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Piú viste - A Tribute To Mars Global Surveyor
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-05.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-05.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (CTX Frame - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)54 visiteLe "Dune Luminose" di Thaumasia: per una Scuola di Pensiero si tratta di tubazioni, un tempo interrate, le quali sono state poi riportate alla luce dalla combinazione di azioni geologiche (da un lato) e meteorologiche (dall'altro). Tubazioni metalliche i cui scopi sono un mistero che, probabilmente, è destinato a rimanere tale.
Per altri Ricercatori, invece, si potrebbe trattare di spezzoni visibili di tunnel traparenti i quali, sempre a causa del concorso fra azioni geologiche (sismi, subsidenze, fratture tettoniche etc.) ed azioni meteorologiche (piogge torrenziali, alluvioni, venti et sim.), sono "emersi" dalle profondità del Pianeta Rosso sino a rendersi, in parte, visibili.
Per altri ancora, infine, si potrebbe trattare delle strutture che reggevano i tunnels di cui sopra (diciamo gli scheletri di queste ipotetiche costruzioni).

Per la NASA, si tratta di "ripples", ossìa di dune costituite da sabbie rapprese e, nel tempo, divenute simili a rocce (ancorchè - relativamente - fragili).
L'ESA è d'accordo con questa costruzione ma - e diremmo "ovviamente" - nè la NASA, nè l'ESA spiegano il motivo di questa albedo così inusuale per delle strutture rocciose.

Noi, come Gruppo di Ricerca Indipendente, riteniamo che queste strutture sìano, di fatto, dei rilievi naturali. Il motivo della loro "luminosità", come Geologia e Razionalità ci suggeriscono, dovrebbe essere ricercato - prima di lasciarsi andare a teorizzazioni esotiche (e prive di fondamenta) - nella composizione di questi rilievi. Svariate aree di Marte "brillano" e, come Spirit stesso ha già evidenziato, la superficie di Marte è ricca di sali e di sostanze aventi una natura ed una struttura cristallina.

Forse, prima di pensare a "tubi" e "tunnel", varrebbe la pena di pensare anche a sali, quarzi, superfici vetrificate e - perchè no? - ghiaccio.

Aeolian_Features-Windstreaks-Comparison.jpg
Aeolian_Features-Windstreaks-Comparison.jpgWindstreaks inside Becquerel Crater (CTX Frame: False Colors - insets: Original NASA/MGS/MSSS and NASA/JPL/ASU b/w Frames)54 visiteUn piccolo mosaico, tanto per evidenziare la notevole (sempre e solo a nostro avviso, naturalmente) diversità esistente fra alcuni Windstreaks.
Tanto per prevenire possibili malintesi, ribadiamo che il Windstreak, tecnicamente, è (o forse sarebbe meglio dire "dovrebbe essere") l'espressione visibile di un'area superficiale "protetta" da un rilievo la quale, di conseguenza ed a differenza delle aree ad essa latistanti, NON viene spazzata dal vento (diciamo che è "risparmiata").
Ma alcuni Windstreaks, a differenza di quanto detto qui di sopra, esprimono invece il risultato visibile di quanto il vento ha DIRETTAMENTE trasportato su una specifica area superficiale (il che vuol dire che essi non rappresentano un'area "coperta", bensì un'area "battuta").

Questa distinzione costituisce una mera "finezza/sottigliezza" interpretativa, forse? Secondo noi no. No perchè una cosa è guardare cosa accade ad un'area su cui il vento non arriva a battere direttamente (a causa della presenza di un ostacolo) ed un'altra osservare che cosa il vento ha trasportato su una certa superficie, battendo direttamente su di essa.
Osservate l'omogeneità iniziale del tre Windstreaks presenti nei frames in b/n (si tratta dunque di Windstreaks che evidentemente esprimono delle aree "protette") e la forma a "V" dei Windstreaks individuati nelle prossimità di Ascraeus (i quali, ora ed altrettanto evidentemente, esprimono aree "battute").

Le implicazioni derivanti da questa (sommaria, ma non insignificante) classificazione dei Windstreaks ci paiono talmente evidenti da non necessitare, in questa sede, di ulteriori spiegazioni.
MareKromium
Inca-City-AB107908.jpg
Inca-City-AB107908.jpgA true "South Polar Oddity": Inca City (1)54 visiteDati contestuali di riferimento:

Longitude of image center: 64,63° West
Latitude of image center: 81,48° South
Scaled pixel width: 15,47 mt
Scaled image width: 31,88 Km
Scaled image height: 32,87 Km
Solar longitude (Ls): 246,89°
Local True Solar Time (M.L.T.): 12,90 (decimal hours) such as --> 12:54
Emission angle: 58,14°
Incidence angle: 58,59°
Phase angle: 25,53°
North azimuth: 250,10°
Sun azimuth: 238,48°
Spacecraft altitude: 3222,87 Km
Slant distance: 4167,30 Km
South_Polar_Features-Defrosting_Dunes-2005_06-PCF-LXTT.jpg
South_Polar_Features-Defrosting_Dunes-2005_06-PCF-LXTT.jpgDefrosting Dunes (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)54 visitenessun commentoMareKromium
North_Polar_Regions-Chasma_Boreale-MGS-01.jpg
North_Polar_Regions-Chasma_Boreale-MGS-01.jpgBrown Dunes in Chasma Boreale (Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)54 visitenessun commentoMareKromium
Craters-Hellespontus_Crater-1-M0201817Det.jpg
Craters-Hellespontus_Crater-1-M0201817Det.jpgFrost on the dunes of Hellespontus Crater (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)54 visitenessun commentoMareKromium
Craters-Wirtz_Crater-MGS~0.jpg
Craters-Wirtz_Crater-MGS~0.jpgThe Dunes of Wirtz Crater (Natural Colors; credits for the additioonal process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)54 visitenessun commentoMareKromium
South_Polar_Storm-PIA11982.jpg
South_Polar_Storm-PIA11982.jpgSouth Polar Dust Storm54 visiteCaption NASA:"This nearly global mosaic of observations made by the Mars Color Imager on NASA's Mars Reconnaissance Orbiter on April 2, 2009, shows billowing clouds of dust being lifted into the Atmosphere by a storm near the edge of the Seasonal Polar Cap of Southern Mars.
The season on Southern Mars is late Spring. Late Southern Spring and early Southern Summer are a peak time of the Martian year for major Dust Storms.
Atmospheric haze due to suspended dust from recent storm activity is evident elsewhere on the Planet, including the Skies over Mars rovers Opportunity (MER-B) and Spirit (MER-A).
Black areas in the mosaic are the result of data drops or high angle roll maneuvers by the Orbiter that limit the camera's view of the Planet.
Equally-spaced blurry areas that run from South-to-North (bottom-to-top) result from the high off-nadir viewing geometry, a product of the spacecraft's low-orbit.

Malin Space Science Systems, San Diego, provided and operates the Mars Color Imager. NASA's Jet Propulsion Laboratory, a division of the California Institute of Technology in Pasadena, manages the Mars Reconnaissance Orbiter for NASA's Science Mission Directorate, Washington. Lockheed Martin Space Systems, Denver, is the prime contractor for the project and built the Spacecraft".
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