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SOL1070-MF-LXTT.jpgLooking closer and closer... - Sol 1070 (Superdefinition and High-Def-3D; credits for the additional process.: Dr Marco Faccin - Lunexit Team)241 visitenessun commentoMareKromium
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Chaotic_Terrain-Margaritifer_Chaos-PIA14967-PCF-LXTT.jpgChaotic Terrain in Margaritifer Terra (Absolute Natural Colors; credits for the additoonal process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)241 visiteOrbit Number: 43406
Latitude: 8,665° South
Longitude: 337,077° East
Instrument: VIS
Captured: September, 27th, 2011
Mars Local Time (M.L.T.): 07:04 (Early Morning Hours)

MareKromium
ESP_024538_1470-PCF-LXTT-00.jpg
ESP_024538_1470-PCF-LXTT-00.jpgUnnamed Crater in Terra Cimmeria (CTX Frame "A" - Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)241 visiteMars Local Time: 14:38 (early afternoon)
Coord. (centered): 32,7° South Lat. and 121,8° East Long.
Spacecraft altitude: 257,1 Km (such as about 160,7 miles)
Original image scale range: 51,4 cm/pixel (with 2 x 2 binning) so objects ~ 1 mt and 54 cm across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 8,9°
Phase Angle: 49,8°
Solar Incidence Angle: 55° (meaning that the Sun is about 35° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 18,4° (Northern Spring)
MareKromium
SOL026-GIF-01~0.gif
SOL026-GIF-01~0.gifSo?!? - Sol 26241 visiteIl GIF "parla" da solo. E allora? Qualcosa entra ed esce dalle rocce (alcune/molte) di Marte: si o no (e la magnificazione é ininfluente)?
I frames utilizzati sono NASA - Original. Controllate se volete, tanto la Verità é lì, davanti a Voi.
1 commentiMareKromium
APOLLO 11 AS 11-40-5948 HR.jpg
APOLLO 11 AS 11-40-5948 HR.jpgAS 11-40-5948 - Working around the LM (2) HR240 visite...bella vista delle incongruenze così grandi.
E comunque, tralasciando le supposizioni, resta un dato di fatto: la superficie Lunare, così come poi si sarebbe notato e precisato durante le Missioni Apollo successive, cambia sostanzialmente e drammaticamente nel volgere di poche decine o centinaia di metri.
Perchè non dovremmo pensare, quindi, che una simile situazione non sia la causa effettiva di questa apparente anomalia?
Dare una "fiducia incondizionata" a quanto dice la NASA, forse, non è sempre...
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P-OPP-SOL310-1P155690276EFF38EVP2621L7M1.jpgSunrise with bright light near the Sun (3)240 visiteEd ecco il "Secondo Sole" che sembra "passare" davanti agli occhi di Opportunity. Secondo noi questa immagine entra a far parte a pieno diritto della galleria delle "Grandi Anomalie".
Insomma: quella luce che vediamo accanto al Sole è un riflesso, un difetto del frame o una Nave Spaziale in ricognizione?
E' un vero peccato che la NASA inviti tutti i Ricercatori e gli Appassionati a guardare, studiare e far domande e poi, quando le domande si fanno davvero interessanti, non risponda MAI!...
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04-CopernicusCrater-LO5.jpgThe "Peaks" of Eternal Sun-light (1)240 visite"If we can confirm peaks of eternal light", says Bernard Foing, SMART-1 Project Scientist, "these could be a key locations for possible future lunar outposts". The existence of peaks of eternal light at the poles, that is areas that remain eternally illuminated regardless of seasonal variations, was first predicted in the second half of the nineteenth century by the astronomer Camille Flammarion.
Even if for most of the Moon the length of the day does not vary perceptibly during the course of seasons, this is not the case over the poles, where illumination can vary extensively during the course of the year. The less favourable illumination conditions occur around the Northern Winter Solstice, around 24 January. There are areas at the bottom of near-polar craters that do not see direct sunshine, where ice might potentially be trapped. Also there are areas at higher elevation on the rim of Polar craters that see the Sun more than half of the time. Eventually, there may be areas that are always illuminated!".
APOLLO 12 AS 12-51-7485-4.jpg
APOLLO 12 AS 12-51-7485-4.jpgWhere's the Truth? (2)240 visiteIl punto nodale di entrambe le problematiche (e che, nella materia delle Scienze Planetarie e della Ricerca delle Anomalìe possiamo riassumere nel quesito: è meglio un’esplorazione diretta, fatta in loco, raccogliendo campioni e vedendo con i “propri occhi” la realtà o bisogna preferire un’analisi effettuata in modalità remota, senza “contatto” con l’ambiente investigato e quindi, sostanzialmente, “in differita”?), a nostro modestissimo parere, ci pare proprio lo stesso.

Lo Scienziato di oggi sembra aver “paura” di mettere le mani nella Realtà Oggettiva (quella che deriva dal “contatto”) e si è (quasi) TOTALMENTE RIMESSO alla Realtà “Virtuale”.
E cioè quella che deriva dalla lettura di dati acquisiti in via remota e dalla ricostruzione – fatta in laboratorio – di un ambiente e/o di una situazione.

Ora non vorremmo essere fraintesi e quindi precisiamo subito che il Progresso (quello con la “P” maiuscola però, e non quello delle Play-Station ultra realistiche e sempre più sofisticate o dei video-telefonini che ti fanno vedere, mentre parli con la fidanzata, anche la partita della squadra del cuore o lo sceneggiato preferito...) ha bisogno di macchine che virtualizzino la realtà.
Ne ha bisogno perché, alle volte, è attraverso l’esame della Realtà Virtuale che si riesce a raggiungere una maggiore comprensione e consapevolezza di e su quella che è la struttura e la configurazione della Realtà Reale.
Non si può andare in 5 minuti su Marte, o su qualcuno dei Satelliti di Giove o Saturno a verificare “di persona”, direttamente, che cosa sta succedendo. L’uso delle macchine è necessario per progredire.

Però, da qui a dire che lo studio della Realtà, per essere realmente accurato ed affidabile, DEVE PASSARE dall’analisi della Realtà Virtuale – scusateci – ce ne passa.

Ma che cos’è, poi, la Realtà Virtuale?
Nel nostro Campo, ad esempio, che cosa significa “usare la Realtà Virtuale” per capire la Realtà Reale?

Significa, detto in parole molto semplici (ed in maniera forse superficiale ma, a nostro parere, abbastanza chiara), che molti studi – ad esempio quelli relativi all’accertamento della effettiva configurazione di alcuni rilievi posti su Corpi Celesti lontani (da Marte a Titano e dalla Luna a Mercurio) passano attraverso la “RICOSTRUZIONE DIGITALE” dei rilievi stessi, mediante l’impiego di tecnologie informatiche (si tratta di softwares, per lo più) di ultima generazione.

Questa tecnica di analisi viene largamente impiegata dall’ESA (guardate le fotografie – o presunte tali – che ci giungono dalla Sonda Mars Express per capire che cosa intendiamo).
Ufficialmente, la NASA la utilizza di meno.

Sicuramente, se andiamo a guardare le fotografie (le belle fotografie originali però) delle Missioni Apollo e Mariner – Luna, Marte e Mercurio, ad esempio – e poi passiamo un’oretta ad esaminarle ed a confrontarle con le immagini di Marte che ci arrivano dall’ESA, ci renderemo subito e facilmente conto di che cosa significa “fotografare la Realtà ed analizzarla” rispetto a “fotografare la Realtà, RICOSTRUIRLA A TAVOLINO e POI analizzarla”.

Ma attenzione: secondo avviso per evitare di essere malintesi.
Questi due metodi, a nostro parere, sono (rectius: dovrebbero essere) COMPLEMENTARI.
Un po’ come la “palpazione” del Paziente ad opera del Medico (alla ricerca della malattia) in congiunzione con l’analisi del paziente effettuata “in modalità remota” o con il primario (eccellente, purché non diventi esclusivo) uso di macchine e strumentazione.

Complementarietà.

E invece no.

E invece si va, sempre di più, verso la cosiddetta “mutua esclusività”: da una parte ci sono i seguaci – nella Medicina come nelle Scienze Planetarie e nell’Anomaly Hunting – di una Scuola Analitica Classica (sicuramente “vecchia” ma altrettanto sicuramente fatta da persone intelligenti, capaci, dotate non solo di conoscenze ma anche di notevoli capacità intuitive) e dall’altra – in netta ed aperta contrapposizione – ci sono i seguaci di una Scuola Analitica Moderna (fatta da persone altrettanto intelligenti, capaci e dotate di enormi conoscenze, ma che prima di aprir bocca devono “chiedere conferme” a qualche computer).

E allora, ci chiederete, secondo Voi chi sono i “bravi” e chi sono gli “stupidi”?

Certo, viene istintivo porsi e porre una simile domanda, ma non sfuggirà a nessun Lettore – il quale sia abbastanza attento e sensibile – l’ovvia erroneità di un quesito posto in tali termini.

E si, perché qui non siamo alla ricerca dei “Geni” e dei “Fessi”! O di chi è bravo e di chi è cattivo. O di chi è intelligente e di chi è stupido.

No.
Qui stiamo solo ragionando sul come due Scuole di Pensiero, anziché integrarsi ed apprendere vicendevolmente, finiscano – non sempre, ma spesso – con il fare a cazzotti.
2 commenti
APOLLO 15 AS 15 82-11164 HR-2.jpg
APOLLO 15 AS 15 82-11164 HR-2.jpgAS 15-82-11164 - Great Scott! (HR)240 visiteOriginal caption:"166:09:44 MT. (...) this is a "before" of sample 15555, generally known as 'Great Scott', a 9,6 Kg piece of basalt and the largest Apollo 15 sample.
The Apollo 15 Photographic Index incorrectly indicates that this picture was taken at Station 10.
Scan courtesy NASA Johnson".
Juventae_Chasma_Region-PIA13842-PCF-LXTT.jpg
Juventae_Chasma_Region-PIA13842-PCF-LXTT.jpgDunes of Juventae Chasma (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)240 visitenessun commentoMareKromium
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SOL2185-2N320428884EDNB27MP1587L0M1~0.jpgThe Sky over Gusev - Sol 2185 (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)240 visitenessun commentoMareKromium
Craters-Louth_Crater-FHA00989.jpg
Craters-Louth_Crater-FHA00989.jpgLouth Crater (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)240 visiteLongitude of image center: 258,32° West
Latitude of image center: 70,58° North
Scaled pixel width: 270,95 meters
Scaled image width: 132,28 Km
Scaled image height: 117,97 Km
Solar Longitude (Ls): 111,09°
Local True Solar Time: 13,96 decimal hours
Emission Angle: 5,68°
Incidence Angle: 50,22°
Phase Angle: 46,39°
North Azimuth: 96,97°
Sun Azimuth: 313,08°
Spacecraft Altitude: 429,28 Km
Slant Distance: 431,16 Km
MareKromium
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