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000-Mars-1909.jpgMars, in the AD 190994 visiteCari Amici,
abbiamo affrontato, per quasi sette anni, il tema "Marte" da svariati angoli visuali.
Lo abbiamo osservato da Terra, dall'orbita terrestre (via Hubble), da svariati Orbiter e dalla Superficie.
Lo abbiamo analizzato, nei limiti dati dalle nostre capacità, competenze e mezzi, in mille modi diversi, ottenendo decine di migliaia di informazioni.
Spesso, tutte queste informazioni si sono rivelate intrinsecamente incongrue, e non solo a causa della nostra "limitatezza" (nel senso "umano" del termine), ma anche in ragione del fatto per cui le nostre "Fonti" (NASA ed ESA, su tutte), spesso e volentieri, hanno confuso i dati.
C'è chi ha parlato e parla di vera e propria manipolazione, chi di diversità determinate dalla tecnologia adottata o da altri fattori esterni e chi, infine, ritiene che la confusione sia solo nelle teste e negli occhi di coloro che, questi dati, si sono trovati a vederli ed esaminarli.
Ora non è questa la sede per stabilire chi abbia ragione e chi torto (probabilmente nessuno, oggi, può essere certo di aver ragione, così come nessuno, in Valore Assoluto, può definirsi sicuramente in torto).
E allora? Come uscire da questo paradosso?
Ci sono due modi, a mio parere: il primo consiste nell'andare in loco e verificare di persona.
Si, certo, sarebbe bellissimo ma...non si può. Non ancora almeno...
Il secondo modo, allora, è quello di iniziare a storicizzare i dati disponibili e quindi contestualizzarli.
In altre parole: bisogna collocare i dati nel Tempo. E cosa c'è di meglio, per far questo, se non l'andare a prendere (a proposito: Grazie di Cuore al nostro Dr Gianluigi Barca!) immagini e disegni vecchi di oltre un secolo, e quindi METTERLI IN RELAZIONE ai dati di cui disponiamo oggi?
Com'era Marte un secolo fa? Da un punto di vista Astronomico e Geologico, la domanda parrebbe alquanto stupidotta: Marte, un secolo fa, era IDENTICO (al 99,9999999...%) al Marte che vediamo oggi.
Si.
Se poi usiamo la Scala Cosmica, la domanda diventa addirittura priva di senso.
Ma noi siamo Uomini. Siamo Esseri Umani. E la Scala che dobbiamo impiegare, a volte, per provare, se non altro, a comprendere quelle che io amo chiamare Fenomenologie Trascendenti, deve essere la Scala Umana.
E nella Scala Umana, cari Amici, un secolo (o poco più) è TANTISSIMO TEMPO. E nel Tempo, specie quando è tantissimo (appunto!), le cose, ai nostri occhi e per i nostri occhi e le nostre menti, cambiano.
Cambiano in maniera eclatante.
Questo Viaggio attraverso il Marte Storico è un nuovo e piccolo contributo alla Causa della Comprensione.
E la Comprensione, si sa, non poggia (soltanto) su quello che ci viene insegnato a scuola, ma anche sulla nostra esperienza, ora diretta ed ora mediata. Sull'esperienza che acquisiamo vivendo e condividendo il Sapere.
Forse anche sulla nostra Coscienza.
Non è facile comprendere, lo so, ma è dovere dell'Uomo provare a farlo. E per arrivare su quella che è la Cima della Montagna (una montagna che è la stessa per tutti, ma la cui altezza varia da uomo a uomo) non servono nè le Professioni di Fede, nè i Diplomi di Laurea, nè i quieti silenzi e neppure le grida disarticolate.
Io non conosco la "ricetta" per giungere al Sapere Perfetto, ma posseggo un Metodo. Ed il mio contributo alla Ricerca del Sapere sta nell'offrire a Voi, Lettori, quel Metodo.
Ricerca dei Dati disponibili, Storicizzazione e Contestualizzazione, definizione di una Visione Globale ed Analisi della medesima.
Il risultato finale, per quale che sia, determina l'altezza della Montagna a cui prima facevo riferimento. E lo ripeto: la Montagna è la stessa per tutti, ma l'altezza a cui si colloca la sua Sommità varia da individuo ad individuo. C'è quindi, chi vedrà Orizzonti Lontani e chi, invece, vedrà solo altre montagne, più alte, o solamente alberi, o arbusti... O nulla del tutto.
L'importante però ed in fondo, come disse qualcuno, "non è la Destinazione, ma il Cammino".
Buon Viaggio! Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer ItaliaMareKromium
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032-Mars_Interior.jpgWhat's inside Mars?193 visiteMars interior is simply modeled as a core and mantle with a thin crust, similar to Earth. Mars' size and total mass are known. Given four parameters, the core size and mass and mantle size and mass can be determined.
The combination of Pathfinder Doppler data with earlier data from the Viking Landers has determined a very important parameter, the "Moment of Inertia", through measurement of Mars' precession rate. A fourth measurement is needed to complete the interior model. This may be achieved through future Doppler tracking of Pathfinder, since the presence of a fluid core may be detectable through its effect on Mars' nutation. The determination of the moment of inertia is a significant constraint on possible models for Mars' interior. If the core is as dense as possible (i.e. completely iron) and the mantle is similar to Earth's (or similar to the SNC meteorites thought to originate on Mars) then the minimum core radius is about 1300 Km. If the core is made of less-dense material (i.e. a mixture of iron and sulfur) than the core radius is probably no more than 2000 Km.
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033-Mars_Rotation.jpgMars' Rotation and Orbit Dynamics140 visiteMars rotation around its pole causes a signature in the data with a daily minimum, when the Lander is closest to the Earth. Changes in such a daily signature may reveal information about the interior of Mars, through its effect on Mars' precession and nutation.
The signature is also sensitive to variations in Mars' Rotation Rate, as the mass of the atmosphere increases and decreases along with the Polar Caps increase and decrease (obviously the Polar Caps increase during the Martian Fall and Winter and then, due to the higher heating of the Planet - and subsequent evaporation phoenomena - they decrease in Spring and Summer).
Long term signatures in the range to the Lander are caused by asteroids perturbing Mars' orbit; an analysis of these perturbations may allow us to also determinate the masses of these asteroids.
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034-OPP-SOL101-1P137171634EFF2019P2680L2M1.jpgSunset, according to NASA124 visiteEd ecco, invece, il tramonto secondo la NASA.
Attenzione: nel fare le Vostre valutazioni, cercate di non farVi confondere da impressioni "estetiche" (del tipo "quale cielo è più carino"?).
Guardate le immagini NASA in approximate true colors, leggete quello che loro scrivono per spiegare questi "true colors" e poi provate a guardare la nostra interpretazione, la quale esprime solo premesse di Buon Senso e non poggia sull'impiego (nevrastenico) di una marea di filtri che, alla fine, riuscirebbero a deformare la percezione dei colori di chiunque...
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APOLLO 11 AS 11-37-5480.jpgAS 11-37-5480 - The Field (1)239 visiteLa "zona di lavoro" dove gli astronauti hanno operato per circa due ore continua ad essere fotografata. Non si vede nulla di particolare in queste immagini ripetitive (se non la "spazzatura spaziale" - come qualcuno ha definito le preziosissime attrezzature che abbiamo lasciato lassù ed il cui valore è, di fatto, "incalcolabile & gigantesco". Talmente elevato, si dice, che da solo giustificherebbe un "Back to the Moon"!).
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APOLLO 11 AS 11-37-5481.jpgAS 11-37-5481 - The Field (2)200 visiteMa di quale "space trash" si stava parlando nel frame precedente? Semplice: cineprese, antenne, utensili vari, sismografi ed altri equipaggiamenti scientifici che, oggigiorno, avrebbero un valore (non solo intrinseco, ma anche - ed ovviamente - "storico") largamente superiore a qualche miliardo di dollari. Se qualcuno avesse intenzione di recuperare questi "gioielli" possiamo dire che si tratta, di "res derelictae" (cioè "cose abbandonate"). Ne diventa proprietario il primo che le trova e se le prende... Ma deve andare a passeggiare sulla Luna....
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APOLLO 11 AS 11-37-5482.jpgAS 11-37-5482 - The Field (3)212 visiteA volte, guardando queste immagini, viene anche da domandarsi se gli astronauti non abbiano continuato a fotografare l'esterno alla ricerca di "movimenti". Ci sono dei frames, infatti, che lasciano supporre proprio questo tentativo e li vedremo in seguito. In questo caso, probabilmente, le fotografie sono state scattate in sequenza, cercando di migliorare "sul campo" la familiarità con la fotocamera (il cui uso era tuttaltro che semplice e comodo...).
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APOLLO 11 AS 11-37-5483.jpgAS 11-37-5483 - The Field (4)209 visiteLa qualità dell'immagine sembra, effettivamente, leggermente migliorata. I bordi degli oggetti sono maggiormente definiti e la messa a fuoco appare, se non ottimale, quantomeno più che buona.
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APOLLO 12 AS 12-46-6756 HR-2.jpgAS 12-46-6756 (HD) - The "unlucky" TV-Camera198 visiteUn intero frame ad AD dedicato alla 'cinepresa' che fece i capricci e, di fatto, impedì al Mondo di vedere quello che gli Astronauti appena usciti dal LM "Intrepid" stavano vedendo e facendo sulla Luna, durante questa semi-sconosciuta Missione Apollo 12.
Una Missione di cui non si conoscono molti dettagli ma che (pare) abbia segnato in maniera piuttosto netta e pesante la vita di uno dei tre Astronauti: Alan Bean.
Sarebbe interessante se, un giorno, fosse lo stesso Alan Bean a raccontare che cosa intendesse quando raccontò, al rientro sulla Terra (e per spiegare il violento esaurimento nervoso che lo afflisse a lungo), di "...visioni distorte della Luna..." che, a quanto parve, apparivano nei suoi sogni.
Una dichiarazione autentica e, se ci pensiamo bene, che riesce a mettere i brividi addosso...
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APOLLO 12 AS 12-46-6806.jpgAS 12-46-6806 - Alan Bean carrying the ALSEP141 visiteAl is carrying the ALSEP package out from the LM. As can be seen in a detail, he is walking flat-footed, in part because the mass of the ALSEP packages is nearly the same as the combined mass of him and his suit and backpack and, in part, because the carrybar is flexing and would be difficult to control if he tried to use a loping stride. Note that he is holding the carrybar in his hands, with his arms hanging down in front of him. Other LMPs discovered that it was easier to carry and control the packages by holding their arms up in front of them and getting the carrybar in the elbow crooks. Note the flag and the S-Band antenna to the left of the LM.
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APOLLO 12 AS 12-46-6807 HD.jpgAS 12-46-6807 (HD) - The "Aura" around Alan Bean205 visiteLa famosa immagine dell'"aura" intorno ad Alan Bean, su cui il Prof. Hoagland (ed altri) hanno discusso.
C'è un artefatto di cristallo davanti all'Astronauta o si tratta solo di un riflesso ('effetto prismatico')? Secondo noi (ed abbiamo visto anche il frame originale uncompressed) la risposta è piuttosto ovvia, oltre che evidente: è un riflesso.
E Voi che ne dite? Avete dei dubbi?!?
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APOLLO 12 AS 12-47-6920.jpgAS 12-47-6920 - The Magnetometer and other SEQ124 visiteCross-Sun of the magnetometer after deployment. The Central Station is left of center at the top, with the Passive Seismic Experiment farther to the right.
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