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| Piú viste - A Tribute To Mars Global Surveyor |

Craters-Crater_Cluster-Meridiani_Planum-PIA07151_modest-00.jpgCrater Cluster in Meridiani Planum (Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame)118 visiteUna piccola porzione di Meridiani Planum, caratterizzata da un grande ed antico cratere (in alto) e da una moltitudine di crateri più piccoli che tanto ci ricordano il Cratere Endurance. certo, sarebbe bello andare a dare un'occhiata a questo strano paesaggio dal basso ma...Opportunity è troppo lontana e, in questa zona, quasi certamente, non ci arriverà mai.
Ma poi, in fondo, chissà...
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Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-02.jpgThe Bright Dunes of Thaumasia (EDM - possible Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)118 visiteIn questo splendido frame ottenuto dalla gloriosa Sonda Mars Global Surveyor e da noi colorizzato in Natural Colors, vediamo le "Dune Elettriche" (come scrivono gli Amici di Mars Unearthed) oppure, come diciamo noi, le "Dune Scintillanti" della "misteriosa" Regione Marziana di Thaumasia.
Ad ogni modo - e per quale che sia la definizione che vogliate adottare -, il quesito iniziale, che è naturalmente insito nella definizione, rimane: perchè queste "Huge Ripples" sono così brillanti?
Che cosa è, qual'è l'elemento "decisivo/scriminante" che conferisce loro un'albedo ed un colore (argenteo?) simile?
Provate a contestualizzare le dune, e Vi renderete conto subito dell'Anomalìa: il terreno che le circonda ed a cui esse accedono, infatti - per lo più si tratta di canaloni, depressioni simil-lacuali e greti di fiumi disseccati da ere -, non è affatto luminoso, anzi...
L'albedo ed il colore delle "Dune Elettriche" di Thaumasia sono quindi una caratterizzazione ESCLUSIVA delle dune stesse, il tutto a dispetto del fatto che le dune - come tutti sanno - di regola CONDIVIDONO LA NATURA dei rilievi sui quali giacciono (pensate, ad esempio, alle Ripples di Meridiani Planum, oppure all'Oceano di Dune (Erg) situato nelle prossimità del Polo Nord Marziano, oppure considerate le dune che si vedono nel Bacino di Gusev, oppure nella Regione di Arabia Terra etc.).
Certo, le dune - proprio perchè "disegnate" dai venti e quindi in "costante (sempre di regola) divenire" - si caratterizzano anche per la circostanza di avere un'albedo LEGGERMENTE MAGGIORE - nel loro versante più battuto dal vento - di quella del terreno su cui si trovano ma, se non altro in termini di general texture e colore, esse restano SEMPRE COERENTI con il resto del paesaggio che le comprende.
Ma non in questo caso: le Dune di Thaumasia, in definitiva, si STACCANO DECISAMENTE - per albedo, texture e colore - dal resto del paesaggio che le accoglie.
Quale spiegazione potremmo dare ad un simile fenomeno? Ebbene, senza per questo scomodare Hoagland e tanti altri Cultori di Eso-Archeologia, una risposta potremmo anche azzardarla. Anzi: due risposte (una, diciamo così, "Classica" ed un'altra "Esotica".
In accordo all'ipotesi "Classica", potremmo ritenere che le nostre Dune Scintillanti, in realtà, non sono affatto dune, bensì accumuli di sedimenti i quali sono stati prima dissepolti e poi - in parte - rimodellati dai venti che soffiano su Thaumasia.
In altre parole: non si tratterebbe di accumuli di detriti e polveri superficiali (eventualmente provenienti anche da Regioni più lontane) i/le quali, in fin dei conti, rappresentano il risultato finale dell'opera di raccolta e distribuzione di particelle realizzata dai venti, bensì di Yardangs sui generis, ossìa di strati di materiale fragile (ma compatto) che giaceva sepolto poco al di sotto del Datum di Thaumasia il quale è stato PRIMA "scoperto" dai venti che battono la Regione e poi parzialmente "rimodellato" a foggia di pseudo-dune.
Diciamo pseudo-dune poichè, in accordo a questa - certo fantasiosa, ma non completamente improbabile - ipotesi, i rilievi che vediamo SEMBRANO essere delle dune, MENTRE IN REALTA' NON LO SONO.
Si potrebbe trattare, dunque e per concludere, di materiali che, in un tempo remoto, giacevano sul fondo di laghi di modesta portata (stagni inclusi) e nei letti di fiumi piuttosto piccoli (più simili a torrenti) i quali, disegnati dalle (anche deboli) correnti di fondale che li caratterizzavano, sono stati riportati alla luce dai venti di Marte e, in parte, rimodellati.
Una seconda ipotesi, invece (decisamente più Esotica), potrebbe essere trovata nella circostanza per cui questi rilievi - che sarebbero sempre e comunque delle pseudo-dune - costituirebbero l'evidenza oggettiva della presenza, nella sub-superficie di Marte (ed in alcune Regioni più che in altre), di strutture organiche (o Bio-magnetiche) di dimensioni anche notevoli le quali, di fatto, rappresenterebbero l'"ossatura vitale" del Pianeta (la parola "ossatura" l'abbiamo scelta deliberatamente).
In altre parole, potrebbe trattarsi di residui - ormai morti, poichè esposti all'Atmosfera di Marte (diciamo "messi a cielo aperto") - di quelle Forme Vitali Esotiche ed Indigene che, secondo alcuni Scrittori e Ricercatori, popolerebbero il sottosuolo del Pianeta Rosso, a cominciare dalla sua sub-superficie (ossìa quello strato di terreno che si trova poco al di sotto del Datum - e cioè dai 20/30 cm sino a poche decine di metri di profondità).
Fantasia sfrenata anche questa? Fantascienza-trash? Giudicatelo Voi.
Se avete altre ipotesi da suggerire oppure se desideraste integrare e/o correggere le due che Vi abbiamo proposto...scrivete!MareKromium
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Controversial_Features-The_Villa-AB108405-SF-02.jpgUnusual Squared Structure on Mars (3)117 visiteAnche il nostro "vecchio" Amico Massimo Granzo ci ha ben segnalato un link di indubbio interesse il quale richiama la tematica del possibile manufatto Marziano che era stato battezzato, dal Sig. Lorenzo Leone, come "La Villa".
Adesso a pronuciarsi è il Dr T. Mc Cann, di Mars Unearthed (un Sito davvero splendido, lo ribadiamo!) il quale, tuttavia, questa volta ci sembra che si sia fatto prendere un pò la "mano" (e gli "occhi"!) dal suo software per l'ingrandimento e l'eleborazione delle immagini.
Perchè? Perchè il modello interpretativo dell'Anomalìa di Superficie che il Dr Mc Cann ci propone a noi sembra, onestamente, un pò "forzato" (e NON in linea con le caratteristiche di Mars Unearthed le quali, di solito, ci sembrano molto più sobrie).
Insomma: la costruzione del Dr Mc Cann è affascinante ed intrigante ma, questa volta (secondo noi) davvero poco credibile anche se...non si può mai dire!
Comunque sia, complimenti a Massimo Granzo per la ricerca, a Lorenzo Leone (ancora) per la segnalazione originaria, ed al Dr T. Mc Cann per la (fantasiosa ed immaginifica) analisi del frame.
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Controversial_Features-The_Villa-AB108405-SF-04.jpgUnusual Squared Structure on Mars (5)117 visite"...The deltaic dispersal at the base of the cliff face as well as the fluid's entire path from the conduit can be seen in this larger image, below. The four blue arcs coming from the pipe edge represent four separate flow rates and correspond to the 3 large gouges and 1 smaller gouge eroded away in that ledge beneath the pipe outflow. Note that the fluid streaming from the end of the pipe can be clearly seen as well as the fluids cascading down the lower cliff face and the deltaic dispersal of these fluids forming lobate "tongues". The dispersal of the fluids at the base of cliff clearly shows the change of albedo of the topography to a much lighter tone and the dispersal pattern due to the wet reflectance of the soils there.
NASA's satellite Mars Odyssey recently arrived at Mars with one of its primary objectives being -- finding water!. Perhaps they need to only ask those who are already there...".
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Volcanic_Features-Pits-Ascraeus_Mons-PIA07313-03.jpgAscraeus Mons' Pit Chain (Original HD NASA/MGS/MSSS b/w Frame)116 visitenessun commento
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Chasmas-Eos_Chasma-M1200712-01.jpgDustfalls in Eos Chasma (2 - Original NASA/MGS/MSSS b/w - EDM n.1)116 visitenessun commento
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Ares_Vallis-M1104220Det.gifAres Vallis116 visitenessun commento
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Controversial_Features-The_Villa-AB108405-SF-00.jpgUnusual Squared Structure on Mars (1)114 visiteUn grandissimo complimento all'Amico Lettore Lorenzo Leone il quale ha individuato, all'interno di un frame già di per sè complesso da studiare in ragione delle peculiari caratteristiche superficiali della Regione ripresa (Candor Chasma), una possibile Anomalìa di Superficie (da lui stesso battezzata "Villa").
L'Anomalìa in questione si risolve in (almeno) due basamenti squadrati i quali, nel sovrapporsi, sembrano formare una vera e propria (e diremmo molto avvenieristica) costruzione. La porzione superiore dell'edificio, per altro, sembra denotare l'esistenza di un'apertura a forma circolare su di essa, così ricordandoci sia un possibile "osservatorio", sia un "reservoir" (e cioè un raccoglitore e contenitore di acque piovane a cielo aperto). Come ovvio tutte le nostre congetture sono puramente speculative, ma un piccolo - ed importantissimo - dato di fatto ci sembra inconfutabile: la superficie del Pianeta Rosso ha già evidenziato e continua ad evidenziare rilievi superficiali anomali ed assolutamente...
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Controversial_Features-The_Villa-AB108405-SF-01.jpgUnusual Squared Structure on Mars (2)114 visite...non spiegabili facendo ricorso alla logica convenzionale ed ai processi geologici ed atmosferici comunemente noti. Con questo non intendiamo assolutamente dire che su Marte esistono (con garanzia al 100%) e sono evidenti segni di costruzioni avanzate e, quindi, indici inconfutabili della presenza di Civiltà Evolute. Noi intendiamo solo rammentare, a tutti (Tecnici, Appassionati e Profani), una semplice Regola Logica: quanto maggiore è il quantitativo di rilievi "inspiegabili" individuati, tanto minore è la possibilità che detti rilievi costituiscano (nella totalità - o quasi - dei casi) il risultato di sviste, di photoartifacts, o di errori interpretativi e/o di manipolazioni vere e proprie.
Questa è solo Logica, abbinata ai "numeri", non credete? Congratulazioni vivissime al Sig. Lorenzo Leone quindi: questa possibile "scoperta" è davvero tutta sua!
Local True Solar Time: approx. 13:56
Emission angle: 32,92°
Incidence angle: 30,18°
Phase angle: 25,27°
MGS altitude: 1074,24 Km (e questa è una notevole sorpresa: infatti - ed almeno di regola - i frames MGS sono ottenuti da altezze inferiori e comprese fra i 400 ed i 500 Km)
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South_Polar_Regions-PIA03007.jpgDefrosting South Polar Region (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)114 visiteDefrosting Southern Regions
Original caption:"This MGS-MOC image shows a second view of varied Springtime defrosting patterns formed in a dune field and surrounding polygon-patterned ground in the South Polar Region of Mars. (...) The feature sporting an outline of dark spots and an interior of smaller, closely-spaced dark spots and dark-outlined polygons is a patch of windblown or wind-eroded sand that was covered by carbon dioxide frost during the previous Autumn and Winter. The fainter, larger polygon pattern on either side of the patch of defrosting sand is formed in the substrate upon which the sand patch is sitting. Polygonal forms such as these might indicate the presence of ice below the surface".
Location near: 79,9°S; 125,9°W
Image width: width: ~3 Km (~1,9 mi)
Illumination from: upper left
Season: Southern SpringMareKromium
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Volcanic_Features-Lava_or_Mud_Flows-01.jpgControversial Features of Zephyria Planum (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)113 visiteOriginal caption:"This MGS-MOC image shows a portion of a shallow Channel carved in the Plains of the Zephyria Region of Mars. This feature might be the result of the passing of either extremely fluid Lava or, perhaps, Mud".
Location near: 5,1° North Lat. and 203,7° West Long.
Image width: ~3 Km (~1,9 mi)
Season: Northern WinterMareKromium
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Dunes-S2200554sub-00.jpgMigrating Dunes (Original NASA/MGS/MSSS b/w Frame)112 visiteCaption NASA originale:"This MGS-MOC image shows a suite of dunes in one of the several North Polar Dune Fields. The bright surfaces adjacent to some of the dunes are patches of frost. These dunes spend much of the Autumn, Winter, and Spring seasons covered with CO2 frost. Only in late Spring and in Summer are the dark windblown sands fully exposed.
Over the course of the 9+ years of the MGS mission, the MOC team has sought evidence that sand dunes may be migrating downwind over time. However, no clear examples of the movement of a whole dune have been identified. On Earth, such movement is typically detectable in air photos of the smallest active dunes over periods of a few years. Owing to the fact that the North Polar Dunes spend much of each Martian Year under a cover of frost, perhaps these move much more slowly than their frost-free, terrestrial counterparts. The sand may also be somewhat cemented by ice or minerals, likewise preventing vigorous dune migration in the present environment.
This view covers an area approximately 3 km (1.9 mi) wide and is illuminated by sunlight from the lower left. The dunes are located near 79.8°N, 127.1°W, and the picture was acquired on 11 September 2006.
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