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0-The Milky Way.jpgLooking at the center of the Milky Way198 visiteGalileo, non c'è più nulla,
Al di là del Cielo...
Gli Spazi Sconfinati che hai sognato,
E i Mondi senza Tempo che hai guardato,
Son solo isole, frammenti di uno specchio infranto...
Son solo lacrime, scintille di un eterno pianto...

E non c'è nulla che ti aspetta, Galileo,
No, non ti stancare...
E non c'è niente da scoprire, Galileo,
Al di là del Mare...

Galileo, non c'è più niente,
Al di là del Sole...
I moti irrazionali del tuo Cuore,
Le favole del tuo più grande Amore,
Son solo linee, tratteggi di un disegno bianco...
Son solo suoni, di un ritmo già battuto e stanco...

E non c'è nulla che ti aspetta, Galileo,
Non ci pensare...
E non c'è niente da scoprire, Galileo,
Al di là del Mare...

Galileo, non c'è che Dio, un Dio,
Al di là di Giove..
La Luce che rischiara questi monti,
E l'alba che rinnova gli orizzonti,
Son solo Istanti, del Tempo che trascorre irripetibile...
Son solo Amanti, di un sogno che rimane irraggiungibile...

Ma non c'è nulla che ti aspetta, Galileo,
Non ti crucciare,
Non c'è più niente da scoprire, Galileo,
Al di là del Mare...

P.C. Floegers - "Poesie"
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00-Evolving Crater.gifEvolving Crater1054 visiteLunar Explorer Italia, vista l'intensa e motivata partecipazione di tanti Lettori, ha deciso di aprire una nuova Sezione Maggiore la quale verrà dedicata ai loro Lavori. Si tratta di Opere Interpretative o Divulgative che, per impegno e completezza, ci è sembrato che meritassero di trovare uno spazio sulle nostre pagine.
Non siamo tutti quanti Scienziati e quindi non ci si deve attendere lavori di tipo "Universitario": questa Sezione è riservata, infatti, a quegli Appassionati e Studiosi della Materia - a qualsiasi titolo e livello - i quali hanno qualcosa da dire.
Lun-Ex-It, nelle sue premesse, era ed è anche una (piccola) Tribuna dalla quale chiunque si può affacciare e dire qualcosa.
E non servirà gridare poiché gli Amici di Lun-Ex-It non sono sordi.

Uno spazio ai Lettori lo avevamo già riservato, per il "Campo Artistico", nella Sezione Deep-Sky e l'iniziativa, statistiche alla mano, è stata un successo. Adesso i Lettori che non hanno paura di esprimersi potranno formulare “in chiaro” le loro idee sull’Universo che ci circonda.

Grazie di cuore, quindi, Buon Lavoro e Benvenuto a chiunque voglia raccontarci qualcosa delle proprie Ricerche e Convinzioni in ordine a questo infinito, affascinante e sempre più controverso Campo della nostra – imperfetta – Conoscenza (le immagini di supporto sono gradite).
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00-Libration-250px-Lunar_libration_with_phase2.gifThe "Lunation": such as a full "Lunar Cycle"68 visitenessun commentoMareKromium
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00-M-FAGONE-GreenMars.jpgThe "True Colors" of Mars?780 visiteLun-Ex-It has decided to open a new Main Section of its "Library" which will be entirely dedicated to the Readers (we thought that some Works that were sent to us deserved some kind of recognition and...Here we are!).
We are not all Scientists so, please, do not expect any "graduated-like" Work here: this Section is just given to those who have something to 'Show&Tell', no matter what their "cv" might say: anybody can come to this (small) Tribune and speak-up (but nobody needs to scream, because Lunar Explorer's Friends are not deaf).
A small space for the Readers had already been created in the Deep Sky Section and, we must say, after a little more than a year, the stats show that the experiment was successful. Now therefore, after Writers&Poets, it is time to listen to what our Truth-Seeking Friends have to say about the Moon, Mars and the Universe.

So, if you are not scared of your own ideas and opinions being - let's say - "exposed", write us!

(in English or French; pictures are welcome)
4 commenti
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00-Titan.JPGTitan in possible True Colors (credits: NASA)61 visiteAttraverso l’oculare di un (anche) modesto telescopio, Titano, il più grande satellite naturale del pianeta Saturno, appare come un corpo puntiforme che splende debolmente di un delicato color giallo-pallido.
Si tratta di un oggetto celeste reso affascinante dalla sua posizione – apparentemente assai prossima – rispetto al Gigante Anellato (la sua distanza angolare da Saturno non supera mai i 20 raggi saturniani), ma certo non si può dire che Titano, in sé, riesca a suggerire particolari interessi e curiosità visive, anzi: nessun rilievo superficiale di questo Mondo, infatti, risulta discernibile nelle osservazioni effettuate da Terra (nemmeno usando le più sofisticate ed avanzate tecniche fotografiche) e, come abbiamo appreso grazie alle immagini ottenute dalle Sonde Voyager prima e dall’Orbiter Cassini poi, anche da distanza (relativamente) ravvicinata questo mondo risulta alquanto indecifrabile (anche se occorre dire che, già dalla metà degli Anni ’70, l’effettuazione di una serie di osservazioni ripetute di Titano – effettuate usando i più grandi telescopi terrestri al tempo disponibili – aveva, peraltro correttamente, suggerito agli Astronomi una sostanziale NON uniformità, in termini di albedo, della sua superficie la quale venne ben interpretata, sin d’allora, come indice della possibile presenza di aree superficiali sensibilmente disomogenee ed equiparabili a continenti).

5 commentiMareKromium
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00-VictoriafromMRO.jpgVictoria Crater, from MRO (natural colors)199 visiteQuesto (spettacolare) frame lo potete trovare, in "Approximate True Colors", anche sui Siti NASA dedicati alle Missioni Mars Reconnaissance Orbiter, Opportunity e sul NASA Planetary Photojournal.
Noi, dopo aver valutato le immagini a colori della Regione di Meridiani (sia ottenute dal suolo, sia orbitali), abbiamo concluso che questo frame è stato elaborato non solo in falsi colori, ma "a tavolino", usando un Programma tipo "Paint" o "Photoshop".

Ciò premesso, abbiamo prima decolorizzato il frame NASA Originale e quindi lo abbiamo raffinato e ricolorizzato usando un nostro modestissimo software.

Risultato (che potrete verificare Voi stessi avendo solo un pizzico di pazienza e quindi ponendo a confronto il frame "NASA Originale" con questo): la densità cromatica del frame elaborato da noi è finalmente omogenea (con colori credibili e congrui rispetto ai colori visibili "dal suolo") ed il frame, qualora sottoposto a stretching, non si sgrana (come invece accade al frame NASA Originale).

Attenzione: noi non stiamo dicendo che "siamo più bravi" della NASA! Stiamo solo dicendo che la NASA, per motivi che preferiamo non commentare, "pasticcia" il suo stesso lavoro.

Pensateci sopra...
MareKromium
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000-Clementine.gif000 - Clementine59 visiteDescription
Clementine was a joint project between the Ballistic Missile Defense Organization (BMDO, nee the Strategic Defense Initiative Organization, or SDIO) and NASA. The objective of the mission was to test sensors and spacecraft components under extended exposure to the space environment and to make scientific observations of the Moon and the near-Earth asteroid 1620 Geographos. The Geographos observations were not made due to a malfunction in the spacecraft. The lunar observations made included imaging at various wavelengths in the visible as well as in ultraviolet and infrared, laser ranging altimetry, gravimetry, and charged particle measurements. These observations were for the purposes of obtaining multi-spectral imaging the entire lunar surface, assessing the surface mineralogy of the Moon and obtaining altimetry from 60N to 60S latitude and gravity data for the near side. There were also plans to image and determine the size, shape, rotational characteristics, surface properties, and cratering statistics of Geographos. Clementine carried 7 distinct experiments on-board: a UV/Visible Camera, a Near Infrared Camera, a Long Wavelength Infrared Camera, a High Resolution Camera, two Star Tracker Cameras, a Laser Altimeter, and a Charged Particle Telescope. The S-band transmitter was used for communications, tracking, and the gravimetry experiment.

Spacecraft and Subsystems

The spacecraft was an octagonal prism 1.88 meters high and 1.14 m across with two solar panels protruding on opposite sides parallel to the axis of the prism. A high-gain fixed dish antenna was at one end of the prism, and the 489 N thruster at the other end. The sensor openings were all located together on one of the eight panels, 90 degrees from the solar panels, and protected in flight by a single sensor cover. The spacecraft propulsion system consisted of a nonpropellant hydrazine system for attitude control and a bipropellant nitrogen tetraoxide and monomethyl hydrazine system for the maneuvers in space. The bipropellant system had a total capability of about 1900 m/s with about 550 m/s required for lunar insertion and 540 m/s for lunar departure. Attitude control was achieved with 12 small attitude control jets, two star tracker cameras, and two inertial measurement units. The spacecraft was three-axis stabilized in lunar orbit via reaction wheels with a precision of 0.05 Deg. in control and 0.03 Deg. in knowledge. Power was provided by gimbaled, single axis, GaAs/Ge solar panels which charged a 15 amp-hour, 47-w hr/Kg Nihau (Ni-H) common pressure vessel battery. Spacecraft data processing was performed using a MIL-STD-1750A computer (1.7 million instructions per second) for savemode, attitude control, and housekeeping operations, a RISC 32-bit processor (18 million ips) for image processing and autonomous operations, and an image compression system provided by the French Space Agency CNES. A data handling unit sequenced the cameras, operated the image compression system, and directed the data flow. Data was stored in a 2 Gbit dynamic solid state data recorder.

Mission Profile

The mission had two phases. After two Earth flybys, lunar insertion was achieved approximately one month after launch. Lunar mapping took place over approximately two months, in two parts. The first part consisted of a five hour elliptical polar orbit with a periapsis of about 400 Km at 30 degrees south latitude and an apoapsis of 8300 Km. Each orbit consisted of an 80 minute lunar mapping phase near periapsis and 139 minutes of downlink at apoapsis. After one month of mapping the orbit was rotated to a periapsis at 30 degrees north latitude, where it remained for one more month. This allowed global imaging and altimetry coverage from 60 degrees south to 60 degrees north, over a total of 300 orbits. After a lunar/Earth transfer and two more Earth flybys, the spacecraft was to head for Geographos, arriving three months later for a flyby, with a nominal approach closer than 100 Km. Unfortunately, on May 7, 1994, after the first Earth transfer orbit, a malfunction aboard the craft caused one of the attitude control thrusters to fire for 11 minutes, using up its fuel supply and causing Clementine to spin at 80 rpm. Under these conditions, the asteroid flyby could not yield useful results, so the spacecraft was put into a geocentric orbit passing through the Van Allen radiation belts to test the various components on board. The mission ended in June 1994 when the power level onboard dropped to a point where the telemetry from the spacecraft was no longer intelligible.
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000-OPP-SOL1095-MF-LXT.jpgVictoria's Capes - Sol 1095 (Hi-Def3-D - credits and Copyright: Dr M. Faccin and Lunar Explorer Italia)100 visiteUna "Nuova Visione" di Marte, Made by Lunexit: si tratta di frames processati tridimensionalmente, ma adottando una tecnica ed un processing totalmente innovativi.
Confrontate queste "Visioni di Marte" con i 3D "Standard" NASA e...Vedrete la differenza, e CHE differenza!

Questa tecnica di elaborazione delle immagini (sviluppata da Marco Faccin e Gianluigi Barca, sotto Copyright Lunar Explorer Italia) è il primo passo verso la creazione di frames tridimensionali a colori (non più il "solito" blu/verde e rosso) e ad altissima definizione. Frames che permetteranno a chiunque li guardi (ed anche a persone che hanno problemi di vista) di mettere - letteralmente - gli occhi ed il naso "all'interno del paesaggio ripreso".

Ed ora (e per il momento), indossate gli "occhialini" e...in un istante Vi ritroverete DENTRO e AD UN PASSO dal margine e dai Promontori di Victoria Crater!
8 commentiMareKromium
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000-vg1_p22830.jpgApproaching Saturn, from Voyager 155 visiteDifficile commentare degnamente le immagini Voyager 1 e 2 di Saturno e del suo Sistema. Quando le due Sonde Americane giunsero nello spazio di Saturno - solo per un breve passaggio, prima di dirgersi verso Urano, Nettuno ed i confini del Sistema Solare - le immagini che esse riuscirono ad ottenere affascinarono (a dir poco) il Mondo intero. I colori, ora tenui ed ora accesi, degli strati superiori dell'atmosfera Saturniana; la delicata struttura e tessitura degli Anelli, sino ad allora mai risolta da telescopi terrestri e/o da altre sonde; alcune delle lune di Saturno per la prima volta rivelarono una parte (piccola, ma significativa) dei loro segreti ai nostri Scienziati. Oggi, grazie alla Sonda Cassini-Huygens, Saturno e le sue Meraviglie sono diventati (un pò come è accaduto per la Luna e per Marte) degli elementi "quotidiani" e, quindi, meno magici e più scontati. Quasi un déjà-vu.

Noi, per restituire la giusta dignità a qualcosa che di "quotidiano" e "déjà-vu", a nostro parere, non ha proprio nulla, Vi proponiamo una piccola selezione di frames (scelti fra migliaia) che mostrano Saturno ed il Suo Sistema ora in "colori veri", ora in "colori falsi" ed ora in b/n.
Questi frames, lo ripetiamo, furono capaci - qualche annetto fa - di incantare il Mondo; noi, riproponendoli in versione originale, speriamo di ricreare la stessa magia.

Almeno per un istante.
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0000a.jpgThe Dawn of "X-Mars": the Dam (ctx frame - High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)158 visitePer gli Appassionati di Misteri e di Eso-Archeografia, apriamo una nuova Sezione di Lunar Explorer Italia che abbiamo deciso di chiamare "X-Mars".

Ma perchè "X-Mars"? Perchè qui troverete i profili ed i rilievi superficiali Marziani più AFFASCINANTI ed INTRIGANTI che sìano mai stati individuati (altro che "Sfinge di Cydonia"...), MA SENZA INDICAZIONE DEL FRAME DI RIFERIMENTO e SENZA INDICAZIONE DEL LUOGO IN CUI ESSI SI TROVANO.
Il motivo di questa - radicale, ma necessaria - scelta è molto semplice: purtroppo abbiamo notato che i Lavori pubblicati sulle nostre pagine vengono - sempre più di frequente - ripresi e riutilizzati in altri Siti (Public Forums inclusi) senza citazione della loro Fonte.
In altre parole: il nostro Lavoro viene prelevato ed usato altrove - e sin qui va bene, anzi: ci ONORA! - MA SENZA CHE CI VENGA MAI DETTO NEPPURE "GRAZIE PER L'AIUTO" - e questo NON va bene e, anzi, ci fa parecchio inquietare... -.

Le informazioni contestuali di riferimento dei singoli frames pubblicati su "X-Mars", ove richieste, verranno comunque comunicate MA IN PRIVATO - rigorosamente - E SOLO in favore dei nostri Iscritti (Amici, Partners, Collaboratori Esterni).

Vedete, cari Amici, la Ricerca Professionale sui frames NASA - ORIGINAL non può essere fatta solamente sulle immagini che vengono - letteralmente - "gettate sulla Rete" a beneficio di semplici curiosi ed appassionati "leggeri": essa DEVE essere operata lavorando sul materiale NASA-RAW, espresso nella sua qualità più elevata.
E questo materiale va cercato (e non solo non è facile ma anzi, talvolta, è pure costoso...), va analizzato (e per farlo ci occorrono softwares appropriati e centinaia di ore di tempo e di fatica) e va processato (perchè se stessimo ad aspettare la NASA...moriremmo di noia e di vecchiaia senza aver visto nulla!) prima di essere divulgato al Pubblico.

I "Maestri" della Ricerca Eso-Archeologica "Commerciale", sia in USA che in Italia ed altrove, come forse già sapete, NON USANO I FRAMES NASA-RAW Original per fare le loro illazioni, bensì le loro versioni compresse o, PEGGIO, le loro versioni "virtualizzate" (note anche come "pseudo-fotografie): versioni queste, non solo SCADENTI (nel 99% dei casi), ma anche FUORVIANTI (nel 100% degli stessi)!
Versioni buone solo per scrivere libelli e per fare conferenze in cui esporre, ad un Pubblico entusiasta, ma assolutamente impreparato, teorie balzane - ma acutamente caratterizzate dal privilegio di essere ASSOLUTAMENTE INDIMOSTRABILI! - e pseudo-scoperte che, in realtà, sono soltanto specchietti per allodole e strumenti di business.

Siamo troppo "duri"? No, Cari Amici, no: credeteci. Siamo solo "adulti e vaccinati".
Facciamo questo Lavoro da anni, lo facciamo no-profit e lo facciamo bene: il nostro Fine Ultimo è FARE DIVULGAZIONE ergo, anche se l'obbiettivo è ambizioso, CREARE CONOSCENZA E CULTURA.

Conoscenza e Cultura prive di sensazionalismi e di isterismi e fatte senza "bussare a quattrini". Il che, a nostro avviso, ci rende davvero UNICI.

Sopravviveremo alla nostra "Politica Idealistica"? Probabilmente no: è solo questione di tempo prima che ci si debba arrendere ai costi, sempre più alti, connessi a questo Lavoro. Prima o poi dovremo "piantarla lì": lo sappiamo.

Ma sino a che quel momento non arriverà, noi continueremo ad offrirVi il meglio dello Spazio e, in questa fattispecie, il meglio che ci giunge da Marte: un Mondo, forse, molto più vivo di quanto si creda e si pensi e, DI CERTO, un Pianeta molto più affascinante di quanto, sino ad ora, si è anche solo potuto immaginare...

Buona Lettura!

Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia (Presidente e Socio Fondatore)

§§§

In questo frame: un rilievo superficiale MAI INDIVIDUATO PRIMA (e localizzato dal nostro Dr Marco Faccin) il quale si sviluppa in due spettacolari archi concentrici, posizionati sul fianco di un'altura ed al di sopra di una evidente depressione che, un tempo, poteva anche costituire un bacino lacuale.
Che cosa potrebbe essere? Ma è ovvio: una "Diga"!
4 commentiMareKromium
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0000b.jpgThe Dawn of "X-Mars": the Dam (edm - High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)247 visiteIn questo extra-detail mgnf (sempre realizzato dal Dr Faccin), la struttura a doppio arco del rilievo si può cogliere in tutta la sua bellezza.
Si tratta di un double-crater ormai in rovina? Secondo noi no. Certo, da qui a dire che si tratta di un rilievo artificiale ci passa la stessa distanza che separa la Terra da Marte, ma un dato a noi pare certo: questa Surface Feature NON E' rappresentativa nè di un cratere "tradizionale" (e cioè "da impatto"), nè di un pozzo da collasso (e cioè il risultato finale di una subsidenza ---> cedimento di una struttura a causa del suo stesso peso).

E' una "Planetary Oddity": una "Stranezza Planetaria", che va osservata e studiata. Tutto qui.
24 commentiMareKromium
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0002.jpgMartian "Roswell"? (ctx frame - High-Def-3D; credits: Dr M. Faccin & Lunar Explorer Italia)163 visiteIl rilievo superficiale anomalo che andremo a visionare adesso è, almeno a parer nostro, il più "curioso" fra tutti quelli sino ad ora identificati.
La ripresa avviene da quasi 300 Km di altitudine e, nella versione ad Altissima Definizione del frame che Vi proponiamo, l'Oggetto che ha attratto l'attenzione del nostro Marco Faccin si manifesta come una sorta di disco - in un frame successivo Vi dimostreremo che si tratta di un cerchio quasi perfetto - il quale, tuttavia, non mostra alcuna apparenza metallica ma, al contrario, condivide la texture ed il colore dell'ambiente ad esso circostante.
Sarà a causa di una sorta di "camouflage"?!? Forse. O forse no. A seguito delle analisi che abbiamo svolto (basandoci, come ovvio, su quanto mostrato dai frames in nostro possesso e quindi contestualizzando il dettaglio) la nostra impressione è che stiamo osservando una "componente" del suolo. Un qualcosa che accede alla superficie e ne condivide la texture ed il colore ma che, nel contempo, si distacca e si distingue da essa, differenziandosi.

Non è un cratere, naturalmente (altrimenti il dettaglio non sarebbe in questa sezione) e, come vedrete nei details mgnf che seguono, si tratta effettivamente di un disco roccioso (?), leggermente inclinato sul piano del suo orizzonte locale (l'inclinazione si nota anche nel frame bidimensionale in quanto ha generato una piccola ombra).

L'origine e gli scopi - ammesso che ne esistano - di una siffatta Surface Feature, sono sconosciuti.
MareKromium
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