno soddisfacente (anche se non possiamo comunque escluderla al 100%).
Si tratta allora di "dune migranti"? Tendenzialmente, anche dopo aver esaminato altri frames relativi a queste "migrating dunes", saremmo portati a dire di no (manca l'effetto "scia" - di polveri e sabbie (collose) residuali - che caratterizza questo particolare fenomeno).
Si tratta forse di "fanghi" (ossìa di "acque sporche")? Ipotesi plausibile.
O magari si tratta di Idrocarburi Affioranti? Ecco: questa idea ci piace e, ora che stiamo osservando Marte con sempre maggiore attenzione e - soprattutto - "sapendo" quello che cerchiamo, l'ipotesi di cui sopra ci sembra attendibilissima. Idrocarburi frammisti a polveri e residui di CO2: osservate il frame n. 4 con particolare attenzione e poi, se volete, comunicateci le Vostre opinioni.
E COMPLIMENTI vivissimi al Dr Barca!MareKromium
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as14-66-09320-01.jpgAS 14-66-9320 (2) - Blue Flare (nature undetermined)65 visiteUn esempio ulteriore di extra-stretch della Blue Flare che appare nel frame AS 14/9320: come vedete la texture della Blue Flare resta limpida e ben definita (un indice di "genuinità" della possibile Anomalìa), ma il "cuore" (la "sfera bianca" da cui si irradia l'illuminazione blu) NON si vede (e questo è un indice di NON genuinità della possibile Anomalìa).
Per rispondere a tanti Amici che ci hanno scritto al riguardo (citiamo fra tutti il bravissimo Titanio44) vorremmo dire che l'idea di definire la Blue Flare come un qualcosa di "certamente alieno" (alieno ----> da "estraneo" e non "man-made" per giungere sino a "evidenza di intelligenza extra-terrestre) è, ovviamente, un azzardo; tuttavia qualificare la Blue Flare - come hanno fatto in tanti, specie in alcuni Forum USA che abbiamo individuato grazie ad un Socio Americano che ci segue da tempo, nei termini di "easy and obvious image artifact (i.e.: lens flare)" è, a nostro avviso, un azzardo ancora più grande, nonchè un peccatuccio di over-semplificazione. La Blue Flare, che si creda o meno alla sua matrice non terrestre, è ancora oggi un mistero; studiarla e cercare di capire sino a che punto essa è un "corpo reale" e sino a che punto essa è invece una "illusione" è il compito dei Ricercatori Pragmatici ed Open-Minded.
"Bollare" la Blue Flare, invece e visti i dati in nostro possesso, sia come Alien Probe, sia come Lens Flare, vuol dire commettere una leggerezza enorme e, in ambo i casi, giungere ad una conclusione radicale pur trovandosi in difetto di elementi sufficienti.
Pensateci sopra e scriveteci!MareKromium
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LLO-ST_2539423137_v.jpgThe unbelievable surface of 25143-Itokawa (HR4 - possible natural colors; elab. Lunexit)65 visitenessun commentoMareKromium
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