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| Piú viste - The Readers Show and Tell... |

ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE007.jpgThe "True Colors" of Mars (7)446 visiteStiamo forse supponendo che qualcuno abbia agito in mala fede?
Per carità, non sia mai! E’ assai più probabile che l'esatta struttura dei colori di Marte sia così complessa da decifrare che persino i tecnici che lavorano alle missioni spaziali si trovano in difficoltà!
Spendiamo allora due parole sulle telecamere a colori e sui metodi per ottenere immagini il più possibile naturali. Nelle telecamere a colori generalmente si installano, al loro interno, apparecchiature che fungono da filtro passa-banda; così basandosi sul rosso, sul blu e sul giallo si riescono poi ad ottenere tutte le principali tonalità cromatiche conosciute. Il motivo è dovuto al semplice fatto che il rosso, il giallo e il blu costituiscono i "colori fondamentali".
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-049-12-DD-2-depress-A044R1_TGrielaborated~0.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (3) - from Sol 44432 visiteFonte: archivio NASA fotografie sonda MER Spirit
Link: http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/press/spirit/20040219a/12-DD-2-depress-A044R1.jpg
Le dimensioni originali della foto (nota: si tratta del frame precedente, già ridotto da Lun-Ex-It) sono 3897x1100 e si tratta di un frame panoramico; questo è un ritaglio ed è stato contrastato di rosso per rendere maggiormente visibili (alcune) caratteristiche peculiari della superficie Marziana.
L’Anomalia analizzata è quella contrassegnata dalla lettera A
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-048-SOL044-12-DD-2-depress-A044R1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (2) - from Sol 44422 visiteTutto ciò premesso, noi – come Gruppo di Ricercatori Indipendenti – siamo dell’idea che debba essere comunque riconosciuto uno spazio di attenzione a coloro che hanno (come gli Amici Matteo Fagone, Fabio Italiano e così tanti altri che ci hanno scritto e che cerchiamo di menzionare ogni qual volta ne abbiamo l’occasione) qualcosa di realmente interessante e di plausibile da dire e/o da mostrare.
Le opinioni, sebbene ora più ed ora meno sostanziate (ergo ora più ed ora meno condivisibili), nel momento in cui vengono espresse con intelligenza, sensibilità, logica, coerenza ed educazione – come lo sono quelle che pubblichiamo – sono tutte (e sempre) meritevoli di considerazione e di rispetto: poi si potrà discutere per qualche secolo sulla loro intrinseca attendibilità/validità scientifica, ma comunque vanno rispettate.
“Ma così contribuite anche voi di Lunar Explorer”, qualcuno potrà dire, “a “generare sovrainformazione e cioè, in ultima analisi, caos”!
Certo, è possibile.
E’ possibile perché noi non sappiamo quale sia né dove si trovi la Verità e quindi vogliamo e dobbiamo dare spazio a diverse teorie.
Così operando generiamo caos? Può darsi, ma una cosa è certa: il caos che possiamo produrre noi è, se non altro, il risultato di un’azione svolta in Buona Fede…
Bene: crediamo che questo “cappello” sia sufficiente per introdurre il Lavoro di Fabio Italiano. Un Lavoro, ribadiamo, interessante e controverso, che dovrebbe servire a tutti come “spunto di riflessione”: certezze non ne abbiamo, così come non abbiamo aprioristiche preclusioni o scetticismi.
Abbiamo indizi – forse ne abbiamo anche troppi… – e quindi lavoriamo con quelli.
Per il resto…Staremo a vedere!
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE009.jpgThe "True Colors" of Mars (9)414 visiteOra, visto che quello che gli archivi NASA ed ESA ci offrono in materia di immagini a colori lascia – diciamo così – “perplessi”, la domanda che noi ci/Vi poniamo è questa: è possibile che i tecnici NASA e/o ESA abbiano tarato “male” le telecamere della Sonda Pathfinder, oppure quelle di Spirit ed Opportunity o magari quelle di Mars Express?!? Insomma, sono state forse inviate su Marte delle sonde daltoniche?
Dobbiamo ritenere che queste persone così qualificate starebbero letteralmente "tirando a indovinare" allorché si parla dei colori di Marte, fornendoci quindi delle interpretazioni arbitrarie su quello che – a questo punto “secondo loro” – sarebbe l'aspetto di Marte"?
Se così fosse la soluzione più razionale (e limitativa di errori e malintesi) sarebbe quella di rilasciare soltanto immagini in bianco e nero. E, guarda caso, gli archivi NASA, JPL, MSSS sono stracolmi di frames in bianco e nero...
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Apollo 12 AS 12-46-6822 HR.jpgAS 12-46-6822 - The closer you look, the more you see: some sort of a "Milestone"?409 visiteChe cosa c'è sulla sommità del Lunar Mound più famoso delle Missioni Apollo?
Si tratta di una formazione geologica naturale al 100%? Si tratta di un qualcosa di "piantato" sul tumulo, per distinguerlo e farlo spiccare dal resto della superficie della Luna?
E' il "segno" di un qualcosa di "fatto-a-mano"?
Che cosa stiamo guardando? (e la NASA, come potete leggere Voi stessi, si guarda bene dall'esserci di aiuto...)
Caption NASA originale:"118:00:46 MT - Pete Conrad took this photograph from just south of the small mound which, as can be seen in Al's (Bean) magnetometer documentation photo AS12-47-6921, is north of the Central Station".
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE008.jpgThe "True Colors" of Mars (8)404 visiteCome si esegue la taratura della telecamera? Nella maniera più ovvia possibile: si punta la telecamera in una direzione predefinita, per esempio su una parete pancromatica che rappresenta una discreta gamma di colori. Si regolano i filtri passa-banda in modo che il risultato finale corrisponda proprio a ciò che l'occhio umano osserverebbe. Quanto appena descritto dovrebbe costituire l'elemento cruciale per il successo di una missione spaziale e la ragione è evidente: l'osservazione visiva è – a mio parere - l’elemento analitico essenziale! Almeno fino al giorno in cui l'uomo non sbarcherà in prima persona su Marte, dovremo basarci proprio sull'osservazione visiva per capire qualcosa di quel Mondo lontano.
E’ pur vero che ci sono tante altre apparecchiature e sensori che, a loro volta, forniscono altri dati essenziali ma…Ma l'elemento visivo è importantissimo.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-046-SOL044-2P130277928EFF0800P2410L7M1.jpgSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (1) - from Sol 44403 visiteNel quadro - sempre più vasto e complesso - delle Singolarità (e/o delle Anomalìe vere e proprie) individuate sulla superficie del Pianeta Rosso durante il primo Anno Marziano dei MER Spirit ed Opportunity, si inserisce una questione di fondo che ha ormai assunto proporzioni considerevoli: un numero imprecisato - ma già molto alto -, di Appassionati, di "Anomaly Hunters", di Ricercatori Indipendenti e così via, ha notato, attraverso l'analisi delle migliaia di frames giunti dalle "sabbie" e dalle "pietraie" di Gusev Crater e di Meridiani Planum, che c'è qualcosa di curioso, a volte strano ed a volte indefinibile e controverso, nelle "rocce di Marte".
Secondo alcuni (e parliamo della Scuola del Prof. Hoagland), si potrebbe trattare di manufatti (ossìa di opere “artificiali” – forse sarebbe meglio dire “NON naturali”); secondo altri (annoveriamo il Dr Feltri e noi stessi), le rocce di Marte potrebbero NON essere esattamente “rocce nel senso terrestre" del termine.
Secondo altri ancora, come l'Amico Ricercatore Indipendente Fabio Italiano (alias OldGrey) che ci ha inviato questa interessante Relazione (la quale costituirà, inevitabilmente, una fonte di nuove controversie), alcune "rocce" potrebbero essere i residui fossili di antiche Creature che, in un tempo probabilmente assai remoto, calpestavano la superficie di Marte.
Allora, riassumendo: le rocce di Marte sono dei “manufatti”, sono “esseri”, sono “fossili” o sono soltanto “rocce”?
E’ del tutto ovvio che nessuna di queste Scuole di Pensiero può, ad oggi, dire di aver raggiunto una “ragionevole certezza” al riguardo, anzi…
Inoltre, la scarsa (ma forse sarebbe meglio dire “nulla”) collaborazione sia da parte degli Enti Spaziali coinvolti nell’esplorazione e studio del Pianeta Rosso (NASA/USA – ESA/Europa), sia degli Scienziati – Americani ed Europei soprattutto – che vanno per la maggiore (troppo pavidi ed interessati per sbilanciarsi), unita al quantitativo ormai impressionante di dati contraddittori ed imprecisi, alterati e manipolati, discutibili e/o addirittura falsi che sono disponibili su Marte ha reso estremamente ingrato ed oltremodo complesso il lavoro di Ricerca che ognuno di noi, usando la propria testa, le proprie competenze e i mezzi di cui dispone, può svolgere.
Insomma: lo scenario attuale della Ricerca su Marte dice che ci troviamo in un Mare Magnum di informazione, ben miscelata con tanta disinformazione e tanta controinformazione.
Un Mare Magnum che non siamo in grado di dire se sia stato “voluto” oppure se si è – semplicemente – “auto-generato” a causa del modo, diremmo eccessivo e sbagliato, ma certo figlio della nostra contemporaneità, di fare Scienza, Informazione & Spettacolo.
Un Mare Magnum dal quale non sarà per niente semplice venir fuori…
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-050-2004221215640_bone.JPGSkull-Rock: pseudo-rock or pseudo-fossil? (4) - from Sol 44390 visiteQualche considerazione: innanzitutto si vede che è presente una linea centrale verticale che “taglia” il frame (ergo l’Anomalia) in due tronconi. Ritengo che si tratti di una linea di cosiddetto "stop-rendering".
La parte sinistra dell'Anomalìa poggia sulla superficie come se si trovasse su di un treppiedi; al di sotto sembra che filtri della luce (questa parte dell'Anomalìa la considero come la "parte frontale" del presunto scheletro); manca la parte mandibolare (sempre che vi sia mai stata...).
Suppongo che un'analoga/simile configurazione esteriore dell'Anomalìa esista anche dalla parte opposta rispetto al nostro angolo visuale (e mi riferisco alla parte di Anomalìa che potrebbe rappresentare le "orbite" - o cavità oculari - di questa "creatura").
Ma prendiamo in considerazione la parte sinistra dell'Anomalìa.
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-APOLLO 12 AS 12-46-6753 HR.jpgAS 12-46-6753 - The "Mistery Bar"390 visiteNon è solo l'oggetto che colpisce l'attenzione dell'Osservatore ma anche, se provate a prestarci attenzione, la totale incongruità fra la sagoma di questa "sbarra" (spazzatura "Made in USA", probabilmente?) e l'ombra che viene proiettata sulla superficie Lunare.
Certo: Voi potreste dire che l'ombra e la sua "linearità" sono anche funzione della configurazione della superficie.
Giusto.
Tuttavia una cosa è una deformazione dell'ombra dovuta al fatto che il suolo Lunare è accidentato ed un'altra, almeno a nostro parere, è l'esistenza di un'ombra la quale, nelle sue linee essenziali, è DEL TUTTO INCOERENTE rispetto all'oggetto che l'avrebbe dovuta generare (e che non ci sembra abbia, sul suo margine superiore, una sorta di "becco", come invece appare dalla porzione terminale superiore dell'ombra stessa).
Questo tipo di "deformazione", almeno per quanto ne sappiamo noi, NON dipende dalla conformazione del suolo, bensì dal corpo che proietta l'ombra e che, evidentemente, NON è quello che vediamo nella Cerchiatura.
E allora? E allora, con ogni probabilità, questo frame è stato manipolato in maniera radicale, sostituendo all'oggetto che proiettava l'ombra bizzarra che ora vediamo (forse un oggetto "alieno"...), questa specie di sbarra che noi abbiamo qualificato come "spazzatura" Lunare (ossìa come materiale lasciato dagli Astronauti).
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Apollo 12 AS 12-46-6801 HR.jpgAS 12-46-6801 - The closer you look, the more you see: the "Tin-Can"?375 visiteChe cosa vedete nella Cerchiatura Gialla? Una roccia dalla forma curiosa? O magari una lattina - o una bottiglia - dopo che sono passate attraverso il calore del fuoco?
O forse - e più probabilmente - un contenitore in plastica che gli Astronauti hanno "buttato via"? Già, ma chi è così poco furbo da fotografare la propria immondizia (ancorchè "lunare")?
E' un'illusione ottica, o meglio: è un oggetto senza alcuna importanza che assurge agli onori della cronaca a causa di un gioco di luci e d'ombre? O è la testimonianza (l'ennesima) di un qualcosa di NON Terrestre che già da tempo giaceva sulla Luna?
Che cosa stiamo guardando?
Caption NASA originale:"116:57:52 MT - Rightward of 6800. View to the North".
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE028.jpgThe "True Colors" of Mars (18)365 visiteProprio nel Rayleigh scattering risiede la risposta alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Nell’attraversare l’atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d’onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell’aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.
Vicino all’orizzonte il cielo è di un azzurro più chiaro perché la luce, per raggiungerci da questa direzione, deve attraversare più aria e viene diffusa maggiormente; pertanto siamo raggiunti da una minor quantità di luce blu.
Le nuvole e la nebbia ci appaiono bianche perché consistono di particelle più grandi delle lunghezze d’onda della radiazione visibile, e diffondono tutti i colori allo stesso modo. Tuttavia, in particolari condizioni, è possibile che in aria si trovino in sospensione particelle più piccole.
Alcune montagne sono famose per le loro foschie blu (ad es. a Les Vosges in Francia). In questo caso gli aerosol di terpene rilasciati dalla vegetazione reagiscono con l’ozono dell’atmosfera formando particelle di circa 200 nm adatte a diffondere la luce blu.
A volte, l’incendio di una foresta o un’eruzione vulcanica possono riempire l’atmosfera con particelle delle dimensioni di 500-800 nm. Queste particelle sono pertanto in grado di diffondere la luce rossa, provocando un effetto opposto a quello usuale. In questo caso è la luce rossa ad essere diffusa via dal raggio incidente e questo provoca, in alcuni casi, una colorazione blu della Luna. Questo è un effetto che accade assai di rado e nella lingua inglese è preso ad esempio di evento raro (once in a blue moon, una volta ogni luna blu; l’analogo del nostro “una volta ogni morte di papa”).
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-MFAGONE013.jpgThe "True Colors" of Mars (12)363 visiteE allora? Che cosa significa tutto questo? Forse che tutto ciò che riguarda Marte è fasullo? No, noi riteniamo di no.
Alcuni frames crediamo che siano effettivamente in "almost true colors". Ed è grazie a questi frames che abbiamo potuto tentare un delicato trattamento digitale allo scopo di rimuovere il famigerato "filtro rosso" (di fondo) e quindi offrire agli Appassionati una visione di come dovrebbe essere in realtà il paesaggio inquadrato nei tanti frames.
Ma vogliamo appellarci ancora una volta al cinema fantascientifico. Chi ha avuto modo di vedere "Mission to Mars" avrà certo notato il cambiamento nel modo di interpretare l'aspetto di Marte! Il paesaggio ora è molto più luminoso, più "terrestre" e il cielo…è come il nostro, sebbene visto attraverso un filtro rosso/arancione! Ma veniamo ad un altro punto critico: ricordate, verso la fine del film, la tempesta di vento che trascina con forza gli astronauti? Era un’interpretazione autentica circa la effettiva portata delle tempeste su Marte? Tenete presente che la National Aeronautics and Space Administration (NASA) è stata consulente per quel film ma…qualcosa non quadra!
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