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Piú viste - The Readers Show and Tell...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Wood-RG.jpgMartian "wood"?!? - (MULTISPECTRUM; credits: Lunexit)293 visiteUn'interessante ed intrigante "imbeccata" del nostro Caro Amico e Partner, Riccardo Giuliani, ci mette davanti ad un interrogativo quanto mai complesso: quello che si vede in questo detail mgnf (estrapolato dal frame "site_B115_navcam_180_cyl_L-B118R1") può essere una forma di "legno fossilizzato"?

La risposta, se ci fermassimo al lato "visuale" della questione, potrebbe essere "Si: ciò che vediamo assomiglia ad una trave di legno, totalmente fossilizzata ed ormai inglobata nel Paving situato nelle immediate prossimità dell'outer rim del Cratere Endurance".
Ma le apparenze, come ben sapete, sono ingannevoli e ciò che "sembra" qualcosa, molto spesso "NON E'" quel qualcosa. E allora? E allora noi non possiamo far altro che ringraziare il bravissimo Riccardo Giuliani per l'intrigante segnalazione e quindi chiedere lumi a Voi, che ci leggete: che cosa stiamo guardando?
Se avete delle idee, opinioni e/od intuizioni che volete condividere, scriveteci e/o commentate.

Noi aspettiamo...
9 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL060-1P133516455RAD0830P2218L256C1.jpg...Maybe the "Martian Bunny"?!? - Sol 60 (credits: Carlo Contu)277 visiteCome abbiamo già scritto più volte (e non per piaggeria, ma per semplice onestà), il contributo che riceviamo dai nostri Lettori ed Amici più attenti e dedicati è prezioso. Lo è perchè, oltre a dimostrare che chi legge è poi capace, a sua volta, di ripercorrere i passi che caratterizzano il percorso dell'Anomaly Hunter, e lo è perchè l'intervento dei Lettori costituisce la "prova" che almeno uno dei Fini Istituzionali di Lunar Explorer Italia è stato conseguito.
Quale?
Quello di creare una Associazione che agisse, in un certo senso, non solo come un'Entità di Ricerca e Divulgazione, ma anche come una "piccola Tribuna sul Mondo delle Scienze di Confine". Una Tribuna alla quale ognuno di noi può affacciarsi ed esprimere il suo pensiero, le sue idee, le sue scoperte, se e quando ci sono.
Lunar Explorer Italia concede spazio a tutti, a condizione che la Materia chiamata in causa sia congrua con quanto viene trattato sulle nostre pagine e che colui che si esprime usi arguzia, intelligenza, passione e, più di tutto, educazione.

E' per questo che la Rubrica "Readers Show and Tell" è nata.

Quest'oggi, come già altre volte è accaduto, abbiamo il nostro Caro Amico, Carlo Contu, che ci ha "suggerito" di fare un grande passo all'indietro, sino ai primi Soles del MER Opportunity, e di investigare su quel dettaglio presente a centro frame, di color bianco-grigio, ben evidenziato nel detail-mgnf prodotto dal Sig. Contu.

Di che si tratterà mai?

Ebbene, secondo noi, si tratta di un frammento degli air-bags che hanno protetto, durante la fase di rough-landing (atterraggio ruvido) della Sonda, le meccaniche del Rover. Un frammento di qualcosa che è man-made e non è certamente indigeno di Marte.
Ma c'è di più. Come lo stesso Sig. Contu ha evidenziato, una leggera striatura scusa caratterizza il versante del rilievo che si trova alla Dx dell'Osservatore. Che cosa sarà mai quella "striatura"?
Probabilmente - almeno a parere di chi scrive - si tratta dell'evidenza che il corpo indagato è un "corpo mobile", spinto dal vento, e che il movimento del medesimo sulla Superficie del Crater Eagle, ha prodotto quello che tecnicamente viene chiamato "disturbo" (pensate al "disturbed terrain", ossìa il terreno Marziano interessato da attività meccaniche prodotte dal Rover stesso, o dalle sue componenti, o, come in questo caso, da un frammento di airbag, ma NON da elementi naturali - tipo le azioni eoliche, notoriamente creatrici, allorchè valutate su piccola scala, di quei rilievi superficiali noti come "Wind-Tails").

E non è tutto!

Il dettaglio in oggetto potrebbe addirittura essere, in una diversa configurazione visiva (dovuta sia al suo "muoversi" sulla superficie, sia al cambio di angolo di ripresa), il famoso "Martian Bunny", scoperto dal Prof. Hoagland durante il Sol n. 4 di Opportunity, e quindi ripreso con precisione e cura in un piccolo Studio/Contributo da noi pubblicato e curato dal sempre Caro Amico "Old Grey", alias Fabio Italiano (che salutiamo), in un'altra Sezione del Sito.

Tutto finito? No. Abbiamo ancora un "mistero" da risolvere: come mai questo frame, che risulta essere relativo al Sol 60 di Opportunity ci mostra dettagli interni del Cratere Eagle, quando il Cratere Eagle stesso venne lasciato dal Rover durante il Sol 57? Ebbene, abbiamo provato a riflettere e, alla fine, ci siamo ricordati del procedimento di fotografia, storage dell'immagine ed invìo della medesima a Terra adottato dai Mars Exploration Rovers.

Questo procedimento, come può risultare intuitivamente, poggia sul fatto che NON TUTTE le immagini riprese dai Rover durante un certo Sol "x", vengono poi inviate a Terra durante il medesimo Sol "x".
La "finestra" di trasmissione delle immagini, infatti, non è sempre aperta, anzi (ricordateVi che essa è funzione NON SOLO del quantum di energia disponibile da parte del Rover per svolgere le sue funzioni, ma anche dalla posizione delle Sonde che fanno da trasponders per i dati da esso inviati)!

Una possibile - e logica, nonchè razionale - risposta al quesito che ci eravamo posti può quindi essere questa: è stato rubricato come frame di Sol 60, un frame - di fatto - più vecchio di qualche Soles, ma rimasto in storage nella memoria di Opportunity per un pò di tempo, e quindi inviato a Terra in ritardo.
Un frame, intendiamo dire, scattato durante il Sol - ad esempio - "55", ma poi tenuto in memoria e quindi inviato a Terra (e ricevuto a Pasadena) 5 giorni dopo il suo "effettivo ottenimento".

Come avverrà la rubricazione di questo Sol "ritardatario"?

Interpretazioni. Secondo alcuni, infatti, la data del Sol corrisponde alla data di "scatto" della fotografia; secondo altri, invece, la data del Sol è la data di ricevimento a Terra del frame.
Che dire? Se Opportunity ha effettivamente lasciato il Cratere Eagle durante il Sol 57 - come ci dimostrano molti frames -, allora è ovvio che il criterio di archiviazione dei frames è quello che usa la loro data di ricevimento a Terra come parametro scriminante di rubricazione negli archivi NASA/MER.

Se invece vogliamo ritenere che il criterio di archiviazione dei frames sia quello che usa/considera la loro data di scatto, allora abbiamo solo tre possibilità per venire a capo della questione:

1) E' stato commesso un errore di rubricazione da parte della NASA;
2) Opportuniy è uscito dal Cratere Eagle, effettivamente, durante il Sol 57, ma poi è tornato sui suoi passi ed ha scattato qualche altro frame che ritraeva le sue "orme" ed il suo "nest";
3) Abbiamo capito male noi tutta la questione...

Ed ora, ringraziando di Cuore Carlo Contu, Vi lasciamo optare per l'ipotesi che riterrete più "azzeccata"!...
26 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE016.jpgThe "True Colors" of Mars (15)274 visiteI “colori ufficiali” di Marte riflettono due scenari: ignoranza (della serie: non so, ma tiro ad indovinare…), oppure deliberata manipolazione.
Se qualcuno riesce ad offrire una spiegazione migliore, ben venga. D’altro canto tutti possono commettere degli errori di valutazione,sìano essi Esperti e Professionisti o semplici “Amateurs”.
Resta il fatto che Marte sembra essere diventato una sorta di “prototipo planetario” dell’attuale tendenza di stereotipizzare tutto.
E si: il nostro mondo è diventato un mondo dove ogni cosa deve esattamente adattarsi ai modelli sociali consolidati e basati sul controllo totale delle informazioni...

E questa sarebbe “Scienza”?...Ai posteri l’ardua sentenza!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-055-Isolamento anomalia2.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (7) - from Sol 44271 visiteSecondo alcuni paleontologi (ringrazio Marco “Normanno” di http://www.paleofox.com) si potrebbe trattare di uno “pseudofossile” ossìa di una roccia modellata che può trarre in inganno.
E' comunque evidente che ognuno di noi può avere delle convinzioni nonostante quanto detto da specialisti del settore.
Io avverto che qualcosa non mi convince fino in fondo: ricordiamoci che stiamo parlando di Marte e non della Terra e che quindi una risposta definitiva - al 100% - non la si può ancora dare.
L'unico modo per scoprire la Verità...è andare lì!
Lo sviluppo della Vita su Marte, infatti - laddove essa ci sia effettivamente stata - deve aver verosimilmente seguito vie diverse dalle vie terrestri, con tutto ciò che ne consegue.

In questi links è possibile vedere l’Anomalìa in questione in due differenti frames:
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/all/2/p/044/2P130277904EFF0800P2410R1M1.JPG
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/all/2/p/044/2P130277928EFF0800P2410L7M1.JPG

Da notare che, in questi due frames, non è presente la linea di “stop rendering”.

Concludendo, più guardo queste immagini e più sono convinto che non si tratta di una “roccia modellata”.

Un azzardo finale? Nel punto dove le immagini sono state ottenute, probabilmente, in un tempo remoto esisteva un mare e quindi l’Anomalìa potrebbe anche rappresentare una sorta di “esoscheletro”: forse il residuo fossile di una creatura acquatica. Un residuo talmente resistente da essersi conservato fino ad oggi.

Ma da quanto tempo il Mare di Gusev Crater – ammesso che esistesse realmente – si sarebbe prosciugato?
E da quanto tempo quel che resta della “Creatura” giace in quel punto dove la vediamo oggi?...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE027.jpgThe "True Colors" of Mars (17)269 visiteEd ora, per chiudere, un articolo sui "possibili cieli azzurri di Marte" che ci è stato segnalato da Matteo Fagone e che, di fatto, supporta e chiude la sua interessante prolusione...

Perchè il cielo è blu ?
Annibale D'Ercole
Osservatorio Astronomico - Bologna

Non c’è dubbio che sia stato proprio il bel colore blu ad ispirare Manzoni nella descrizione, nei Promessi Sposi, di “… quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace”. Ad un fisico, tuttavia, il cielo pone riflessioni più prosaiche: perché il cielo è blu? E perché il Sole, al tramonto, appare rosso?
Com’è noto, la luce visibile di color bianco proveniente dal Sole è composta dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diverse lunghezza d’onda che variano dai 380 nm [1 nanometro (nm) = 1 milionesimo di millimetro] della radiazione che percepiamo come violetta, fino ai 720 nm della radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, verde, giallo, arancio.
Una volta raggiunta la Terra, un raggio solare interagisce con l’atmosfera. Quest’ultima è composta per il 78% da azoto e per il 21 % da ossigeno. Sono anche presenti argon, acqua (in forma di vapore, goccioline e cristalli di ghiaccio) e particelle solide (polveri, ceneri dai vulcani e sale dal mare).
Gli effetti dell’interazione tra luce ed atmosfera dipendono dalla lunghezza d’onda della radiazione e dalle dimensioni degli oggetti su cui questa incide.
Le particelle di polvere e le goccioline d’acqua sono molto più grandi della lunghezza d’onda della luce visibile: in questo caso la luce viene riflessa in tutte le direzioni allo stesso modo, indipendentemente dalla propria lunghezza d’onda.
Le molecole di gas hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d’onda. La luce rossa ha una lunghezza d’onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole senza “vederle”; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l’atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale. Al contrario, la luce blu ha una lunghezza d’onda inferiore e si “accorge” della presenza delle molecole da cui è infatti riflessa in tutte le direzioni (fu Einstein a dimostrare nel 1911, contrariamente a quanto si credeva in principio, che erano proprio le molecole, e non le polveri in sospensione, la causa della diffusione).

Questa diffusione differenziale dipendente dalla lunghezza d’onda è chiamata, in inglese, Rayleigh scattering (da Lord John Rayleigh, il fisico inglese che per primo la descrisse nella seconda metà dell’Ottocento).
Più precisamente, la quantità di luce diffusa è inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda. Ne consegue che la luce blu è diffusa più di quella rossa di un fattore (700/400)4 ~ 10.


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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_11_AS_11-39-5768.jpgToo Big, Too Bright... (from AS 11-39-5768)257 visiteEd ecco le riflessioni svolte dal Sig. de Vitis riguardo a questi due frames Apollo 11:"...Grazie al capovolgimento dei colori sia della prima che della seconda foto, un elemento importante che subito si evidenzia è che tra la prima immagine è la seconda possiamo notare due particolarità in più e non solo. Se fate caso nella prima foto, AS 11-39-5753, potete notare anche un diverso riflesso sull’oggetto situato in alto a sinistra...".

Certo, la presenza di "riflessi" sullo Star-Like Object over-magnificato è proprio uno di quegli indizi che permettono ai Ricercatori si Anomalìe Spaziali di scartare l'ipotesi per cui sia potuto trattare di un semplice image-artifact (il quale, anche se super-ingrandito e processato, di regola si risolve quasi sempre in un blur del particolare, senza che emergano dei rilievi definiti, delle ombre e/o dei riflessi di un qualche tipo). Corrette quindi le valutazioni del nostro Amico e Socio, che ringraziamo ed al quale rinnoviamo l'invito a partecipare attivamente al nostro (sempre affascinante) Lavoro!
3 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MartianBottle-1.jpgThe Martian "Amphora" (context frame)248 visiteIn un panorama affascinante e (davvero) pieno di rocce dalle forme quantomeno bizzarre, emerge una nuova Singolarità di Superficie - tanto "singolare" da meritarsi quasi il titolo di Anomalìa... -: il merito della nuova scoperta di un particolare tanto curioso quanto - ovviamente - controverso, è da attribuire, ancora una volta, al nostro Caro Amico Gianni Zitti da Ancona.
Il dettaglio controverso, in questo context frame, NON è stato evidenziato, così da farVi meglio comprendere la bravura (e l'occhio!) dimostrati dal Sig. Zitti: e si, perchè guardare le fotografie è semplice; trovare dettagli REALMENTE interessanti e MOLTO curiosi, non lo è affatto.

Ed è questo, se volete, uno dei "doni" che un Anomaly Hunter deve possedere: un grande "occhio", unito a dosi massicce di pazienza, accortezza e pragmatismo.
Poi, nel tempo, la competenza e l'esperienza possono portare ad ulteriori (e talvolta strabilianti) risultati.
Forse a delle autentiche Scoperte che, un giorno, potrebbero anche avere un valore ed una rilevanza storica.

Ma lasciando il Futuro al Futuro, per ora ci limitiamo ad invitarVi a guardare i due successivi extra-detail mgnf che ci mostrano una (pseudo)roccia caratterizzata dalla presenza, su di essa, di un "foro" perfettamente circolare; una roccia che - onestamente - vista anche la forma, ci ricorda un'anfora di Romana o Greca Memoria.

ATTENZIONE: non stiamo dicendo che il rilievo inquadrato dal Sig. Zitti è un rilievo artificiale! Stiamo solo dicendo che esso, effettivamente, CI RICORDA un manufatto. Tutto qui.

Complimenti - ancora una volta - al bravissimo Sig. Gianni e, per note e commenti su questa nuova Martian Oddity, aspettiamo Voi e le Vostre riflessioni ed annotazioni!
6 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL1019-EDM.jpgThe Martian "Star" (by Ivana Tognoloni & Lorenzo Leone)245 visiteUna curiosissima "Surface Feature", situata all'interno del Cratere Victoria, ci è stata segnalata dalla nostra Amica Lettrice Ivana Tognoloni. Il detail mgnf con evidenziazione del particolare, è stato realizzato dal nostro vecchio Amico e Ricercatore Esterno Senior, Lorenzo Leone.
Come commentare questa Singolarità? Difficile, molto difficile...Diciamo che, da una certa distanza, l'apparenza del rilievo può effettivamente richiamare alla mente una sorta di "Stella Marina", magari un pò "contorta", così come accade quando esse riposano su rilievi non proprio piatti. Tuttavia, a mano a mano che ci avviciamo al particolare, allora la sensazione è che non si tratti di un corpo unitario "tentacolare", bensì di più rilievi a forma simil-tubolare, leggermente accavallati (sovrapposti, se volete).
Uno di questi "rilievi tubolari" (esterno alla Singolarità investigata) lo potete scorgere appena sulla Sx della "Stella" (cioè a Dx dell'Osservatore).

Di che cosa si tratta?

Alla NASA non si sono (ufficialmente) mai occupati di questi dettagli, ma la loro forma potrebbe far pensare a delle mini "ripples" (dunette fatte di sabbia rappresa - indurita dal freddo e dal vento e, dopo ere ed ere, di fatto quasi "cementata" - tipo "Yardangs") le quali, a seguito di processi geologici ed atmosferici che non sempre siamo in grado di capire sino in fondo e/o, quindi, di spiegare, si configurano nelle maniere più bizzarre.

"Ripples" sovrapposte, sollevate parzialmente dal suolo (sino a formare archi o segmenti d'arco - o "simil-ponti"), intrecciate e di dimensioni enormemente più grandi di queste, sono osservabili in svariati frames orbitali ed una loro "giustificazione razionale" ancora manca.

Qualche Ricercatore (a nostro parere peccando di eccesso di Fantasia) vede nelle Mega-Ripples alle quali accennavamo qui di sopra, delle Strutture Aliene Artificiaili e Complesse; il Dr Feltri - come anche alcuni altri Ricercatori "Immaginifici" - avanza l'ipotesi secondo cui si potrebbe anche trattare di Forme Vitali Indigene, a Matrice Bio-Magnetica.
Altri Ricercatori, infine, propendono verso l'ipotesi per cui si possa trattare di "rilievi a Natura Mista".
"Mista" nel senso che, allorchè tali "Ripples Intrecciate" vengono individuate su scala "ridotta" - "Mini-Ripples", come in questo caso, all'interno del Cratere Victoria - si ipotizza una loro Matrice Organica, la quale ci suggerisce che si potrebbe trattare di fossili; nel caso di scala "gigante" - "Mega-Ripples", visibili - BENE! - anche da centinaia di Km di altitudine - si tende invece ad optare per una loro Matrice Geologica, la quale ci spinge a considerare simili rilievi come "Anomalìe di Superficie" o "Surface Oddities".

Decidete Voi quale ipotesi Vi soddisfa di più (oppure provate a suggerirne una nuova, se volete) e, per il momento, COMPLIMENTI alla Sig.ra Tognoloni per l'"occhio" ed al nostro Carissimo Amico, sempre attento e puntuale, Lorenzo Leone, per la pazienza avuta e per l'eccellente elaborazione addizionale del frame!
73 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_13_AS_13-62-8905_-_ANOMALY.JPGSpace "Fire-Fly"?!? (from AS 13-62-8905)232 visiteUna nuova rielaborazione del Sig. de Vitis in relazione a quella che noi chiamammo, già qualche anno fa, come "Golden Anomaly". Si tratta di un oggetto reale o di un image-artifact? La realtà è che, elaborazioni alla mano, l'ipotesi esotica è da preferire; ma di che cosa esattamente si possa trattare...Onestamente non possiamo proprio dirlo.

Scherzosamente (e prendendo spunto da quanto scrittoci dal nostro Amico e Socio) potremmo anche equiparare questo OVNI ad una sorta di "insetto": una "lucciola" (firefly) dello Spazio.
Una "lucciola" che, ancora dopo tanti anni dal ritorno a casa dei Ragazzi dell'Apollo 13, splende senza rivelarsi nelle loro immagini e nella nostra immaginazione...
18 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-OPP-SOL901-PIA08753-012.jpg"Baby Face" and "Screaming Rock" (by Carlo Contu)207 visiteAbbiamo lasciato per ultima questa elaborazione del nostro Caro Amico, Sig. Carlo Contu, poichè - e non Vi servirà molto per rendervene conto pienamente... - essa è un FANTASTICO esempio di due Caratterizzazioni Locali (o Singolarità di Superficie) le quali, da un lato stimolano la fantasia umana nell'individuazione di profili ambiguamente antropomorfi (Baby Face) e dall'altra suggeriscono ai Ricercatori "open-minded" l'idea che MOLTE rocce Marziane potrebbero non essere altro che "gusci" (come sostiene l'Amico e Collega, Dr Alessio Feltri) oppure "aperture verso il sottosuolo" - o "verso la superficie", a seconda del punto di vista che vogliamo adottare (come suggerisce il Presidente di Lunexit, Dr Paolo C. Fienga).

E quindi GRANDI complimenti a Carlo Contu per aver individuato, in un solo frame, due spunti così suggestivi e - effettivamente e nel contempo - così intriganti!
2 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-SOL465-2P167648699EFFA9HEP2281L7M1-2.jpg"Hard Mars": let's laugh together! (extra-detail mgnf; credits: Dr G. Barca)203 visite...Senza Parole...7 commentiMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO_11_AS_11-39-5753.jpgToo Big, Too Bright... (from AS 11-39-5753)198 visiteAncora dal nostro Amico e Socio, Fabrizio de Vitis, alcune elaborazioni meritevoli di entrare nella nostra Galleria dedicata ai Lavori ed alle riflessioni dei Lettori.
Il tema, come ricorderete riguardando ed analizzando i primi NASA Original Frames che inserimmo nella nostra Collezione On-Line, concerne la presenza di possibili Star-Like Objects nel cielo della Luna, regione di Tranquillity Base, frames relativi alla splendida ed ormai Storica Missione Apollo 11. Gli Star-Like Objects, come sapete, sono oggetti "simili a stelle" ma che, per luminosità, posizione e/o, come in questo caso, per dimensioni apparenti, NON possono essere delle stelle. Le correnti di pensiero riguardo a questo tipo di fenomeno sono svariate, ma riconducibili sostanzialmente a due: per alcuni, infatti, gli Star-Like Objects sono degli OVNI (Oggetti Volanti Non Identificati); per altri, invece, si tratta di meri image-artifacts, ossìa dei "difetti" (di un qualche tipo) del frame nel quale essi appaiono. Ad onor del vero, una risposta capace di eliminare la diatriba e fare chiarezza una volta per tutte, poteva provenire solo dalla NASA e la NASA, purtroppo, non si è mai nettamente pronunciata a questo riguardo. Per gli Astronauti, poi, il problema non si è mai posto poichè la domanda è stato semplicemente impossibile fargliela.
E allora? E allora, come la prudenza ed il pragmatismo ci hanno insegnato, noi possiamo dire - senza timore di incorrere in estremismi - che in determinati frangenti (come quelli proposti dal Sig. de Vitis) è abbastanza difficile parlare di image-artifacts: le "lucine" fotografate dagli Astronauti ci sono e si vedono molto bene anche sui negativi dei fotogrammi in questione.

Di che si tratta? Di OVNI, senza dubbio. OVNI la cui origine e natura, oggi, a distanza di 38 anni dalla Moonwalk di Armstrong ed Aldrin, continua a rimanere un mistero.
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