
SOL177-MF-MicroscopicImager.jpgPossible Evidence of a Martian "Shell-like" Lifeform - Sol 177 (Natural Colors; credits: Lunexit)117 visiteProbabilmente solo i Lettori di "vecchia data" di Lunexit ricorderanno la "conchiglietta spiraliforme" (tipo quelle in cui si insediano i piccoli crostacei noti come "Paguri") che, visibile nei primissimi Soles di Spirit, battezzammo "Ginny".
Ebbene, "Ginny is back", nel Sol 177: il dettaglio - a nostro parere inequivocabile, indicato dalla freccia bianca ed ingrandito nell'inset in basso a Dx del frame - ci dice che si tratta di qualcosa che difficilmente potrebbe essere il risultato di aberrazioni del frame, effetti di pareidolìa, chiaro-scuri ingannevoli e sviste vere e proprie.
Osservate Voi stessi: la natura spiraliforme del particolare è evidente, così come è evidente l'esistenza di una parte più ampia (in alto) che via-via si riduce sino a formare una sorta di punta.
La "conchiglietta", inoltre, non sembra affatto un fossile (anche se non lo si può escludere) e pare altresì essere avvolta e parzialmente ricoperta da una sostanza - in apparenza viscosa e - traslucida, piuttosto "granulosa".
Parlare di Evidenza di una Forma Vitale Marziana Indigena forse è - al momento - eccessivo; ma che il particolare evidenziato in questo frame abbia MOLTISSIMO in comune (se non altro da un punto di vista "visivo") con le conchigliette tipiche dei fiumi e delle acque stagnanti - anche salate - Terrestri, a noi sembra un fatto.
Poi, come forse è giusto che sia, sulla Natura di questi rilievi se ne potrà discutere ad infinitum, ma quello che a noi sorprende SEMPRE è il dato per cui nè la NASA, nè qualsiasi altra Istituzione Scientifica (Università, Enti di Ricerca Privati e Pubblici, Ricercatori Indipendenti etc.) riesce MAI ad individuare e discutere, pubblicamente, particolari simili.
Sarà la "paura di sbagliare" e di "rendersi ridicoli" davanti al Mondo a fermare gli "Scienziati"? Probabilmente si.
Ed allora "qualcuno che azzardi" e "si scopra", a rischio di sbagliare e di perdere credibilità (ma nel nome di un Bene Superiore, che ci piace chiamare "Progresso"), diventa essenziale.
Diventa necessario.
Ed è per questo che le Istituzioni come Lunar Explorer Italia (che esplorano Terre Incognite con ovvio pragmatismo, ma anche con la mente "OPEN") DEVONO esistere.
Ed è per questo che, se Lunar Explorer Italia non esistesse, bisognerebbe inventarla...MareKromium
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SOL914-2P207502407EFFAS00P2279R1M1-B.jpgMartian "Snail" (detail mgnf) - Sol 914165 visite...incommentabile...
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The_Crypt-02.jpgThe "Foraminifera"99 visiteI Foraminiferi (Foraminifera) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici.
Abitano tutti gli ambienti marini, dall’intertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Periodo Fanerozoico) invasero l'intero l’ambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula è protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro).
La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilità nelle rocce sedimentarie di origine marina.
I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:
Foraminiferi planctonici: di dimensioni intorno ai 100 micrometri.
Foraminiferi bentonici: di dimensioni che possono variare dai 100 micrometri al millimetro.
Tra i bentonici abbiamo un'ulteriore suddivisione: epifaunali, che possono essere sessili, oppure vagili attraverso l’uso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma); oppure infaunali, che vivono entro il substrato.
I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.).
In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari.
Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici.
Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.
Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso ed intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche.
Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.
Nota Lunexit: le somiglianze, fisiche, somatiche e concettuali, tra questi "Foraminiferi" e le (alcune) "Pseudo-rocce Marziane" sono, a nostro parere, incredibili e potenzialmente sconvolgenti. Leggete, osservate, confrontate e pensateci sopra...
MareKromium
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ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-ZZ-Martians.jpgThe "Extremophiles": the real "Martians" and "Titanians" (so far...) - (1)96 visiteCaption NASA originale:"These close-up images, taken by an electron microscope, reveal tiny one-cell organisms called Halophiles and Methanogens. In a 2-year laboratory study, scientists subjected these organisms to increasingly lower temperatures to determine the coldest temperatures at which the microbes could survive and reproduce. The study shows the microbes could survive at below-freezing temperatures and are within the temperature range on present-day Mars. The organisms also developed a defense mechanism that protected them from cold temperatures.
The Halophiles and Methanogens are part of a hardy group of microbes called Extremophiles, which thrive in the harshest environments on Earth".
Nota: ed ecco un nuovo "tentativo" - a nostro parere - di spezzare la "cortina di ferro" che circonda le plausibili forme di Vita (in termini terrestri o simil-terrestri) che si potrebbero/dovrebbero individuare su Marte e Titano.
Il tentativo di divulgazione è interessante e saggiamente concepito (anche se prevedibile): "...per iniziare a dire qualcosa sulla "Vita Altrove" si può partire dai micro-organismi (che il 99% della gente comune non sa neppure che cosa sìano esattamente) e vedere che cosa succede...". Certo, una buona idea: per smantellare l'antropocentrismo ed iniziare a vedere l'Uomo come "parte del tutto" (una "parte" tutt'altro che nobile e centrale) questo approccio è anche apprezzabile...Ma quanto durerà? Per quanto tempo dovremo sentir parlare dei micro-organismi, prima di iniziare ad avere informazioni attendibili sul come stanno esattamente le cose? Mesi? Anni? Secoli?
Quanto tempo è passato prima di "riabilitare" Galileo?... Quanto tempo passerà prima di "vedere le stelle"?!?
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