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Risultati della ricerca nelle immagini - "Marineris"
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Beatis_Mensa-PIA14467-PCF-LXTT.jpgBeatis Mensa (Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)118 visitenessun commentoMareKromium
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Coprates_Catena-h0438_0000_nd3-00-PCF-LXTT.jpgFrame Mars Express n. h0438_0000_nd3 (natural colors - elab. Lunexit) 58 visitenessun commentoMareKromium
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Coprates_Catena-h0438_0000_nd3-00.jpgSulphates in Coprates Catena? (CTX Frame - Natural Colors; credits for the Additional Process. and Color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)76 visitenessun commentoMareKromium
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Coprates_Catena-h0438_0000_nd3-01.jpgSulphates in Coprates Catena? (EDM - Natural Colors; credits for the Additional Process. and Color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)94 visitenessun commentoMareKromium
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Coprates_Labes_Canyon-Tra_000849_1675_red~1.jpgUnusual Landforms or...Something more?!?159 visiteUn ottimo lavoro di osservazione ed estrapolazione realizzato dal nostro caro Amico e Socio Lorenzo Leone ci riporta ad una (ormai) annosa e vexata questione: alcuni rilievi di Marte, nella loro "stranezza", restano rilievi naturali o si tratta di remnants di strutture artificiali?
Voi, cari Amici, la nostra posizione la conoscete; ma per questa volta - e diremmo con buona ragione - ci piace citare Lorenzo:"...Prendendo in esame una delle ultime immagini pubblicate, Coprates Labes, mi sono voluto divertire analizzandola nel tentativo di catturare le forme più strane (e sicuramente più fantasiose), ma di sicuro interesse.
Le immagini parlano da sole: abbiamo 2 possibili piramidi ed un "fortino".
Un gioco di luci ombre, aiutato da oggetti particolari, ma fantasticare e analizzare non nuoce certamente.
Ed è certo che Marte, almeno per me, riesce sempre a stupire...".

E noi condividiamo al 100%!
MareKromium
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ESP_012625_1720_RED_abrowse.jpgSulfate Strata in Ius Chasma (Natural Colors; credits: Lunexit)56 visite...Ed ora, dato che al peggio ed al ridicolo non c'è mai fine, ci aspettiamo che qualcuno trovi una "Scritta", da qualche parte, che indichi questi depositi di Solfati...MareKromium
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ESP_014432_1685_RED_abrowse.jpgTerraced Unnamed Crater (Natural Colors; credits: Lunexit)65 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_022632_1670_RED_abrowse-PCF-LXTT-00.jpgFeatures of the Valles Marineris (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)206 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_022949_1650_RED_abrowse-PCF-LXTT.jpgLayering in Valles Marineris (Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)152 visitenessun commentoMareKromium
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ESP_024584_1655-PCF-LXTT-00.jpgProximities of the Valles Marineris Canyon System (CTX Frame "A" - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)210 visiteMars Local Time: 14:30 (early afternoon)
Coord. (centered): 14,2° South Lat. and 302,2° East Long.
Spacecraft altitude: 266,9 Km (such as about 166,8 miles)
Original image scale range: 53,4 cm/pixel (with 2 x 2 binning) so objects ~ 1 mt and 60 cm across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 6,4°
Phase Angle: 49,1°
Solar Incidence Angle: 44° (meaning that the Sun is about 46° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 20,1° (Northern Spring)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
MareKromium
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ESP_024584_1655-PCF-LXTT-01.jpgProximities of the Valles Marineris Canyon System (CTX Frame "B" - Absolute Natural Colors; credits for the additional process. and color.: Dr Paolo C. Fienga - Lunexit Team)213 visiteMars Local Time: 14:30 (early afternoon)
Coord. (centered): 14,2° South Lat. and 302,2° East Long.
Spacecraft altitude: 266,9 Km (such as about 166,8 miles)
Original image scale range: 53,4 cm/pixel (with 2 x 2 binning) so objects ~ 1 mt and 60 cm across are resolved
Map projected scale: 50 cm/pixel
Map projection: EQUIRECTANGULAR
Emission Angle: 6,4°
Phase Angle: 49,1°
Solar Incidence Angle: 44° (meaning that the Sun is about 46° above the Local Horizon)
Solar Longitude: 20,1° (Northern Spring)
Credits: NASA/JPL/University of Arizona
Additional process. and coloring: Lunar Explorer Italia
MareKromium
EXOGEOLOGY-004.jpg
EXOGEOLOGY-004.jpgThe Valles Marineris on Mars55 visiteSe tornassimo indietro nel tempo, diciamo di un tre miliardi di anni, e osservassimo Marte con un telescopio, con ogni probabilità vedremmo un pianeta completamente diverso da come esso ci appare oggi.
Più della metà della superficie planetaria, infatti, risulterebbe occupata da un immenso Oceano: l’Oceano Boreale (Oceanus Borealis).

La presenza di questo Oceano - profondo, probabilmente, fino ai 500-1500 metri, doveva provocare perturbazioni inerziali che necessitavano di essere bilanciate, affinché la rotazione di Marte fosse coerente, costante e continua.

Sulla Terra, la presenza dell’Oceano Pacifico genera una situazione analoga a quella del passato marziano.

La condizione di "quasi-equilibrio rotazionale" è raggiunta sostanzialmente in questo modo: le masse crostali emerse a formare i continenti sono disposte in gran parte sull’emisfero opposto al Pacifico. La densità media delle rocce costituenti le terre emerse che si ergono fino a formare catene montuose e altipiani viene controbilanciata dalla somma della densità delle rocce oceaniche, più la densità della massa d’acqua ad esse sovrastante.
Lo spessore della crosta oceanica è inferiore, in effetti, allo spessore della crosta continentale e questo è dovuto al valore della densità media delle rocce oceaniche (3,00 g/cm3) la quale è maggiore della densità media delle rocce continentali (2,7 g/cm3).

Il principio che governa le quote di giacitura di questi corpi rocciosi prende il nome di "Isostasia" e riguarda fondamentalmente il galleggiamento della crosta superficiale rigida sulla sottostante porzione di mantello astenosferico, caratterizzato da un comportamento fluido-plastico. L’equilibrio del sistema, comunque, non è totalmente raggiunto ed è per questo motivo che si riscontrano anomalie rotazionali quali la "Nutazione Libera di Eulero-Chandler", che consiste in oscillazioni dell’Asse di Rotazione Terrestre con un periodo di 430 giorni ed una ampiezza di 0,1".

Se l’evaporazione dell’Idrosfera di Marte fu sufficientemente lenta, si può ragionevolmente supporre che i bilanciamenti isostatici avvennero gradualmente, attraverso milioni di anni e sfruttando - forse - una plasticità residua dei Corpi Geologici Marziani.

Se, al contrario, ciò che avvenne fu una rapida essiccazione (sulle cui cause, ad oggi, non ci è dato sapere nulla), è logico immaginare che i suddetti bilanciamenti avvennero in modo traumatico, attivando una geodinamica - per così dire - più aggressiva e caratterizzata dalla verificazione di eventi catastrofici concorrenti e/o rapidamente sequenziali (exx.: cicli di terremoti ad alta magnitudo; eventi magmatici - eruzioni - immensi dovuti alla risalita repentina verso la superficie del mantello fuso et sim.).

Qualunque sia la Verità, noi possiamo dire che questo processo potrebbe spiegare, fra le altre cose, l’esistenza di estese depressioni tettoniche come, appunto, la Valles Marineris.

Potremmo, dunque (ed alla luce di quanto scritto fin’ora), affermare che la differenza di quota presente tra un Emisfero Marziano e l’altro potrebbe essere dovuta alla verificazione di un processo simile a quello terrestre?

Ebbene la risposta è "si": è molto probabile.
3 commentiMareKromium
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