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Piú viste - Asteroids and Comets
Lutetia-04-PCF-LXTT.jpg
Lutetia-04-PCF-LXTT.jpgAsteroid "Lutetia" (possible Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)100 visiteMareKromium
Comets-Hartley_2-PIA13626.gif
Comets-Hartley_2-PIA13626.gifSnowballs near Comet Hartley-2100 visiteCaption NASA:"This movie shows the motion of some Icy Particles in the Cloud around Comet Hartley 2, as seen by NASA's EPOXI mission Spacecraft. A star moving through the background is marked with red and moves in a particular direction and with a particular speed, while the Icy Particles move in random directions. The Icy Particles are marked in green, blue and light blue.
The images for the movie were obtained by the Medium-Resolution Imager on Nov. 4, 2010, the day the EPOXI mission Spacecraft made its closest approach to the Comet".
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Planet_9-c.jpg
Planet_9-c.jpgPlanet Nine (3)100 visite“Ad oggi - spiega Science Alert – la migliore prova di un pianeta sconosciuto nei confini più remoti del nostro Sistema Solare rimane questo raggruppamento, insieme a una strana inclinazione delle loro orbite e all'orbita di 90377 Sedna che non può essere spiegata dalla presenza di Nettuno”.
Eppure non tutto sembrerebbe tanto scontato, visto che “successive analisi effettuate dall'Outer Solar System Origins Survey, così come diversi altri risultati dell'indagine, non hanno trovato alcun segno di raggruppamento tra altri oggetti trans-nettuniani rilevanti, rendendo l'esistenza del Pianeta Nove per ora estremamente controversa”.
Ma come sarebbe questo pianeta?
Come detto, sarebbe dotato di una massa fino a dieci volte quella terrestre, con una circonferenza che si avvicina a quella di uno dei nostri giganti di ghiaccio, cioè Urano e Nettuno, originatosi fra le orbite di Giove e Nettuno.
Con la differenza che prima di poter assumere la massa attuale, “Planet Nine avrebbe ricevuto un calcio dal pozzo gravitazionale di uno dei due giganti gassosi e si sarebbe ritrovato tra le distese ghiacciate”.
Altre ipotesi, meno probabili, lo inquadrerebbero invece come un frammento di una stella di passaggio davvero molto tempo fa.
“Se il pianeta Nove esiste, la sua estrema lontananza - da qualche parte circa 10 volte più lontano di Nettuno - limita la quantità di luce solare che si riflette dalla sua superficie – conclude Science Alert – individuarlo sarebbe reso più difficile proprio dalla sua lontananza. Non solo per la sua oscurità, ma anche per il suo relativo calo della velocità orbitale sarebbe poi più difficile identificare le differenze di posizione”.

Se per ora il nostro Sistema Solare rimane una famiglia di otto pianeti, la ricerca di un nono, ipotetico membro potrebbe essere giustificata anche dai molti segreti che saremmo in grado di ricavare nel corso della caccia, a prescindere dal risultato.
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Planet_9-a.jpgPlanet Nine (1)99 visiteChe cos’è il Pianeta 9? Spesso ci si riferisce a questo misterioso pianeta anche con l’etichetta “Planet X”.
Si tratta di un oggetto del tutto ipotetico e massiccio in orbita ellittica ben oltre Plutone, all'incirca a una distanza che impiegherebbe dai 10mila ai 20mila anni terrestri per completare un singolo giro intorno al Sole.
Su questo pianeta non abbiamo osservazioni dirette, ovviamente: se ne ipotizza l’esistenza osservando alcuni pattern inaspettati nelle orbite di altri oggetti cosmici più piccoli nelle gelide regioni esterne del Sistema Solare. Variazioni che, appunto, potrebbero spiegarsi con l’attrazione gravitazionale di un corpo come questo.
In particolare nella fascia di Kuiper estrema – la regione esterna del Sistema Solare che si estende da oltre l'orbita di Nettuno fino a 50 Unità Astronomiche (U.A.) dal Sole – alcuni oggetti, per la precisione quattordici, sfoggiano comportamenti bizzarri: anziché avere orbite casuali e indipendenti, presentano alcune caratteristiche comuni.
9 commentiMareKromium
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Steins-0.jpg2867 teins98 visiteCaption NASA:"Cruising though space, sometimes you'll come across an unusual object. Such was the case on Friday for ESA's Rosetta Spacecraft on it's way to comet Churyumov-Gerasimenko. Robotic Rosetta buzzed right by the main belt asteroid 2867 Šteins, taking many pictures, some of which have been compiled into a short video.
At first glance, Steins looked like a 5-Km wide diamond, but as Rosetta shot by, craters and a more extended shape become evident. In the above sequence of 6 images, a notable chain of craters is evident vertically on the Asteroid's Surface, most probably caused by a chance collision with a stream of meteors. Space scientists will now study the data taken by Rosetta of asteroid Steins in an effort to better understand its composition, origin, and why the asteroid reflects light so well.
As the Earth-bound scientists toil, Rosetta itself will continue to zoom across our Solar System, next swooping again by the Earth in 2009 November, flying by asteroid 21 Lutetia in July 2010, and finally landing on Comet Churyumov-Gerasimenko in November 2014".

Nota Lunexit: un nuovo (ed eclatante) esempio di Asteroide il quale ci mostra, fra le diverse Surface Features che ne caratterizzano le fattezze, un gigantesco cratere (da impatto?!?) il quale - nonostante le usuali spiegazioni degli Scienziati Planetari NASA ed ESA - non potrebbe (nè dovrebbe) esistere.

Altri tre esempi di piccoli asteroidi che presentano un inspiegabile (per dimensioni e fattezze) "Mega-Cratere" sulla loro superficie: Annefrank; Mathilde e Dactyl (senza dimenticare Phobos, come ovvio, anche se Phobos - tecnicamente - non è un asteroide. O almeno: non lo è più...).
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Pompeja.jpg
Pompeja.jpgPompeja (imagination)97 visitenessun commento3 commentiMareKromium
Comets-Comet_Hartley_2-NASA-1.jpg
Comets-Comet_Hartley_2-NASA-1.jpgComet "Hartley 2" (Dimensions)96 visitenessun commento1 commentiMareKromium
Asteroids-469219-Kamo_oalewa-1.jpg
Asteroids-469219-Kamo_oalewa-1.jpgKamo'oalewa95 visiteKamo'oalewa è un piccolo asteroide che viaggia insieme alla Terra intorno al Sole e che potremmo considerare il nostro secondo satellite naturale insieme alla Luna.
Misura poco più di un campo da basket ed è molto probabile che la sua origine sia proprio la Luna, ovvero potrebbe essersi staccato in tempi antichi, rimanendo intrappolato parzialmente tra la forza di gravità terrestre e quella solare. Il suo nome in hawaiano significa "corpo celeste che oscilla" ed è stato scoperto il 27 aprile 2016 proprio grazie al telescopio PAN-STARRS che si trova alle Hawaii. Riguardo alla sua origine lunare è una teoria di cui si è parlato molto ultimamente e che è stata formulata in seguito allo studio del suo spettro luminoso che per molti anni è stato un mistero e che solo recentemente è stato confrontato con (quello emesso da) rocce raccolte (ovviamente sulla Luna) durante le missioni Apollo.
Gli astronomi notano che gli asteroidi vicini alla Terra 2020 PN1, 2020 PP1 e 2020 KZ2 hanno tutti orbite molto simili a Kamo'oalewa, quindi potrebbero provenire dallo stesso evento di impatto lunare o potrebbero anche aver fatto parte di un corpo comune che poi si è ulteriormente spaccato.
Adesso l'Agenzia Spaziale Cinese sta progettando una missione robotica per raggiungerlo e raccogliere dei campioni dalla sua superficie. La missione dovrebbe chiamarsi ZhengHe e, secondo indiscrezioni, dovrebbe partire nel 2024 (o nel 2025).
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3I-ATLAS_08~0.jpgComet 3I/ATLAS Seen With Gemini North | NOIRLab95 visitenessun commentoMareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Ultima_Thule_-_1.jpgUltima Thule94 visiteThe New Horizons team used the Hubble Space Telescope to search for its post-Pluto, Kuiper Belt flyby target. Using observations made with Hubble on June 26, 2014, the science team (led by co-investigator Marc Buie) discovered an object that New Horizons could reach with its available fuel. The object was subsequently designated 2014 MU69, given the minor planet number 485968 and, with public input, nicknamed "Ultima Thule" (which means "beyond the known world").

MU69 is located in the Kuiper Belt, beyond the orbit of Neptune. At 12:33 a.m. (EST) on January 1, 2019, New Horizons flew just 2,200 miles (3,500) kilometers from the object's surface, when it was about 4 billion miles (6.6 billion kilometers) from the Sun -- the most distant planetary flyby in history and the first close-up look at a solar system object of this type.

Ultima Thule is the first unquestionably primordial contact binary ever explored. Approach pictures hinted at a strange, snowman-like shape, but further analysis of images, taken near closest approach, uncovered just how unusual the KBO's shape really is. At 22 miles (35 kilometers) long, the binary consists of a large, flat lobe (nicknamed "Ultima") connected to a smaller, rounder lobe (nicknamed "Thule").

This strange shape was the biggest surprise of the flyby. Nothign like it has been anywhere in the solar system -- sending the planetary science community back to the drawing board to understand how planetesimals (the building blocks of the planets) form.

Because it is so well preserved, MU69 offered our clearest look back to the era of planetesimal accretion and the earliest stages of planetary formation. Apparently the two lobes once orbited each other, like many so-called binary worlds in the Kuiper Belt, until something brought them together in a "gentle" merger.

In color and composition, New Horizons data revealed that MU69 resembles many other objects found in its region of the Kuiper Belt. Consistent with pre-flyby observations from the Hubble Telescope, Ultima Thule is very red – redder even than Pluto, which New Horizons flew past on the inner edge of the Kuiper Belt in 2015 – and about the same color as many other so-called "cold classical" KBOs. ("Cold" referring not to temperature but to the circular, uninclined orbits of these objects; "classical" in that their orbits have changed little since forming, and represent a sample of the primordial Kuiper Belt.)

New Horizons scientists have also seen evidence for methanol, water ice and organic molecules on the surface -- a spectrum similar to some of the most extreme objects we've seen in the outer solar system.

Flyby data transmission continues, with all data expected on the ground by late summer 2020.
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Comet_Oumuamua-3.jpg
Comet_Oumuamua-3.jpgMore questions...94 visiteDopo 5 anni dalla sua comparsa nel nostro sistema solare Oumuamua rimane uno degli argomenti che più accendono la fantasia di ricercatori e appassionati di vita extraterrestre. Avi Loeb, celebre astrofisico di Harvard, continua a senza demordere ad affermare che quello strano asteroide interstellare non è altro che un oggetto costruito da qualche civiltà aliena. In lingua hawaiana Oumuamua significa "messaggero che arriva da lontano" e in effetti stiamo ancora capendo da dove provenga, tentando di analizzarne la natura grazie ai dati registrati dai nostri telescopi, prima che scomparisse di nuovo nella galassia.
L'idea di Loeb su questo oggetto è stata subito radicale e non in linea con il tipo di ricerca fatta dalla comunità scientifica: secondo lui era una vela a propulsione leggera prodotta dagli alieni. "Gli scienziati del mainstream dovrebbero stanziare fondi per trovare il prossimo oggetto simile a Oumuamua e identificare oltre ogni ragionevole dubbio la sua natura", ha scritto Loeb.
L'astrofisico da circa un anno ha fondato il Progetto Galileo che utilizzerà i dati per elevare la ricerca di tecnologia extraterrestre da osservazioni aneddotiche e leggende a ricerca scientifica sistematica.
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Comets-Comet_ISON-Nucleus_Crop_Chumack.jpgComet ISON92 visite"Comet ISON is probably at least twice as big as Comet Lovejoy and will pass a bit farther from the sun’s surface" notes Knight. “This would seem to favor Comet ISON surviving and ultimately putting on a good show.
One of the most exciting possibilities would be a partial break-up. "If Comet ISON splits, it might appear as a 'string of pearls' when viewed through a telescope," speculates Battams. “It might even resemble the famous Comet Shoemaker-Levy 9 that hit Jupiter in 1994.”
A break-up would pose no threat to Earth, assures Yeomans. "Comet ISON is not on a collision course. If it breaks up, the fragments would continue along the same safe trajectory as the original comet."

Whatever happens, northern sky watchers will get a good view. For months after it swings by the sun, Comet ISON will be well placed for observers in the northern hemisphere. It will pass almost directly over the North Pole, making it a circumpolar object visible all night long.

Will Comet ISON fizzle ... or sizzle? Stay tuned to Science@NASA for updates.
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