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Risultati della ricerca nelle immagini - "Thaumasia"
Craters-Unnamed_Craters_in_Thaumasia_Region.jpg
Craters-Unnamed_Craters_in_Thaumasia_Region.jpgUnnamed Craters in Thaumasia Region (Original NASA/JPL/ASU CTX b/w Frame)53 visiteLocation near: 22,1° North; 53,2° East
Image width: ~3 Km (~1,9 mi)
Season: Northern Spring
Resolution: 18 mt/pixel
Dunes-Thaumasia_Region-20090320a-2.jpg
Dunes-Thaumasia_Region-20090320a-2.jpgThe Bright Dunes of Thaumasia (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)58 visiteCaption NASA:"Small, bright Dunes are numerous in the Channels of Southern Thaumasia Planum".

Coord.: 29,0° South Lat. and 290,6° East Long.
MareKromium
PSP_010409_1575_RED_abrowse.jpg
PSP_010409_1575_RED_abrowse.jpgSample of Area in East Thaumasia Planum with Lighter-Toned Rock Outcrops (Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)64 visiteMars Local Time: 15:43 (middle afternoon)
Coord. (centered): 22,1° South Lat. and 299,0° East Long.
Spacecraft altitude: 253,6 Km (such as about 158,5 miles)
Original image scale range: 25,4 cm/pixel (with 1 x 1 binning) so objects ~ 76 cm across are resolved
Map projected scale: 25 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 0,4°
Phase Angle: 66,5°
Solar Incidence Angle: 66° (meaning that the Sun is about 24° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 142,2° (Northern Summer)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
MareKromium
Thaumasia_Region-M1700805-PCF-LXTT.jpg
Thaumasia_Region-M1700805-PCF-LXTT.jpgA "Lake of Sand" in Thaumasia Region (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)141 visitenessun commentoMareKromium
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-02.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-02.jpgThe Bright Dunes of Thaumasia (EDM - possible Natural Colors; credits: Lunar Explorer Italia)117 visiteIn questo splendido frame ottenuto dalla gloriosa Sonda Mars Global Surveyor e da noi colorizzato in Natural Colors, vediamo le "Dune Elettriche" (come scrivono gli Amici di Mars Unearthed) oppure, come diciamo noi, le "Dune Scintillanti" della "misteriosa" Regione Marziana di Thaumasia.

Ad ogni modo - e per quale che sia la definizione che vogliate adottare -, il quesito iniziale, che è naturalmente insito nella definizione, rimane: perchè queste "Huge Ripples" sono così brillanti?
Che cosa è, qual'è l'elemento "decisivo/scriminante" che conferisce loro un'albedo ed un colore (argenteo?) simile?

Provate a contestualizzare le dune, e Vi renderete conto subito dell'Anomalìa: il terreno che le circonda ed a cui esse accedono, infatti - per lo più si tratta di canaloni, depressioni simil-lacuali e greti di fiumi disseccati da ere -, non è affatto luminoso, anzi...
L'albedo ed il colore delle "Dune Elettriche" di Thaumasia sono quindi una caratterizzazione ESCLUSIVA delle dune stesse, il tutto a dispetto del fatto che le dune - come tutti sanno - di regola CONDIVIDONO LA NATURA dei rilievi sui quali giacciono (pensate, ad esempio, alle Ripples di Meridiani Planum, oppure all'Oceano di Dune (Erg) situato nelle prossimità del Polo Nord Marziano, oppure considerate le dune che si vedono nel Bacino di Gusev, oppure nella Regione di Arabia Terra etc.).

Certo, le dune - proprio perchè "disegnate" dai venti e quindi in "costante (sempre di regola) divenire" - si caratterizzano anche per la circostanza di avere un'albedo LEGGERMENTE MAGGIORE - nel loro versante più battuto dal vento - di quella del terreno su cui si trovano ma, se non altro in termini di general texture e colore, esse restano SEMPRE COERENTI con il resto del paesaggio che le comprende.

Ma non in questo caso: le Dune di Thaumasia, in definitiva, si STACCANO DECISAMENTE - per albedo, texture e colore - dal resto del paesaggio che le accoglie.

Quale spiegazione potremmo dare ad un simile fenomeno? Ebbene, senza per questo scomodare Hoagland e tanti altri Cultori di Eso-Archeologia, una risposta potremmo anche azzardarla. Anzi: due risposte (una, diciamo così, "Classica" ed un'altra "Esotica".

In accordo all'ipotesi "Classica", potremmo ritenere che le nostre Dune Scintillanti, in realtà, non sono affatto dune, bensì accumuli di sedimenti i quali sono stati prima dissepolti e poi - in parte - rimodellati dai venti che soffiano su Thaumasia.

In altre parole: non si tratterebbe di accumuli di detriti e polveri superficiali (eventualmente provenienti anche da Regioni più lontane) i/le quali, in fin dei conti, rappresentano il risultato finale dell'opera di raccolta e distribuzione di particelle realizzata dai venti, bensì di Yardangs sui generis, ossìa di strati di materiale fragile (ma compatto) che giaceva sepolto poco al di sotto del Datum di Thaumasia il quale è stato PRIMA "scoperto" dai venti che battono la Regione e poi parzialmente "rimodellato" a foggia di pseudo-dune.
Diciamo pseudo-dune poichè, in accordo a questa - certo fantasiosa, ma non completamente improbabile - ipotesi, i rilievi che vediamo SEMBRANO essere delle dune, MENTRE IN REALTA' NON LO SONO.

Si potrebbe trattare, dunque e per concludere, di materiali che, in un tempo remoto, giacevano sul fondo di laghi di modesta portata (stagni inclusi) e nei letti di fiumi piuttosto piccoli (più simili a torrenti) i quali, disegnati dalle (anche deboli) correnti di fondale che li caratterizzavano, sono stati riportati alla luce dai venti di Marte e, in parte, rimodellati.

Una seconda ipotesi, invece (decisamente più Esotica), potrebbe essere trovata nella circostanza per cui questi rilievi - che sarebbero sempre e comunque delle pseudo-dune - costituirebbero l'evidenza oggettiva della presenza, nella sub-superficie di Marte (ed in alcune Regioni più che in altre), di strutture organiche (o Bio-magnetiche) di dimensioni anche notevoli le quali, di fatto, rappresenterebbero l'"ossatura vitale" del Pianeta (la parola "ossatura" l'abbiamo scelta deliberatamente).

In altre parole, potrebbe trattarsi di residui - ormai morti, poichè esposti all'Atmosfera di Marte (diciamo "messi a cielo aperto") - di quelle Forme Vitali Esotiche ed Indigene che, secondo alcuni Scrittori e Ricercatori, popolerebbero il sottosuolo del Pianeta Rosso, a cominciare dalla sua sub-superficie (ossìa quello strato di terreno che si trova poco al di sotto del Datum - e cioè dai 20/30 cm sino a poche decine di metri di profondità).

Fantasia sfrenata anche questa? Fantascienza-trash? Giudicatelo Voi.

Se avete altre ipotesi da suggerire oppure se desideraste integrare e/o correggere le due che Vi abbiamo proposto...scrivete!
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Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-04.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-04.jpgThe Bright Dunes of Thaumasia (photo-composite - possible Natural Colors; credits: Dr Paolo C. Fienga - Lunar Explorer Italia)71 visitenessun commento6 commentiMareKromium
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-05.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-05.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (CTX Frame - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)54 visiteLe "Dune Luminose" di Thaumasia: per una Scuola di Pensiero si tratta di tubazioni, un tempo interrate, le quali sono state poi riportate alla luce dalla combinazione di azioni geologiche (da un lato) e meteorologiche (dall'altro). Tubazioni metalliche i cui scopi sono un mistero che, probabilmente, è destinato a rimanere tale.
Per altri Ricercatori, invece, si potrebbe trattare di spezzoni visibili di tunnel traparenti i quali, sempre a causa del concorso fra azioni geologiche (sismi, subsidenze, fratture tettoniche etc.) ed azioni meteorologiche (piogge torrenziali, alluvioni, venti et sim.), sono "emersi" dalle profondità del Pianeta Rosso sino a rendersi, in parte, visibili.
Per altri ancora, infine, si potrebbe trattare delle strutture che reggevano i tunnels di cui sopra (diciamo gli scheletri di queste ipotetiche costruzioni).

Per la NASA, si tratta di "ripples", ossìa di dune costituite da sabbie rapprese e, nel tempo, divenute simili a rocce (ancorchè - relativamente - fragili).
L'ESA è d'accordo con questa costruzione ma - e diremmo "ovviamente" - nè la NASA, nè l'ESA spiegano il motivo di questa albedo così inusuale per delle strutture rocciose.

Noi, come Gruppo di Ricerca Indipendente, riteniamo che queste strutture sìano, di fatto, dei rilievi naturali. Il motivo della loro "luminosità", come Geologia e Razionalità ci suggeriscono, dovrebbe essere ricercato - prima di lasciarsi andare a teorizzazioni esotiche (e prive di fondamenta) - nella composizione di questi rilievi. Svariate aree di Marte "brillano" e, come Spirit stesso ha già evidenziato, la superficie di Marte è ricca di sali e di sostanze aventi una natura ed una struttura cristallina.

Forse, prima di pensare a "tubi" e "tunnel", varrebbe la pena di pensare anche a sali, quarzi, superfici vetrificate e - perchè no? - ghiaccio.

Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-06.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-06.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (EDM n.1 - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)56 visitenessun commento1 commenti
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-07.jpg
Thaumasia_Region-The_Electric_Dunes-07.jpgThe "Bright Dunes" of Thaumasia (EDM n.2 - Enhanced Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)66 visiteUn piccolo commentino di chiusura: nessuno sa con esattezza di che cosa si tratti, ma una cosa è certissima (ed è un vero peccato che NESSUNO, MAI, si sia soffermato a valutarla e sottolinearla): si tratta di un'autentica Meraviglia Planetaria.

Un qualcosa che, forse, fra 1000 anni, costituirà mèta per Turisti Spaziali provenienti dalla Terra...e non solo.
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